Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Dispensa Diritto Parlamentare, Dispense di Diritto Costituzionale. Politecnico di Torino

Diritto Costituzionale

Descrizione: Dispensa di diritto Parlamentare ottima per superare l'esame
Mostro le pagine  1  -  4  di  27
In un ordinamento a Costituzione rigida,la “fonte delle fonti” è la Costituzione.
Fonti di produzione sono quegli atti o fatti ai quali l’ordinamento riconnette la capacità di porre in
essere norme giuridiche
La costituzione Italiana(come già faceva lo statuto Albertino)contiene disposizioni di Diritto
Parlamentare. Al parlamento essa dedica il TITOLO I DELLA SECONDA PARTE DELLA
COSTITUZIONE (ché è ripartito in 2 Sezioni: Le Camere art.55-69 cost. e La formazione delle
leggi art 70-82 Cost.)
Il passaggio tra lo statuto albertino e la costituzione comporta 2 novità:
Rigidità della Costituzione Repubblicana (ché si contrappone alla flessibili dello statuto
Albertino) e quindi la sovra ordinazione della costituzione rispetto a leggi ordinarie e
regolamenti
Con l’allargamento del suffragio ai cittadini maggiorenni l’Italia diventa uno stato
democratico in cui la sovranità appartiene al popolo chè la esercita nelle forme e nei limiti
posti dalla costituzione.
Il parlamento dunque costituisce una delle forme attraverso cui in una democrazia,si esercita la
sovranità popolare.
LA COSTITUZIONE è LA PRIMA FONTE DIRITTO PARLAMENTARE IN QUANTO
DISCIPLINA LA STRUTTURA DELLE CAMERE,è FONTE DELLE SUE ATTRIBUZIONI E
CONTIENE UNA DISCIPLINA (benché parziale) DEI PRINCIPALI PROVVEDIMENTI
PARLAMENTARI
Accanto alla costituzione,tra le fonti del diritto parlamentare vanno annoverate le leggi
costituzionali (per esempio la legge costituzionale 16 gennaio 1989) chè ha sottratto al parlamento
in seduta comune e alla corte costituzionale di accusare e giudicare i ministri per i reati compiuti
nell’esercizio delle loro funzioni)
I Regolamenti di Camera e Senato
I regolamenti parlamentari MAIORES (o generali) rappresentano la principale (ma non
l’unica)fonte-atto del diritto parlamentare
L’art. 64 Cost. stabilisce che “ciascuna camera adotta il proprio regolamento”
Santi Romano afferma che le norme regolamentari interne ad ogni camera sono l’espressione della
supremazia speciale di tale organo,ma non hanno nemmeno giuridica esistenza per l’altra camera.
I regolamenti Presentano le caratteristiche di atto-fonte:
I due regolamenti contengono una disciplina di tipo generale,il cui ambito di applicazione
concerne i parlamentari, ma anche i dipendenti delle camere,i membri del governo ed il
pubblico che assiste alle sedute,applicabile in astratto quando si verifichi la fattispecie
Sono atti di “indirizzo Politico”
Abbiamo anche la pubblicazione delle modifiche delle norme regolamentari di Camera e
Senato sulla GAZZETTA UFFICIALE
Anche il nome richiama a fonti di rango secondario,i regolamenti parlamentari costituiscono una
fonte di diritto e una fonte di diritto generale. Appaiono abilitati dalla costituzione a sostituirsi nella
disciplina di determinate materie,ad essi riservate alla stessa legge formale.
La Corte costituzionale con sentenza 9 del 1959 ha escluso la possibilità chè i regolamenti
parlamentari possano operare come parametro di legittimità costituzionale delle leggi
1
Si è anche dichiarata competente a sindacare esclusivamente le violazioni delle norme costituzionali
sul procedimento legislativo.
L’art 64 Cost. disciplina soltanto il procedimento di formazione dei regolamenti senza individuare
l’area di competenza
Si è ritenuto che l’area di competenza riguardi:
Organi interni delle camere (presidente,ufficio di presidenza,commissioni)
Componenti delle camere (diritti e doveri dei singoli parlamentari)
Procedimenti relativi alle diverse funzioni parlamentari
Strutture di servizio e rapporto con i dipendenti delle camere
Rapporti che possono instaurarsi tra terzi e camere
Rimane un intervento limitato nell’ambito dell’attuazione e dello sviluppo chè sono state attribuite
dalla costituzione al parlamento.
I Regolamenti parlamentari,secondo l’art 64 cost. devono ESSERE APPROVATI DA CIASCUNA
CAMERA A MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI SUOI COMPONENTI
Nel procedimento di revisione dei regolamenti parlamentari,un ruolo importante viene assunto dalla
GIUNTA PER IL REGOLAMENTO,chè oltre a coadiuvare il presidente d’assemblea
nell’interpretazione del regolamento,detiene una sorta di “MONOPOLIO” (Monopolio della Penna)
L’assemblea non può presentare emendamenti ma bensì unicamente “Atti e criteri direttivi”,i quali
approvati obbligano la giunta a redigere un nuovo testo. La Giunta perde la PENNA nel caso
in cui il presidente di un gruppo o 20 deputati dissentano sul modo in cui la giunta in questo nuovo
testo ha recepito i principi e i criteri direttivi. Devono quindi presentare un nuovo testo che sarà
presentato all’assemblea e votato in contrapposizione a quello della giunta
Abbiamo anche dei Regolamenti definiti MINORI e regolamenti SPECIALI
La legge ordinaria,non è esclusa dal diritto parlamentare. Anzi è la costituzione a richiederne
l’intervento nel procedimento di formazione delle 2 camere :
Leggi elettorali
Leggi che individuano i casi di incompatibilità e di ineleggibilità
Leggi che non perdono efficacia al momento dell’insediamento delle nuove camere,ma chè si
pongono alla base di specifiche procedure parlamentari ed in particolare quelle relative alla
“VERIFICA DEI POTERI”
Le fonti-fatto sono costituite nel nostro ordinamento dalle CONSUETUDINI: comportamenti
ripetuti nel tempo e tenuti in quanto reputati giuridicamente obbligatori,le troviamo anche nel diritto
parlamentare.
Le uniche 2 volte che la Corte costituzionale si è richiamata espressamente a “consuetudini
costituzionali” ciò è avvenuto con riguardo a 2 istituti del diritto parlamentare: AUTONOMIA
CONTABILE DELLE CAMERE ( 129/1981) e LA MOZIONE SFIDUCIA NEI CONFRONTI
DEL SINGOLO MINISTRO (7/1996)
Ulteriore esempio di CONSUETUDINE PARLAMENTARE è la non partecipazione al voto del
Presidente D’assemblea (che conta però ai fini del numero legale)
Quando si parla di PRECEDENTI ci rifacciamo alla soluzione data in precedenza ad una fattispecie
concreta con l’intento di disciplinarla anche alla situazione attuale una prassi che deriva
dall’esperienza inglese di COMMON LAW)
Ove la prassi,non sia regolata da una disposizione normativa,la prassi può finire gradualmente e per
effetto del suo ripetersi per DIVENIRE NORMA
2
I c.d. “Precedenti Parlamentari” sono un’attività di attenta selezione delle decisioni procedurali
assunte dai presidenti d’assemblea e di commissione,a cui il presidente interessato può conformarsi
quando non ci sia una norma che disciplina quella fattispecie di caso concreto in questione.
Lo Status dei parlamentari
L'art. 67 (cosiddetto divieto di mandato imperativo) dispone che «ogni membro del parlamento
rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», ossia riceve un
mandato generale da parte del corpo elettorale, il quale non è suscettibile di iniziative di revoca né
da parte dell'ambito territoriale (collegio) che l'ha eletto, né da parte del partito di affiliazione;
mandato generale il cui rispetto non può essere sindacato in termini giuridici (così come invece
avviene per il mandato previsto dal Codice civile), ma solo (eventualmente) in termini politici, nelle
forme e nei modi previsti dalla Costituzione (quindi, principalmente, con le consultazioni elettorali).
A Deputati e Senatori le norme della costituzione,attribuiscono una serie di garanzie:
Le immunità (art 68)
Le indennità (art 69)
Più delle altre previsioni integrate dà disposizioni di legge e regolamenti parlamentari.
Queste attribuzioni non vanno intese come diritti del singolo (violerebbero l’art 3 della costituzione)
ma come situazioni strettamente inerenti alla funzione del parlamentare,costituiscono il suo status,
sono dettate PER ASSICURARE L’INDIPENDENZA DEGLI ORGANI PARLAMENTARI
La Corte costituzionale ha affermato (sent 231/1975) chè: L’indipendenza delle camere si articola
nella normativa direttamente dettata dal testo costituzionale,nell’autonomia organizzativa e
normativa spettante a ciascuna di esse,nella convalida dei propi membri ( art 66 cost.)NELLA NON
RESPONSABILITA DEI MEDESIMI PER I VOTI DATI O ESPRESSI NELL’ESERCIZIO DELLE
LORO FUNZIONI (ART.68 COST- IMMUNITA’)
Lo status si acquista dal momento della proclamazione che viene fatta dagli uffici elettorali o dalla
giunta provvisoria per le elezioni.
Nel caso dei “Senatori a vita” lo status viene acquisito nel momento della cessazione del loro
compito di capo dello stato,mentre “i Senatori di nomina Presidenziale” acquistano tale status dalla
comunicazione al senato della loro nomina.
La proclamazione non garantisce da sola l’acquisto irrevocabile dello status,è attribuito sotto
condizione potestativa che l’elezione non sia annullata dalla camera di competenza.
A norma dell’art 66 spetta a ciascuna camera di giudicare i titoli di ammissione dei suoi
componenti(Regolarità delle elezioni,mancanze di cause di ineleggibilità e incompatibilità).
La cessazione dell’incarico può avvenire per la fine della legislatura o per dimissioni
Le dimissioni devono essere annunciate in assemblea,sé sono dovute a cause incompatibili con il
mandato parlamentare si prende semplicemente atto. sono motivate da ragioni diverse devono
essere accettate dall’assemblea con voto esplicito.
Le immunità previste dall’art 68 della cost. sono l’insieme dei meccanismi di tutela a garanzia
dell’indipendenza e del regolare funzionamento delle camere,veri e propi divieti rivolti agli altri
poteri,innanzitutto al giudiziario.
L’art 68 comma 1 I PARLAMENTARI NON POSSONO ESSERE CHIAMATI A RISPONDERE
DELLE OPINIONI ESPRESSE E DEI VOTI DATI NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI
è una garanzia sostanziale che immunizza il parlamentare per tutte le manifestazioni del pensiero
NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI(la sua applicazione è automatica)
3
Mentre l’insindacabilità esplica i suoi effetti in tutti i procedimenti giurisdizionali e NON VIENE
MENO CON LA CESSAZZIONE DELLO STATUS,L’inviolabilità (art 68 comma 2) si applica solo
nel processo penale esclusivamente finché il parlamentare è in carica,ma è superabile con
L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DA PARTE DELLA CAMERA COMPETENZA,la quale
può dare il “via libera” alle misure coercitive o investigative nei confronti del parlamentare.
Fino al 1993 si parlava di INSIDACABILITA INDIRETTA ovvero tutte le manifestazioni di
pensiero (concernenti o non il compimento di un atto tipico della funzione parlamentare) erano
coperti sempre dal diniego dell’autorizzazione a procedere da parte della camera di appartenenza
La Legge n140 del 2003 chiarisce chè : L’insindacabilità si applica per ogni caso alla
presentazione di disegni di legge,emendamenti,interventi nell’assemblea ,per qualsiasi espressione
di voto e per ogni attività di critica e denuncia connessa alla funzione di parlamentare ed espletata
anche fuori del parlamento”
La garanzia dell’insindacabilità,opera in automatico ma qualora la direttiva non fosse applicata dal
giudice,lo stesso parlamentare può chiederne la sua applicazione,chè attiva così il procedimento
parlamentare eventualmente con previa sospensione del processo per un numero massimo di 90
giorni entro i quali arriverà la decisione dell’assemblea
Ai sensi dell’art 68 commi 2 e 3 per effettuare atti invasivi della libertà personale del parlamentare
(perquisizioni,intercettazioni,misure cautelari) vi è bisogno l’autorizzazione della camera. Essa non
deve essere data quando il parlamentare sia colto in fragranza di reato o per l’esecuzione di una
sentenza irrevocabile.
Le camere dovrebbero negare l’autorizzazione a procedere solo in casi eccezionali sulla base del
sospetto di una volontà persecutoria da parte dell’autorità giudiziaria (fumus persecutionis) .A ciò
si aggiunge il criterio che attiene alla funzione e all’indipendenza delle due camere ,l’interesse chè
non venga alterata l’integrità data dai voti dei cittadini,venendo meno l’integrità numerica o la
composizione della stessa assemblea (il rapporto tra maggioranza e opposizione potrebbe dipendere
infatti da una manciata di seggi,sé non da quel parlamentare di cui viene chiesto l’arresto)
Le camere finora hanno autorizzato l’arresto di parlamentari non condannati in via definitiva in soli
4 casi.
A tutela dell’indipendenza dei parlamentari e per consentire a tutti i cittadini l’accesso potenziale al
mandato parlamentare,la costituzione all’art 69 prevede che Deputati e Senatori abbiano il diritto a
ricevere un indennità mensile (il cui tetto massimo non può superare lo stipendio dei presidenti
della corte di cassazione) e una diaria ossia un rimborso per le spese di soggiorno a
Roma,subordinato ad un numero minimo di presenze mensili 15 (lo statuto Albertino prevedeva la
gratuità della funzione e la Diaria funzionava come retribuzione dei parlamentari) la cui misura non
può essere superiore all’indennità di missione che spetta ai presidenti della corte di cassazione
L’esenzione fiscale è stata abolita nel 1994,l’indennità non può essere sottoposta a sequestro o
pignoramento
Secondo i regolamenti di senato e camera,deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle
sedute assembleari,ed è stato introdotto un sistema di decurtazione della diaria in base alla presenza
alle votazioni giornaliere (il parlamentare si considera presente partecipa al 30% delle votazioni
giornaliere)
L’art 51 al 3 comma stabilisce che chi è chiamato ad esercitare il mandato parlamentare ha diritto di
conservare durante la durata del mandato il suo posto di lavoro. I parlamentari dipendenti di uffici
pubblici sono collocati in aspettativa per tutta la durata del mandato,non percepiscono lo stipendio e
non possono ricevere promozioni non per anzianità. Mentre il lavoratore del settore privato può
su sua richiesta essere collocato in aspettativa per la durata del mandato.
SONO VIETATI FINANZIAMENTI O CONTRIBUTI ai parlamentari (o ai candidati) provenienti
dalla pubblica amministrazione. Devono essere dichiarate al presidente della camera i contributi
ricevuti da privati superiori ai 50.000 euro. Ogni parlamentare ad inizio mandato consegna la
copia dell’ultima dichiarazione dei redditi,la propia situazione patrimoniale e le spese elettorali
sostenute negli uffici di ciascuna camera,pena la decadenza dal mandato
4
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: serghigno87
Visite: 14429
Downloads : 50+
Indirizzo:
Universita: Politecnico di Torino
Data di caricamento: 27/12/2010
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
lillina85 - Università di Milano

per quale università è?

04/09/13 11:38
abe88 - Università di Torino

TOOP!!

13/05/13 23:12
sallyna89 - Università di Milano-Bicocca

ok

02/04/13 10:56
sallyna89 - Università di Milano-Bicocca

ok

02/04/13 10:55
analey - Università di Torino

ottimi

18/02/13 21:15
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome