Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Il percorso psicodiagnostico riassunto, Sintesi di Psicologia. Università di Bergamo

Psicologia

Descrizione: Riassunto libro
Mostro le pagine  1  -  2  di  15
OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in Psicologia
Appunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi
di orientamento e tutoring e molto altro ancora…
http://www.opsonline.it 2001-2007®
1°parte aspetti teorici
IL PERCORSO PSICODIAGNOSTICO …
1° cap DIAGNOSI E VALUTAZIONE CLINICA
Premessa : l’evoluzione storico –epistemologica dei concetti di diagnosi e valutazione clinica
La valutazione psicodiagnostica è una forma di conoscenza focalizzata sulla psiche nelle sue piu’
varie sfaccettature per cui tale processo oltre ad essere complesso trova applicazione in diversi
ambiti e in relazione a finalita’ differenti .
IN AMBITO CLINICO LA DIAGNOSI È legata alla formulazione di u profilo psicologico relativo al
funziona mentale del soggetto indispensabile alla prognosi e ad un’eventuale indicazione terapeutica
specifica come afferma korchin la valutazione diagnostica è un’attitudine clinica in relazione alla
conoscenza dell’individuo nella sua unicita’ ponendo il clinico al centro centro del processo di
valutazione .l’epistemologia è una branca della filosofia che studia i fondamenti teorici delle scienze
e deriva dal greco episteme (conoscenza) e rimanda al un qualcosa che sta sopra differenziandosi da
gnosis che è il vero e il proprio atto del conoscere da cio’ si deduce come la teoria della complessita’
di morin sia quella piu’ adatta alle caratterische dell’impianto epistemologico psicodiagnostica tre
sono i concetti che c’interessano in questo ambito secondo lo schema di lo verso e PAPA :1°
MOLTEPLICITA’ si riferisce alla presenza di molte verita’ in antitesi con un’unica verita’ l’ipotesi
lineare lascia il posto ad una lettura dei fenomeni in cui quest’ultimi sono considerati l’intersezione di
una rete di connessioni complesse cio’ che noi cogliamo è la totalita’ dinamica del campo( l’individuo
puo’ essere considerato un sistema auto-eco-organizzatore)2° TRASFORMAZIONE l’atto conoscitivo
nn è processuale ed è connessa con la 3° CIRCOLARITA’ tra l’osservatore e l’oggetto osservato .
PSICODIAGNOSTICA E PSICOPATOLOGIA : L’UNICITA’ DELL’ESPERIENZA SOGGETTIVA
BORGNA afferma che la psicopatologia è il sentiero che porta alla diagnosi per cui la psicopatologia è
dialetticamente legata alla psicodiagnostica , tale sentiero deve cogliere il farsi storico del processo
patologico tenendo presente che i sintomi sono mutevoli e camaleontici e nn stelle fisse. LA
psicodiagnosi va ripensata in funzione di una psicopatologia dialettica che miri alla ricerca del senso
irripetibile di ogni vissuto l’invito di CALLIERI è quello di guardare alla classificazione nosologica sia
con sospetto che con rispetto in quanto come tutte le etichette i termini clinici hanno meriti in
quanto fissano le idee ma anche difetti ed è proprio quello di fissare le idee quindi devono essere
usate con equilibrio tenendo presente la differenza tra etichetta tipica della psichiatria tradizionale e
il nome intesa come valutazione clinica come processo conoscitivo complesso finalizzato alla
produzione di senso si rende necessaria una lettura atropo-fenomenologica del disturbo la capacita’
di comprendere gli eventi psichici è connessa con l’uso dell’empatia come strumento in tal modo
essa è una sorta di stereografia umana basata sull’ascolto e sulla comprensione dell’esperienza
vissuta .
PSICOPATOLOGIA deriva da pathos (sofferenza ), logos è dunque l’oggetto di un discorso ….. il
linguaggio è la dimora dell’essere .
Dal momento che il disturbo psichico è l’esito della concatenazione di numerosi fattori interconnessi,
la diagnosi e il trattamento nn potendo prescindere da un’attenta considerazione della totalita’ degli
elementi in gioco è importante assumere un atteggiamento mentale che oltrepassi i limiti di una
concezione scissionale dell’uomo adottare questo approccio significa liberarsi da un modello
positivistico e dall’arroganza di una scienza a senso unico .
2°CAP. IL CONTESTO RELAZIONALE
OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in Psicologia
Appunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi
di orientamento e tutoring e molto altro ancora…
http://www.opsonline.it 2001-2007®
L’ALLEANZA CONOSCITIVA
L’ alleanza conoscitiva che è essenzialmente dialettica è basata sulla interscambiabilita’ infinita delle
esperienze se lo psicologo nn rinuncia ad ogni atteggiamento di distacco e di neutralita’ di fredda e
gelida scientificita’ nn riuscira’ a mettere in atto il processo conoscitivo , uno dei compiti dello
psicodiagnosta è quello di permettere al paziente di parlare liberamente.affinchè il processo
psicodiagnostica si sviluppi è necessario un setting ossia lo scenario o la conice che lo contenga.il
set si riferisce agli aspetti formali della situazione da quelli spazio-temporali a quelli sociali ossia di
tute quelle condizioni materiale affinché la relazione possa verificarsi .
Winnicott fu il primo ad utilizzare il termine e possiamo definire setting come quell’area transizionale
che consente ai soggetti della relazione di pensare i fenomeni ed i sintomi , di guardare e dare
significato ad essi e di creare nuove e possibili connessioni se partiamo dal presupposto che la
situazione clinica è un’area ludica in tal senso il setting puo’ essere inteso come lewin ossia uno
spazio di libero movimento per la conoscenza nel il paziente puo’ esprimersi liberamente .
La situazione diagnostica poggia su una trama costituita da cio’ che saraceni e montesarchio
definiscono
spaziotempo
spazio della diagnosi s’intende il vissuto intimo dello psicologo e del vivere per tempo s’intede il
tempo ritmico ossia il tempo psicologico e il ritmo della distanza e vicinanza tra l’io partecipante e
l’io osservante
la qualita’ della relazione è rilevante in quanto ci offre informazioni sulla gravita’ e dal tipo di
patologia come una sorta di lente attraverso l’individuo legge tutto quanto accade.
Un’altra caratteristica del settino sono i materiali utilizzati dallo psicodiagnosta *colloquio * test
psicologici* esami fisici e neurologici* anamnesi* esami delle condizioni mentali pian piano che il
processo permette di approfondire avranno aspetti si cambieranno setting è importante che
quest’ultimo sia stabile ma nn rigido ,flessibile ed elastico delle regole e la disposizione mentale , e
quindi di creare uno spazio potenziale che campo bipersonale è caratterizzato dalla complentarieta’ e
alla poiesis cooperativa della coppia e all’idea di contesto in cui si verifica un dialogo
infinito,infingibile e sempre aperto.lo psicodiagnosta deve essere dotato ad una apertura verso
l’ignoto e ad una disponibilita’ emotiva la ritualizzazione del setting ostacola tale apertura portando
ad una cristallizzazione precoce del giudizio che compromette la valutazione clinica in definitiva il
settino è uan cornice della relazioneb , intesa come processo dinamico e finalizzato alla conoscenza.
2. ASCOLTO E OSSERVAZIONE
Freud nel 1912 in raccomandazioni al medico sul trattamento psicoanalitico consiglia di mantenere
una stessa attenzione uniformemente sospesa su tutto cio’ che si ascolta la cosiddetta attenzione
fluttuante è un’attenzione rivolta agli scarti cioè sfumature , ai piccoli particolari cio’ significa
lasciarsi guidare da come il paziente organizza il racconto della propria storia , il racconto puo’
essere considerato come un testo nel quale uno sfondo nn detto è piu’ importante della figura della
parola detta : e nel quale l’imbricazione , il continuo rinvio da figura a sfondo e viceversa siano tali
da rappresentare una sfida enigmatica. Per lo psicologo ascoltare il paziente significa andare sempre
oltre le sue parole , si deve sviluppare una capacita’ di ascolto a due piani quello esterno ossia la
capacita’ di ascoltare l’altro e quello interno ossia ascoltare se stessi e il porre attenzione alle
risonanze che la relazione stessa genera . lo psicologo deve essere innanzi tutto un clinico
dell’incontro , fedele all’insopprimibile struttura dialogica del singolo, il clinico è un osservatore
partecipe che nn puo’ nn mettere in gioco la propria soggettivita’ ,l’empatia è una specifica funzione
cognitiva – emotiva legata alla storia personale e all’iter formativo dello psicologo quest’ultimo
devev essere capace di spostare l’attenzione da sé al paziente in modo transitorio altrimenti si
entrerebbe in simbiosi , fusionalita’ e collusione .l’empatia è direttamente proporzionale alla
conoscenza che l’osservatore ha delle proprie tendenze controtransferali . Gabbard sottolinea che la
valutazione psicodinamica richiede all’osservatore un continuo automonitoraggio della propria
condizione emotiva e piu’ in generale del proprio sé.
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: samstyle
Visite: 3818
Downloads : 25
Universita: Università di Bergamo
Materia: Psicologia
Data di caricamento: 15/05/2012
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome