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Diritto del lavoro e diritto sociale europeo, Sintesi di Diritto Del Lavoro. Università di Firenze

Diritto Del Lavoro

Descrizione: Riassunto dell'esame di Diritto del Lavoro. E' consigliata la lettura del libro Diritto sociale europeo, tra gli autori del libro figuarno: Sciarra e Vallauri
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Diritto del lavoro e diritto sociale europeo.
Un’analisi delle fonti.
A livello europeo non abbiamo ancora un sistema sovrannazionale di norme attinenti alla
regolamentazione dei rapporti di lavoro ma piuttosto un coordinamento dei sistemi
nazionali ancora da perfezionare. Inoltra ci sono voluti molti anni per l’avvio di un’autentica
politica sociale europea.
Questo non significa tuttavia che non siano stati fatti enormi progressi dal trattato istitutivo
CEE, inoltre sia dottrina che giurisprudenza traggono molto dalle normative europee su
tale materia. Vediamo un po’ quest’evoluzione:
Dal trattato di Roma al Programma di azione sociale
Sebbene il fine principale fosse quello di creare un mercato comune e non di
stabilire sistemi di protezione sociale, già con il trattato istitutivo di Parigi ( 1951)
l’Alta Autorità della CECA promosse importanti ricerche sui sistemi nazionali di
diritto del lavoro fornendo un importante comparazione tra i vari ordinamenti e
aprendo le porte a un’integrazione tra i vari ordinamenti.
Nel 1957 attraverso il Trattato di Roma fu istituita la Cee; la politica sociale europea
fu,inoltre, intesa come politica "di complemento": le maggiori preoccupazioni in quel
frangente erano di ordine economico e le disposizioni a livello sociale dovevano
non alterare le condizioni di concorrenza all'interno del mercato comune. Le
istituzioni europee ottennero poteri limitati, giacché nessuno degli Stati membri era
disposto a cedere la propria competenza in un settore così delicato e costoso. Il
Trattato di Roma fissò solamente alcune disposizioni minime, quali:
1. libera circolazione dei lavoratori
2. libertà di stabilimento
3. libera prestazione di servizio in un altro stato . In realtà la libera circolazione
per i lavoratori era riservata a coloro che rispondevano a offerte di lavoro
effettive. C’è sempre un forte interesse più per il mercato che per il
lavoratore. Non si può comunque negare una forte spinta verso la tutela dei
cittadini lavoratori, nonché dei lavoratori come persone.
4. libertà di trattamento fra lavoratori nazionali ed immigrati.
5. Fu creato l’istituto del Fondo sociale europeo che aveva lo scopo di
migliorare la possibilità di occupazione dei lavoratori nell’ambito del mercato
interno. Tuttavia l’istituto non ebbe molto successo e nel corso degl’anni
( anche a causa della crisi economica) fu ampiamente modificato,
trasformandosi in un fondo a sostegno dei disoccupati a lungo periodo e dei
giovani in cerca di lavoro. Si tratta essenzialmente di un sostegno alla
formazione professionale.
6. Fu previsto ( all’art 19 TCEE) l’obbligo di retribuire in maniera uguale i
lavoratori di sesso maschile e femminile, a parità di lavoro. Quest’articolo
diede il via a una giurisprudenza molto innovativa della Corte di giustizia
europea. Non c’è dubbio che il riconoscimento alla parità di trattamento portò
a grosse innovazioni all’interno degli ordinamenti nazionali.
Nel 1970 fu redatto il rapporto Warner che conteneva gli elementi chiave delle
scelte riformarci degli anni successivi ( es. realizzazione di politiche strutturali e
regionali, attenzione alle politiche economiche nazionali…). Viene inoltre
espressamente detto “ è essenziale portare le parti sociali nella preparazione della
politica comunitaria e consultarle prima dell’adozione di qualunque atto normativo.
Con il summit del 1972 furono poste le basi del Fondo europeo di sviluppo
regionale,volto a garantire una crescita economica meno diseguale all’interno della
comunità ( si parlò addirittura di New Deal europeo).
Nel 1974 fu varato dal Consiglio il Programma di azione sociale che prevedeva
misure transitorie, quali l’avvio di un fondo sociale per i lavoratori migranti e disabili.
Sempre in questo periodo furono inoltre adottate direttive strutturali sui
licenziamenti collettivi, sul trasferimento di azienda e sull’insolvenza del datore di
lavoro.
Come possiamo notare si tratta di un programma che abbraccia più settori; esso da un
lato mira a un decentramento di certe materie dalle istituzioni ad agenzie decentrate,
dall’altra si pongono le basi per l’armonizzazione di norme sociali esclusivamente orientate
a non distorcere la concorrenza nel mercato.
Importarti queste norme proprio per come agiscono sugli ordinamenti interni: le istituzioni
garantiscono uno standard minimo da rispettare ( vedi U.E) e un avvicinamento a una
dimensione comparata del diritto del lavoro. Purtroppo negli anni ’70 ci fu un grosso
ridimensionamento delle politiche sociali e una sempre minore volontà degli stati membri
di appoggiare misure legislative comunitarie che garantissero migliori condizioni ai
lavoratori.
Negli anni ’80 ( anche grazie a personaggi come il presidente della Commissione
Jacques Delors) si ebbe una forte valorizzazione delle politiche sociali europee.
Inoltre con l’adozione dell’ Atto Unico nel 1987 si modificarono elementi importanti
del trattato.
1. Con l’art 118A fu previsto l’adozione nel Consiglio di deliberazioni a
maggioranza qualificata per promuovere il miglioramento in particolare
dell’ambiente di lavoro per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Quest’articolo fu fatto per non incappare nei problemi che sorgevano con la
votazione all’unanimità ( gli inglesi bloccavano qualunque misura di politica
sociale). Viene prevista inoltre la consultazione del Consiglio Economico e
Sociale.
2. L’art’118B affida alla Commissione il compito di ampliare e sviluppare il
dialogo tra le parti sociali a livello europeo.
3. Sulla base dell’art 100 fu stabilito l’obbligo del datore di lavoro di informare il
lavoratore circa le condizioni esplicabili al contratto o al rapporto di lavoro.
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Firenze
Data di caricamento: 08/07/2010
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giuly_fly - Università di Catania

grazie!! se cercate in giro trovate anche il resto del libro!

12/06/13 09:32
angieparisienne - Università del Salento (UNISA)

Non ho capito se è stato riassunto tutto il libro in 7 pagine, se si tratta di un riassunto parziale dello Sciarra (Manuale di diritto sociale europeo) o se è un'analisi breve sugli argomenti trattati nel libro citato! Qualcuno saprebbe rispondermi? Grazie! :)

29/04/13 17:22
erika.g - Università di Firenze

Fatto molto bene :)

21/02/13 13:03
ilaria_corsa - Università di Firenze

del primo capitolo e basta che cosa me ne faccio?!?!?!

05/02/13 10:39
pulinuke - Università di Verona

Grazie mille! =)

01/02/13 15:12
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