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Slide di Diritto Privato - Le Fonti del Diritto - Parte 1 - Sbordone, Slide di Diritto Privato. Seconda Università di Napoli

Diritto Privato

Descrizione: Corso di Istituzioni di Diritto Privato - Parte prima - Nozioni introduttive e principi fondamentali sulle Fonti del diritto
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Universita: Seconda Università di Napoli
Indirizzo: Giurisprudenza
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Seconda Università degli Studi di Napoli

Facoltà di Giurisprudenza

Corso di Istituzioni di Diritto Privato

Parte prima - Nozioni introduttive e principi fondamentali

Fonti del diritto

Prof. Francesco Sbordone

Fonti del Diritto Atti o fatti dell’ordinamento idonei a creare,

modificare o estinguere norme giuridiche

Realizzata dalla corretta interpretazione del giurista che

ricompone le molteplici fonti in coerenza costituzionale

Fonti Costituzionali : Costituzione e leggi costituzionali

Fonti Comunitarie: Atti normativi dell’Unione Europea

Fonti Internazionali: Trattati internazionali

Fonti Primarie: Leggi ordinarie statali, decreti legislativi,

decreti legge, regolamenti parlamentari,

referendum abrogativo di leggi ordinarie,

leggi regionali, atti aventi forza di legge

Fonti Secondarie: Regolamenti amministrativi

Fonti Terziarie: Consuetudini

Pluralità delle fonti

Gerarchia

Unitarietà dell’Ordinamento

Norme costituzionali

• Le norme costituzionali sono in una situazione di “supremazia” rispetto alle altre, al vertice della gerarchia delle fonti.

• Tali norme sono direttamente applicabili nei rapporti di diritto civile.

• La Costituzione è rigida: può essere modificata soltanto con una maggioranza qualificata dal Parlamento, diversamente da quanto previsto per le leggi ordinarie.

Fonti Comunitarie Norme del Trattato

Regolamenti Art. 249 (ex 189) comma 2, Tratt.

CE:

Il regolamento ha portata generale.

Esso è obbligatorio in tutti i suoi

elementi e direttamente applicabile in

ciascuno degli Stati membri, anche nei

rapporti tra cittadini.

Direttive - Non Direttamente Applicabili (possono tuttavia valere

come parametro per

l’interpretazione del diritto

interno )

Art. . 249 (ex 189)

comma 3, Tratt.

CE:

La direttiva vincola lo stato membro

cui è rivolta per quanto riguarda il

risultato da raggiungere, salvo restando

la competenza degli organi nazionali in

merito alla forma e ai mezzi. Può essere derogata dalla legislazione interna, purchè non vengano messi a repentaglio i principi della direttiva (c.d. vincolatività di principio).

- Direttamente

Applicabili (nei rapporti tra cittadino ed

autorità statale)

Condizioni per l’applicabilità:

1. scadenza del termine concesso allo

Stato membro per il recepimento;

2. incondizionata

3. sufficientemente precisa

Altre Fonti Legge (fonte primaria): atto normativo di competenza del Parlamento (legge

ordinaria statale) o, in alcuni casi, della regione (leggi regionali).

Decreto legislativo (fonte primaria): adottato dal governo a seguito di legge parlamentare di delega.

Decreto legge (fonte primaria): adottato dal governo di propria iniziativa (senza precedente legge-delega) ma soltanto in circostanze straordinarie di necessità e di urgenza; deve essere convertito in legge (e deve essere presentato alle Camere per la sua conversione il giorno stesso), altrimenti perde efficacia.

Regolamenti (fonte secondaria): emanati da organi del potere esecutivo (Governo) o da altre Autorità nei limiti nei quali è loro attribuita una potestà in materia, di regola non attribuiscono particolari diritti, obblighi o facoltà ma ne regolano l’esercizio.

Usi o Consuetudini (fonte terziaria): fonte non statuale, non scritta (fonte- fatto), è regola di condotta osservata uniformemente e costantemente dai membri di una società con la convinzione di adempiere ad un imperativo giuridico. Non è ammesso l’uso contra legem, bensì vale se richiamata da altre fonti o per la disciplina di materia non altrimenti regolamentata.

Corte di Giustizia

Cura la corretta interpretazione ed applicazione del trattato

e, più in generale, l’interpretazione delle norme comunitarie.

Corte Costituzionale Giudice di Legittimità Costituzionale delle leggi e degli atti aventi

forza di legge (art. 134 Cost.)

Principi Principio di Democraticità

Democrazia È procedura di decisione che richiede un

libero confronto di opinioni e una

deliberazione, mediante voto non coartato,

con prevalenza della maggioranza sulla

minoranza, in un quadro di diritti

insopprimibili della minoranza.

Democraticità È principio di ordine pubblico posto a

garanzia della partecipazione della persona

(art. 2 cost.) all’interno della comunità

familiare e delle altre comunità intermedie.

La “persona” identifica il parametro di legittimità delle

deliberazioni della maggioranza; pertanto la decisione che

esclude la libertà di ciascuno di costruire da sé il proprio mondo

di relazioni non è da considerarsi legittima.

Per altro verso, l’ “eguaglianza” giustifica il diritto di

partecipazione di tutti alle decisioni.

Principi Principio di Eguaglianza

Eguaglianza

Formale “Tutti i cittadini […] sono eguali davanti alla

legge, senza distinzione di sesso, di razza, di

lingua, di religione, di opinioni politiche, di

condizioni personali e sociali” (art. 3 co. 1

cost.). Sostanziale “È compito della Repubblica rimuovere gli

ostacoli di ordine economico e sociale che,

limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei

cittadini, impediscono il pieno sviluppo della

persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti

i lavoratori all’organizzazione politica, economica

e sociale del Paese” (art. 3 co. 2 Cost.) Il principio di eguaglianza deve essere inteso in modo unitario,

esso non ammette letture parziali. La eguaglianza formale e quella

sostanziale sono in funzione reciproca; entrambe esprimono un

unico principio, quello dell’eguaglianza nella giustizia sociale.

DIFFERENZA

DISUGUAGLIANZA

È un dato fattuale (avere un certo colore

della pelle, certe credenze religiose,

preferenze politiche).

È un giudizio di valore (la valutazione che

una certa norma esprime, di favore o di

sfavore, si giustifica perché il soggetto ha

determinate caratteristiche).

Il rispetto del principio di eguaglianza impone:

1) di trattare situazioni eguali in modo identico

2) di disciplinare situazioni differenti e sperequate in modo diverso

La disparità normativa introdotta deve rispondere a

canoni di ragionevolezza. Un trattamento diseguale è

ragionevole se funzionale all’attuazione della eguale

dignità e sviluppo della persona.

Giustificazione disuguaglianza:

Principi Principio di Eguaglianza

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