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F - Dinamica delle situazioni soggettive, Sintesi di Diritto Privato II. Università della Calabria

Diritto Privato II

Descrizione: Riassunti fantastici perlingieri diritto privato prima parte
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F. Dinamica delle situazioni soggettive.
41. Complessità dei comportamenti ed esercizio delle situazioni soggettive.
Le situazioni soggettive sono categorie per qualificare una serie aperta, ma non infinita, di
comportamenti umani.
Ogni comportamento riferibile ad una situazione soggettiva è esercizio di quella situazione
soggettiva.
È impossibile stabilire ad es. quali comportamenti siano da “proprietario” e quali no, in quanto
essi sono comprensibili come significati della situazione “proprietà” soltanto in relazione alle
circostanze concrete.
Il concetto di esercizio è essenziale per comprendere il significato delle situazioni
soggettive. Occorre distinguere esistenza, titolarità ed esercizio delle situazioni soggettive.
Una situazione si dice esistente, quando esiste un fatto giuridico con efficacia costitutiva.
La titolarità è il legame tra la situazione soggettiva e il soggetto; l’esercizio è ogni
comportamento riferibile alla situazione soggettiva.
Di regola, solo il titolare della situazione può esercitarla, però vi sono ipotesi in cui un soggetto
diverso è legittimato all’esercizio.
L’esercizio richiede che sia determinato l’effetto: esso è la qualificazione del fatto, l’esercizio è
la qualificazione del comportamento.
Bisogna comprendere la funzione affinché un comportamento sia qualificabile come esercizio.
42. Godimento, disposizione e controllo.
Potere di godimento, possibilità per il titolare di trarre dal bene tutte le utilità coerenti con la
funzione della situazione stessa e anche utilità che si possono ricavare indirettamente dalla
situazione, in base a considerazioni fatte sul bene da altri soggetti.
La facoltà di godimento coincide con la libertà.
Es. di godimento nei diritti reali è quello di passeggiare per il proprio fondo, in quanto si
ricava una utilità dal bene, coerente con la funzione della proprietà stessa.
Es. nei diritti di credito è l’iscrizione nel bilancio dell’impresa di un credito da cui si trae
un’utilità indiretta, dovuta ad es. dalla valutazione positiva di banche o analisti di mercato.
Potere di disposizione, potere di provocare una vicenda costitutiva, modificativa ed
estintiva di un rapporto giuridico; può riguardare situazioni reali o di credito, patrimoniali o non;
inoltre può produrre effetti favorevoli o sfavorevoli nei confronti di soggetti diversi dal titolare.
Potere di controllo, è un potere che controlla la diligenza e la correttezza degli organi di
potere ed è relativo non solo agli enti, ma a tutte le situazioni soggettive nelle quali l’interesse
del titolare dipende dalla cooperazione altrui.
Ad es. il creditore ha il potere di controllare l’attività del debitore in quanto l’inerzia del debitore
nel curare i propri affari o il tentativo di sottrarsi all’adempimento, giustificano azioni del
creditore.
Quando tale potere è affidato alla gestione altrui il potere di controllo si manifesta con maggiore
intensità: ad es. nel mandato può essere imposto un obbligo di rendiconto, che è strumentale
all’esercizio del potere di controllo.
Si configura anche quando non è espressamene previsto in una norma: ad es. nei comitati, ai
soggetti che lo hanno finanziato, spetta il potere di controllare se le somme versate siano
destinate effettivamente al raggiungimento delle finalità prefissate.
Si tratta cmq di casi di controlli interni: sono possibili anche controlli esterni, come la
certificazione del bilancio di una società effettuata da una società di revisione.
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43. Potere di disposizione e legittimazione. Il potere di disposizione può essere attribuito per
volontà negoziale (es: fonte negoziale, contratto) o per legge (es: fonte legale, impedimento del
soggetto o sua incapacità di agire) a soggetti diversi dal titolare i quali, curano i suoi interessi,
esercitando tale potere.
Quando il potere di disposizione è rimesso a terzi per volontà, il titolare conserva il suo potere di
disporre aggiungendo il potere di un terzo al proprio; quando il potere di disposizione è rimesso a
terzi per legge, il titolare non può disporre.
Se il titolare della sit. non è incapace di agire o di intendere e di volere, egli ha il potere di
disposizione; se questo potere spetta ad un soggetto diverso dal titolare, è una sit. sogg. a sé
assimilabile alla potestà.
Se il titolare è incapace, non ha il potere di disposizione; se è capace, il conferimento a terzi
dell’esercizio di quel potere non lo priva del potere di disporre, ma aggiunge il potere di un terzo
al proprio.
La legittimazione a disporre è l’abilitazione a compiere il negozio quale atto di
disposizione della situazione.
Un negozio concluso privo di legittimazione è inefficace, cioè non produce la vicenda
dispositiva.
44. Abuso ed eccesso della situazione soggettiva. Il mancato esercizio della situazione
soggettiva dà luogo a prescrizione o decadenza, mentre un esercizio difforme configura l’abuso e
l’eccesso.
L’abuso è l’esercizio contrario o estraneo alla funzione della situazione soggettiva (es: installare
pali nella proprietà privata per togliere la luce al vicino).
Si ha sempre abuso quando si minaccia di far valere un diritto allo scopo di estorcere un
consenso che faccia conseguire vantaggi ingiusti (violenza morale)
L’eccesso è l’esercizio di un potere che non si ha: il potere può mancare del tutto o superare i
limiti imposti.
45. Esercizio del diritto e collegamenti tra rapporti. I criteri per classificare i collegamenti tra
rapporti giuridici sono molteplici.
Si distinguono in primo luogo 4 tipi di collegamenti diretti:
a) collegamento di accessorietà: ad un rapporto principale (es: pagamento di una somma di
denaro) si collega un rapporto di garanzia reale (es: pegno o ipoteca) o personale (es:
fideiussione). Le vicende del rapporto principale incidono sull’esistenza o sull’entità del
rapporto accessorio; a volte è anche il contrario.
b) collegamento di integrazione: è l’ipotesi dei rapporti nei quali ad una prestazione
principale si affiancano prestazioni accessorie (es: dovere di protezione secondo buona
fede). In tal caso questo termine ha un significato diverso dal precedente, in quanto si
tratta di comportamenti da affiancare a quello principale, che concretizzano talvolta la
funzione del rapporto principale.
c) collegamento di solidarietà: ha luogo nelle obbligazioni solidali e, in genere, nelle ipotesi
di convergenza di una pluralità di rapporti, ciascuno con il proprio titolare ma con
identica prestazione, oppure nelle ipotesi nelle quali un unico rapporto ha una pluralità di
soggetti contitolari della situazione attiva e/o passiva;
d) collegamento per funzione, ha luogo sia nei rapporti corrispettivi (sinallagmatici), in cui
ciascun rapporto si giustifica in funzione dell’altro; sia nei rapporti sorti dai contratti con
comunione di scopo (es: associazioni ed altri enti).
I collegamenti tra rapporti possono essere anche indiretti:
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università della Calabria
Tags: a
Data di caricamento: 31/12/2010
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francyw - Università del Salento (UNISA)

riassunto chiaro

18/01/12 19:09
mark99 - Fondazione Studi Universitari di Vicenza

questo riassunto è molto chiaro

25/11/11 11:45
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