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IL POSSESSO, Sintesi di Diritto Privato. Consorzio Università Rovigo

Diritto Privato

Descrizione: Riassunto diritto privato - il possesso- libro Torrente
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IL POSSESSO
A norma dell’art. 1440 c.c. Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività
corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale” (c.d. situazioni possessorie).
Nella realtà quotidiana spesso le espressioni possesso e proprietà vengono utilizzati come se
avessero lo stesso significato, ma in realtà non è così.
La proprietà è una situazione di diritto, ossia il diritto di godere è disporre di un determinato bene.
Il possesso è una situazione di fatto, in virtù della quale un soggetto ha la disponibilità materiale di
un bene e si comporta come titolare di un diritto reale, a prescindere dal fatto che lo sia o non lo
sia. Per cui è possesso tanto quello del proprietario, quanto quello di chi ha comprato in buona fede
la cosa da un non proprietario, quello del ladro, dell’inquilino.
Possesso e proprietà non sempre sono coincidenti in capo alla stessa persona.
Per cui vi può essere:
un possessore non proprietario del bene.
un proprietario non possessore del bene.
Il nostro ordinamento prende in considerazione il possesso come situazione di fatto a prescindere
dalla sua coincidenza o meno con la relativa situazione di diritto e provvede a tutelare la situazione
di fatto.
Le ragioni della tutela sono 2:
in luogo, posto che situazione di fatto e situazione di diritto sono coincidenti, tutelando
il possesso si arriva e tutelare indirettamente anche la proprietà;
in luogo, la tutela del possesso assicura la pacifica convivenza civile, perché se non
fossero tutelate le situazioni possessorie, ciò autorizzerebbe i cittadini a farsi giustizia da se
minacciando la pacifica convivenza civile.
Occorre distingue tra :
ius possesionis: designa l’insieme di vantaggi che il possesso, di per sé, genera a favore del
possessore;
ius possidendi: designa la situazione di chi ha effettivamente diritto a possedere il bene;
tale diritto implica il potere di rivendicare il bene presso chiunque lo possieda senza titolo.
Il ladro ha lo ius possessionis
Il proprietario ha lo ius possidendi
Oggetto del possesso: sono le cose, cioè i beni materiali, non importa se allo stato liquido, solido o
gassoso.
Non possono essere oggetto di possesso le cose di cui non si può acquistare la proprietà e cioè i
beni demaniali e del patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti pubblici territoriali.
SITUAZIONI POSSESSORIE – distinguiamo 3 situazioni possessorie:
possesso pieno (o corpore et animo) caratterizzato da due elementi:
elemento oggettivo (corpus): consistente nell’avere la materiale disponibilità materiale del
bene;
elemento soggettivo (animus possidendi): consistente nella volontà del soggetto di
comportarsi come proprietario disconoscendo qualsiasi diritto di altri sul bene stesso (ad es.
la situazione del ladro che ruba la mia auto);
detenzione, caratterizzata da due elementi:
elemento oggettivo (corpus): consistente nell’avere la materiale disponibilità materiale del
bene;
elemento soggettivo (animus detinendi):consistente nella volontà del soggetto di godere e
disporre del bene, ma nel rispetto dei diritti che riconosce spettare ad altri sul medesimo
bene (ad es. la situazione dell’inquilino di un appartamento in locazione).
possesso mediato (o solo animo): caratterizzato dal solo elemento soggettivo (animus
possidendi), mentre la materiale disponibilità del bene compete al detentore.
Si parla di compossesso quando il possesso su un determinato bene viene esercitato congiuntamente
da più soggetti ad un medesimo titolo (ad es. se i due soggetti hanno acquistato una casa in
comunione, di regola esercitano il possesso congiuntamente)
Distinzione fra possesso e detenzione
Possesso e detenzione sono caratterizzati dallo stesso elemento oggettivo.
Si distinguono invece in base all’elemento soggettivo.
Nella detenzione vi è l’animus detinendi.
Nel possesso vi è l’animus possidendi.
Ad es. se il soggetto alla guida del veicolo è un ladro, sarà possessore;
se è un amico cui ho prestato la mia vettura, sarà detentore.
Ai fini però della distinzione fra possesso e detenzione rileva non tanto lo stato psicologico
soggettivo che il soggetto nutre nel proprio interno, nel momento in cui acquisisce la materiale
disponibilità del bene, ma soprattutto lo stato psicologico che il soggetto in quel momento
manifesta all’esterno in base al titolo o alle modalità in forza delle quali avviene tale
acquisizione.
Ad es. se uno studente prende in prestito un libro dalla biblioteca impegnandosi a restituirlo, è
sempre detentore in quanto mostra al’esterno di voler rispettare il diritto della biblioteca, anche se
tale volontà non coincide con quella interna.
All’art. 1141 c.c. si prevede la presunzione del possesso, nel senso che nel dubbio l’esercizio del
potere di fatto su un bene si presume integrare la fattispecie del possesso: spetta a chi nega la
sussistenza del possesso l’onere di provare che ricorre un’ipotesi di semplice detenzione.
Il mutamento della detenzione in possesso (c.d. interversione del possesso) rileva solo se la
modificazione dello stato psicologico del detentore viene manifestata all’esterno:
in forza di un atto con cui il detentore manifesti inequivocabilmente l’intenzione di
continuare a tenere la cosa per non più come detentore (in nome del proprietario), ma
come possessore (in nome e per conto proprio); in tal caso si parla di “contraddictio”=
opposizione;
in forza di un atto con il quale l’attuale possesso attribuisce al detentore il diritto
corrispondente la propria posizione possessoria (in forza di causa proveniente da un terzo).
QUALIFICAZIONI DEL POSSESSO
Il possesso si distingue in:
possesso legittimo: si ha quando il potere di godere e disporre del bene è esercitato
dall’effettivo titolare del diritto di proprietà: in tal caso la situazione di fatto coincide con la
situazione di diritto.
Possesso illegittimo, si ha quando il potere di godere e disporre del bene è esercitato da
persona diversa dall’effettivo titolare del diritto di proprietà: in tal caso la situazione di fatto non
coincide con la situazione di diritto.
Il possesso illegittimo a sua volta si distingue in:
possesso di buona fede: si ha quando il possessore ha acquisito la materiale disponibilità del
bene, ignorando di ledere l’altrui diritto, purchè l’ignoranza non dipenda da colpa grave.
In altre parole la qualifica di possesso di buona fede dipende dalla :
c.d. buona fede oggettiva se il bonus pater familias, nelle medesime circostanze avrebbe
ritenuto di comportarsi correttamente, il possessore è in buona fede, altrimenti è in male
fede.
Possesso di mala fede: si ha quando il possessore ha acquisito la materiale disponibilità del
bene conoscendo il difetto del proprio titolo d’acquisto o dovendolo conoscere con
l’ordinaria diligenza.
Possesso vizioso: si ha quando il possessore ha acquisito la materiale disponibilità del bene
in mala fede e addirittura con violenza (es. mediante rapina) o clandestinità (es. mediante
furto).
in materia di possesso la buona fede si presume si tratta di una presunzione iuris tantum
Grava su chi contesta la buona fede del possessore l’onere di provare la sua mala fede.
Inoltre è sufficiente che la buona fede vi sia stata al momento dell’acquisto.
QUALIFICAZIONI DELLA DETENZIONE
La detenzione si distingue in:
detenzione qualificata, si ha quando il detentore ha acquisito la materiale disponibilità del bene
nell’interesse proprio detenzione qualificata autonoma;
o nell’interesse del possessore detenzione qualificata non autonoma;
detenzione non qualificata, si ha quando il detentore ha acquisito la materiale disponibilità del
bene per ragioni di :
ospitalità (si pensi all’amico che accolgo nel mio appartamento),
di servizio;
di lavoro (si pensi al meccanico cui affido la mia auto per ripararla).
POSSESSO DI DIRITTI REALI MINORI
Il possesso a titolo di proprietà è detto possesso uti dominus ed è il possesso corrispondente
all’esercizio del diritto di proprietà.
Vi può essere però un possesso corrispondente all’esercizio di diritti reali minori. Ad es:
possesso a titolo di servitù: si ha quando su un fondo viene fatto passare un acquedotto;
possesso a titolo di usufrutto: si ha quando su un fondo esercito i poteri tipici
dell’usufruttuario.
Su uno stesso bene possono coesistere più possessi di diverso tipo.
Chi ha il possesso corrispondente all’esercizio di un diritto reale minore può modificare il titolo del
proprio possesso (ad es. può trasformare il possesso a titolo di usufrutto in possesso a titolo di
proprietà solo attraverso uno dei mezzi previsti per la trasformazione della detenzione in possesso e
cioè:
in forza di opposizione fatta dal possessore a titolo di diritto reale minore nei confronti del
possessore a titolo di proprietà;
in forza di causa proveniente da un terzo;
ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO
Lacquisto del possesso può avvenire:
in modo originario impossessamento; con l’apprensione della cosa contro o senza la volontà di
un eventuale precedente possessore e il conseguente esercizio sulla cosa dei poteri di fatto
corrispondenti a quelli spettanti al titolare di un diritto reale (ad es. occupo una casa
abbandonata).
Non si ha acquisto del possesso se l’apprensione del bene ed il relativo esercizio di fatto del
diritto reale si verificano per mera tolleranza del possessore, cioè quando chi potrebbe
impedire l’acquisto del corpus se ne astiene per spirito di amicizia, gentilezza..
in modo derivativo, con la consegna (traditio) materiale o simbolica del bene dal precedente al
nuovo possessore.
Perché si abbia la consegna non è necessaria la materiale apprensione del bene, ma è sufficiente che
si consegua la possibilità di agire liberamente su di esso.
Si parla di tradictio ficta quando non si ha alcun mutamento nella relazione di fatto con la cosa; ciò
che muta è solo l’animus. Distinguiamo 2 figure di tradictio ficta:
traditio brevi mani: si ha quando il detentore acquista il possesso del bene;
costituto possessorio: si ha quando il possessore, perdendo il possesso, acquista però la
detenzione del bene.
La perdita del possesso si verifica per il venir meno di uno di entrambi gli elementi del possesso e
cioè del corpus e/o dell’animus possidendi.
Per la perdita del corpus non è sufficiente
né una semplice dimenticanza momentanea del bene
né un occasionale distacco fisico dal bene.
Occorre invece la sua definitiva irreperibilità o irrecuperabilità da parte del possessore.
Possesso degli animali selvatici: si perde quando essi riacquistano la naturale libertà.
Possesso degli animali mansuefatti: si perdi quando essi perdono la consuetudo reverendi
(abitudine di ritornare).
Possesso degli immobili: secondo la dottrina tradizionale la conservazione del possesso può
avvenire anche solo per effetto della persistenza dell’animus, nonostante si sia perduto il corpus,
limitatamente al periodo di tempo (1 anno) entro cui si può esercitare l’azione di spoglio.
SUCCESSIONE NEL POSSESSO Si parla di successione nel possesso quando alla morte del
possessore il possesso continua in capo al suo successore a titolo universale ipso iure e con i
medesimi caratteri che aveva rispetto al defunto (cioè se il defunto era in buone fede, si considera in
buona fede anche l’erede).
Dalla successione nel possesso va distinta l’accessione nel possesso.
Accessio possessionis: disciplinata dall’art. 1146, comma2, c.c., e si applica solo al
successore a titolo particolare (compratore, legatario) purchè acquisti il possesso egli stesso.
Il successore a titolo particolare (a differenze del successore a titolo universale) acquista un
possesso nuovo e diverso da quello del suo dante causa.
Per cui può essere in buona fede anche se il suo dante causa era in male fede o viceversa.
Con l’accessio possessionis il successore a titolo particolare può sommare al tempo del proprio
possesso il tempo del possesso dei propri danti causa.
Questa sommatoria può risultare utile ai fini dell’usucapione e cioè ogni qualvolta assuma rilievo la
durata del possesso.
EFFETTI DEL POSSESSO – il possesso rileva :
1. come titolo per l’acquisto dei frutti del bene posseduto e per il rimborso delle relative spese;
2. come presupposto per l’acquisto della proprietà del bene posseduto
3. come oggetto di tutela contro le altrui aggressioni.
ACQUISTO DEI FRUTTI E RIMBORSO DELLE SPESE
Riguardo ai frutti:
il possessore illegittimo di mala fede è tenuto a restituire al titolare del diritto sia il bene sia i
frutti prodotti dal bene a partire dal momento in cui ha avuto inizio il suo possesso.
Il possessore illegittimo di buona fede è tenuto a restituire solo i frutti percepiti durante la
lite, cioè da quando il titolare ha proposto la domanda giudiziale, e per evitare che il possessore
sapendo di doverli restituire, trascuri la coltivazione, deve restituire anche i frutti percipiendi
cioè quelli che avrebbe potuto percepire usando la diligenza del bonus pater familias.
Riguardo alle spese occorre distinguere tra:
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Indirizzo:
Universita: Consorzio Università Rovigo
Data di caricamento: 15/06/2013
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