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Istituzioni di Diritto Romano - Estratto del documento

Appunti, Istituzioni Di Diritto Romano

Invia: 12 maggio 2012
Estratto
6016 – ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO
CLMG (8 cfu – I semestre del 1° anno)

Testi d'esame - E. CANTARELLA, Istituzioni di diritto romano, Milano, Cuem.

Prof. Antonio Banfi

Anno accademico 2006/2007 Classe 20

FONTI DI COGNIZIONE - Giuridiche (o tecniche): opere dei giuristi, documenti o reperti che riportano direttamente norme giuridiche o applicazioni di queste. - Extragiuridiche (o atecniche): tutti gli altri documenti o reperti da cui indirettamente si desumono informazioni (principalmente opere di letteratura, di storiografia e di lingua). A- DALLA NASCITA DI ROMA (VIII A.C.) ALLA METÀ DEL III A.C. - Extragiuridiche (quasi tutte): autori non giuristi greci e latini (Plauto, Terenzio, Cicerone, Varrone, Livio, Plutarco). - Giuridiche (solo fonti materiali): epigrafi e reperti archeologici (reperto con iscrizione di regola giuridica o decisione giudiziale rinvenuto nel Foro romano, sotto il lapis niger, la pietra sotto la quale si sarebbe trovata la tomba di Romolo). B- DALLA METÀ DEL III A.C. ALLA METÀ DEL III D.C. - Giuridiche: Institutiones di Gaio (giurista provinciale dell’età degli Antonini), papiri e tavolette cerate con riportati atti giuridici (sentenze, testamenti, contratti di matrimonio, verbali di udienza). - Extragiuridiche: Cicerone, Quintiliano, Catone, Plinio il Vecchio, Giovenale e Marziale (satira), Catullo, Ovidio e Tibullo (elegia). C- DALL’ANARCHIA MILITARE ALLA MORTE DI GIUSTINIANO (DALLA METÀ DEL III D.C. AL VI D.C.) Dalla necessità pratica di ordinare il crescente numero di costituzioni imperiali e opere della giurisprudenza, nascono le prime raccolte private di leggi e di pareri. - Codices (dal fascicolo di fogli di pergamena) = collezioni di leges, composte di brevi massime che esprimevano i principi regolatori dei vari casi concreti: Codex Gregorianus e Codex Hermogenianus (età di Diocleziano). - Collezioni di iura: Tituli di Ulpiano e Sententiae di Paolo. - Raccolte di leges e iura: Fragmenta Vaticana. - Corupus Iuri
s Civlis di Giustiniano: Codice (534), Digesto (533), Istituzioni, Novelle. FONTI DI PRODUZIONE A1- ETÀ ARCAICA 1- Consuetudine. Si ritiene che i mores maiorum nascessero a partire da una decisione giudiziale, da una sentenza emessa dal re. 2- Leges regiae. Disposizioni attribuite ai diversi re di Roma, da cui emerge il carattere sacrale del potere del re e quello religioso delle prime norme giuridiche. 3- Interpretazione pontificale. In origine i pontefici creavano ed interpretavano il diritto, poi, a partire dal V a.C., persero questo monopolio (il leggendario pontefice Sesto Papirio, il decemviro Appio Claudio, il censore Appio Claudio Cieco). 4- XII tavole = ius legitimum vetus. Legge emanata nel 451-450 a.C da un magistratura straordinaria di dieci uomini sia patrizi che plebei, nominata a seguito di una lotta della plebe per sottrarre ai patrizi l’esclusività nell’amministrazione della giustizia. A2- PRIMA ETÀ REPUBBLICANA 1- Legge comiziale = ius legitimum novum (anche le leges publicae sono attratte nella sfera dello ius). La lex era una norma giuridica che esprimeva la volontà popolare, era una deliberazione vincolante, approvata dal popolo, a questo scopo riunito nei comizi centuriati da un console o un pretore (ius agendi cum populo). Gaio: lex est quod populus iubet atque constituit. - Iter legis: Promulgatio – trinundinum (contiones) – uti rogas/antiqua.

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- Corpo elettorale e sistema di voto: tutti i cittadini avevano diritto di voto, indipendentemente dal censo. I comizi centuriati riunivano la popolazione in base all’appartenenza ad una delle cinque classi di censo, queste classi erano organizzate in centurie per un totale di 193, ogni centuria può esprimere un voto, ma 98 di esse appartenevano alla prima classe. 2- Plebiscita. Lex Hortensia (287 a.C.) stabilì che i plebisciti, le deliberazioni prese dalla plebe riunita in assemblea, universum populum tenerent. B- DALLA METÀ DEL III A.C. ALLA METÀ DEL III D.C. 1- Ius respondendi.
Diritto di dare pareri ex auctoritate principis, quindi con valore di legge (Papiniano, Paolo, Ulpiano e Modestino). Nelle età precedenti i responsa prudentium (i pareri dei giuristi) avevano valore di legge quando erano concordi, in realtà però non creavano norme, individuavano solo quali applicare in relazione al caso concreto. 2- Ius honorarium = complesso delle regole introdotte dai magistrati nella loro attività giurisdizionale. Le leges Liciniae Sextiae (367 a.C.) attribuirono al praetor urbanus la giurisdizione civile. A partire dalla fine della prima guerra punica (242 a.C.) venne istituito il praetor peregrinus, incaricato della giurisdizione civile in caso di controversie tra stranieri, o tra romani e stranieri. Interdicta = primi interventi del pretore urbano a tutela di situazioni soggettive. L’introduzione del processo per formulas (perché basato su un documento scritto, chiamato forumula), incrementò l’attività giurisdizionale dei magistrati. Edictum perpetuum = programma redatto dal magistrato ad inizio carica in cui esponeva i criteri a cui si sarebbe attenuto nella sua attività di giurisdizione. Papiniano: supplendi vel adiuvandi vel corrigendi iuris civilis causa. 3- Senatusconsulta. Il Senato con l’avvento del Principato dapprima diede pareri di diritto pubblico e privato, di fatto vincolanti per i magistrati giudicanti, poi introdusse direttamente nuove norme, poi a partire dal II d.C. le proposte di senatoconsulti vennero sempre più spesso fatte dal principe stesso e l’approvazione del Senato era una formalità. 4- Constitutiones: edicta (norme di carattere generale e astratto), mandata (ordini e direttive generali indirizzate ai governatori delle province), rescripta (pareri vincolanti del principe su questioni sottoposte a suo giudizio da privati o funzionari), decreta (sentenze sia in materia di diritto privato che penale). Ulpiano: quod principi placuit legis habet vigorem. (- Consuetudine) C- DALL’ANARCHIA MILITARE ALLA
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