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Risposte (7)

dabry 22-05-2012

IL TRASFERIMENTO D'AZIENDA Il trasferimento d'azienda si verifica quando cambia il titolare dell'attività, a seguito di operazioni quali cessione contrattuale, fusione, affitto, usufrutto. Il trasferimento può riguardare l'intera azienda o parte di essa e in questo caso si parla di trasferimento di ramo d'azienda. Questo ultimo tipo di trasferimento è ammissibile solo se la parte di azienda che si intende trasferire è funzionalmente autonoma al momento del trasferimento (con il Dlgs 276/2003 non è più necessario che tale autonomia sia preesistente al trasferimento).  CARATTERISTICHE  Quando vi è il trasferimento dell'azienda o di un ramo di essa cambia il titolare dell'attività e quindi cambia il datore di lavoro. La legge tutela il lavoratore con alcune disposizioni specifiche e prevede che in caso di trasferimento: 

  • il rapporto di lavoro non si estingue, ma continua con il nuovo titolare dell'azienda; il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano
  • il lavoratore può chiedere al nuovo datore di lavoro il pagamento dei crediti da lavoro che aveva maturato al momento del trasferimento; il nuovo datore di lavoro è pertanto obbligato in solido con il vecchio titolare per tali crediti
  • nel caso di stipulazione di un contratto d'appalto tra azienda d'origine e ramo trasferito, il lavoratore dipendente di questo ultimo può agire in giudizio direttamente nei confronti dell'azienda di origine per obbligarla al pagamento dei debiti che questa ha contratto con il ramo trasferito
  • il nuovo titolare deve continuare ad applicare il contratto collettivo nazionale, in vigore al momento del trasferimento, fino alla sua scadenza
  • il trasferimento d'azienda non costituisce motivo di licenziamento se il trasferimento si verifica in imprese che occupano più di 15 dipendenti, è obbligatorio per il datore di lavoro avvertire con comunicazione scritta, almeno 25 giorni prima dell'atto di trasferimento, le rappresentanze sindacali che avviano procedure di analisi e verifica necessarie alla tutela dei lavoratori 

ATTUAZIONE  La disciplina è immediatamente operativa.  NORMATIVA DI RIFERIMENTO 

  • Decreto legislativo 276/2003, art. 32
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frazzy 22-05-2012

Il trasferimento d'azienda

Per trasferimento si intende qualsiasi operazione che comporti il mutamento della titolarità dell’azienda a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato. 

È consentito all’imprenditore cedente di trasferire automaticamente i dipendenti addetti all’entità trasferita, senza il loro consenso.

Il trasferimento di singole unità produttive dette rami d’azienda, è possibile purché questo sia suscettibile di costituire un compiuto strumento di impresa. Il legislatore del 2003 ha stabilito che per l'applicazione dell'art 2112 cc è sufficiente che la porzione di attività ceduta sia dotata di autonomia funzionale, cioè di coesione funzionale ed organizzativa. L’autonomia funzionale del ramo d’azienda può anche non sussistere prima della operazione traslativa ma sorgere solo al momento del trasferimento e non sussistere prima.

L’art 2112 c.c. stabilisce determinate tutele nei casi di trasferimento:

  • conservazione dei diritti

  • continuità del rapporto di lavoro: il rapporto prosegue immutato in tutti i suoi aspetti contenutistici e si considera unitario e senza alcuna interruzione.

  • solidarietà passiva in capo al cessionario in ordine ai crediti maturati dal lavoratore nel corso del rapporto con il primo datore.

  • viene garantito ai lavoratori ceduti l'applicazione dei contratti collettivi che disciplinavano il rapporto di lavoro prima del trasferimento. Viene così conferita ai contratti collettivi una sorta di ultrattività. Tuttavia, se il cessionario applica uno specifico contratto collettivo, tale disciplina prevale a sostituisce subito quella del contratto collettivo in precedenza applicato dal cedente. Tale effetto sostitutivo però si produce esclusivamente tra contratti collettivi del medesimo livello.

Una deroga alle garanzie in favore dei lavoratori si ha solo nel caso in cui ci sia l'ipotesi di stato di crisi dell’azienda: in questo caso essa può ricorrere alla cassa integrazione. Se viene raggiunto un accordo sindacale anche parziale dell’occupazione, le garanzie dei diritti vengono ristrette e spesso azzerate. I diritti dunque non vengono conservati.

Al lavoratore che non accetta il trasferimento non resta che dare le sue dimissioni: il nostro ordinamento non configura la possibilità di rifiutare il trasferimento.

Se entro 3 mesi dallo spostamento, il lavoro subisce una sostanziale modifica, il lavoratore ha la facoltà di dimettersi: in altre parole, il lavoratore può dimettersi, entro 3 mesi dal trasferimento, con gli effetti della giusta causa, cioè senza dare preavviso e ricevendo l’indennità sostitutiva del preavviso.

Tutela particolare è riservata ai lavoratori inseriti in aziende con più di 15 lavoratori: cedente e cessionario devono comunicare x iscritto ai sindacati l’intenzione di trasferire l’azienda o un ramo almeno 25 giorni prima del perfezionamento dell’atto di rilevanza giuridica. FASE 1: INFORMAZIONE.

I sindacati entro 7 giorni dal ricevimento possono chiedere un confronto con susseguente esame congiunto con i soggetti sindacali richiedenti. FASE 2: ESAME CONGIUNTO, fase ideale per formare un contratto collettivo d’ingresso alla nuova azienda.

Il mancato rispetto degli obblighi di informazione rientra nell’ambito della CONDOTTA ANTISINDACALE ex art 28 Statuto dei lavoratori. La violazione non incide sulla validità della transazione, ma il giudice può decidere di invalidare il negozio giuridico in questione.

 

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