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DISPENSE DI DIRITTO INTERNAZIONALE, Sintesi di Diritto Internazionale. ESCP Europe

Diritto Internazionale

Descrizione: Dispense ricevute su usb pen anno ~ 2007
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DISPENSE DI DIRITTO INTERNAZIONALE
Norme internazionali
LA FORMAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI
I PRINCIPI GENERALI DI DIRITTO RICONOSCIUTI DALLE NAZIONI CIVILI
ALTRE NORME GENERALI NON SCRITTE
LE CONVENZIONI DI CODIFICAZIONE
LE DICHIARAZIONI DI PRINCIPI
IL CONTENUTO DELLE NORME INTERNAZIONALI
oSOVRANITA’ TERRITORIALE
oI LIMITI DELLA SOVRANITA’ TERRITORIALE
oNORME CHE PERSEGUONO VALORI DI GIUSTIZIA
oPUNIZIONE DEI CRIMINI INTERNAZIONALI
oNORME CHE PERSEGUONO VALORI DI COOPERAZIONE E DI SOLIDARIETA’
oIl trattamento degli stranieri
oGli agenti diplomatici
oIl trattamento degli Stati stranieri
oIl trattamento delle organizzazioni internazionali
oIl Diritto Internazionale Marittimo
LA VIOLAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI E LE SUE CONSEGUENZE
oIL FATTO ILLECITO E I SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI
oGLI ELEMENTI CONTROVERSI: LA COLPA E IL DANNO
oLE CONSEGUENZE DEL FATTO ILLECITO
oAUTOTUTELA
L’ACCERTAMENTO DELLE NORME INTERNAZIONALI E LA SOLUZIONE DELLE
CONTROVERSIE TRA STATI
oLa funzione giurisdizionale internazionale
oI mezzi diplomatici di soluzione delle controversie internazionali
LA FORMAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI
Prima di procedere all’esame delle fonti, dobbiamo puntualizzare un concetto fondamentale che
costituisce la base del diritto internazionale.
Noi sappiamo che un ORDINE regola i rapporti tra tutte le parti che costituiscono un sistema politico. In
politica interna, ad esempio, sono le costituzioni a svolgere le funzioni di ordine, stabilendo il tipo di
Stato e il regime nel quale le istituzioni politiche e governative devono operare.
Nell’ordinamento internazionale, invece, sussiste una sostanziale differenza.
Mentre l’ordinamento interno è un’istituzione gerarchica, che poggia sul ruolo dello Stato, l’ordinamento
internazionale è un’istituzione anarchica nel quale manca un governo mondiale.
La comprensione di questa importante differenza costituisce la chiave per identificare la funzione svolta
dalle istituzioni internazionali.
Gli ordini internazionali, cioè, si reggono “sulla volontà dei principali attori”. (Andreatta).
Essi non sono sottoposti ad un potere ad essi superiore, in quanto vige il principio della uguaglianza
formale degli Stati.
Questa caratteristica comporta che non vi sia un procedimento formale di produzione giuridica che si
imponga dall’esterno alla volontà dei consociati, ma mette in luce il fatto che tutte le fonti in esso sono
AUTONOME, cioè sono gli stessi soggetti destinatari delle norme a porle in essere.
Per cui, le norme del diritto internazionale generale, che vincolano tutti gli Stati hanno natura
consuetudinaria.
La CONSUETUDINE INTERNAZIONALE è costituita da un comportamento costante ed
uniforme tenuto dagli Stati, cioè dal ripetersi di un determinato comportamento con la
convinzione della vincolatività del comportamento stesso.
Due sono, quindi, gli elementi che caratterizzano questa fonte:
LA DIUTURNITAS (o la prassi)
L’ OPINIO JURIS AC NECESSITATIS (o convinzione della giuridica necessità)
Quando si parla di prassi si fa riferimento ad un concreto comportamento, ovvero ad atti giuridici che
possono essere dell’ordinamento interno o dell’ordinamento internazionale.
Ad esempio, atti giuridici dell’ordinamento internazionale possono essere i trattati, le risoluzioni delle
organizzazioni internazionali, le proteste degli Stati o la corrispondenza diplomatica.
Gli atti interni rilevanti ai fini della prassi, invece, sono le sentenze dei giudici, le leggi ordinarie, le leggi
regionali o le norme poste in essere da qualsiasi ente pubblico interno.
La prassi però deve avere una determinata qualificazione per essere tale:
in senso soggettivo deve provenire dai soggetti dell’ordinamento internazionale
(prevalentemente gli Stati)
in senso oggettivo deve avere i caratteri della
oUNIFORMITA’ (o non contraddittorietà) garantisce che non assumano rilievo
motivazioni politiche degli Stati che essi sfruttano per giustificare le loro azioni, ma solo
quei comportamenti che essi ritengono realmente giuridici.
oGENERALITA’ assicura che la norma sia posta in essere da un numero
significativamente rappresentativo di Stati
oCONTINUITA’ implica una certa persistenza nel tempo dei comportamenti tenuti dalla
maggioranza degli Stati
L’opinio juris, invece, presuppone che tali comportamenti siano posti in essere con la convinzione della
loro giuridica necessità, o della loro necessità sociale.
Tale concezione (detta DUALISTICA) non ha avuto però unanimità di consensi in dottrina.
Alcuni autori hanno sostenuto che la consuetudine sarebbe costituita dalla sola prassi, in quanto,
ammettendosi la necessità dell’opinio juris, si arriverebbe a considerarla come nata da un errore. Si
dice, infatti, che se, nel momento in cui la norma va formandosi, lo Stato crede che un comportamento
sia obbligatorio, cioè richiesto dal diritto, mentre in effetti il diritto non esiste, è evidente che lo Stato è in
errore.
Tuttavia, se si esamina la prassi dei Tribunali internazionali, si può avere conferma della tesi secondo
la quale, nella consuetudine internazionale, entrambi gli elementi siano necessari. Non solo, ma ci fa
rendere conto di come la tesi dualistica della consuetudine derivi da elementi di pura logica. Infatti:
Essa è fondamentale ai fini della distinzione tra consuetudine produttiva di norme giuridiche e
comportamenti di pure cortesia o doverosità morale.
La sua esistenza o meno, inoltre, è il solo criterio utilizzabile per ricavare una norma
consuetudinaria dalla prassi convenzionale.
Infine, essa serve a distinguere il comportamento dello Stato diretto a modificare il diritto
consuetudinario preesistente dal comportamento che costituisce ,invece, mero illecito
internazionale.
Per quanto riguarda gli organi che concorrono alla formazione della norma consuetudinaria, si
riconosce generalmente la possibilità di partecipazione a tutti gli organi statali e non solo ai detentori
del potere estero.
Pertanto possono dare origine ad una norma consuetudinaria non solo atti “esterni” degli Stati, ma
anche atti “interni” (leggi, sentenze, atti amministrativi), senza alcun ordine di priorità.
Un ruolo importante è svolto sicuramente dalla giurisprudenza, con particolare riguardo alle Corti
Supreme, le quali hanno il compito, fra gli altri, di promuovere la revisione di consuetudini antiche che
contrastino con fondamentali e diffusi valori costituzionali.
Poiché le consuetudini creano diritto generale, vincolano tutti gli Stati, indipendentemente dalla loro
partecipazione alla sua formazione.
Questo principio è stato a lungo posto in discussione dagli Stati sorti dal processo di decolonizzazione,
ossia dagli Stati che attualmente costituiscono la maggioranza dei membri della comunità
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Caricato da: leonbe
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Indirizzo: Management
Universita: ESCP Europe
Data di caricamento: 26/05/2012
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chichin - Università di Torino

buono

22/10/12 10:30
giuseppegrauso - Università di Napoli L'Orientale

grazie

14/10/12 18:53
kkcarina - Libera Università Maria SS.Assunta (LUMSA)

buonoooo

13/10/12 00:48
kkcarina - Libera Università Maria SS.Assunta (LUMSA)

buonoooo

13/10/12 00:48
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