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Biologia Vegetale - IL FUSTO, Schemi riassuntivi di Biologia Cellulare. Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro

Biologia Cellulare

Descrizione: Appunti di Biologia Vegetale. IL FUSTO
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IL FUSTO
Il fusto è l’organo fondamentale delle piante vascolari, oltre a collegare le radici con le foglie
mediante i tessuti vascolari, è quella parte della pianta che produce, sostiene ed orienta nello spazio
le foglie. Le bozze fogliari si formano nella parte apicale del fusto, nel meristema apicale dove
viene organizzata la distribuzione delle foglie sul ramo. Nei fusti si distinguono i nodi, dove
nascono le foglie, separati da spazi chiamati internodi.
Si distinguono due tipi di ramificazione:
monopodiale, quando i rami laterali sono subordinati al tronco ( conifere );
simpodiale, quando cessa l’attività della gemma terminale (abortisce) e uno o più rami laterali si
sviluppano maggiormente, conferendogli la forma globosa ( generalmente dicotiledoni ).
Una terza ramificazione è quella pleiocasio, cioè simpodiale simmetrica.
FUNZIONI
sostegno delle foglie e delle altre strutture della pianta;
conduzione dell’acqua;
trasporto delle sostanze nutritizie e della linfa, attraverso i vasi del tessuto vascolare, che sono
disposti verticalmente e che si estendono dalla radice alle foglie.
MORFOLOGIA
Il fusto si può suddividere in:
apice vegetativo, tessuto meristematico;
zona di distensione, cioè di allungamento, nella quale le cellule originate dal meristema apicale,
cessano di dividersi, aumentano di dimensioni e si differenziano, acquisendo caratteristiche
morfologiche e fisiologiche differenti a seconda della loro funzione;
struttura primaria, costituita da tessuti differenziati ( Mono e Dico erbose );
struttura secondaria, dove il tessuto più abbondante è il legno (alcune Dico e Gimnosperme).
TIPO DI FUSTO suddiviso, in base allo sviluppo e al tipo di tessuti, in:
ERBACEO
Tessuti non lignificati, può essere annuale o perenne, il fusto è verde e limitato ed ha una postura
più o meno eretta, composto da collenchima e sclerenchima. La forma tipica è composta da una
rosetta basale con nodi ed internodi ravvicinati ed uno scapo fiorale (stelo privo di foglie).
LEGNOSO
suffruticoso, base legnosa che permane e parte superiore erbacea, rinnovata annualmente;
arbustivo, perenne, legnoso con ramificazioni sin dalla base, dimensioni ridotte (1-5 m);
arboreo, perenne, legnoso con ramificazioni ad una certa altezza, grandi dimensioni (> 5m).
PRINCIPALI FORME
Fusti erbacei: sezione piena o cava; sezione cilindrica, emicilindrica, trigonale.
Culmo: struttura particolare, fusto cavo al livello degli internodi, ma molto resistente, con molti
nodi ( graminacee, cereali, bamboo).
PORTAMENTO
Epigei: che si sviluppano sopra il terreno
eretto, diretto verso l’alto,più o meno verticale;
volubile, non ha tessuto meccanico, si sostiene mediante un tutore o un supporto;
rampante, andamento parallelo al terreno e poi eretto;
prostrato, adagiato al terreno senza produrre radici.
Epigei con funzione di riproduzione vegetativa:
stoloni, striscianti, nuovo individuo dai nodi ( Fragola e Potentilla );
propaggini, nuovo individuo quando tocca terra ( Rovo );
bulbi aerei, ascella fogliare.
Ipogei: si sviluppano nel substrato subendo particolari modificazioni, funzione di riserva e
riproduzione vegetativa
bulbo, fusto breve (girello), foglie carnose (catafilli), funzione di riserva e protezione;
bulbo tuberi, simile al bulbo, manca delle foglie;
tubero, forma globosa, dotato di gemme (occhi) capaci di originare fusti aerei;
rizoma, fusto strisciante che produce superiormente delle gemme da cui si svilupperanno dei
polloni (fusti che si originano dalla zona del colletto) e inferiormente delle radici.
MODIFICAZIONI DEL FUSTO
Per esigenze biologiche o fisiologiche:
spine, rami modificati che possono essere accuminate, nell’ascella fogliare (da fusto) o
escrescenze epidermiche (tegumentali);
turioni, fusti eretti senza rami, con foglie a scaglie;
cladodi o fillocladi, rami corti compressi, forma laminare, di colore verde, fotosintetizzanti,
portano fiori e frutti;
viticci, nastriforme o filiforme, possono derivare da ramoscelli filamentosi, erbacei;
fusti ingrossati, riserve d’acqua, l’apparato fogliare è costituito da peli e spine.
GEMME costituiscono l’embrione
Sono prodotte l’anno precedente al loro sviluppo e si dicono apicali se situate all’apice del fusto o
dei rami e sono totipotenti. Le perule sono invece fogliette modificate più esterne con funzione di
protezione. Le gemme possono essere a fiore (infiorescenze o fiori singoli), a legno (nuovi rami)
oppure miste (che si differenziano in rami che potranno portare anche fiori).
ANATOMIA DEL FUSTO
APICE VEGETATIVO La parte apicale è formata da un apice meristematico, avvolto dalle
foglioline, e dalle bozze fogliari. All’ascella delle foglioline si
formano i primordi dei rami.
Il meristema è formato da cellule (primo e secondo strato) che si
dividono in modo anticlinale, che costituiscono la tunica, mentre le
cellule interne che si dividono in ogni direzione formano il corpus,
queste ultime determinano l’allungamento del fusto, quelle della
tunica hanno lo scopo di aumentare la sua superficie.
Il meristema subapicale è costituito da
- protoderma (epidermide)
- procambio (tessuto di conduzione-fasci)
- meristema fondamentale (corteccia e midollo-parenchimi)
La formazione delle bozze fogliari è di origine esogena (i tessuti più
esterni sono responsabili della crescita prima delle foglie poi delle
gemme) dovuta all’attività meristematica dei tessuti più esterni.
FUSTO
STRUTTURA PRIMARIA
epidermide;
corteccia, costituita da tessuto parenchimatico e da tessuto meccanico: il collenchima,
superficiale , e lo sclerenchima , costituito prevalentemente da fibre,in profondità; possono
circondare completamente il fusto oppure o formare fasci longitudinali, questi fasci prendono il
nome di xilema (o legno) che è un tessuto conduttore morto formato da vasi e fibre e che ha
funzione di trasporto della linfa grezza e di sostegno, e floema (o libro o cribro) che è un tessuto
conduttore vivo formato da cellule sovrapposte che formano i tubi cribrosi, che trasportano la linfa
elaborata dalle foglie in tutte le direzioni;
cilindro centrale, che contiene i fasci vascolari.
Le Monocotiledoni hanno i fasci sparsi in tutto lo spessore della stele (secondo un’atactostele) e
hanno i fasci collaterali chiusi ( cioè, xilema interno e floema esterno non separati ). Le Dicotiledoni
e le Gimnosperme hanno i fasci cribrovascolari disposti secondo un cerchio regolare (eustele) e
hanno i fasci collaterali aperti, nei quali il floema è separato dallo xilema interno mediante il
procambio.
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Informazioni sul documento
Caricato da: silvietta
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Universita: Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
Data di caricamento: 07/01/2011
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bablita - Università della Tuscia

okkkk

22/03/12 16:34
ctf - Università di Salerno

ottimo

21/02/12 19:11
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