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LA SUCCESSIONE PER LEGGE, Appunti di Diritto Privato. Università di Foggia

Diritto Privato

Descrizione: Testo galgano
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La successione per legge
L’eredità si devolve per legge o per testamento. La successione per legge può essere successione
legittima (che opera in mancanza del testamento) o successione necessaria (che opera in presenza
di testamento o di altri atti di liberalità che abbiano pregiudicato i diritti dalla legge riservati ai
legittimari).
Per testamento
Successione Successione legittima
Per legge
Successione necessaria
LA SUCCESSIONE LEGITTIMA
Il fondamento della successione per legge è nel rapporto di famiglia che unisce l’ereditando e gli
eredi. Il rapporto familiare è assunto in senso molto ristretto- limitato al coniuge, ai discendenti e
agli ascendenti- nella successione necessaria; è in senso molto esteso- i parenti fino al sesto grado-
nella successione legittima. Se la persona muore senza aver fatto testamento, o se il testamento è
dichiarato nullo o è annullato, i beni ereditari andranno ai parenti secondo il seguente ordine:
1. Ai figli legittimi, adottivi o naturali, i beni vanno in parte uguali; al coniuge, se ancora in
vita, va metà del patrimonio, oppure 1/3 a seconda che concorra con un figlio o più figli.
2. Se non ci sono figli, 2/3 vanno al coniuge e 1/3 a genitori,fratelli e sorelle (se mancano
questi, va tutto al coniuge).
3. Se non ci sono figli, coniuge superstite, succedono i genitori, i fratelli legittimi e le
sorelle legittime.
4. Se nessuno di costoro sia sopravvissuto, i beni vanno ai parenti, senza distinzione di linea
(diretta o collaterale) a cominciare dal grado più prossimo fino al sesto grado.
Se non ci sono parenti entro il 6° grado, i beni vanno allo Stato. Questo li acquista senza bisogno di
accettazione; non può rinunciarvi, ma risponde dei debiti ereditari solo entro il valore dei beni
ereditati. La Corte costituzionale ha ritenuto illegittima la mancata inclusione, nell’ordine dei
parenti successibili, dei fratelli e delle sorelle naturali dell’ereditando, che sono così stati inclusi
nell’ordine della successione legittima fra i parenti del sesto grado e lo Stato.
LA SUCCESSIONE NECESSARIA
La successione dei legittimari (necessaria) è quella in favore di alcune categorie di successibili
(legittimari, riservatari o successori necessari), ai quali la legge attribuisce il diritto intangibile ad
una quota del patrimonio, indipendentemente dalle disposizione del testatore. Il fondamento della
successione dei legittimari va cercato nella difesa del superiore interesse della famiglia.
Le norme sulla successione dei legittimari sono di ordine pubblico e quindi cogenti e inderogabili.
Esse limitano il diritto di disporre del testatore. L’istituto della legittima o riserva ( quota
dell’eredità riservata ai legittimari) opera a favore del nucleo familiare. I legittimari sono:
Il coniuge superstite
I figli legittimi (compresi i legittimari e gli adottivi) ed i loro discendenti in quanto succedono per
rappresentazione
I figli naturali
Gli ascendenti legittimi
L’art.537 parifica la posizione dei figli naturali e di quelli legittimi. Comunque, per andare incontro
alle richieste di chi sosteneva l’inopportunità di creare comunioni di beni tra figli legittimi e
naturali, è stata prevista la possibilità di soddisfare in danaro o in beni immobili ereditari la
porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano.
Quando vi sono dei legittimari si distinguono dal patrimonio ereditario, due parti: 1) la quota
disponibile della quale il testatore era libero di disporre ; 2) la quota legittima (riserva) che spetta di
diritto ai legittimari. Il de cuius o altri soggetti non possono attentare alla legittima dell’avente
diritto e il testatore non può imporre alcun peso sulla legittima, alcuna condizione sospensiva o
risolutiva.
Si ha però lesione di legittima quando la quota ad essa relativa resta intaccata, da parte del titolare
del patrimonio, per effetti di atti di disposizione inter vivos oppure di disposizioni mortis causa.
Quando la legittima è lesa, occorre reintegrarla, mediante l’azione di riduzione degli atti che hanno
prodotto la lesione stessa: presupposto indispensabile di tale azione è la riunione fittizia. La
riunione fittizia è un’operazione contabile diretta a calcolare l’intera entità del patrimonio
ereditario all’epoca dell’apertura della successione, per stabilire se siano stati lesi i diritti dei
legittimari. Consta di più operazioni:
1. La formazione della massa ereditaria: si calcolano i valore dei beni appartenenti al defunto
al momento della successione, detraendone i debiti.
2. La riunione fittizia vera e propria: alla massa così calcolata si aggiunge il valore dei beni di
cui il de cuius abbia disposto in vita a titolo di donazione.
3. Calcolo della disponibile e della legittima: sulla base degli elementi ottenuti, si calcola la
disponibile, cioè il valore di cui il defunto poteva disporre, e la legittima, tenuto conto degli
aventi diritto a quest’ultima.
Lazione di riduzione è l’azione che ha per scopo la reintegrazione della legittima mediante la
riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore
poteva disporre. I soggetti legittimati ad esercitare l’azione di riduzione sono: il legittimato leso,
l’erede del legittimario (nei casi in cui subentra per trasmissione o per rappresentazione nei diritti
del legittimario), l’avente causa del legittimario, il legittimario pretermesso dal testatore.Se l’azione
di riduzione è accolta, innanzitutto si diminuiscono le disposizione testamentarie proporzionalmente
(tranne diversa volontà del testatore) e successivamente si riducono le donazioni, cominciando
dall’ultima che ha provocato la lesione e risalendo alle precedenti. L’azione è soggetta alla
prescrizione ordinaria decennale.
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Universita: Università di Foggia
Data di caricamento: 30/01/2013
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