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Differenza tra forme di stato e forme di governo - Appunti - Diritto costituzionale , Appunti di Diritto Costituzionale

Diritto Costituzionale

Descrizione: Differenza tra forme di stato e forme di governo. con riassunto dei regolamenti
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Forma di Stato: con questa espressione si intende indicare i complessivi rapporti che vengono ad intercorrere, in un dato ordinamento, tra chi governa (cd. Stato-apparato) e chi è governato, inteso quest’ultimo sia come individuo sia in riferimento alle articolazioni sociali che nel loro insieme concorrono a formare la società civile (si pensi alle associazioni). Così intendendo tale nozione, ne consegue che le varie forme di Stato affermatesi nel corso dei secoli hanno diversamente definito e concretizzato questi rapporti in base al riconoscimento o meno dei diritti e delle libertà per gli individui e per gli enti intermedi (tra di essi e soprattutto nei confronti dei pubblici poteri), alla affermazione o meno del principio di uguaglianza e alla sua effettiva realizzazione, alla disciplina dello status di cittadino e alle conseguenze che ne sono state fatte derivare, nonché alla stessa concezione dell’interesse pubblico e di chi sia chiamato a realizzarlo. Il definitiva quindi la forma di Stato indica le finalità che lo Stato persegue e i valori a cui si ispira.

Forma di governo: con questa locuzione si indica il modo con il quale le funzioni fondamentali dello Stato vengono ripartite tra gli organi costituzionali e i rapporti che si instaurano tra tali organi. Tale concetto risulta intimamente collegato a quello di forma di Stato. Se quest’ultimo indica le finalità che l’ordinamento nel suo complesso persegue e i valori cui si ispira, l’espressione forma di governo indica l’assetto organizzativo mediante il quale siffatte finalità vengono perseguite.

I regolamenti governativi, nell'ordinamento italiano, costituiscono fonti normative secondarie e si collocano al di sotto delle fonti costituzionali e delle fonti primarie (leggi ordinarie,atti aventi forza di legge, trattati e regolamenti dell'Unione europea). Sono deliberati dal Consiglio dei Ministri ed emanati dal Presidente della Repubblica tramite decreto (dPR). Nella gerarchia delle fonti, i regolamenti sono norme di rango secondario e quindi, come tali, sono subordinati alle leggi ordinarie e hanno come soggetto le modalità di "esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi" (art. 17 legge 400/1988) o, in generale, disciplinano materie non regolamentate da leggi. La legge 400/1988 al comma 1 definisce il procedimento di formazione. "Con decreto del Presidente della Repubblica (dPR), previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato (fase del controllo contabile di legittimità sugli atti del Governo, non più richiesto per gli atti aventi forza di legge) che deve pronunziarsi entro 90 giorni dalla richiesta, possono essere emanati i seguenti regolamenti:

Regolamenti di attuazione-integrazione - norme che vanno a dare attuazione ad una disciplina contenuta in una fonte primaria. •Regolamenti di organizzazione - provvedimenti che disciplinano l'organizzazione interna dell'ente. •Regolamento esecutivo - danno esecuzione a disposizioni normative (leggi e atti aventi forza di legge). •Regolamenti indipendenti - mediante i quali il governo procede a disciplinare argomenti di entità minore nonostante non vi siano norme di tipo primario che li disciplinino. •Regolamenti delegificatori (detti anche autorizzati) - mediante i quali si può procedere alla delegificazione." Tali regolamenti sono controfirmati dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Giustizia, pubblicati nelle forme della legge sulla Gazzetta Ufficiale e, salva indicazione di un termine diverso, entrano in vigore dal quindicesimo giorno successivo (al termine cioè della cosiddetta vacatio legis).

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