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Riassunti del libro di istituzioni di diritto romano di Andrea Guarino, Sintesi di Istituzioni Di Diritto Romano. Università di Genova

Istituzioni Di Diritto Romano

Descrizione: Riassunti del libro di istituzioni di diritto romano di Andrea Guarino
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“Istituzioni di diritto romano” – Guarino
Capitolo I – Il diritto privato romano
1. La società e lo stato
Per intendersi circa la nozione del diritto e, in particolare, del diritto privato bisogna
partire dal rilevamento del fenomeno, tipicamente umano, della società. In senso proprio la
società non è soltanto un raggruppamento materiale di uomini. Essa è qualcosa di molto più
complesso perché ha radice in una determinazione “volontaria”, anche se prevalentemente
tacita, che porta i suoi membri a vivere insieme per operare unitariamente, sulla base di un
adeguato “ordinamento sociale”, cioè sulla base di un sistema di principi (“norme sociali”)
e di meccanismi (“istituzioni sociali”) che regolino l’assetto ed il funzionamento
dell’aggregato. Entro il vastissimo campionario delle società umane (religiose, economiche,
sportive, etc.) spicca, come una specie ben distinta, la società politica. Si prefigge, fra le
varie finalità sociali, quelle che, nel convincimento concorde dei consociati, appaiono più
delle altre bisognevoli di sicura ed universale applicazione pratica, ed appunto perc si
propone il compito supplementare di predisporre e di mettere in atto ogni condizione
umanamente possibile per assicurare la puntuale realizzazione dell’ordine sociale. La
società politica si differenzia da ogni altra società per la finalità (e per la concreta capacità)
di giungere, come soluzione estrema, al risultato di “costringere materialmente” i
disobbedienti ad eseguire, pur contro voglia, il loro dovere di adeguarsi alla disciplina
sociale, oppure subire una congrua penitenza per l’infrazione commessa. La parola
modernamente adoperata per designare gli enti politici, è il termine: stato. Di fronte allo
stato ogni ente sociale provo della indipendenza e della autoritarietà tipiche delle società
politiche merita il nome di “società apolitica”. I comuni e le regioni si possono considerare
“società parapolitiche” (enti parastatali), cioè succursali della società genuinamente
politiche: succursali le quali traggono forza dalle società politiche sovraordinate per
l’esercizio di una propria specifica autorità (cioè per l’esplicazione di una c.d. “autonomia”)
sui rispettivi consociati. Il carattere di indipendenza e di autoritarietà delle sociepolitiche
significa, la immanenza nello stato di una potestà di comando “originaria”, cioè di una
potestà che non deriva da alcuna potestà superiore (e che tanto meno vi è subordinata), ma
che nasce con lo stato e si spegne con esso. Questa potestà di comando si dice sovranità e
non va confusa con la così detta “potenza” dello stato. L’organizzazione di “cittadini” e enti
parastatali cui spetta l’esercizio dei poteri sovrani sul “territorio statale” ha il nome di
governo. il compito di questo è di provvedere all’attuazione in concreto dei fini della
società politica, e quindi comporta l’attribuzione agli “organi governativi” di un quadruplice
ordine di funzioni: a) la funzione costituente, la quale consiste nella formazione e
nell’eventuale modifica delle regole fondamentali di convivenza della sociepolitica (cd.
“regole costituzionali”); b) la funzione legislativa, la quale consiste nell’integrazione delle
regole “costituzionali” con provvedimenti (le “leggi”) che dettano altri e più minuziosi
principi di disciplina sociale; c) la funzione sanzionatoria (o giudiziaria), la quale consiste
nell’applicazione delle sanzioni, coattive e non coattive, previste dalle regole costituzionali
e dai provvedimenti legislativi; d) la funzione amministrativa, la quale consiste
nell’esplicazione autoritativa, entro i limiti posti dai principi costituzionali e dai
provvedimenti legislativi o sanzionatori, di ogni altra mansione necessaria per il
soddisfacimento dei pubblici interessi. La funzione costituente e quella legislativa sono
integrate da regole di comportamento che emergono dalle usanze inveterate e convinte degli
stessi cittadini, cioè dalla consuetudine; le quattro funzioni di governo sopra indicate ben
raramente sono attribuite tutte quante ad “uffici” ben distinti, sicché possono verificarsi
anche casi di uffici plurifunzionali o di uffici concorrenti tra loro nell’esercizio di una
stessa funzione.
2. L’ordinamento statale e l’ordinamento giuridico
Ogni specifica società politica, ogni specifico stato, implica di necessità l’esistenza di un
particolare ordinamento statale, il quale viene creato ed integrato dal governo nell’esercizio delle
sue funzioni e, in particolare, mediante la funzione costituzionale e quella legislativa. La
caratteristica dell’ordinamento statale è in ciò: che esso non si limita a dettare regole di
comportamento ai consociati, ma predisporre altresì i mezzi più opportuni ed efficaci per ridurre
anche coattivamente gli inosservanti alla obbedienza od alla penitenza. Lordinamento giuridico,
detto anche diritto, inerisce infatti anch’esso, anch’esso, almeno comunemente, alla società
politica, allo stato; tuttavia non è detto che coincida totalmente con l’ordinamento statale. Di solito
ne costituisce solo un “settore interno”, cioè un settore ristretto, ma considerato particolarmente
autorevole. L’esperienza pratica suggerisce di dire che l’ordinamento statale può anche non essere
considerato giuridico, ma l’ordinamento giuridico è generalmente considerato anche statale, e ciò
per il fatto che il carattere della coattività presuppone un’organizzazione sociale autoritaria e
indipendente, vale a dire uno stato. Diritto è, dunque, quel settore più o meno vasto
dell’ordinamento statale che in un dato momento storico si ritiene dai più essere appunto
“diritto”. La funzione tipica dell’ordinamento giuridico consiste nel predisporre mediante
“comandi di carattere generale”, cioè mediante norme giuridiche, quali siano le condizioni più
importanti per l’attuazione delle finalità dello stato e quindi per l’esistenza di esso. Pertanto il
diritto esplica due funzioni: a) una funzione direttiva, consistente nella determinazione di tutto
quanto è “giuridicamente rilevante” e nell’individuazione, entro questa sfera, dei comportamenti
che i soggetti sono liberi di tenere o di non tenere (“lecito giuridico”) e dei comportamenti che i
soggetti sono invece obbligati ad effettuare o ad astenersi dall’effettuare (“obblighi giuridici”:
positivi o negativi); b) una funzione giurisdizionale (iuris-dictio: affermazione del diritto)
consistente nella determinazione dell’adeguata e proporzionata sanzione, eventualmente anche
coattiva, che si attaglia a chi si sia reso responsabile della mancata osservanza di un
comportamento giuridicamente obbligatorio: sanzione alla cui messa in atto provvede, di regola, lo
stato. La combinazione di una o più “norme direttive” con una corrispondente “norma
sanzionatoria” costituisce la c.d. normativa giuridica.
3. I rapporti giuridici
Coerentemente con la funzione propria dell’ordinamento giuridico, ciascuna situazione
sociale predisposta da una “normativa giuridica” si traduce in un certo tipo di rapporto
(rapporto giuridico) che intercorre tra due o più soggetti (soggetti giuridici) in relazione
ad una fonte di interessi tra loro contrastanti (oggetto giuridico). Per eliminare nel modo
più opportuno ogni possibile conflitto in ordine all’oggetto, la normativa determina una
situazione di preminenza (cd. “situazione attiva”) di un soggetto attivo ed una correlativa
situazione di subordinazione (cd. “situazione passiva”) di un soggetto passivo. La
situazione del soggetto attivo, favorito dalla normativa, prende comunemente il nome di
diritto soggettivo o potere giuridico e consiste: a) nel potere di pretendere l’osservanza
dell’obbligo posto a carico del soggetto passivo (pretesa); b) subordinamento alla
inosservanza dell’obbligo, nel potere di provocare direttamente o indirettamente (in questo
caso con l’aiuto del sistema giurisdizionale) la sottoposizione forzosa del soggetto passivo
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Informazioni sul documento
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Genova
Data di caricamento: 22/06/2012
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annaamoroso - Università di Napoli Federico II

Sembrano ben fatti...

22/02/13 12:11
claudia.abbate.3301 - Università non definita

ben schematizzato

28/12/12 18:42
claudia.abbate.3301 - Università non definita

ben schematizzato

28/12/12 18:41
miluccia - Università di Genova

mancano 5 capitoli

26/06/12 08:27
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