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Il Governo, Appunti di Diritto Costituzionale. Università di Firenze

Diritto Costituzionale

Descrizione: Appunti di diritto costituzionale sul Governo
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Secondo l’art. 92, comma 1, Cost.:
“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che
costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.”
Pertanto:
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Secondo l’art. 95, comma 3, Cost., la legge provvede all’ordinamento della Presidenza del
Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.
La legge 23 agosto 1988, n. 400 disciplina l’attività di Governo e l’ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri.
Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come modificato dal decreto legge 12 giugno 2001, n.
217, convertito, con modificazioni, in legge 3 agosto 2001, n. 317, riforma l'organizzazione del
Governo determinando, in attuazione della delega disposta con l'articolo 11 della legge 15 marzo
1997, il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.
***
GOVERNO
COMPOSIZIONE
Il Governo è un organo complesso (formato da più or
g
ani), composto da un
organo collegiale (il Consiglio dei ministri) e da più organi individuali (il
Presidente del Consiglio ed i singoli ministri).
Secondo l’art. 2 del d.lgs. n. 300/1999, modificato dal decreto legge 12 giugno 2001, n. 217,
convertito, con modificazioni, in legge 3 agosto 2001, n. 317, i ministeri sono i seguenti:
Ministero degli affari esteri;
Ministero dell'interno;
Ministero della giustizia;
Ministero della difesa;
Ministero dell'economia e delle finanze;
Ministero delle attività produttive;
Ministero delle comunicazioni;
Ministero delle politiche agricole e
forestali;
Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio;
Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
Ministero del lavoro e delle politiche
sociali;
Ministero della salute;
Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca;
Ministero per i beni e le attività culturali.
L’art. 8 della legge n. 400/1988 prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri può proporre
al Consiglio dei ministri l'attribuzione ad uno o più ministri delle funzioni di Vicepresidente del
Consiglio dei ministri. Al Vicepresidente spetta la supplenza del Presidente del Consiglio in caso di
sua assenza o impedimento.
La nomina del Vicepresidente ha un valore prettamente politico, in quanto è volta a dare maggior
rilievo ad uno o più partiti della coalizione che non esprimono la nomina del Presidente del
Consiglio. (Esempi al riguardo possono essere ravvisati nella vicepresidenza Fini, e
successivamente Follini, durante il II Governo Berlusconi; in quella Mattarella nel I Governo
D’Alema; nella vicepresidenza Veltroni durante il Governo Prodi).
Oltre ad i ministri veri e propri, entrano a far parte del Consiglio dei ministri i ministri senza
portafoglio, che vengono così definiti poiché essi non fanno capo ad un ministero ma a dipartimenti
istituiti presso la Presidenza del Consiglio.
I ministri senza portafoglio svolgono le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio dei
ministri, a norma dell’art. 9, commi 1 e 2, della legge n. 400/1988.
Nel corso della XIV legislatura sono stati nominati i seguenti ministri senza portafoglio:
Ministro per gli affari regionali;
Ministro per l’attuazione programma di governo;
Ministro per la funzione pubblica;
Ministro per l’innovazione e tecnologie;
MINISTERI
VICEPRESIDENTE
MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO
Ministro per gli italiani nel mondo;
Ministro per le pari opportunità;
Ministro per le politiche comunitarie;
Ministro per le riforme istituzionali e devoluzione;
Ministro per i rapporti con il Parlamento.
Altri organi previsti dalla legge n. 400/1988 sono i Sottosegretari di Stato, i quali coadiuvano un
ministro ed esercitano i compiti ad essi delegati. I Sottosegretari sono nominati con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con
il ministro che il sottosegretario è chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei ministri.
Secondo il comma 3 dell'articolo 10 della legge n. 400/1988, come modificato dalla legge n.
81/2001, può essere attribuito il titolo di vice ministro a non più di dieci Sottosegretari. Ai vice
ministri vengono conferite deleghe relative all'intera area di competenza di una o più strutture
dipartimentali ovvero di più direzioni generali. I vice ministri possono essere invitati dal Presidente
del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Ministro competente, a partecipare alle sedute del
Consiglio dei Ministri, senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni attinenti alle
materie loro delegate.
In base all’art. 6 della legge n. 400/1988 il Presidente del Consiglio dei ministri […] può essere
coadiuvato da un Comitato, che prende nome di Consiglio di Gabinetto, ed è composto dai ministri
da lui designati, sentito il Consiglio dei ministri.
Il Consiglio di Gabinetto – istituito per la prima volta in via di fatto nel 1983 nel Governo Craxi –
risponde alle esigenze delle grandi coalizioni di governo che, nell’ambito di una sede decisionale
più ristretta rispetto a quella del Consiglio dei ministri, riescono a raggiungere più agevolmente una
sintesi politica delle differenti posizioni dei partiti appartenenti alla coalizione.
Alle sedute del Consiglio di Gabinetto possono essere invitati anche altri ministri competenti per
materia, rendendone meno rigida la partecipazione ed evitando eccessive differenziazioni tra i
ministri.
La legge n. 400/1988 prevede l’istituzione di Comitati interministeriali, ossia, comitati costituiti da
più ministri e che possono essere integrati anche da funzionari ed esperti. A tali comitati spetta un
compito di preparatorio dell’attività del consiglio dei ministri.
CONSIGLIO DI GABINETTO
SOTTOSEGRETARI DI STATO
COMITATI INTERMINISTERIALI E
COMITATI DI MINISTRI
Tra i comitati interministeriali si ricordano: il CIPE (Comitato interministeriale programmazione
economica); il Consiglio Supremo di difesa (previsto dall’art. 87 Cost.); il Comitato
interministeriale per le informazioni e la sicurezza.
I comitati di ministri sono anch’essi istituiti dalla legge n. 400/1988 che, all’art. 5, lett. h, affida ad
essi il compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza, di esprimere
parere su direttive dell'attività del Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al
Consiglio dei Ministri.
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Caricato da: jacopo
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Universita: Università di Firenze
Tags: governo
Data di caricamento: 17/03/2012
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16/06/12 11:48
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