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Avalle, Cassola, Maranzana, Cultura pedagogica. La storia,Torino, Paravia, 2000, Sintesi di Storia Della Pedagogia. Università Alma Mater di Bologna

Storia Della Pedagogia

Materie simili: Pedagogia, Storia
Descrizione: Manuale di storia della pedagogia (Prima parte)
Mostro le pagine  1  -  4  di  23
CULTURA PEDAGOGICA
La Storia
LOCKE
come molti giovani del suo tempo delle classi colte viene proiettato
agli studi classici diventando medico. Nonostante ciò si occupa di
problemi politici ed educativi.
Si pone come uno dei maggiori rappresentanti della monarchia
costituzionale e del liberalismo politico.
Egli sostiene che la società si deve fondare su un contratto sociale in
cui tutti gli uomini non affidano i propri beni al sovrano ma li
distribuiscono tra loro con a capo un uomo di fiducia che tramite delle
leggi specifiche regolarizza ogni cosa nel rispetto di tutti. Cosi per L.
nasce il bisogno di formare un individuo in grado di controllare
fedelmente i beni all’interno della Stato.
Partendo dall’idea che per L. gli uomini sono quel che sono per effetto
della loro ed., dunque l’ed. assume un significato sia individuale che
politico.
Bisogna formare un uomo completo ma anche un individuo
socialmente adatto a governare e a vivere con gli altri.
L’ed. non è solo la somma della conoscenza e di norme di condotta,
ma deve dotare l’allievo di una propria liberta che lo porta ad
acquisire tutte le conoscenze che possono servirgli nel corso della vita.
L. è contro l’innatismo cartesiano poiche sostiene che le idee
provengono dall’esperienza.
Il bisogno di educare parte dal fatto che la mente umana deve essere
considerata come un insieme di capacita conoscitive che si attivano
quando le idee semplici (dall’esperienza interna ed esterna) vengono
elaborate, confrontate e giudicate per produrre ulteriore conoscenza.
La sua opera pedagogica è la raccolta di 217 Pensieri sull’Educazione
in cui non tratta l’ed. in generale ma propone delle riflessioni sulla
formazione dei Gentlemen inglesi che devono guidare le sorti
dell’Inghilterra.
Mentre per i ceti poveri sono sufficienti le Working Schools che
coniugano il lavoro con la presenza forzata in chiesa tutte le
domeniche.
L’ed del gentlemen non avviene in una scuola pubblica ma all’interno
della famiglia stessa sotto la guida del padre e di un precettore privato
in grado di comprendere psicologicamente l’allievo attraverso
l’osservazione , in modo da adeguare l’ed. alle sue caratteristiche
individuali, egli si concentrerà non solo sull’istruzione ma anche sulla
formazione del carattere dell’allievo. L’ed. è vita, non solo
preparazione ad essa, per questo sostiene l’open education, che
valorizza la liberta e la creatività dell’allievo per condurlo
all’autodominio o self-control.
La formazione dell’uomo si attua nelle 3 dimensioni: civiltà, saggezza
e cultura, contesti necessari per migliorare noi stessi e il nostro
rapporto con il mondo.
L’esercizio costante serve a produrre l’abitudine che porta l’allievo ad
acquisire abilità e senso di responsabilità.
L. favorisce il gioco e il lavoro, attraverso cui i bambini esprimono
liberamente la loro creatività e si impegnano in attivita che li faranno
crescere oltre che moralmente anche professionalmente.
ROUSSEAU
Viene collocato tra l’Illuminismo e il Romanticismo. I lumi celebrano
la Ragione mentre R. il sentimento, la società borghese esalta le
etichette mentre R. ciò che è selvaggio.
Per R. la società illuminata è solo un insieme di uomini artificiali e di
passioni fittizie, l’individuo nella società è privo di liberta perche pone
la sua vita al centro della dipendenza dagli altri, dai giudizi altrui
deriva il sentimento della propria esistenza, generando il male sociale.
Il solo modo per sovrastare questa corruzione sociale è quella di
rifondare la società stessa attraverso la riscoperta della bontà umana
nelle sue origini. Per farlo R. non pensa di riportare l’uomo alla
condizione di selvaggio, sia xche la società non si puo distruggere sia
xche non si puo dimostrare che tutto il bene risiede nella natura e tutto
il male nella società. Bisogna riorganizzare quindi la società su basi
nuove, una nuova ed. che forma un uomo nuovo.
Locke puntava all’ed. di un giovane ben inserito nella società che non
rinuncia alle differenze e ai privilegi di classe, R. invece punta alla
formazione di un cittadino che è in grado insieme agli altri di fondare
una società basata sulla giustizia e sull’uguaglianza.
Per rendere piu simile lo stato di società a quello di natura si parte
dall’ed. dello sviluppo naturale del fanciullo, in cui rispettando
l’itinerario educativo e la naturalita dell’uomo si rispettano anche le
varie fasi dello sviluppo psicologico dell’allievo (bisogni, interessi,
inclinazioni) che ne salvaguardano l’individualità e la libertà.
Da queste basi parte la grande opera di R…
L’EMILIO un romanzo pedagogico composto tra il 1753-54 e
pubblicato nel 1762. E’ strettamente legato alle opere:
La Nuova Eloisa 1761, rinnovamento della vita amorosa e famigliare,
Il Contratto Sociale 1762 che definisce le modalità collettive e
politiche.
Il tema fondamentale dell' Emilio consiste nella teorizzazione di un'ed.
dell'uomo in quanto tale attraverso un suo ritorno alla natura.
R mette in evidenza i bisogni più profondi del bambino valorizzando
le caratteristiche specifiche dell'infanzia in cui il bambino è al centro
della riflessione pedagogica.
Alla base di questo romanzo vi è un'accesa polemica contro la
pedagogia di quel tempo e R. attua una critica nei confronti dei
Gesuiti e dei collegi sostenendo che le tecniche educative da loro
attuate sono artificiali e trascurano i veri bisogni dell'essere umano.
Noi nasciamo deboli e abbiamo bisogno di forze, nasciamo sprovvisti
di tutto e abbiamo bisogno di assistenza, nasciamo stupidi e abbiamo
bisogno di giudizio. Tutto ciò che non abbiamo alla nascita e di cui
abbiamo bisogno da grandi, ci è dato dall'ed.
Per gran parte del testo Emilio è davvero poco più che un nome per
identificare un percorso pedagogico, compaiono anche altri bambini
nelle singole narrazioni e, spesso, una sorta di fanciullo universale,
certamente Emilio è l'oggetto del discorso ma il vero protagonista è lo
stesso R. nella duplice veste di narratore-pedagogista e di personaggio
reale (il maestro). Bisogna scegliere se educare secondo i principi
della società (formando un cittadino) o secondo quelli della natura
(formando un uomo) dato che è impossibile perseguirli entrambi.
R sceglie l’ed. naturale che dura 25 anni e comincia dalla nascita,
periodo fondamentale per la base della crescita e delle conoscenze
attraverso la figura iniziale della madre che lo nutre e lo alleva e
successivamente del padre (o precettore) che gli dedica l’intera vita.
L’ed. naturale va condotta in mezzo alla natura lontano dalla
corruzione della società.
Emilio è un bambino orfano e nobile (il povero diviene uomo da sè),
che verrà condotto in una campagna dove maturerà sotto la guida
vigile ed attenta del precettore. Il ruolo dell'educatore é quello di
ritardare l'apprendimento delle discipline per far vivere al fanciullo la
propria infanzia felice.
La formazione dell'uomo naturale, esemplificato in Emilio, si compie
attraverso cinque grandi tappe che R. affronta nei cinque libri della
sua opera, in cui divide lo sviluppo umano in fasi di cui descrive le
modalità caratteristiche nella dimensione cognitiva ed affettiva,
anticipando così lo studio della psicologia evolutiva.
Libro I (0-3 anni) enunciazione del gran principio della bontà
originaria dell’uomo anche se la crescita del bambino dipende dall’ed.
impartita da tre maestri:
- la natura provvede allo sviluppo interno delle nostre capacità e dei
nostri organi,
- gli uomini all’uso che ne facciamo,
- le cose all’acquisizione dell’esperienza e degli oggetti.
Se questi 3 contributi si contraddicono l’alunno sarà educato male, se
invece vi è armonia tra loro, l’allievo realizzerà la propria natura e
manterrà la propria interiorità dinanzi alla società.
Libro II (3-12 anni) parla dell’apprendimento del linguaggio
(secondo R. i bambini parlano ancora prima di parlare, vocalizzi,
gesti, mimiche facciali). Il linguaggio infantile non servirà all’Emilio
solo per comunicare, ma anche per rendere partecipi gli altri dei
propri pensieri e delle proprie intenzioni.
L’unico modo per favorire la felicita dell’alunno è quello di educarlo
a commisurare i suoi desideri con le sue possibilità in modo che
percepisca i suoi limiti in maniera naturale.
Non bisogna inculcargli la nostra verita e virtu, ma proteggere il suo
cuore dal vizio e la sua intelligenza dall’errore, rispettando le leggi
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Universita: Università Alma Mater di Bologna
Data di caricamento: 18/10/2013
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