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Riassunto corso di diritto di famiglia - Testo di esame MANUALE Sesta, Sintesi di Diritto Di Famiglia. Università del Molise

Diritto Di Famiglia

Descrizione: Riassunti e appunti personali del corso di Diritto di Famiglia. E' vivamente consigliata l'utilizzo del Manuale di Diritto di Famiglia di Michele Sesta. Gli schemi offrono una aggiornata esposizione degli istituti attraverso un costante riferimento agli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali più accreditati. Particolari approfondimenti sono stati dedicati alle nuove figure, quali l'affidamento condiviso, la convivenza, il patto di famiglia, la responsabilitàcivile nelle relazioni familiari. Indice: I: La famiglia e il diritto. - II: Il matrimonio. - III: I rapporti personali tra coniugi. - IV: I rapporti patrimoniali tra coniugi. - V: La crisi coniugale. - VI: Gli effetti della separazione e del divorzio. - VII: Le convivenze e la famiglia di fatto. - VIII: Il rapporto genitori-figli. - IX: L'accertamento dello stato di filiazione. - X: L'adozione e l'affidamento. - XI: La parentela e l'obbligo alimentare. Mostra altro
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CAPITOLO1
LA FAMIGLIA E IL DIRITTO
L’art. 29 della costituzione sancisce che la repubblica riconosce e garantisce i diritti della famiglia
come società naturale basata sul matrimonio.
La famiglia è vista come un’entità preesistente allo stato. Questa entità cambia da luogo a luogo ed
è + giusto che la costituzione inquadri l’ordinamento rispetto all’atteggiamento comune dei rapporti
familiari.
Attualmente la famiglia è considerata come un’entità costituita da una pluralità di relazioni che
hanno natura familiare grazie all’esistenza di VINCOLI di vario genere:
VINCOLI GIURIDICI: matrimonio e affinità o adozione
VINCOLI GIURIDICI E BIOLOGICI: filiazione legittima, naturale riconosciuta e
parentela
VINCOLI MERAMENTE BIOLOGICI: filiazione non riconosciuta, filiazione non
riconoscibile.
Anche i rapporti di atto come la convivenza o la famiglia ricomposta godono di una forma di tutela.
Esistono diversi tipi di modelli familiari:
FAMIGLIA TRADIZIONALE: fondata sul matrimonio si distingue a sua volta in:
-FAMIGLIA NUCLEARE: coppia + figli
-FAMIGLIA ALLARGATA: famiglia nucleare+ parenti e affini
FAMIGLIA MONOPARENTALE: un solo genitore convive con i figli
FAMIGLIA DI FATTO: convivenza tra 2 partner + figli naturali
FAMIGLIA RICOMPOSTA: i partner coniugati o conviventi di fatto coabitano con figli
avuti da relazioni precedenti.
Il diritto di famiglia è l’insieme delle norme che disciplina le relazionei familiari su indicate.
Ricomprende anche norme di altri ordinamenti come quello canonico internazionale e comunitario.
L’intento principale è garantire la stabilità della convivenza familiare.
Nel 1970 nasce la RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA:
PRIMA DOPO
- indissolubilità del matrimonio
- disuguaglianza tra coniugi
- discriminazione dei figli fuori dal
matrimonio
- il modulo di riferimento è quello del
potere e della soggezione, come nel
diritto pubblico. L’affectio coniugalis
non ha rilevanza e l’unico errore
concepito ai fini dell’annullbilità del
matrimonio è quello sull’identità della
persona.
- il capo famiglia perde il suo potere
- la moglie acquista responsabilità fuori
dal matrimonio
- i figli sono + autonomi
- vengono introdotte libere scelte come il
DIVORZIO
- si da attuazione alle regole costituzionali
dell’uguaglianza tra coniugi e la parità
tra figli legittimi e naturali
- la libertà di decisione porta a una
PRIVATIZZAZIONE DELLE
RELAZIONI FAMILIARI.
Il diritto di famiglia contenuto nel codice è rimasto in vigore fino al 1975. esso era caratterizzato da
una concezione gerarchica delle relazioni familiari e il marito era il capo della famiglia. La
costituzione però già anticipava la riforma in quanto agli artt 29 e 30, in relazione alla necessità di
contemperare e opinioni delle divere parti politiche, stabiliva che la famiglia è la società fondata sul
matrimonio e lo stato ne riconosce e garantisce i diritti. Il contrasto tra le diverse parti politiche
divenne aspro sulla indissolubilità del vincolo matrimoniale, che rimase tale grazie a un voto di
maggioranza risicata. L’art 30 invece sancisce il dovere e il ritto dei genitori di mantenere, istruire
ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. La lege assicura così ai figli nati fuori dal
matrimonio ogni tutela compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti, nonostante
ciò lo stato deve assicurare una giusta alternativa alla famiglia di origine che si conferma come il
luogo di formazione della personalità minorile costituzionalmente privilegiato.
La costituzione impone inoltre allo stato la protezione della maternità, dell’infanzia e della
gioventù, ponendo le basi per la realizzazione di obiettivi di politica di sicurezza sociale.
La famiglia inoltre è considerata dall’art 2 Cost come una delle diverse formazioni sociali in cui
l’uomo svolge la sua personalità.
La famiglia di fatto invece non gode di tutela costituzionale e si pone in sostanziale conflitto
rispetto a quanto stabilito dal costituente.
La riforma del diritto di famigli afu preceduta dall’approvazione di varie leggi speciali che l’hanno
anticipata. I motivi che hanno portato alla riforma del 1975 furno:
1) la necessità di una legge sull’adozione speciale, riservata ai coniugi uniti in matrimonio da
almeno 5 anni, non separati neppure di fatto, con riferimento a minori di età inferiori a 8
anni dichiarati in stato di adattabilità. Con questo tipo di adozione il figlio divenrta legittimo
e assume il cognome dei genitori.
2) La necessità di attuare pienamente i principi costituzionali di uguaglianza tra coniugi e la
parità tra figli legittimi e naturali.
3) Grazie alla riforma, la separazione personale viene svincolata dal principiod ella colpa
subordinata solo al verificarsi di fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della
convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.
4) La riforma inoltre va a regolare l’impresa familiare e introduce la comunione legale dei
beni.
5) Importante fu l’equiparazione sostanziale tra filiazione legittima e naturale anche in sede
successoria e l’eliminazione del divieto di riconoscimento dei figli adulterini.
La legge n.87/1987 modifica poi la disciplina del divorzio, reso possibile dopo un periodo di
separazione di 3 anni, anziché di 5 o 7 in caso di opposizione dell’altro coniuge. Le recenti
disposizioni in campo di violenza familiare consentono al giudice l’allontanamento dalla casa
familiare del coniuge o convivente responsabile.
A questo punto possiamo dire che la protezione della persona prevale sull’unità del nucleo.
Un punto fondamentale è la possibilità di formare convivenze familiari alternative a quella
coniugale e di dare adeguata tutela alle convivenze di fatto anche omosessuali.
Con riguardo agli accordi patrimoniali si è pensato di riconoscere margini + ampi all’autonomia dei
coniugi nel regolare, anche in via preventiva, le conseguenze patrimoniali dl divorzio.
Tutti gli obiettivi sono nel segno della valorizzazione delle posizioni individuali, con una
conseguente svalutazione del matrimonio. In questo modo la stabilità della famiglia è nelle mani dei
coniugi o partners. Il diritto dei genitori non può però comporomettere quello dei figli ad una
educazione. Dunque una crescente attenzione verso in minore.
Anche a livello internazionale il minore diventa titolare di diritti soggettivi che l’ordinamento deve
tutelare. La convenzione ONU del 1989 emana lo statuto dei diritti del fanciullo contenente un
programma pedagogico di formazione del minore che impegna gli stati ad adottare una serie di
misure appropriate per un’efficace realizzazione. Uno degli aspetti + innovativi è l’affermazione del
diritto a partecipare in prima persona alla propria formazione e alle scelte che lo riguardano, nonché
la possibilità di esprimere il proprio parere su ogni questione che lo interessa in sede di procedura di
separazione, in considerazione anche del suo grado di maturità e della su acapacità di
discernimento.
In ambito europeo vige la Convenzione di Strasburgo del 1996 che riconosce al minore dotato di
suffciente maturità, nei procedimenti che direttamente lo interessano di ricevere ogni informazione
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Informazioni sul documento
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università del Molise
Data di caricamento: 01/09/2010
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valentinaciao - Università Alma Mater di Bologna

Grazie!

04/07/13 18:34
anitsirc_90 - Università Alma Mater di Bologna

di che edizione sono?

31/05/13 11:08
moniaf - Università di Bari

ma mancano dei capitoli?!

06/05/13 19:01
justice1988 - Università di Bari

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12/02/13 18:10
justice1988 - Università di Bari

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12/02/13 18:09
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