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Riassunto del corso sul manuale di diritto amministrativo Guido Corso, Sintesi di Diritto Amministrativo. Università del Molise

Diritto Amministrativo

Descrizione: Riassunti rielaborati di diritto amministrativo. Esame sul manuale di diritto amministrativo di Guido Corso
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MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Guido Corso
PARTE PRIMA: L’ORGANIZZAZIONE
Sezione Prima: CONCETTI
1.ORGANIZZAZIONE E PROSPETTIVA GIURIDICA. LE PERSONE GIURIDICHE PUBBLICHE
Le Organizzazioni sono insiemi di persone legate fra loro da uno stesso scopo; le persone nelle
organizzazioni sono distribuite secondo ruoli ben precisi e complementari tra loro, hanno bisogno di risorse e
sono tenute ad agire in modo congruo rispetto agli obiettivi da perseguire. Esempi di organizzazioni sono i
ministeri, il Comune ma anche l’IBM o la FIAT lo sono. Ciò che le differenzia è il loro essere pubbliche o
private. Tale differenza però passa in secondo piano in quanto il diritto inizialmente le definisce persone,
ovvero soggetti di diritto al centro di un fascio di rapporti giuridici, di diritti e di doveri, ispirandosi alla
distinzione che Gaio faceva nelle sue Istituzioni, individuandole tra le tre entità dell’ordinamento da lui
descritto: persone appunto, cose e azioni. Tale nozione, comune al pubblico e al privato, effettua la
distinzione dalla persona fisica, entità che pur differente nel predicato intesse numerose relazioni e ha molti
legami con quella giuridica. La distinzione non è poi così netta; Lo è invece quella tra persona giuridica
privata e persona giuridica pubblica che nel predicato la esprime nettamente:la persona giuridica pubblica
persegue determinati fini che rimandano ad una collettività di persone, implicando diritti, poteri e doveri che
ne giustificano un’autonoma trattazione.
2.DUE SCHEMI: ASSOCIAZIONI e FONDAZIONI
Le persone giuridiche, categoria giuridica fondamentale, nel codice civile si distinguono secondo la struttura
in:
- Associazioni, nelle quali gli associati sono in primo piano e compongono l’organo sovrano cioè l’Assemblea
dei soci, mentre il patrimonio, pur essendo necessario, non è tuttavia un elemento primario;
- Fondazioni, nelle quali, al contrario, hanno maggior rilievo i beni destinati ad uno scopo stabilito dal
fondatore (25 c.c.)
Nelle associazioni i beneficiari sono gli stessi soci; sono, cioè, organismi che operano a vantaggio di chi li ha
costituiti e li gestisce. Nelle fondazioni i beneficiari sono soggetti che sono all’esterno della fondazione
stessa (poveri, orfani, ecc).
Le persone giuridiche pubbliche, dette anche enti pubblici, sono per la maggioranza fondazioni, dette anche
istituzioni, e ciò comporta che i beneficiari della loro azione siano all’esterno dell’ente e siano, per di più
estranei alla nomina di chi amministra l’ente stesso. Negli enti a struttura associativa, quali ad esempio lo
Stato, le regioni, le province, invece, gli stessi soci, poiché destinatari della loro stessa azione, eleggono i
loro organi sociali. Queste associazioni in particolare, sono dette politiche poiché il loro fine si riscontra in
una pluralità di fini (le altre sono invece monofunzionali, soddisfano cioè un solo interesse pubblico), sono
territoriali perché i soci si stanziano in un contesto territoriale più o meno vasto che spesso si sovrappone
poiché l’associazione più piccola è parte di quella più grande.
3.FINI E ATTRIBUZIONI
La persona fisica può perseguire qualunque fine nelle sue capacità: pur in presenza di divieti può sempre
decidere di infrangerli. La persona giuridica, invece, persegue dei fini ben determinati nello statuto o atto
costitutivo, che viene a coincidere poi con la legge. Ciò può valere per una Spa ma allo stesso modo per lo
stato, che per quanto possa essere un ente a fini generali poiché politico, persegue sempre il benessere
sociale. Quest’ultimo tuttavia non è lasciato alla più ampia discrezione.
La maggior parte delle Costituzioni contiene, infatti, previsioni di fini, conferimenti di poteri per raggiungerli e
limitazioni dei poteri espressamente attribuiti (l’espressa previsione dei poteri ammessi equivale anche ad
una limitazione).
Contenuti del genere troviamo nelle leggi della P.A. che stabiliscono fini da raggiungere e interessi pubblici
da tutelare conferendone anche i poteri necessari.
Tali poteri conferiti all’ente sono chiamati attribuzioni; All’interno dell’ente sono distribuiti poi fra gli organi
prendendo il nome di competenze.
Le attribuzioni sono un fascio di poteri amministrativi, i soli che l’ente può esercitare, oltre a quelli di diritto
privato spettanti perché inizialmente persona giuridica e poi persona giuridica pubblica, e sono ripartiti sulla
base di criteri diversi: per materia, per destinatari, per territorio, per dimensione.
4.ATTRIBUZIONI E COMPETENZE
Le attribuzioni, abbiamo detto, sono un fascio di poteri amministrativi attribuiti all’ente. All’interno di ciascun
ente vi sono poi una pluralità di organi in cui le attribuzioni sono ripartite, individuando così le competenze
dell’organo stesso.
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In genere, le competenze sono divise per materia e nell’ambito della materia per funzioni; in casi di
necessità o urgenza possono essere conferite anche ad organi diversi da quelli che ne son titolari.
La distribuzione del potere per attribuzioni e competenze è lo schema generale corrispondente ad un
esigenza di razionalità organizzativa.
Esigenza delineata anche da Taylor nell’affermare la divisione del lavoro in fabbrica che, attuata fra più
persone in modo che ciascuna faccia una sola parte del lavoro e non tutto, rende più efficiente e razionale il
lavoro stesso.
Inoltre tale distribuzione assicura all’individuo che lo subisce che l’organo che agisce sia abilitato ad
esercitare nei suoi riguardi solo quella frazione di potere, risultante dalle attribuzioni e competenze stesse;
Per tale motivo l’incompetenza può essere fatta valere come vizio dell’atto messo in essere.
5.ENTE E ORGANO
L’ente è una persona giuridica formata al suo interno da più organi, dai quali prescinde la sua stessa
esistenza poiché
l’ organo è lo strumento della capacità d’agire dell’ente e pur essendo una parte di esso è privo di
soggettività giuridica e non è da questo distinto sicché gli effetti degli atti che compie ma anche gli atti stessi
sono imputati alla persona giuridica, per l’immedesimazione giuridica che li caratterizza e li riconosce come
una medesima entità.
6.MERI UFFICI
L’organizzazione è fatta, oltre che di enti ed organi, anche di meri uffici ovvero strutture alle quali sono
addette persone cui non sono assegnate competenze ma bensì compiti. I compiti sono adempiuti con lo
svolgimento di attività interne, preparatorie degli atti che costituiscono poi l’esercizio delle competenze;
possono cagionare invalidità dell’atto conclusivo dell’organo se svolti in appropriatamente, avendo così
rilievo indiretto sull’attività esterna.
7.L’ORGANI E L’ORGANO COLLEGIALE
L’organo in genere è coperto da una sola persona (sindaco, prefetto,…); in molti altri casi la legge prevede
che all’organo siano assegnate più persone; in questo caso l’organo è collegiale. Le ragioni di tale struttura
sono molteplici. Sono collegiali gli organi di consulenza col presupposto che il consigliare è dei molti e il
decidere di uno e uno solo oppure quegli organi a cui si affidano interessi eterogenei e spesso antagonisti o
ancora gli organi chiamati a giudicare poiché il giudizio del singolo può essere opinabile,
La differenza con l’organo individuale sta nel fatto che quello collegiale ha una vita intermittente, diviene
operativo solo a seguito di una convocazione fatta dal presidente del collegio stesso,di solito soggetto
autorizzato a farlo.
Perché il collegio possa deliberare validamente è sufficiente che si raggiunga il numero legale (o quorum
strutturale) ovvero la metà più uno dei componenti il collegio. Tale principio non si applica nei collegi perfetti
in cui occorre la presenza di tutti i membri per poter deliberare.
In un collegio quello che potrebbe presentarsi come un problema è il dover estrapolare una decisione
unitaria da una pluralità di soggetti; A tal fine è istituita la votazione, tramite il principio di maggioranza, su
due alternative ovvero su quella che è definita proposta. Questa sarà approvata se voteranno a favore la
metà più uno dei presenti alla seduta ovvero se si raggiungerà il quorum funzionale, accertato dapprima
quello strutturale.
La proposta qualora lasci perplessi alcuni componenti il collegio può essere emendata, ovvero modificata.
Dopo di chè si passa alla discussione della stessa e se la perplessità di alcuni continuerà a sussistere
questi si asterranno dal votarla andandosi a sommare ai contrari, nel raggiungimento del quorum funzionale
richiesto.
8.AMMINISTRAZIONE ATTIVA, CONSULTIVA E DI CONTROLLO
Un criterio di classificazione di organi e uffici fa riferimento al tipo di attività svolta; distinguiamo pertanto
organi di amministrazione attiva, di amministrazione consultiva e di amministrazione di controllo.
Chi agisce deve essere consigliato e successivamente l’attività posta in essere deve essere controllata a
garanzia che sia conforme alla legge, all’opportunità, all’efficienza o, comunque, al paradigma di riferimento.
Il reclutamento delle persone che occuperanno i posti dell’ organo consultivo e di controllo, proprio per la
natura dell’attività richiesta, viene fatto in base a criteri di competenza professionale e lo status in cui si
troveranno poi garantirà loro l’indipendenza dagli altri organi di amministrazione attiva.
9.ORGANI, UFFICI E PERSONE FISICHE. LA QUESTIONE DELL’INVESTITURA
L’Investitura è quella particolare operazione che abilita le persone fisiche a ricoprire gli organi e gli uffici,
entità astratte che altrimenti non funzionerebbero. Può essere di due specie, Politica e Burocratica.
L’investitura politica è tale quando chi sceglie vanta una legittimazione politica e sceglie, di conseguenza, in
funzione della prossimità politica del prescelto.
L’investitura burocratica è tale quando una persona è chiamata a ricoprire un organo o un ufficio in ragione
della sua competenza professionale, della sua preparazione e ciò viene verificato attraverso una procedura
selettiva che consiste in un concorso aperto ad una pluralità d’aspiranti.
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Informazioni sul documento
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università del Molise
Data di caricamento: 05/12/2011
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lucy.brivitello1 - Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria

grazie mille

07/05/13 18:00
giugiu58 - Università di Milano

sembra fatto bene!

14/02/13 13:14
kattina66 - Università Telematica Guglielmo Marconi

grazie

20/12/12 21:25
alex69 - Università della Tuscia

un po corto ma essenziale.

23/11/12 15:45
alex69 - Università della Tuscia

un po corto ma essenziale.

23/11/12 15:45
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