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Difetto di giurisdizione e di competenza - Appunti corso Procedura Civile SUN, Appunti di Procedura Civile. Seconda Università di Napoli

Procedura Civile

Descrizione: Procedura Civile - Difetto di giurisdizione e di competenza - Gli appunti del corso del prof della seconda università di napoli;
Mostro le pagine  1  -  4  di  40
Difetto di giurisdizione e difetto di competenza
Art 37 c.p.c.= [ difetto di giurisdizione] Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della pubblica
amministrazione o dei giudici speciali e' rilevato, anche d'ucio, in qualunque stato e grado del processo.[Il difetto di
giurisdizione del giudice italiano nei confronti dello straniero e' rilevato dal giudice d'ucio in qualunque stato e grado
del processo relativamente alle cause che hanno per oggetto beni immobili situati all'estero; in ogni altro caso e'
rilevato, egualmente d'ucio, dal giudice se il convenuto e' contumace, e puo' essere rilevato soltanto dal convenuto
costituito che non abbia accettato espressamente o tacitamente la giurisdizione italiana.]
E’ rilevabile d’ucio, in ogni grado e stato del processo
Regolamento di giurisdizione:
Art 41 c.p.c.= [ regolamento di giurisdizione] Finché la causa non sia decisa nel merito in primo grado, ciascuna
parte può chiedere alle Sezioni unite della Corte di cassazione che risolvano le questioni di giurisdizione di cui all'art.
37. L'istanza si propone con ricorso a norma degli artt. 364 ss., e produce gli eetti di cui all'art. 367.
La pubblica amministrazione che non e' parte in causa può chiedere in ogni stato e grado del processo che sia
dichiarato dalle Sezioni unite della Corte di cassazione il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a causa dei poteri
attribuiti dalla legge all'amministrazione stessa, nché la giurisdizione non sia stata aermata con sentenza passata in
giudicato.
Con la riforma del ‘90 (sin dal primo grado,le parti posso richiedere alla Cassazione a sez. unite di risolvere la questione di giurisdizione)
Questione di competenza
1° grado= a) giudice di pace; b) tribunale. a) e b) sono i tipi di giudici competenti; inoltre bisogna individuare chi, tra i
tanti giudici di pace (a) e i tanti tribunali (b) è competente. Per decidere cio, vi sono i criteri di competenza; sono 3:
1.materia 2.Valore 3.territorio
1.e 2. Sono di tipo “verticale”: sono i criteri che stabiliscono se ad essere adito è un giudice di pace (a) o un tribunale
(b). Sappiamo che per le cause no ad un certo valore, sono adate a un (a); oltre il determinato valore,vengono
adate ai tribunali (b). 3. è criterio che agisce sul piano orizzontale. Generalmente il giudice o il tribunale,secondo
questo terzo criterio, sono individuati con la residenza del convenuto.
Difetto di competenza:
Art.38:= [ Incompetenza] L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena
di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per territorio si ha
per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.
Fuori dei casi previsti dall’articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per
territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione
della stessa dal ruolo.
L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate
d’ucio non oltre l’udienza di cui all’articolo 183.
Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli ni della competenza, in base a quello che risulta dagli atti
e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.
Notiamo che l’art. 38, non è “drastico” come lo è l’art. 37; Il 38 è riferito alla parte, e questa non può sollevare il difetto
di competenza in ogni stato e grado del giudizio,ma può farlo soltanto in 1° grado e nel 1° atto, depositando la
domanda tempestivamente.
Nella domanda,va indicato il giudice per territorio,altrimenti la domanda stessa non vale (solo per difetto di
territorio).Dunque è lo stesso legislatore a ssare un regime più blando rispetto al difetto di giurisdizione. Ma perché
questo regime dierente? Questo perché le regole tra due tribunali (es. trib. di Roma e trib. di Milano) sono uguali
(salvo piccole dierenze), mentre le regole di giurisdizione sono molto dierenti (es T.A.R. e trib. civile); ai ni del
risultato processuale ci sarebbe una bella dierenza!
Poteri d’ucio: per i primi due criteri (1) e (2), l’eventuale incompetenza del giudice è rilevabile d’ucio in 1° grado e
nell’udienza indicata dall’art. 183 (prima udienza). Per il criterio (3), la regola non è sempre vera; è prevista solo per
eventuale violazione dell’art.28
Art.28= [ foro stabilito per accordo delle parti] La competenza per territorio può essere derogata per accordo
delle parti, salvo che per le cause previste nei nn. 1, 2, 3 e 5 dell'art. 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione
alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui
l'inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.
Regolamento di competenza = disciplinato dagli articoli 42 e ss, E’ MEZZO DI IMPUGNAZIONE
Regolamento di giurisdizione = E’ RIMEDIO PREVENTIVO
Art 323= [ mezzi di impugnazione] I mezzi per impugnare le sentenze, oltre al regolamento di competenza nei casi
previsti dalla legge, sono: l'appello, il ricorso per cassazione, la revocazione e l'opposizione di terzo.
Dunque contiamo 5 mezzi di impugnazione! Tanti ce ne ore il legislatore.
Regolamento di competenza: -Istanza di parte = Adato alla parte. 2 tipi: a) necessario [art. 42], b) non necessario
[art. 43]
- D’ucio = Adato al giudice [art. 45]
Tuttavia, il regolamento di competenza è un mezzo di impugnazione solo ad istanza di parte, non anche d’ucio
Art 42= [ regolamento necessario di competenza] L’ordinanza che, pronunciando sulla competenza anche ai sensi
degli articoli 39 e 40, non decide il merito della causa e i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo ai
sensi dell’articolo 295 possono essere impugnati soltanto con istanza di regolamento di competenza.
Art 43= [ regolamento facoltativo di competenza] Il provvedimento che ha pronunciato sulla competenza insieme
col merito può essere impugnato con l’istanza di regolamento di competenza, oppure nei modi ordinari quando insieme
con la pronuncia sulla competenza si impugna quella sul merito.
La proposizione dell’impugnazione ordinaria non toglie alle altre parti la facoltà di proporre l’istanza di regolamento.
Se l’istanza di regolamento è proposta prima dell’impugnazione ordinaria, i termini per la proposizione di questa
riprendono a decorrere dalla comunicazione della ordinanza che regola la competenza; se è proposta dopo, si applica la
disposizione dell’articolo 48.
Art 45= [ conitto di competenza] Quando, in seguito alla ordinanza che dichiara la incompetenza del giudice adito
per ragione di materia o per territorio nei casi di cui all’articolo 28, la causa nei termini di cui all’articolo 50 è riassunta
davanti ad altro giudice, questi, se ritiene di essere a sua volta incompetente, richiede d’ucio il regolamento di
competenza.
L’art 42.1 fa riferimento al provvedimento con cui il giudice ha deciso sulla competenza (vedi art. 279). = Ordinanza
sulla competenza
L’art. 43.1 fa riferimento a provvedimenti con la veste di sentenza; Nella 1° parte sono eettivamente delle ordinanze,
ma nella 2° parte sono sentenze, in quanto risolvono anche il merito della questione.
PROVVEDIMENTI del giudice [Dunque gli atti ce il giudice emana] sono di 3 tipi:
1) DECRETI serve a determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite
da parte del convenuto (es. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso)
2) ORDINANZE sono provvedimenti a contenuto ordinatorio; tipicamente utilizzata per risolvere questioni procedurali e
per regolare lo svolgimento del procedimento: è pertanto un provvedimento che viene emanato necessariamente durante il ”
contraddittorio” tra le parti.(es. assunzione mezzi di prova)
3) SENTENZE provvedimento a contenuto decisorio; incide sulla sfera patrimoniale di una delle parti,
attribuendole il bene oggetto della controversia
L’art. 279 esplicita che sulla questione di competenza, il giudice si pronunzia attraverso ORDINANZA. Solo su questioni
relative all’istruzione di una causa, solo su questioni di competenza.
Il regolamento ad istanza di parte (che ricordiamo essere mezzo di impugnazione) può essere:
1) Necessario [art.42]= quando NON decide il merito della causa; è un provvedimento che riguarda solo la
competenza. E’ impugnabile,solo l’ordinanza che ha risolto la questione di competenza.
2) Non necessario [art.43]= concorre con altro mezzo di giurisdizione; può essere impugnato, anche quello sul
merito, con regolamento di competenza o negli altri modi ordinari previsti dalla legge (es. appello).
In realtà, il provvedimento è impugnabile con 2 rimedi:
Se la parte propone l’appello, essa non può impugnare lo stesso provvedimento con il regolamento di competenza.
Questo,non è vero al contrario in quanto con l’appello,si impugna tutto il provvedimento. E’ possibile anche la cosidetta
impugnazione parziale [art. 329] con la quale, la parte non impugnata passa in giudicato. Se invece è proposto il
regolamento di competenza, la parte di provvedimento non impugnata (ossia quella del merito) NON passa in
giudicato.
Art.45= [conitto di competenza] Quando, in seguito alla ordinanza che dichiara la incompetenza del giudice adito
per ragione di materia o per territorio nei casi di cui all’articolo 28, la causa nei termini di cui all’articolo 50 è riassunta
davanti ad altro giudice, questi, se ritiene di essere a sua volta incompetente, richiede d’ucio il regolamento di
competenza.
L’art.45 “parla” di criterio di materia e di territorio (nei soli casi prev. dal 28) Negli anni passati,ciò avveniva perché i
criteri erano diversicati. Oggi i 3 criteri sono stati paricati. Dobbiamo ritenere che in tal caso, il criterio del valore sia
stato “assorbito” al criterio della materia.
Abbiamo già detto che il regolamento di competenza d’ucio, non è mezzo di impugnazione, ma è un semplice
strumento che il legislatore ha adato al giudice. L’articolo disciplina l’ipotesi in cui un 1° giudice, si dichiari
incompetente e con un provvedimento, indichi un altro giudice per la risoluzione della controversia. Qualora questo 2°
giudice, si ritenga a sua volta incompetente, potrà richiedere d’ucio alla Cassazione di stabilire chi sia il giudice
competente. (vige il principio secondo cui ogni giudice può emanare provvedimenti sulla propria competenza). Tale
disciplina, ostacola ovviamente la possibilità di un eccessivo “passaggio di mano” di una causa, che lederebbe le parti.
ATTO di CITAZIONE = non è un atto di tutti i processi; ad esempio un processo del lavoro, inizia con un atto in forma di
ricorso. Tuttavia, è atto procedimentale con il quale si ha l’INIZIO del PROCESSO.
Procedimento: 1) Avvocato prepara l’atto; notica al convenuto; iscrizione a ruolo (ossia deposito presso giudice,in
cancelleria)
2) Avvocato prepara l’atto; deposita lo stesso in tribunale il quale ssa la 1a udienza; poi c’è la notica
LITISPENDENZA =
1) La data di inizio decorre al momento della notica al convenuto
2) Tendenzialmente la data decorre dal momento del deposito al tribunale competente
Art.39= Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e
grado del processo, anche d’ucio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la cancellazione della causa dal
ruolo.
Nel caso di continenza di cause, se il giudice preventivamente adito è competente anche per la causa proposta
successivamente, il giudice di questa dichiara con ordinanza la continenza e ssa un termine perentorio entro il quale
le parti debbono riassumere la causa davanti al primo giudice. Se questi non è competente anche per la causa
successivamente proposta, la dichiarazione della continenza e la ssazione del termine sono da lui pronunciate.
La prevenzione è determinata dalla noticazione della citazione ovvero dal deposito del ricorso.
L’articolo,regola le ipotesi di 2 processi dinanzi a 2 giudici diversi (nel caso in cui gli elementi siano gli stessi). Gli
Elementi appunto, da identicare sono 3: 1) Soggetto 2) Petitum 3) Causa petendi (1= Le parti. 2= Prova di
giustizia. 3= Le ragioni dell’attore
Nell’art. 39 il termine Litispendenza ha un signicato diverso,rispetto a quello detto prima (ossia,pendenza di una
causa).
Nell’ipotesi,si chiude il processo iniziato dopo con un Provvedimento di Ordinanza. Sono 2 le ragioni per le quali non
possono esservi 2 processi. 1) per convenienza processuale; ragioni di risparmio delle risorse processuali. 2) potrebbero
esservi soluzioni diverse.
Dunque uno dei due processi va chiuso. Ma quale? ..Va lasciato sopravvivere il processo iniziato per prima. L’atto che
chiude l’altro processo è una Ordinanza in quanto non incide sul merito e anche perché è assimilabile al regolamento di
competenza (vedi art.42).
Gli eetti della domanda giudiziaria Eetti della domanda di citazione sui termini di prescrizione
Il termine di prescrizione di un diritto è, come sappiamo, variabile. Abbiamo termini di 10 anni, di 5 anni, ma anche di
6 mesi.
Diciamo che la prescrizione inizia dal momento in cui la parte non esercita quel diritto.
Sappiamo però che un processo civile, dura mediamente più di 5 anni; questo pone il serio rischio che il diritto cada in
prescrizione; diviene fondamentale che la domanda giudiziaria abbia un qualche eetto sui termini di prescrizione del
diritto stesso in modo da impedire la prescrizione stessa.
Tale “problema” è risolto da due norme del c.c.
Art.2943= [ dell’interruzione e della prescrizione- interruzione da parte del titolare] La prescrizione è
interrotta dalla noticazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o
esecutivo.
È pure interrotta dalla domanda proposta nel corso di un giudizio.
L'interruzione si verica anche se il giudice adito è incompetente.
La prescrizione è inoltre interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore e dall'atto noticato con il
quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere
il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.
Art. 2945= [ eetti e durata dell’interruzione] Per eetto dell'interruzione s'inizia un nuovo periodo di prescrizione.
Se l'interruzione è avvenuta mediante uno degli atti indicati dai primi due commi dell'articolo 2943, la prescrizione non
corre no al momento in cui passa in giudicato la sentenza che denisce il giudizio.
Se il processo si estingue, rimane fermo l'eetto interruttivo e il nuovo periodo di prescrizione comincia dalla data
dell'atto interruttivo.
Nel caso di arbitrato la prescrizione non corre dal momento della noticazione dell'atto contenente la domanda di
arbitrato sino al momento in cui il lodo che denisce il giudizio non è più impugnabile o passa in giudicato la sentenza
resa sull'impugnazione.
Il 2943, esplicita l’eetto interruttivo = proposta la domanda giudiziaria,il tempo si “azzera”. Es. il 1/1/2000 diritto non
esercitato. Il 1/1/2001 viene proposta la domanda giudiziaria. Il periodo trascorso (1 anno nella fattispecie) non vale ai
ni della prescrizione.
Il 2945 esplicita l’eetto sospensivo = Il termine di prescrizione del diritto si arresta per tutto il tempo del processo, n
quando non vi sia sentenza passato in giudicato.
Distinguiamo gli eetti processuali,litispendenza e gli eetti sostanziali,quelli sulla prescrizione.
Vediamo ora quali sono le azioni del giudice ordinario nel processo di cognizione:
1) ACCERTAMENTO solo per accertare l’esistenza di un diritto
2) CONDANNA azione di condanna nei confronti del convenuto
3) COSTITUTIVA azione per costituire,modicare o estinguere un diritto
Nel caso in cui il processo si conclude con sentenza di condanna 2) e solo in tal caso, vige l’actio judicatis, la quale
“trasforma” una prescrizione breve (es. quella di 5 anni) in prescrizione decennale (10 anni). Si avranno dunque 10
anni per portare ad esecuzione la sentenza. SOLO CON AZIONE DI CONDANNA.
Tutto ciò è vero sia che il processo si concluda con un provvedimento di merito, sia che si concluda con provvedimento
di rito. L’unica eccezione è in un solo caso:quando il Processo si estingue. Ciò avviene in due ipotesi:
a) Rinunzia agli atti del processo (da parte di una o entrambe le parti)
b) Inattività di parte (il 1° grado e l’appello sono processi ad impulso di parte) (non il ricorso in Cassazione)
In questi casi, resta saldo l’eetto interruttivo ma si perde,ai ni della prescrizione, l’eetto sospensivo.
L’art 310 c.p.c.= [eetti dell’estinzione del processo] L’estinzione del processo non estingue l’azione.
L’estinzione rende inecaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito pronunciate nel corso del processo e le
pronunce che regolano la competenza.
Le prove raccolte sono valutate dal giudice a norma dell’articolo 116 secondo comma.
Le spese del processo estinto stanno a carico delle parti che le hanno anticipate.
Il fatto che l’estinzione del processo non estingue l’azione,comporta che sarà possibile,per la parte, riproporre la
domanda. La regola del 310 tuttavia, vale solo nel caso in cui sia estinto il giudizio di !° grado e non vale quindi per
l’appello.
Art. 338 c.p.c= [ eetti dell’estinzione del procedimento di impugnazione] L'estinzione del procedimento di
appello o di revocazione nei casi previsti nei numeri 4 e 5 dell'art. 395 fa passare in giudicato la sentenza impugnata,
salvo che ne siano stati modicati gli eetti con provvedimenti pronunciati nel procedimento estinto.
L’art stabilisce dunque che l’estinzione del processo d’appello fa passare in giudicato la sentenza impugnata,salvo che
ne siano stati modicati gli eetti in 1° gradi con un provvedimento nel processo estinto.
Questione di legittimità processuale
Tra chi (soggetti) può svolgersi il processo civile? E’ questa la questione di legittimità processuale. Stabilire chi siano i
soggetti legittimati ad agire, è cosa diversa dallo stabilire chi abbia interesse ad agire. Quest’ultima questione attiene
al Rito, e prima di arrivarci bisogna appunto individuare i soggetti legittimati.
LEGITTIMAZIONE = 1) ad agire---ATTORE---legittimazione attiva; 2) verso un soggetto---COVENUTO---legit. Passiva
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Universita: Seconda Università di Napoli
Data di caricamento: 12/10/2012
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