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Economia Aziendale - L'Azienda, Appunti di Economia Aziendale. Politecnico di Torino

Economia Aziendale

Descrizione: Lo Studio Dell'Azienda
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Universita: Politecnico di Torino
Indirizzo: Economia
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pasquale13 - Università di Napoli Parthenope

interessante

19/11/12 14:41
pasquale13 - Università di Napoli Parthenope

interessante

19/11/12 14:41

ECONOMIA AZIENDALE L’AZIENDA ATTIVITA’ ECONOMICA: attività economica costituita dall’insieme di decisioni, scelte, comportamenti e operazioni, compiute con risorse limitate e suscettibili di uso alternativo, volte alla soddisfazione di bisogni umani. Non tutte le attività sono economiche.

COME SI REALIZZA: attraverso funzioni economico-produttive (produzione, consumo, scambio)

L’attività economica ruota su:

 Produzione  Scambio

AZIENDA: Istituzione o istituto operante come sistema (autonomo/durevole), parte di una realtà economica sciale più ampia che svolge un’attività di produzione e consumo.

DEFINIZIONI

 STATICA O STRUTTURALE: rilievo a persone e beni disposti per il conseguimento di un fine. Non è enfatizzato il perché l’azienda funziona. (Visione in stock)

 DINAMICA: rilievo alle operazioni coordinate in un sistema che enfatizza il fare. (Visione per flussi). L’unica finalità è il reddito.

 COMPLESSA: definizione intermedia, soluzione dinamica strutturale.

DOVE SI TROVA L’AZIENDA?: L’azienda si trova nell’ordine economico generale, come unità elementare dotata di vita propria e riflessa. Unità più piccola che svolge attività.

CHE COSA LA COMPONE?: Un sistema di operazioni promananti alla combinazione di particolare fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne. È una sorta di contenitore che bilancia forze interne ed esterne.

CHE COSA FA?: Realizza un’ attività di produzione e di consumo.

QUAL È IL SUO FINE?: Sopravvivere, il conseguimento dell’equilibrio a valere nel tempo.

QUANDO TALE FINE E’ REALIZZATO?: L’equilibrio è conseguito quando vi è una remunerazione adeguata dei fattori utilizzati, si ottiene un compenso al soggetto economico proporzionale ai risultati raggiunti. Le condizioni verificate debbono raggiungersi in un tempo adeguato.

REQUISITI DI AZIENDALITA’

 DURATA: Capacità di perdurare nel tempo per perseguire la propria finalità. Non possono essere considerate aziende le attività speculative di breve termine.

 SISTEMATICITA’: Insieme di elementi coordinati per il raggiungimento dell’equilibrio economico a valere nel tempo. Senza sistematicità l’azienda non sarebbe né un fenomeno finalizzato, né sarebbe dotato di uno stato d’ordine.

 ECONOMICITA’: è il criterio a cui devono ispirarsi i manager per guidare l’azienda. Essi devono tener conto della necessità di mantenere lo stato d’ordine e tendere alle condizioni finalistiche. Si parla di efficacia strategica ed efficienze produttiva.

 AUTONOMIA: Significa che le scelte fondamentali delle gestioni aziendali devono essere libere da condizionamenti di soggetti terzi, devono svilupparsi in maniera libera ma non anarchica in quanto finalizzate all’equilibrio economico.

IDEE ED APPROCCI PER STUDIARE L’AZIENDA

 MECCANICISTICO: studia l’azienda come un sistema chiuso, meccanico, in modo che possa predeterminare i risultati di determinate operazioni.

 ORGANICISTICO: ritiene l’azienda paragonabile ad un sistema organico. Sistema aperto ad interscambi con l’esterno, a crescita programmata.

 CONTRATTUALISTICA: azienda vista come sistema di contratti, cioè accordi esistenti tra i vari soggetti all’interno ed all’esterno dell’azienda.

 SISTEMICA: vede l’azienda come un sistema, insieme di parti collegate, elementi interrelati e coordinati verso il raggiungimento di un medesimo risultato. Ciò permette di aumentare la conoscenza attraverso l’analisi delle sue parti e la loro successiva ricomposizione unitaria. Tra gli elementi esiste INTERAZIONE. Il tutto non è semplice somma delle parti (PORPRIETA’ OLISTICA).

IL SISTEMA D’AZIENDA

L’azienda è un sistema sociale peculiare.

 Manca il legame volontaristico, tipico degli altri sistemi sociali.  Sono attivati processi di produzione che creano nuovi beni e

servizi (nuove ricchezze) destinate all’esterno.  Non esiste unità di interessi, né finalità comuni tra le diverse

categorie di individui.

CARATTTERI DEL SISTEMA D’AZIENDA

 Aperto (posto in relazione con l’esterno)  Dinamico (unito nello spazio e nel tempo)  Complesso (divisibile astrattamente in sub sistemi)  Finalizzato  Probabilistico (non di esito certo, non deterministico)

CLASSIFICAZAZIONI DELLE AZIENDE

TIPOLOGIE DI PRODUZIONE:

 AZIENDE MANIFATTURIERE: L’output è tangibile, il processo di produzione prevede la trasformazione di beni acquistati)

 AZIENDE NON MANIFUTTURIERE: L’output è tangibile o intangibile, il processo produttivo accresce indirettamente l’utilità o crea condizioni più idonee per lo svolgimento di altri processi produttivi.

DIMENSIONE: Riguardano le aziende di produzione ma non esiste un indicatore globale, quindi si ricorre ad un indicatore parziale. Sono utili soprattutto per aziende dello stesso settore.

NATURA GIURIDICA: Classifichiamo le aziende in base allo status giuridico riconosciuto dall’ordinamento giuridico.

FINE DELL’AZIENDA:

MISSION: non è il fine, variano nello spazio e nel tempo. Cosa accomuna le varie Mission? La sopravvivenza, perché solo sopravvivendo un’azienda può perseguire la sua Mission. N.B. Non è il fine dell’azienda, ma è ESSA STESSA, LA SUA CONTINUITA’, LA SUA ESISTENZA.

MISSION = SOPRAVVIVENZA

Con ciò il fine dell’individuo va a confluire nell’interesse dell’azienda. La condizione ideale sarebbe che l’istituto continuasse a soddisfare le attese dei soggetti, di tutti i soggetti che con eso si rapportano. Ciò non vuol dire che tutti i soggetti all’interno di un istituto abbiano lo stesso peso.

MISSION = SOPRAVVIVENZA = INDIVIDUO

ACCEZIONE SOGGETTIVA DELL’AZIENDA SOGGETTO ECONOMICO: Singola persona o gruppi di persone. Abbiamo inoltre due accezioni:

 Portatori di interessi istituzionali Chi porta capitale  Accezioni più moderna: Chi detiene il comando, che assumono

le decisioni fondamentali

Ma come viene effettuato il comando?:

 Chi ha maggioranza del capitale. Coincidenza tra proprietà e controllo. Racchiude molte situazioni ma non le descrive tutte. Situazioni delle piccole imprese.

 Sebbene non sia il proprietario esercita il comando a tutti gli effetti. La società non agisce direttamente. Descrive meglio le realtà possibili nelle grandi imprese. Dissociazione tra proprietà e controllo:

 Completa: Public Company o società a proprietà diffusa

 Parziale: Una parte dei proprietari fa parte del nucleo dei comandi:

 Capitali di comando  Capitale di risparmio

MANAGER: Professionista stipendiato, direttore generale, si affianca ai proprietari e li sostituisce.

 Se l’azienda va male egli non subisce le conseguenze sul piano patrimoniale.

 Il suo rischio può riguardare il suo posto di lavoro  Egli non è proprietario

La sua remunerazione è:

 legata ai risultati dell’azienda  può prevedere il coinvolgimento del capitale di proprietà

(stock options)

Parte del suo stipendio è legato ai risultati dell’azienda come forma di remunerazione e di coinvolgimento nella proprietà dell’azienda.

I manager possono operare su vari livelli:

 Alto (Top Management)  Medio (Spesso fa parte del gruppo che compone il soggetto

economico)  Operativo

IMPRENDITORE

COORDINATORE INNOVATORE ASSUNTORE DEL RISCHIO

COORDINATORE: Attivatore della combinazione produttiva svolta nell’azienda.

 Combina i fattori della produzione.  Provvede al collocamento dei prodotti del mercato  Distribuisce i risultati dell’attività svolta tra i vari partecipanti.

INNOVATORE: Soggetto che innesca una nuova combinazione produttiva

 Nuovo bene o servizio  Nuovo metodo di produzione, di distribuzione, ecc…

ASSUNTORE DEL RISCHIO: Il rischio patrimoniale grava sull’imprenditore che:

 Anticipa le spese per attivare la produzione  Solo successivamente spera di conseguire dei ricavi

remunerativi.

IMPRESA = PATRIMONIO

Funzione Imprenditoriale Esercizio delle decisione strategiche

IMPRENDITORE come STRATEGA

DECISIONI STRATEGICHE:

 Quelle che hanno rilevanza critica  Stabiliscono gli indirizzi fondamentali

IMPRENDITORE = SOGGETTO ECONOMICO

SOGGETTO GIURIDICO: Soggetti a cui si riferiscono diritti ed obblighi sul piano giuridico.

AUTONOMIA PATRIMONIALE:

 Piena: Distinzione tra patrimonio dell’imprenditore e dell’impresa.

 Più contenuta  Assente: No Distinzione

La società può assumere diritti ed obblighi di tipo patrimoniali:

 Piena: SpA,SRL  Più contenuta: SNC (società in nome collettivo), SAS (società in

accomandita semplice)  Assente: Impresa Individuale

Forma Giuridica

Impresa Individual

e

SNC SAS Società di Capitali

Soggetto Giuridico

Aspetti Patrimonia

li

Titolare 1) Società 2) Soci Autonomi a Bassa

1)Società 2)Soci

Autono mia

Maggiore

Società

Soggetto Economic

o Situazione

Tipica

Titolare Soci

Amministrat ori Tutti

Soci Amministra

tori Accomand

atari

Amministra tori

CLASSIFICAZIONI DELLE AZIENDE IN BASE ALLA FORMA GIURIDICA

 Aziende Pubbliche: disciplinate da norme di diritto pubblico  Aziende Private

Dipende dalla natura pubblica o privata de soggetto economico o giuridico. Si può per far riferimento anche ad altri elementi discriminanti.

AZIENDE PRIVATE

 Azienda Individuale: Svolta da un singolo individuo  Azienda Societaria: Svolta da due o più persone  Associazioni: Svolta da due o più imprese, finalità di tipo

sociale  Fondazioni: Associazioni che hanno tenuto il requisito di

autonomia patrimoniale

AZIENDA SOCIETARIA

 Società Lucrativa  Società Mutualistica: Finalità di offrire beni e servizi più

allettanti  Società Consortili: Finalità ai soci nello svolgimento di

particolari opere

SOCIETA’ LUCRATIVA

 Società di persone: (semplice, SNC, SAS)  Società di Capitali: (SRL, SpA)

AZIENDE PUBBLICHE

 Società a partecipazione statale  Enti pubblici ed economici: hanno rilevanza economica  Impresa organo: diramazioni di enti pubblici

LE AGGREGAZIONI DI AZIENDE Qualsiasi forma di coesione, unione, tra unità aziendali distinte, sotto il profilo giuridico ed economico.

Più specificatamente qualsiasi forma di coesione o unione, formale o informale, in base alla quale due o più aziende decidono di stabilire tra di loro una relazione di una certa durata temporale. Ciò implica per ognuno di loro una serie di obblighi di comportamento.

PRESUPPOSTI COMUNI:  Pluralità di presupposti comuni  Intenzioni delle parti di organizzare tra loro la relazione

CRITERI DI CLASSIFICAZIONE

 Contenuti degli accordi  Forme degli accordi  Durata degli accordi

SULLA BASE DEL CONTENUTO:

 Legami tecnologici  Legami produttivi  Legami commerciali

SULLA BASE DELLA FORMA

 Accordi formali:  Patrimoniali (Equity Agreement: Scambo di capitali)  Contrattuali (Non equity agreement: Non Scambio di

capitali)  Accordi informali (Altamente Instabili, detti Patti da

Gentiluomini)

SULLA BASE DELLA DURATA

 E’ una classificazione non significativa

RAGIONI DEGLI AGGREGATI

In termini generali, dipende dal caso specifico, cioè dall’interesse della singola unità partecipante.

 Creazioni di economia di scala  Quasi integrazione verticale Si tratta di processi di

crescita  Economia di raggio d’azione dimensionale

variamente realizzata

GRUPPO AZIENDALE

Particolare forma di aggregazione.

Più unità (società) giuridicamente indipendenti:

 Con un unico soggetto economico  Gestibile in modo unitario

GRUPPI AZIENDALI

 A struttura verticale o egemonici o gerarchici  A struttura orizzontali o paritetici coordinati

N.B. Il criterio distintivo tra gruppi verticali ed orizzontali si basa sui rapporti di potere tra le società del gruppo

RAPPORTI

GERARCHICI PARITETICI

SEMPLICE COMPLESSA

Esempio:

UNITA’ A (Capogruppo, Holding, Controllante)

UNITA’ B (70%) Filiali, Controllate UNITA’ C (80%)

Spesso le grandi imprese assumono la forma del gruppo verticale

UNITA’ A (Quotata in borsa)

UNITA’ B (Quotata in Borsa)

UNITA’ C …ecc…..

I gruppi di imprese, attraverso la moltiplicazione dei livelli societari possono consentire al possessore del capitale di comando della capogruppo di massimizzare a parità dei mezzi finanziari investiti, l’ammontare di risorse sottoposte alla propria influenza.

Sotto quest’ottica il gruppo non è altro che un mezzo che consente di assicurare con il più piccolo capitale possibile il controllo sul più grande capitale altrui.

MECCANISMO DELLA LEVA AZIONARIA

Ciò consente all’azionista di controllo della società capogruppo di sottoporre alla propria influenza il massimo quantitativo di attività economiche con il minore ammontare di capitale investito.

Capitale della capogruppo di sfruttare a proprio vantaggio il capitale delle minoranze.

GRUPPI PARITETICI

La società sono tutte sullo stesso piano.

I gruppi orizzontali sono spesso piccoli gruppi a proprietà familiare.

Membri della famiglia:

 Soggetto economico  Ogni singolo membro possiede delle azioni

LO STUDIO DELL’AZIENDA APPROCCIO OGGETTIVO DI ANALISI

SISTEMA DELLE OPERAZIONI AZIENALI: La vita dell’azienda si realizza attraverso una sequenza di operazioni coordinate e rivolte ad un fine aziendale. E’ un fenomeno unitario nel tempo e nello spazio. È possibile scomporlo in sub sistemi, cioè aggregazioni elementari in base ai requisiti di omogeneità e agli scopi d’indagine.

REQUISITI DI OMOGENEITA’: omogeneità tecnica, cioè in termini di risorse e fattori produttivi usati, ma anche di conoscenze e competenze richieste agli operatori.

APPROCCIO PER AREE FUNZIONALI (es. lavoro in amministrazione, in finanza)

FUNZIONI DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO (Organizzazione e Gestione del personale )

Pianificazione e Controllo Finanza e Amministrazione Organizzazione e Gestione del Personale

FUNZIONI OPERATIVE (Direttamente pongono in

essere l’azienda per raggiungere determinati fini)

Approvvigionamento Ricerca e Sviluppo Produzione

P r o c e s s iA t t i v i t àO p e r a z i o n i E l e m e n t a r i

APPROCCIO PER PROCESSI

Struttura dell’azienda orizzontale. Enfatizza i collegamenti, la dimensione sistemica dell’azienda.

Un processo è un insieme correlato di attività, aventi un obbiettivo comune.

MERCATI DI APPROVVIGIONAMENTO (ACQUISIZIONE)

Attenzione dobbiamo analizzare i singoli processi di acquisizione FATTORI PRODUTTIVI O INPUT (Ciò che metto in azienda):

 Specifici (reali): collegati ad una determinata azienda  Generali (denaro o surrogati)

FATTORI PRODUTTIVI:

Mercati di VenditaMercati di Approvvigionament o

 Fattori a fecondità semplice F.F.S.: Partecipano ad un solo ciclo produttivo

 Fattori a fecondità ripetuta F.F.R. : Partecipano a pù cicli produttivi

 Fattori Materiali: Sono tangibili, ad esempio Materie Prime  Fattori Immateriali: Sono intangibili, ad esempio servizi,

marchi, brevetti

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