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LA CONTABILITA analitica, Appunti di Economia Aziendale. Istituto di Architettura di Venezia

Economia Aziendale

Descrizione: COA, appunti sulla contabilità direzionale
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LA CONTABILITA’ ANALITICA
CONCETTI FONDAMENTALI
Finalità della Contabilità Analitica
I motivi per cui un imprenditore può decidere di aancare alla Contabilità Generale
anche la Contabilità Analitica che consente, detto brevemente, di determinare i costi
e i ricavi con riferimento a una specica area aziendale, o a uno specico reparto
produttivo o anche a un singolo prodotto sono molteplici. Tra questi, i più importanti
sono:
Orientamento dei prezzi di vendita, perché la Co.An. permette di determinare il
costo del prodotto e di conseguenza anche il prezzo a cui esso deve essere
messo sul mercato anché la produzione stessa sia economicamente
conveniente;
Valutazione delle rimanenze di magazzino di materie prime, semilavorati e
prodotti niti;
Controllo dei costi delle varie aree e dei vari reparti per riuscire a realizzare una
maggiore ecienza;
Preparazione di programmi economici e nanziari a preventivo, validi per gli
anni successivi a quello in cui sono preparati (budget);
Esecuzione di calcoli di convenienza economica comparata, cioè ad esempio
confrontare la redditività di una certa produzione rispetto a un’altra per
scegliere ad esempio quale delle due debba essere interrotta;
Altre nalità che cambiano da impresa a impresa.
Caratteristiche della Contabilità Analitica
La contabilità analitica deve possedere tre caratteristiche fondamentali:
Analiticità, nel senso che si devono ricercare i costi e i ricavi non a livello
generale aziendale ma con maggiore precisione, con riferimento a uno specico
prodotto o a uno specico reparto;
Tempestività, nel senso che è necessario predisporre un sistema informativo
tale da permetterci di avere le informazioni necessarie in tempi brevi, anche
durante l’anno e non soltanto a consuntivo, in modo da prendere le misure
necessarie in tempo se qualcosa non dovesse andare;
Forma semplice, nel senso che siccome le informazioni raccolte sono poi
analizzate da un soggetto diverso da quello che le ha raccolte, la forma in cui
esse sono esposte deve essere chiara e semplice in modo che non ci siano
dicoltà per i vertici dell’impresa nell’interpretare e nel comprendere i dati
forniti.
Confronto tra Contabilità Generale e Contabilità Analitica
Confrontando la CO.GE. con la CO.AN. possiamo individuare diverse dierenze in
relazione a:
l’Oggetto, cioè nella CO.GE. si considera l’intero complesso aziendale sotto
l’aspetto economico e patrimoniale mentre nella CO.AN. si analizza solo una
parte ristretta del complesso aziendale e solo dal punto di vista economico;
La Forma, cioè la CO.GE. deve essere tenuta mediante le scritture contabili
registrate in partita doppia seguendo regole precise formali e sostanziali mentre
non c’è nessuna legge che obblighi a tenere la CO.AN. in un certo modo
piuttosto che in un altro;
La Tenuta, cioè la CO.GE. deve necessariamente essere tenuta con il metodo
della partita doppia mentre la CO.AN può essere tenuta sia con il metodo della
partita doppia che con un insieme di scritture elementari, a scelta dell’impresa
(vedi anche “Sistemi di tenuta della Contabilità Analitica”);
I Dati, cioè nella CO.GE. si analizzano i dati al 31/12 e sono quindi dati
consuntivi, mentre invece in CO.AN. si svolgono analisi consuntive, ma anche
contestuali e preventive (budget);
La Classicazione dei costi, cioè nella CO.GE. i costi sono raggruppati per
natura, cioè a seconda del tipo di costo, mentre invece in CO.AN. i costi sono
raggruppati per funzione perché non ci interessa il tipo di costo ma ci interessa
dove, in quale area o in conseguenza di quale produzione questo costo si è
generato.
Il livello di analitici
Come detto, la Co.An. si distingue dalla Co.Ge. proprio per il diverso livello di
analiticità della prima rispetto alla seconda. Per capire però no a dove va spinta
l’analiticità, cioè no a che punto conviene scendere nei particolari nell’analisi dei costi
(e anche dei ricavi) vanno presi in considerazione due elementi:
la Precisione, perché è ovvio che più restringiamo l’oggetto della nostra analisi,
minori saranno i costi specici direttamente imputabili a quell’oggetto e tutti gli
altri andranno ripartiti, ma facendo i riparti dei costi tra più oggetti noi
sappiamo che perdiamo in precisione nel determinare i costi;
il Costo gestionale, perché più informazioni vogliamo avere e più ampio deve
essere il sistema informativo (l’insieme di tutte le risorse umane e materiali
destinate alla raccolta delle informazioni necessarie per la Co.An.) e quindi si
hanno costi sempre maggiori.
Sistemi di tenuta della Contabilità Analitica
Come sappiamo, non ci sono leggi che stabiliscono come debba essere tenuta la
contabilità analitica e questo molto semplicemente perché non ci sono neppure leggi
che impongano di tenerla, è l’imprenditore che a sua discrezione può decidere di
tenerla o meno. Ad ogni modo, pur non essendovi regole codicate, esistono dei
metodi, tre per la precisione, che di solito vengono adottati per tenere la Co.An. e cioè:
Metodo Unico Contabile, usato prima del 1973 quando non era ancora
obbligatoria la redazione del reddito d’esercizio, questo metodo consisteva nel
tenere una contabilità che fosse tutta nalizzata alla determinazione del
patrimonio tenendo conto ovviamente sia dei fatti interni che di quelli esterni di
gestione. Il reddito d’esercizio veniva determinato per dierenza tra il
patrimonio netto iniziale e quello nale.
Metodo Duplice Contabile, che consiste nella predisposizione di un piano dei
conti molto esteso in cui sono inclusi i conti tradizionali della Co.Ge., i conti
speciali necessari per poter avere informazioni particolareggiate tipiche della
Co.An. e i conti che permettono di collegare tra loro i due tipi di contabilità, che
vengono quindi tutti tenuti con il metodo della partita doppia;
Metodo Duplice Misto, che consiste nella tenuta delle scritture contabili di
Co.Ge. con il metodo della partita doppia mentre invece le informazioni
necessarie alla Co.An. vengono tenute distinte con una serie di scritture
elementari.
DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODOTTO
Determinazione del costo: le scelte necessarie
Per poter determinare il costo di un’area ristretta della nostra impresa, ad esempio
soltanto l’area industriale, oppure un singolo reparto dell’area industriale o addirittura
un singolo prodotto, dobbiamo operare una serie di scelte, cioè:
1. Determinare l’Oggetto (cioè decidere se vogliamo trovare il costo totale
dell’area industriale, o di uno specico reparto o di un solo prodotto e nel caso
in cui vogliamo trovare il costo di prodotto, decidere se vogliamo farlo per
commessa, per processo o per lotti, a questo proposito vedi anche L’Oggetto
di calcolo dei costi”);
2. Determinare lo Scopo, cioè denire per quale motivo vogliamo conoscere il
costo dell’oggetto della nostra analisi, perché da questo dipendono tante altre
scelte quali ad esempio l’includere o meno i costi indiretti (vedi anche “Full
Costing e Direct Costing”) e in quale misura includerli (vedi anche
Congurazioni di Costo”);
3. Determinare il tempo di riferimento, cioè denire se vogliamo svolgere
un’analisi preventiva (vedi anche Determinazione preventiva del costo di
prodotto”), contestuale o consuntiva;
4. Determinare gli Elementi del costo, cioè denire quali sono i costi che, tenuto
conto dell’oggetto dell’analisi, possono essere deniti diretti, quali indiretti (che
quindi poi vanno ripartiti, a questo proposito vedi anche “Metodi di imputazione
delle Spese Generali di Produzione”) e quali del tutto trascurabili (a seconda
dello scopo dell’analisi visto al punto 2, infatti, può anche capitare che ci siano
dei costi che non mi interessano per niente, come capita spesso per i costi
dell’area amministrativa e commerciale o per gli oneri nanziari di lungo).
L’oggetto di calcolo dei costi
L’oggetto di calcolo dei costi dipende in larga misura dal tipo di prodotto che l’impresa
produce e commercializza.
Ci sono infatti delle attività che prevedono la produzione di diversi prodotti ben
distinguibili l’uno dall’altro ognuno dei quali ha una sua sionomia e un suo costo di
produzione che può essere anche notevolmente diverso da quello degli altri prodotti
della stessa impresa. Pensiamo ad esempio ad un cantiere navale che produce sia le
barchette da diporto per i pescatori che le navi da crociera, beni che sono molto
diversi tra loro e che hanno anche costi di produzione tanto diversi da rendere assurdo
calcolare il costo di prodotto semplicemente facendo la media tra i vari prodotti. In
casi come questo il costo del prodotto viene quindi calcolato per commessa, cioè per
ogni singolo bene prodotto.
Poi ci sono invece delle attività che prevedono la produzione di tante varietà di beni,
che però possono essere raggruppati in gruppi omogenei composti da prodotti simili
tra loro. E’ il caso ad esempio delle industrie automobilistiche: le autovetture prodotte
sono molte e tra loro diverse, ma possono essere raggruppate a seconda del modello
in gruppi omogenei i cui elementi dieriscono soltanto per gli accessori installati
all’interno. In questo caso il costo del prodotto viene ricercato per lotti, ovvero per
gruppi omogenei di prodotti. Ad esempio la FIAT ricercherebbe il costo totale sostenuto
per le Punto, poi a parte il costo totale sostenuto per le Stilo, poi ancora il costo totale
per le Barchetta e così via. Le Punto, le Stilo, le Barchetta sono i lotti, cioè gruppi
omogenei di prodotti che dieriscono tra loro solo per qualche particolare di poco
rilievo, nel caso specico per un accessorio in più o in meno o cose di questo tipo.
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Universita: Istituto di Architettura di Venezia
Data di caricamento: 14/03/2013
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