Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari!
Scarica Google Chrome
   Ritorna all'inzio

Risposte (15)

bttclaudio 15-01-2013
La concuetudine è un comportamento che ripetuto nel tempo acquista un valore giuridico
Commenta 
saraaa87 15-01-2013
è la ripetizione uniforme e costante di un comportamento accompagnata dalla convinzione della sua rispondenza ad un precetto giuridico
Commenta 
daniela vita 15-01-2013
La consuetudine, anche detto uso normativo, è una fonte del diritto. Essa consiste in un comportamento costante ed uniforme (diuturnitas), tenuto dai consociati con la convinzione (opinio iuris) che tale comportamento sia doveroso o da considerarsi moralmente obbligatorio. Esistono tre diversi generi di consuetudini: Consuetudo secundum legem (secondo la legge): è la consuetudine che opera in senso integrativo della norma di legge: ad esempio laddove si sforza di dare un significato particolare ad un elemento della norma per renderlo più adeguato agli usi locali o alle mutate esigenze sociali (consuetudine interpretativa); Consuetudo praeter legem ("oltre la legge"): è quella consuetudine che disciplina un ambito non ancora disciplinato dalla legge; Consuetudo contra legem ("contro la legge"): è quella consuetudine che opera in direzione opposta al precetto legislativo non potendo così produrre effetti giuridici.
Commenta 
ceciuppy 15-01-2013
La consuetudine (o uso) è una fonte non scritta e non statuale del diritto. La consuetudine consiste in un comportamento ripetuto, generale ed uniforme del corpo sociale compiuto in una determinata circostanza con la convinzione psicologica di rispondere ad un obbligo giuridico. E' necessario che tale comportamento coinvolga il corpo sociale nella sua globalità, non basta infatti il comportamento di poche persone per fare una consuetudine. Le principali caratteristiche della consuetudini sono: Elemento materiale. Il comportamento generale e ripetuto. Elemento psicologico. La convinzione dell'obbligatorietà giuridica. Nella gerarchia delle fonti del diritto la consuetudine è una fonte non statale del diritto secondaria. L'efficacia della consuetudine è subordinata alla legge. L'importanza della consuetudine è modesta in Europa continentale data la prevalenza di fonti scritte. Nell'ordinamento giuridico dei paesi anglosassoni, invece, le consuetudini conservano una maggiore importanza nella gerarchia delle fonti del diritto. I principali tipi di consuetudini nel diritto sono le consuetudini secondum legem, le consuetudini autonome, le consuetudini praeter legem e le consuetudini contra legem.
Commenta 
darcy 15-01-2013
La consuetudine è un comportamento costante ed uniforme (diuturnitas), tenuto dai consociati con la convinzione (opinio iuris) che tale comportamento sia doveroso o da considerarsi moralmente obbligatorio.
Commenta 
gianluca-1992 25-03-2013
E' un comportamento che si ripete costantemente nel tempo in un dato contesto geografico al punto tale da acquisire carattere vincolante, pur non avendo valore giuridico e secoli addietro, poichè si era in carenza di codici e testi normativi scritti, le consuetudini acquisivano rango di legge tra la gente
Commenta 
gcam 28-03-2013
comportamento che ripetuto nel tempo acquista un valore giuridico
Commenta 
nocciolina 02-04-2013
si parla di consuetudine in ambito giuridico come della fonte di diritto grazie alla quale da un comportamento costante e continuo nel tempo si acquista valere giuridicamente rilevante ai fini delle fonti
Commenta 
alessandro_s 07-04-2013
è comportamento ripetuto nel tempo, che diventa una costante in quanto è un azione svolta in modo lecito da un gruppo di persone. non deve essere mai contrario alle legge è un po come un Uso, un azione che diventa giusta da "fare" perche è fatta da tutti.
Commenta 
elisabetta3 07-04-2013
La consuetudine (o uso) è una fonte non scritta e non statuale del diritto. La consuetudine consiste in un comportamento ripetuto, generale ed uniforme del corpo sociale compiuto in una determinata circostanza con la convinzione psicologica di rispondere ad un obbligo giuridico
Commenta 
annagiury 08-04-2013
A ciò che hanno già detto, devi aggiungere che si caratterizza per un elemento oggettivo, ovvero la diurnitas (comportamento assunto per molto tempo) e l'elemento soggettivo, la opinio iuris ac necessitatis (convinzione che quel comportamento sia giusto e necessario da seguire). In più ricorda che nel medioevo la consuetudine era la massima fonte del diritto, di un pluralismo che solo il diritto comune tentò di arginare.
Commenta 
alex11mary 17-04-2013
comportamento costantemente tenuto dai consociati nella convinzione che tale comportamento sia obbligatorio secondo l ordinamento giuridico.(diurnitas e opinio juris ac necessitai)
Commenta 
jn92 29-04-2013
la consuetudine sono forme di comportamento rilevanti per l'ord. giuridico alla quali si ricollega una certa disciplina.
Commenta 
M.Bettoni 27-06-2013

La consuetudine è un comportamento abitudinario. In ambito legale dev'essere un comportamento tenuto da una parte rilevante di una comunità o un gruppo abbastanza esteso perché sia rilevante.

Rilevanti ai fini di qualsiasi ordinamento ne esistono di tre tipi:

-Secundum legem (ossia in senso conforme alla legge)

- Praeter legem (ovvero oltre la legge)

- Contra legem (ossia in senso contrario alle indicazioni della legge)

Di queste, solo la consuetudine secundum legem può diventare una fonte secondaria dell'ordinamento italiano (ovvero un giudice può tenerne conto ai fini delle proprie decisioni), in quanto non solo asseconda e obbedisce ai dettami della legge scritta, ma a volte addirittura la aiuta con sostanziali interpretazioni "nei fatti" di tali dettami. Quella praeter legem è invece tollerata, ma viene generalmente considerata estranea al tessuto normativo, al pari ad esempio del punto "varie ed eventuali" in un ordine del giorno, che non ha alcun genere di valore rispetto agli altri punti del programma della relativa riunione e non ne fa quindi sostanzialmente parte. La consuetudine contra legem invece non ha rilevanza giuridica alcuna, perché si tratta di un'abitudine in senso contrario, di sostanziale disapplicazione di una legge, indipendentemente dalle ragioni che tale comportamento possa avere. Tale pratica può essere anche "pericolosa" perché, a seconda del tipo di legge ignorata o sostanzialmente disapplicata, si potrebbe incorrere in sanzioni amministrative o penali.

 

Un discorso a parte merita la consuetudine in ordinamenti diversi da quello italiano: i sistemi anglosassoni (o di Common Law) infatti sono sostanzialmente basati su antiche consuetudini e sul valore vincolante dei precedenti. In diritto canonico addiritura il discorso fatto sopra ha una valenza relativa, perché è espressamente previsto dal Codice di Diritto Canonico che una consuetudine ininterrottamente osservata e documentata per un periodo di 10 anni dai fedeli ha addirittura il potere di cambiare o abrogare una data legge canonica.

Commenta 
rita.pu 01-07-2013

comportamento protratto nel tempo cge assume valore giuridico con il riconoscimento da parte dello stato

Commenta 

Inserisci la tua risposta

Domanda Chiusa

Domande correlate