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Riassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008, Riassunti di Ragioneria. Fondazione Università di Mantova

Ragioneria

Descrizione: Riassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008
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Il bilancio d’esercizio è il rendiconto delle operazioni di gestione relative ad un definito periodo
amministrativo, che ha normalmente durata annuale. Lo scopo del bilancio è quello di fornire dati
e informazioni relativi al patrimonio netto e al reddito, derivanti dalle operazioni di gestione (art.
2423).
I Principi Contabili sono concetti di base, convenzioni, regole che hanno una duplice funzione:
Interpretare in chiave tecnica le norme di legge in materia di bilancio;
Integrare le norme di legge laddove risultano insufficienti.
Il bilancio deve rappresentare con Chiarezza, Veridicità e Correttezza il risultato economico e le
determinanti del patrimonio netto e della situazione finanziaria.
PRINCIPIO DELLA CHIAREZZA: Il bilancio deve essere comprensibile, ordinato e completo
nella diffusione delle informazioni in esso contenute.
PRINCIPIO DELLA VERIDICITA E CORRETTEZZA: Il bilancio deve dimostrare con verità gli
utili conseguiti e le perdite subite (art. 2217, 2°c); il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e
corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato d’esercizio.
PRINCIPIO DELLA PROSPETTIVA DI FUNZIONAMENTO DELL’IMPRESA: La valutazione
delle voci deve essere fatta nella prospettiva di continuazione dell’attività.
PRINCIPIO DELLA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA: La valutazione delle
voci deve essere fatta tenendo conto della funzione economica dell’elemento dell’attivo o del
passivo considerato (vedi “pronti contro termine”).
PRINCIPIO DELLA PRUDENZA: Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data
di chiusura dell’esercizio; si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio,
anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
PRINCIPIO DI COMPETENZA: Ha la funzione di guidare l’attribuzione dei componenti di reddito
ai diversi esercizi cui essi spettano; impone di tener conto dei proventi e degli oneri di competenza
dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento; obbliga a tener conto dei
rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
PRINCIPIO DI INERENZA (TUIR 109 1°c): Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli
interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella
misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono
a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi.
PRINCIPIO DI CONTINUITA DEI CRITERI DI VALUTAZIONE: I criteri di valutazione non
possono essere modificati da un esercizio all’altro.
Lo Stato Patrimoniale (art. 2424) è il documento di bilancio che deve rappresentare il patrimonio
dell’impresa specificando: l’entità della ricchezza a disposizione per la gestione futura (Patrimonio
Netto), le modali di formazione di tale ricchezza (componenti del PN), la composizione di tale
ricchezza (Attività e Passività). Lo schema di stato patrimoniale civilistico è costituito da tutte le
principali voci, escludendo quindi quelle contrassegnate da numeri arabi e lettere minuscole.
Le semplificazioni delle voci dello stato patrimoniale in forma abbreviata sono descritte nell’art
2435 bis: “Nel bilancio in forma abbreviata lo SP comprende solo le voci contrassegnate nell’art
2424, con lettere maiuscole e con numeri romani; le voci A e D dell’attivo possono essere comprese
nella voce CII; la voce E del passivo può essere compresa nella voce D; dalle voci BI e BII
dell’attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni, nelle voci
CII dell’attivo e D del passivo devono essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre
l’esercizio successivo”.
ATTIVO PASSIVO
B) Immobilizzazioni:
I Immobilizzazioni immateriali:
Valore Lordo
- Fondi ammortamento immobilizzazioni immateriali
- Fondi svalutazione immobilizzazioni immateriali
Totale immobilizzazioni immateriali nette
II Immobilizzazioni materiali:
Valore lordo
- Fondi ammortamento
- Fondi svalutazione
Totale immobilizzazioni materiali nette
III Immobilizzazioni finanziarie
Totale immobilizzazioni
C) Attivo circolante:
I Rimanenze:
II Crediti, con separata indicazione,
Crediti entro l’esercizio successivo;
Crediti esigibili oltre l’esercizio successivo.
(fra cui: crediti verso soci per versamenti ancora dovuti
e ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio
su prestiti)
III Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni:
IV Disponibilità liquide:
Totale attivo circolante
Totale Attivo
A) Patrimonio netto:
I Capitale
II Riserva da sopraprezzo delle azioni
III Riserve di rivalutazione
IV Riserva legale
V Riserva Statutaria
VI Riserve per azioni proprie in portafoglio
VII Altre riserve, distintamente indicate
VIII Utili (perdite) portati a nuovo
IX Utile (perdite) dell'esercizio
Totale
B) Fondi per rischi e oneri:
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
D) Debiti, con separata indicazione,
Debiti esigibili entro l’esercizio successivo
Debiti esigibili oltre l’esercizio successivo
(fra cui: Ratei e risconti, con separata indicazione
dell’aggio sui prestiti)
Totale Passivo
I conti d’ordine rappresentano un’informazione complementare a quella patrimoniale: essi non
influiscono sull’entità delle attività, delle passività e, quindi, del patrimonio netto, ma offrono
ulteriori elementi al lettore del bilancio per valutare la solidità dell’azienda e la sua possibile
evoluzione. Sono solo appostazioni di memoria che non derivano dal sistema di scritture della
contabilità generale.
Il Conto Economico (art 2425) è il documento di bilancio che deve descrivere in modo chiaro e
analitico la genesi dell’utile (o della perdita) derivante dalle operazioni di gestione nel periodo di
riferimento.
Lo schema civilistico del CE descritto nell’art 2435 è articolato in questa maniera:
Valore della Produzione
Costi della Produzione
Differenza tra valore e costi della produzione (A-B)
Proventi e oneri finanziari
Rettifiche di valore di attività finanziarie
Proventi e oneri straordinari
Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D+-E)
22) Imposte sul reddito dell’esercizio
23) Utile (Perdite) dell’esercizio.
Le semplificazioni delle voci del conto economico sono descritte anch’esse nell’art 2435 bis: Nel
CE del bilancio in forma abbreviata le seguenti voci previste dall’articolo 2425 possono essere tra
loro raggruppate: voci A2 e A3, voci B9c, B9d, B9e, voci B10a, B10b, B10c, voci C16b e C16c,
voci D18a, D18b, D18c, voci D19a, D19b, D19c; nel conto economico del bilancio in forma
abbreviata nella voce E20 non è richiesta la separata indicazione della plusvalenza e nella voce E21
non è richiesta la separata indicazione delle minusvalenze e delle imposte relative a esercizi
precedenti”.
A) Valore della produzione:
1) ricavi delle vendite e delle prestazioni;
2-3) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di
lavorazione, semilavorati e finiti, variazioni dei lavori in
corso su ordinazione;
4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
5) altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei
contributi in conto esercizio.
Totale.
B) Costi della produzione
6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci;
7) per servizi;
8) per godimento di beni di terzi;
9) per il personale:
a) salari e stipendi;
b) oneri sociali;
c-d-e) altri costi del personale;
10) ammortamenti e svalutazioni:
a-b-c) ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni
d)svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e
delle disponibilità liquide;
11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie,
di consumo e merci;
12) accantonamenti per rischi;
13) altri accantonamenti;
14) oneri diversi di gestione.
Totale.
Differenza tra valore e costi della produzione (A-B).
C) Proventi e oneri finanziari:
15) proventi da partecipazioni, con separata indicazione di
quelli relativi ad imprese controllate e collegate;
16) altri proventi finanziari;
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata
indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di
quelli da controllanti;
b-c) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni e nell’attico
circolante che non costituiscono partecipazioni;
d) proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione
di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da
controllanti;
17) interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione
di quelli verso imprese controllate e collegate e verso
controllanti.
17 bis) utili e perdite su scambi
Totale (15+16-17+-17 bis).
D) Rettifiche di valore di attività finanziaria:
18) rivalutazioni:
19) svalutazioni:
Totale delle rettifiche (18-19).
E) Proventi e oneri straordinari:
20) proventi.
21) oneri.
Totale delle partite straordinarie (20-21).
Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D+-E);
22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite,
anticipate;
23) Utile (perdita) dell'esercizio;
LA NOTA INTEGRATIVA: Fra i documenti del bilancio di esercizio la Nota Integrativa
rappresenta il prospetto nel quale, con analiticità e chiarezza, vengono ad essere integrati ed
esplicitati i dati numerici contenuti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. A queste due
funzioni principali (di aggiunta e di chiarificazione) se ne affianca una terza che consiste nel
raccordare le informazioni tenute separate nei due documenti numerici per dare una visione
unitaria, completa e integrata dei fatti rilevanti della gestione. Le tre funzioni attribuite alla Nota
integrativa nel bilancio ordinario sono pertanto: - Di illustrazione qualitativa del contenuto dello
Stato Patrimoniale e del Conto economico - Di integrazione informativa rispetto ai documenti
patrimoniale ed economico, fornendo ulteriori informazioni rispetto ai medesimi - Di esplicazione
“suppletiva”, che mira a spiegare tutti quei valori che assumono nei documenti numerici un valore
ambiguo e non sufficientemente univoco ( si pensi alle voci “Altri ricavi e proventi” e gli “Oneri
diversi di gestione”). L’art. 2435 indica le descrizioni che possono essere omesse nella nota
integrativa in caso di bilancio in forma abbreviata: “Nella nota integrativa sono omesse le
indicazioni richieste dal numero 10 dell’art 2426 e dai numeri 2),3),7),9),10),12),13),14),15),16) e
17) dell’art 2427 e dal numero 1) del comma 1 dell’articolo 2427-bis; le indicazioni richieste dal
numero 6) dell’art 2427 sono riferite all’importo globale dei debiti iscritti in bilancio. Qualora le
società indicate nel primo comma forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dai
numeri 3) e 4) dell’art 2428, esse sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione”.
LA RELAZIONE SULLA GESTIONE: La relazione sulla gestione è un documento non
costitutivo del bilancio di esercizio, ma viene allegato (“correda il bilancio”) per completare
l’informativa contabile sulla gestione d’impresa; ha la funzione di offrire all’utente del bilancio una
panoramica d’insieme sulla situazione della società e sull’andamento futuro della gestione. Deve
perciò dare una visione complessiva dell’azienda, partendo dalla situazione passata e in essere al
termine dell’esercizio, con riferimento ai settori nei quali l’impresa ha operato, sia direttamente che
indirettamente attraverso imprese controllate e far intravedere quali sono gli andamenti prospettici
della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società.
LE IMMOBILIZZAZIONI
Immobilizzazioni (art 2424): Elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente.
Immobilizzazioni Immateriali: Costi sostenuti dall’impresa che, pur non traducendosi in beni
materiali, sono idonei a produrre utilità pluriennale.
Costi di Impianto e Ampliamento: si capitalizzano i costi sostenuti dall’impresa nel periodo
iniziale di avviamento della sua attività e anche in quel periodo in cui la produzione non è ancora
iniziata o se è iniziata non ha ancora comportato il conseguimento di ricavi significativi (costi di
impianto); si capitalizzano i costi sostenuti durante la vita di un’impresa per incrementare o
diversificare la capacità produttiva e di mercato.
Costi di Ricerca, Sviluppo e Pubblicità: i costi di ricerca vanno capitalizzati solo se esistono
concrete prospettive di utilizzo delle conoscenze ottenute nei successivi esercizi.
Diritti di brevetto industriale e di utilizzo delle opere dell’ingegno: un diritto di brevetto si
concretizza nel diritto esclusivo di attuare un’invenzione e di disporne entro i limiti e alle
condizioni stabilite dalla legge, una volta ottenuto il riconoscimento da parte dell’attività
amministrativa; i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno (art 2575) costituiscono attività si
traducono in costi pagati anticipatamente che conferiscono vantaggi per un periodo pluriennale.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili: la voce concessioni indica quei diritti che
scaturiscono da atti della Pubblica Amministrazione in virtù dei quali viene attribuito a determinati
soggetti di sfruttare in via esclusiva dei beni pubblici e gestire in condizioni regolamentate servizi
pubblici. Le licenze sono contratti per l’utilizzo di un software, know how e procedure e procedure
commerciali (franchising). Il marchio rappresenta uno dei segni distintivi tipici dell’impresa,
insieme con la ditta e l’insegna. E’ il segno distintivo del prodotto commercializzato e può
consistere in un emblema, in una denominazione o in un segno.
Avviamento: Differenza tra il corrispettivo pagato per l’acquisto di un complesso aziendale
funzionante e il capitale netto rivalutato dello stesso.
Immobilizzazioni in corso e acconti: Come immobilizzazioni in corso devono essere iscritti nella
voce in esame i costi già sostenuti per l’acquisizione di beni immateriali costituiti da diritti prima del
conseguimento della titolarità legale degli stessi; gli acconti sono quelli corrisposti a terzi per
l’acquisto di attività immateriali. Altre immobilizzazioni immateriali: questa voce ha un contenuto
residuale e comprende ad esempio i costi per migliorie e adattamenti di beni di terzi, i diritti di
usufrutto di azioni, i diritti di superficie, il software prodotto internamente e non tutelato.
Immobilizzazioni Materiali: Beni tangibili di uso durevole impiegati normalmente come strumenti
di produzione del reddito e non sono quindi destinati alla vendita, alla trasformazione per
l’ottenimento dei prodotti dell’impresa.
Terreni e Fabbricati: i terreni possono essere costituiti da fondi e terreni agricoli, moli, ormeggi e
banchine, terreni e pertinenze; i fabbricati possono essere industriali oppure possono essere civili o
costruzioni leggere. Anche se vanno esposti insieme nell’attivo dello stato patrimoniale, i terreni e
i fabbricati non possono essere rilevati in contabilità in un unico conto perché i primi non si
ammortizzano, mentre i secondi, avendo durata limitata nel tempo, sono oggetto di ammortamento.
Impianti e Macchinari: gli impianti comprendono impianti specifici per lo svolgimento della
attività caratteristica della singola impresa e impianti generici, che possono essere utilizzati da
imprese di settori anche molto diversi; il macchinario comprende per esempio: macchine a controllo
numerico, torni, alesatrici, frese, presse ecc…
Attrezzature Industriali e Commerciali: le attrezzature industriali e commerciali comprendono
attrezzature di officina, attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi,attrezzatura commerciale
e di mensa, utensili e attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell’impresa,
che completa la capacità funzionale di impianti e macchinario, e si distingue anche per un più rapido
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Informazioni sul documento
Caricato da: antiniska
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Indirizzo:
Universita: Fondazione Università di Mantova
Materia: Ragioneria
Data di caricamento: 19/06/2011
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