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Il processo formulare, Appunti di Istituzioni Di Diritto Romano. Università di Roma Tor Vergata

Istituzioni Di Diritto Romano

Descrizione: I diritti reali.
Mostro le pagine  1  -  4  di  20
Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e
Romani e stranieri, e dalla Lex Aebutia (metà II sec a.C.) venne resa alternativa con la legis actiones che
venne soppressa da Augusto .Viene abolito dai gli di Costantino nel 342. N.B.: è un documento scritto !!
ssa i termini della lite e vi viene designato il giudice.
-- In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + - I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove
l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto
il convenuto poteva non seguire l’attore. Il convenuto poteva seguire l’attore, dare un garante (vindex o
vadimonium), o, se non avesse fatto nessuna delle due, actio in factum > condanna pecuniaria. Ove il
convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore
che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). Era necessaria la
presenza in iure di entrambe le parti.
-- In iure : fase I
-II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio
actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto
contestava la pretesa dell’attore). Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis, ovvero palese
infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti:
- NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*)
1- INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. Può essere certa e incerta.
2- DEMONSTRATIO: esposizione del fatto, di regola prima dell‘ intentio
3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria, è sempre una somma di denaro. A secondo
della intentio poteva essere certa o incerta.
4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei conni
(es. actio nium regundorum).
Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era
riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es.: della rata scaduta perseguibile con
un’unica azione), era scritta prima che la formula avesse inizio; EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni
momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo
periodo di tempo, che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal
convenuto ed erano inserite all’interno della formula. Questa distinzione concerne solo l’ecacia delle
eccezioni prima della litis contestatio.
CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI
1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di
protezione) .
2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si
usano le a) formule con trasposizione di oggetti , o b) formulae cticiae - es. formula di rescissione actio
Publiciana
121).
1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di
credito verso un determinato soggetto).
2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena - sono intrasmissibili, nossali,
cumulative, inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito, ma dirette al risarcimento del
danno) .
3) actiones civiles e honorariae.
4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae dei (più ampia
discrezionalità del giudice).
- litis contestatio: fulcro della procedura, e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem,
aveva una duplice funzione, ovvero ssare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le
parti alla sentenza del giudice privato. Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. L’attore
recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Attenzione qui alla plus petitio che era re
(somma troppo alta), tempore (prima della scadenza del termine della prestazione), loco (luogo diverso
dal convenuto), causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una
delle due cose).
-- Apud iudicem: fase II
Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza
delle ragioni medesime. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano
giuridico, e inne il giudice pronuncia la sentenza. All’ultimo minuto, prima della sentenza, il convenuto
poteva soddisfarre il suo dovere giuridico.
- sentenza: che doveva, almeno nei iudicia legitima, essere pronunciata entro 18 mesi, nei iudicia quae
imperio continentur, doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato, era: 1
Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. Non c’è appello. Si doveva pagare entro 30 giorni, se non
avveniva si procedeva con la:
PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem)
-- actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della
azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio
iudicati) e dava origine ad una II sentenza. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti
perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza, o
bonorum venditio: missio in bona + proscriptio - con cui si dava notizia della procedura in corso - >dopo
30\15 gg.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor -
successore universale del debitore -).
MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore )
-INTERDICTA: proibire, vietare. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento
(Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione, molto usati nel possesso ove troviamo diversi
interdicta, ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2)
interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta
recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)).
-RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie ecacia a negozi giuridici ex ius
civile ritenuti iniqui.
-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione, obbligava
l’individuo tramite stipulatio > iuris civili.
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N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM
Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi, visto che Augusto ne sancì
l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo
giudizio extra ordinem.
-- Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto, davanti al funzionario pubblico (sotto
Diocleziano, con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico
processo civile in tutto l’impero), in età classica:
a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM;
b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d.C. (ove risalgono gli eetti conservativi della lite);
c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 - al 565 d.C. (476 d.C. crollo dell’impero d’Occidente).
E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax .
- Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum,
(EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto, che mantengono gli eetti della formula
e devono essere fatte prima della litis contestatio), si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria
che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle
parti e dei loro avvocati).
litis contestatio :
NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e
CONTRADICTIO (del convenuto). In questo processo la litis contestatio non produce gli eetti degli altri
processi visto che qui solo il passato in giudicato ha eetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno
di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . Gli eetti conservativi
vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO, e la Litis Contestatio diviene momento dal quale
decorrono i termini per la pronuncia della sentenza.
prove: sono qui così ordinate gerarchicamente:
1) documentali, 2) deposizione dei testimoni, 3) confessione, 4) giuramento, 5) praesumptiones
(deduzione, solo in età giustinianea).
ne fase istruttoria
- sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile, apre la fase
esecutiva), redatta per iscritto e letta in pubblica udienza.
--Impugnazione della sentenza. Doppio grado di giudizio con Giustiniano, ma l’origine è con Augusto.
L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto
a conoscenza della pronuncia della sentenza. Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante
uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice
di appello. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. La
sentenza di appello era di norma ancora appellabile, no a Giustiniano.
Il processo contumaciale.
Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. Se il convenuto
non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere.
La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata.
Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore
rispetto al capitale, interessi, spese giudiziarie.
PROCEDIMENTI SPECIALI .
A) procedura per rescriptum principis. Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei
magistrati, questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum.
B) summatim cognoscere. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni
mezzi di prova, occorreva una rapida decisione, il magistrato emanava una sommaria deliberazione
suscettibile di revisione.
C) episcopalis audientia. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. Venne ampiamente
ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae .
------------------------------------------ ( pag.299 , diritti reali possesso , Marrone )
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111 . I diritti reali.
Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa, hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato
passivo), ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei
vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. Esistono però anche i diritti reali
di godimento (usufrutto - vindicatio usus ususfructus -, servitù -vindicationes servitutis -, etc. ) e di
garanzia (pegno, ipoteca).
112 . La proprietà .
La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. Dapprima
vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda
età repubblicana; secondo lo ius civile, poteva perciò spettare solo ai cittadini romani, e per quanto
riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius
italicum. Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di
simile alla proprietà), che per la proprietà pretoria , o bonaria, divenne semplicemente dominium. Non era
possibile includere la proprietà per le cose incorporali. Con l’editto di Caracalla nel 212 d.C. (estensione
della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno, e in età
postclassica le 3 proprietà si fondono.
113 . Il dominium ex iure Quiritium . Regime . Limitazioni legali .
Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità, “sino
alle stelle e sino agli inferi“, ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto
privato ( Actio aquae pluviae arcendae, Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. costruire oltre ad
una certa altezza in città. Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito).
114 . Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali .
All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere
denitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali, venne meno in età
repubblicana ove si procedette con conni naturali). I conni, sempre attentamente delimitati (venivano
disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest), se subivano variazioni,
si procedeva alla actio nium regundorum che nel processo legis actiones si agiva con la legis actio per
iudicis arbitrive postulationem, mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio
(fu considerato un modo di acquisto della proprietà).
Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo:
a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam, che trovava fondamento
nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui, fosse
stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive
postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria.
b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edicio fosse in cattive condizioni di
stabilità. (N.B. Actio è ius civile, mentre cautio è un rimedio pretorio). Al riuto del pretore si sanzionava
con missio in possessionem.
c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica, e si azionava quando nel fondo del
vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto.
d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso
attore nonostante il suo divieto.
115 . Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto .
I negozi di acquisto della proprietà furono
iuris civilis: mancipatio, in iure cessio, usucapio, o
iuris gentium (naturalis): occupazione, accessione, specicazione, traditio .
L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato
(trasmissione del diritto di proprietà). Questa classicazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri
diritti soggettivi.
Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo
originario: per occupazione, commistione di denaro, specicazione; mentre a titolo
derivato: si acquistava per mancipatio, in iure cessio, traditio, per vindicationem, adiudicatio, e litis
aestimatio.
Va poi ricordata la dierenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale
(come quello ereditario, complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente
denite).
116 . Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari .1
A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di
possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico, le cose
sottratte al nemico in tempo di guerra, etc.).
B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre.
C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio)
D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé
scindibile di corpi solidi)
E) Specicazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri no a frane altra cosa che possa dirsi
nuova > dall’uva si ricava il vino)
F) Usucapione
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Indirizzo:
Universita: Università di Roma Tor Vergata
Tags: nikki
Data di caricamento: 25/05/2011
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