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Diritto Costituzionale Comparato

Descrizione: Costituzioni comparate
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COSTITUZIONI COMPARATE
Bardusco - Furlan - Iacometti - Martinelli - Vigevani - Viviani Schlein
GIAPPICHELLI EDITORE -Torino
Introduzione. Percorsi di costituzionalismo europeo dal secondo conflitto
mondiale
1. Introduzione storica.
A seguito della Seconda Guerra Mondiale, in Europa si assiste ad un periodo di relativa tranquillità. Vi sono i
due grandi blocchi contrapposti nella Guerra Fredda: occidente in mano agli U.S.A. (Nato) e oriente sotto la
U.R.S.S. (Patto di Varsavia). Nella parte occidentale assistiamo ad una progressiva emancipazione dalle
dittature (le ultime Spagna, Portogallo e Grecia solo negli anni Settanta), cosa che non avviene invece in quella
orientale, soggetta all’Unione Sovietica (fino al 1989). Possiamo quindi distinguere 3 cicli di adesione allo
Stato Liberale:
- Nell’immediato dopoguerra F 0
E 0
Italia, Germania, Francia, Danimarca, Paesi Bassi.
- Anni ’70 F 0
E 0
Grecia, Portogallo, Spagna.
- Anni ’90 F 0
E 0
Paesi dell’ex U.R.S.S. e Balcani.
Negli anni ’90 bisogna anche ricordare la nuova Costituzione del Regno Unito (sotto T. Blair).
2. La nozione giuridica di Costituzione ed i processi costituenti.
Nozione di Costituzione:
Costituzione come espressione del potere costituente F 0
E 0
la sovranità appartiene al popolo.
Costituzione come norma giuridica superiorem non recognoscens F 0
E 0
è la fonte superiore di produzione del
diritto e le altre fonti trovano nella Costituzione la propria disciplina.
Costituzione come tavola nella quale sono scolpiti i “valori” condivisi, in un dato momento storico, da
un popolo e ritenuti ineliminabili per la pacifica convivenza F 0
E 0
democrazia, pluralismo, uguaglianza,
tutela dei diritti e delle libertà, doveri, protezione, …
Costituzione come limite al potere politico e, al contempo, come insieme di regole organizzative del
medesimo F 0
E 0
il potere politico deve rispettare regole giuridiche: vengono così impediti gli abusi.
Modalità di approvazione della Costituzione:
Elezione a suffragio universale dell’Assemblea Costituente, che redige il testo (Italia, Slovenia, Croazia,
Rep. Ceca).
Approvazione di un testo da parte delle Camere elettive che agiscono in base alla legalità costituzionale
(Polonia, Bulgaria).
Referendum per approvare un testo (Francia, Turchia).
3. L’organizzazione del potere politico negli ordinamenti costituzionali: la forma di stato.
Lo Stato è formato da tre elementi: popolo, territorio, sovranità. Parlare di forma di Stato significa identificare
questi elementi prendendoli singolarmente e nelle loro interazioni.
Nel secondo dopoguerra, la maggioranza degli ordinamenti che sono venuti a formarsi hanno assunto come
modello quello democratico-sociale, che tutela i diritti soggettivi (civili e politici) e che tutela il diritto sociale
fornendo il cosiddetto welfare (insieme di servizi di natura educativa, sanitaria, assistenziale e previdenziale).
Importante sottolineare anche il processo di decentramento amministrativo e il riconoscimento delle autonomie
territoriale, volte ad alleggerire la burocrazia statale.
Un particolare tipo di decentramento è lo Stato Federale (Germania, Austria, Belgio), che rapporta
verticalmente i propri apparati, che godono di una forte autonomia rispetto all’entità statuale centrale (a cui,
comunque devono far riferimento). In altri Paesi, come ad esempio Italia, Portogallo e Francia, vi è stato
l’interporsi di entità territoriali tra lo Stato ed enti locali: le Regioni.
4. L’organizzazione del potere politico: la forma di governo.
Per forma di governo si intende la disciplina dei rapporti tra gli organi costituzionali di vertice e, in particolare,
la distribuzione della funzione di indirizzo politico tra Parlamento, Governo e Capo dello Stato.
Il costituzionalismo europeo contemporaneo è caratterizzato dall’estesa diffusione del governo parlamentare,
inteso come regime politico di separazione dei poteri nel quale il Governo è responsabile avanti il Parlamento
elettivo e, per conservare i propri poteri, deve godere della sua fiducia. In tale regime, il Capo dello stato deve
delinearsi come organo neutrale.
Vi è poi la variante semipresidenziale: in tal caso, il regime politico è bi-rappresentativo in quanto all’asse
Parlamento-Governo si affianca un Presidente legittimato dal suffragio universale, che gode di un altro grado di
discrezionalità.
Non ha avuto seguito in Europa il modello presidenziale (U.S.A.), contraddistinto da una forte cesura tra potere
esecutivo e legislativo e da una forte concentrazione nelle mani del Capo dello Stato, eletto a suffragio
universale, del potere governante.
Tipicamente svizzera, invece, la forma direttoriale, in cui l’organo esecutivo (Consiglio Federale) è eletto
dall’Assemblea Federale per 4 anni di mandato irrevocabile.
Nei sistemi costituzionali europei il regime parlamentare presenta le seguenti tendenze comuni:
Razionalizzazione dei rapporti fra Parlamento e Governo F 0
E 0
rapporto fiduciario.
Prevalenza del Governo sul Parlamento F 0
E 0
il Governo interviene anche nella funzione legislativa.
Rafforzamento del ruolo del Primo Ministro all’interno del Governo F 0
E 0
ha investitura parlamentare,
sceglie e revoca i membri del gabinetto, dirige e costituisce organi collegiali ristretti, dispone di servizi
informativi e organizzativi.
Tendenza monista F 0
E 0
il Governo è responsabile politicamente solo nei confronti del Parlamento.
Carattere mono-rappresentativo F 0
E 0
il popolo è rappresentato solamente dal Parlamento (monocamerale o
bicamerale).
5. Le garanzie (rigidità, controllo di costituzionalità delle leggi, diritti dei cittadini, autonomia della
magistratura, democrazia protetta).
Le costituzioni sorte dopo la Seconda Guerra Mondiale si prefiggono come ulteriore obiettivo la propria
conservazione, effettuata attraverso delle garanzie:
Rigidità F 0
E 0
non modificabilità attraverso legge ordinaria e necessità di un ampio consenso delle forze
parlamentari.
Controllo di costituzionalità F 0
E 0
le leggi e gli atti con forza di legge vengono vagliati per metterne in luce
eventuali aspetti incostituzionali.
Catalogo dei diritti fondamentali F 0
E 0
nucleo essenziale non sottoponibile a revisione.
Autonomia ed indipendenza della magistratura F 0
E 0
garanzia di un’equa applicazione della legge.
Democrazia protetta F 0
E 0
sistema di repressione di forme anticostituzionali ed antidemocratiche.
Il Regno Unito
1. Introduzione.
Nel Regno Unito non vi è una Costituzione in senso formale, non vi è un’elencazione completa dei diritti dei
cittadini, sussistono istituti arcaici e vi è una differente concezione di divisione dei poteri.
È uno dei più antichi ordinamenti liberal-democratici, in quanto gli inglesi sono stati i primi a limitare i poteri
del sovrano. Dall’antica esperienza inglese discendono l’istituzione parlamentare, il bicameralismo, la
responsabilità dei ministri, l’irresponsabilità del Capo dello Stato e il concetto di habeas corpus.
2. Brevi premesse di storia costituzionale.
La storia costituzionale inglese si può far partire dal 1215, quando i baroni imposero al sovrano inglese la
Magna Charta, un documento solenne che prevedeva garanzie tributarie e penali agli individui. Sempre durante
il XIII secolo, venne convocato il Magnum Concilium, non solo per quanto riguardava i Lords ma anche per la
neonata House of Commons, introducendo così il bicameralismo. Tuttavia, fino al XVII secolo, i poteri del
sovrano rimasero molto vasti e il Parlamento veniva convocato a sua discrezione.
La svolta parlamentare si ebbe a metà XVII secolo, con l’uccisione di re Carlo I e con la “Gloriosa
Rivoluzione” che portò alla fuga del re Giacomo II e la proclamazione di Guglielmo d’Orange da parte delle
Camere. Queste imposero al sovrano l’accettazione del Bill of rights, con cui il re si sottoponeva alla legge ed
accettava il divieto di porre veto o di abrogare le norme, nonché la regolamentazione della successione al trono.
Nel 1707 venne unificata la corona inglese a quella scozzese nel Regno di Gran Bretagna.
Il potere del sovrano va mano a mano riducendosi, così come l’assunzione di responsabilità, che grava sempre
più sui ministri (che possono essere indagati anche per impeachment).
Il passaggio ad un compiuto regime liberale avvenne gradualmente nel corso del XIX secolo, attraverso un
progressivo spostamento del potere politico dall’aristocrazia terriera alla borghesia industriale ed attraverso una
più ampia affermazione di libertà civili e politiche. L’Ottocento è il secolo dell’Inghilterra industrializzata,
imperialista e riformatrice: nascono i sindacati, viene dichiarato libero il cattolicesimo e viene abbozzata la
legislazione di tutela dei lavoratori. Vi fu l’estensione del suffragio e il definitivo passaggio dalla monarchia
costituzionale alla forma di governo parlamentare, con il distacco dell’esecutivo dalla Corona, benché il
Governo sia sottoposto al potere Parlamentare.
3. La forma di governo attuale: il “modello Westminster” di democrazia.
Crisi della netta divisione fra Parlamento e Governo dovuta alla nascita dei partiti di massa, all’ingresso nella
vita politica dei ceti inferiori (1918) e al Welfare State, che provocò l’intervento dello Stato nell’economia e la
crescita dell’apparato amministrativo e burocratico.
Nel corso del XX secolo assistiamo quindi alla perdita di autorità del Parlamento a vantaggio del Cabinet e del
Primo Ministro. L’affermazione del partito come unità fondamentale del sistema politico, rappresentato dalle
due fazioni del Conservative Party e del Labour Party, coinvolge un numero sempre maggiore di persona
(direttamente ed indirettamente) nel mondo politico. Il meccanismo elettorale (Plurality) scelto è un sistema
uninominale maggioritario ad un turno: il territorio è diviso in tanti collegi quanti sono i seggi da attribuire; in
ogni collegio ciascun partito presenta un solo candidato e viene eletto chi ottiene più voti, a prescindere dalla
percentuale ottenuta. Questo sistema danneggia e limita fortemente i partiti minori, lasciando ai due maggiori la
spartizione del potere.
Il leader del partito che ottiene la maggioranza assoluta dei seggi diventa Primo Ministri, teoricamente con
nomina del Sovrano, in pratica venendo scelto dal popolo. Il Premier sceglie tra i suoi parlamentari i circa 100
titolari di ceriche del governo, compresi quelli che formano il Cabinet e rimane in carica (solitamente) tutto il
mandato. Analogamente, il premier sconfitto diviene “Primo Ministro del Governo Ombra” e il suo partito
“opposizione di Sua Maestà”.
Il cosiddetto Modello Westminster è stato preso in considerazione da alcune colonie del Commonwealth.
4. Le caratteristiche ed i principi della “costituzione inglese”.
In Inghilterra non vi è una Costituzione scritta che contenga i principi ed i diritti fondamentali, non esistono
norme costituzionali rigide, non esistono organi costituzionali, ma ogni norma può essere modificata tramite
intervento parlamentare con procedimento ordinario. Vi sono tuttavia una serie di principi di carattere
consuetudinario, che hanno assunto nella prassi un ruolo di norme supreme dell’ordinamento e che sono
ritenute essenziali per il funzionamento del sistema.
Essi regolano le istituzioni ed i loro rapporti con i cittadini non in maniera rigida, ma evolvendosi: quindi da un
lato vi è la conservazione del principio ma con l’adattamento al periodo storico in cui si trova.
I motivi per i quali non esiste una Costituzione scritta va ricercata nella mancanza di rivoluzioni o gravi fratture
nella storia inglese (fatta eccezione per la questione irlandese). L’elenco tradizionale delle fonti include:
- Norme di origine consuetudinaria F 0
E 0
Common Law.
- Atti legislativi F 0
E 0
Statutes.
- La giurisprudenza autorevole F 0
E 0
Books of Authority.
- Diritto consuetudinario riguardante il funzionamento delle istituzioni F 0
E 0
The law and custom of Parliament.
- Convenzioni costituzionali F 0
E 0
Constitutional Convenctions (anch’esse non scritte).
La Costituzione non scritta prevede la sovranità del Parlamento, considerato superiore a qualsiasi altra
istutizione; tutto ciò è stato rivisto negli ultimi anni a seguito dell’adesione dell’Inghilterra alla UE. Altro
principio è quello della Rule of Law, cioè “supremazia del diritto”, che postula l’uguaglianza davanti alla legge,
l’obbedienza e il rispetto dovuto alla legge e la garanzia agli individui delle loro libertà fondamentali.
5. Le riforme costituzionali più recenti.
Oltre alla consuetudine di stampo storico, la Costituzione inglese è stata rinnovata ampiamente negli ultimi anni
attraverso interventi legislativi:
Human Rights Act 1998 F 0
E 0
Nell’ordinamento inglese è stata incorporata la Convenzione Europea dei
Diritti dell’Uomo. Si può dire che questa sia la prima dichiarazione scritta dei diritti dell’individuo
inglese.
House of Lords Act 1999 F 0
E 0
Modifica della composizione della cosiddetta Camera Alta, rimuovendo chi
deteneva il seggio perché ereditato.
Devolution F 0
E 0
Progressivo trasferimento di poteri alle autonomie territoriali e periferiche (es. istituzione
del Parlamento Scozzese).
Additional Member System F 0
E 0
Sistemi elettorali misti attuati nelle Assemblee Scozzesi, Gallesi e della
Grande Londra.
Strumento referendario.
Constitutional Reform Act 2005 F 0
E 0
Modernizzazione di alcune istituzioni tradizionali come il Lord
Chancellor e creazione della Supreme Court of UK che ha assunto le precedenti prerogative della Law
Lords.
Freedom of Information Act 2000 F 0
E 0
Maggiore controllo sulle attività di governo.
Terrorism Act 2006 F 0
E 0
Ha posto alcune restrizioni alle libertà.
6. Il sistema delle fonti.
Non essendoci una Costituzione scritta, nell’ordinamento britannico non esistono fonti superprimarie. Una
legge ordinaria può quindi modificare qualsiasi norma di carattere costituzionale. Manca perciò anche un
organo preposto al controllo di costituzionalità: l’unica forma di superiorità sancita è quella del diritto
comunitario su quello interno.
Il concetto di “law” contiene norme consuetudinarie [common law], usi e diritto comunitario; il governo non ha
un’attività legislativa affermata come quella decretale in Italia, anche se la cosiddetta delegated legislation sta
prendendo sempre più piede. Tale forma tuttavia è sottoposta ad un rigido controllo parlamentare.
7. Il Parlamento.
Il Parlamento ha sede nella House of Parliament del Palace of Westminster ed è composta dalla House of
Commons, dalla Hose of Lords e dal Sovrano.
Il sistema bicamerale inglese è definito “imperfetto” in quanto il rapporto fiduciario con il governo è stretto
solamente dalla camera bassa. Il potere legislativo è praticamente in mano alla Camera dei Comuni, poi occorre
il consenso della Camera dei Lords e l’ultimo passaggio che perfeziona l’iter legislativo britannico è l’assenso
del Sovrano: ma esso è ridotto più che altro a pura formalità.
L’House of Lords è presieduta da un Lord Speaker eletto dai Lords ed è composta da Lords spirituali
(appartenenti al clero), Lords vitalizi (nominati dal sovrano su indicazione dell’esecutivo), Lords per diritto di
sangue e Lords giudiziari. Quest’ultimi formavano l’Appelate Committee of the House of Lords, corte di ultima
istanza, oggi sostituita dalla Supreme Court of UK.
L’House of Commons è eletta a suffragio universale con sistema uninominale maggioritario. I membri sono
attualmente 646, eletti ogni 5 anni. Per elettorato attivo e passivo sono richiesti i 18 anni ed è controllato
dall’Election Court, composta da due giudici della High Court of Justice. La Camera è presieduta da uno
speaker imparziale. Le commissioni parlamentari si distinguono in standing commission, con funzione
legislativa e in selected commission, adibita a compiti specifici di controllo dell’attività governativa. La Camera
dei Comuni non è a emiciclo ma disposta in banchi paralleli messi l’uno di fronte all’altro: a destra dello
speaker siedono i membri del governo, alla sinistra quelli del governo ombra. Nelle sessioni vengono votati i
Queen’s speeches predisposti dal Primo Ministro: il voto a favore corrisponde alla mozione di fiducia, un rifiuto
comporta o le dimissioni del Premier o lo scioglimento della House of Commons da parte del sovrano.
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Informazioni sul documento
Caricato da: romina21
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Indirizzo:
Universita: Università di Genova
Data di caricamento: 12/10/2012
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milanista1899 - Università Politecnica delle Marche

Grazie.Buon riassunto.

18/01/13 03:34
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