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LA SUCCESSIONE PER LEGGE, Appunti di Diritto Privato. Università di Foggia

Diritto Privato

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Universita: Università di Foggia
Indirizzo: Giurisprudenza
Data di caricamento: 30/01/2013
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La successione per legge

L’eredità si devolve per legge o per testamento. La successione per legge può essere successione legittima (che opera in mancanza del testamento) o successione necessaria (che opera in presenza di testamento o di altri atti di liberalità che abbiano pregiudicato i diritti dalla legge riservati ai legittimari).

Per testamento

Successione Successione legittima

Per legge

Successione necessaria

LA SUCCESSIONE LEGITTIMA

Il fondamento della successione per legge è nel rapporto di famiglia che unisce l’ereditando e gli eredi. Il rapporto familiare è assunto in senso molto ristretto- limitato al coniuge, ai discendenti e agli ascendenti- nella successione necessaria; è in senso molto esteso- i parenti fino al sesto grado- nella successione legittima. Se la persona muore senza aver fatto testamento, o se il testamento è dichiarato nullo o è annullato, i beni ereditari andranno ai parenti secondo il seguente ordine:

1. Ai figli legittimi, adottivi o naturali, i beni vanno in parte uguali; al coniuge, se ancora in vita, va metà del patrimonio, oppure 1/3 a seconda che concorra con un figlio o più figli.

2. Se non ci sono figli, 2/3 vanno al coniuge e 1/3 a genitori,fratelli e sorelle (se mancano questi, va tutto al coniuge).

3. Se non ci sono né figli, né coniuge superstite, succedono i genitori, i fratelli legittimi e le sorelle legittime.

4. Se nessuno di costoro sia sopravvissuto, i beni vanno ai parenti, senza distinzione di linea (diretta o collaterale) a cominciare dal grado più prossimo fino al sesto grado.

Se non ci sono parenti entro il 6° grado, i beni vanno allo Stato. Questo li acquista senza bisogno di accettazione; non può rinunciarvi, ma risponde dei debiti ereditari solo entro il valore dei beni ereditati. La Corte costituzionale ha ritenuto illegittima la mancata inclusione, nell’ordine dei parenti successibili, dei fratelli e delle sorelle naturali dell’ereditando, che sono così stati inclusi nell’ordine della successione legittima fra i parenti del sesto grado e lo Stato.

LA SUCCESSIONE NECESSARIA

La successione dei legittimari (necessaria) è quella in favore di alcune categorie di successibili (legittimari, riservatari o successori necessari), ai quali la legge attribuisce il diritto intangibile ad una quota del patrimonio, indipendentemente dalle disposizione del testatore. Il fondamento della successione dei legittimari va cercato nella difesa del superiore interesse della famiglia.

Le norme sulla successione dei legittimari sono di ordine pubblico e quindi cogenti e inderogabili. Esse limitano il diritto di disporre del testatore. L’istituto della legittima o riserva ( quota dell’eredità riservata ai legittimari) opera a favore del nucleo familiare. I legittimari sono:

• Il coniuge superstite

• I figli legittimi (compresi i legittimari e gli adottivi) ed i loro discendenti in quanto succedono per rappresentazione

• I figli naturali

• Gli ascendenti legittimi

L’art.537 parifica la posizione dei figli naturali e di quelli legittimi. Comunque, per andare incontro alle richieste di chi sosteneva l’inopportunità di creare comunioni di beni tra figli legittimi e naturali, è stata prevista la possibilità di soddisfare in danaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano.

Quando vi sono dei legittimari si distinguono dal patrimonio ereditario, due parti: 1) la quota disponibile della quale il testatore era libero di disporre ; 2) la quota legittima (riserva) che spetta di diritto ai legittimari. Il de cuius o altri soggetti non possono attentare alla legittima dell’avente diritto e il testatore non può imporre alcun peso sulla legittima, né alcuna condizione sospensiva o risolutiva.

Si ha però lesione di legittima quando la quota ad essa relativa resta intaccata, da parte del titolare del patrimonio, per effetti di atti di disposizione inter vivos oppure di disposizioni mortis causa. Quando la legittima è lesa, occorre reintegrarla, mediante l’azione di riduzione degli atti che hanno prodotto la lesione stessa: presupposto indispensabile di tale azione è la riunione fittizia. La riunione fittizia è un’operazione contabile diretta a calcolare l’intera entità del patrimonio ereditario all’epoca dell’apertura della successione, per stabilire se siano stati lesi i diritti dei legittimari. Consta di più operazioni:

1. La formazione della massa ereditaria: si calcolano i valore dei beni appartenenti al defunto al momento della successione, detraendone i debiti.

2. La riunione fittizia vera e propria: alla massa così calcolata si aggiunge il valore dei beni di cui il de cuius abbia disposto in vita a titolo di donazione.

3. Calcolo della disponibile e della legittima: sulla base degli elementi ottenuti, si calcola la disponibile, cioè il valore di cui il defunto poteva disporre, e la legittima, tenuto conto degli aventi diritto a quest’ultima.

L’azione di riduzione è l’azione che ha per scopo la reintegrazione della legittima mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre. I soggetti legittimati ad esercitare l’azione di riduzione sono: il legittimato leso, l’erede del legittimario (nei casi in cui subentra per trasmissione o per rappresentazione nei diritti del legittimario), l’avente causa del legittimario, il legittimario pretermesso dal testatore.Se l’azione di riduzione è accolta, innanzitutto si diminuiscono le disposizione testamentarie proporzionalmente (tranne diversa volontà del testatore) e successivamente si riducono le donazioni, cominciando dall’ultima che ha provocato la lesione e risalendo alle precedenti. L’azione è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale.

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