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Riassunto Diritto sociale europeo - Rif: Manuale, Sciarra, Sintesi di Diritto Del Lavoro. Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze

Diritto Del Lavoro

Descrizione: RIASSUNTI DEL CORSO DI DIRITTO DEL LAVORO. ESAME SUL MUNUALE DI DIRITTO SOCIALE EUROPEO DI SCIARRA
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CAPITOLO II
La nozione europea di subordinazione
1. Premesse metodologiche
Nell’ordinamento europeo manca una definizione normativa generale e unitaria di
subordinazione come nel codice civile italiano. In ciò si potrebbe scorgere una scelta
simile a quella che caratterizza alcuni ordinamenti giuridici degli stati membri dell’UE ma in
realtà esiste una specificità di fondo dell’ordinamento EU che induce ad evitare
generalizzazioni e la differenza sostanziale sta nella ratio, nello scopo stesso della
definizione europea di subordinazione o meglio di “lavoratore subordinato”.
L’ordinamento europeo , diversamente dai diritti del lavoro nazionali, elabora tale nozione
essenzialmente ai fini dell’accesso dei lavoratori alla garanzia della libera circolazione nel
mercato comune e non anche ai fini della disciplina protettiva del lavoratore nel rapporto.
Infatti una nozione propriamente europea di lavoratore subordinato è elaborata dalla
giurisprudenza della corte di giustizia pressoché soltanto ai fini dell’applicazione
dell’articolo 45 del TFUE ,ovvero ai fini della libera circolazione della forza lavoro nel
mercato comune.
La posizione mercantile della nozione europea di subordinazione , tutta tesa a garantire la
libertà di movimento quale fattore produttivo, è estranea alla ratio protettiva che distingue il
diritto del lavoro.
Tuttavia non si può parlare di un definito superamento della ratio protettiva che è (e resta)
tipica del diritto del lavoro anche a livello europeo.
La nozione di norma inderogabile, standard minimo a rilevanza pubblica, connota un vero
e proprio ordine pubblico sociale europeo in formazione.
La ratio protettiva presente nel diritto europeo del lavoro non è negata neanche
dall’intervento sopranazionale più direttamente fondato su ragioni di mercato.
L’ordinamento EU si fonda su un approccio definitorio di tipo casistico per cui riprendendo
le parole della Corte di Giustizia “la nozione di lavoratore nel diritto comunitario non è
univoca, ma varia a seconda del settore di applicazione considerato. In dottrina si è detto
che occorre distinguere tra due nozioni:
una propriamente europea ,rilevante ai fini della libera circolazione dei lavoratori;
e una seconda lasciata alla “sussidiarietà” e cioè ai legislatori nazionali in quanto
funzionale all’applicazione di statuti garantistici del diritto del lavoro comunitario.
La prima ampia nozione europea di subordinazione elaborata dalla corte di giustizia con
intendimenti di uniformazione delle condizioni applicative della libertà di circolazione dei
lavoratori nel mercato comune tende a proiettare la sua influenza su campi di versi tra cui
la normativa in materia di parità di trattamento e pari opportunità tra uomini e donne e della
ancor più ampia disciplina europea di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Tuttavia la
stessa corte di giustizia sottopone ad un rigoroso controllo funzionale gli usi di tale
definizione in settori diversi da quello d’origine.
La nozione di lavoratore subordinato ai fini dell’applicazione del coordinamento dei regimi
nazionali di sicurezza sociale che in origine non si distingueva da quella ricavabile dall’art.
45 TFUE ha cominciato ad assumere spiccati tratti di autonomia e si è parlato di una
distinta nozione previdenziale di lavoratore subordinato.
La terza nozione europea di lavoratore è ,come detto, quella lasciata ai agli ordinamenti
nazionali che serve a ritagliare l’ambito applicativo di buona parte delle direttive in materia
di lavoro.
Si tratta di tre definizioni funzionalmente diverse, in quanto volte a perseguire
rispettivamente fini di uniformazione, coordinamento ed armonizzazione parziale delle
discipline.
2. Subordinazione e libera circolazione dei lavoratori
Secondo una giurisprudenza costante ai fini della determinazione dell’ambito applicativo
dell’attuale art. 45 TFUE “la caratteristica essenziale del rapporto di lavoro è la circostanza
che una persona fornisca prestazioni di indiscusso valore economico ad un’altra persona
e sotto la direzione della stessa, ricevendo come contropartita una retribuzione”.
La ampia definizione funzionale dei criteri ogg nei quali si articola la nozione d
subordinazione è garanzia della più estesa e uniforme applicazione dell art 45 TFUE. La
necessità che la nozione sia fissata inderogabilmente a livello europeo è sempre stata
affermata, a partire dal celebre caso Unger in cui la corte dice che il termine lavoratore ,
come anche la espressione lavoratore subordinato, ha un significato comunitario.
L’instaurazione della libertà di circolazione più ampia possibile dei lavoratori rientra tra i
fondamenti della comunità e la necessaria uniformità applicativa di tali principi impone una
nozione fissata inderogabilmente a livello europeo.
Nella sua giurisprudenza la corte si richiama a tre criteri oggettivi d’individuazione della
sfera applicativa dell’articolo 45 TFUE e sono:
il carattere “reale ed effettivo” della prestazione personalmente resa;
la soggezione al potere di direzione del destinatario della stessa;
la natura onerosa della prestazione.
Di tali criteri in realtà solo il secondo serve ad identificare e a qualificare il rapporto di
lavoro come di natura subordinata mentre il primo e il terzo valgono essenzialmente ad
individuare la natura economica della prestazione resa dal lavoratore.
La corte utilizza un concetto assai ampio ed elastico di etero-direzione (è riluttante a
definire in che cosa consista prestare la propria opera “sotto la direzione” di un altro
soggetto) ma anzi non pare azzardato dire che quello impiegato nella giurisprudenza in
materia sia più un criterio di “etero-organizzazione”.
Nel senso che la corte non guarda al potere di conformazione della prestazione nella
forma della puntuale determinazione unilaterale delle sue modalità di esecuzione ma
piuttosto al collegamento funzionale tra l’attività del prestatore e quella di chi ne beneficia
integrandola nella propria organizzazione mediante direttive che possono essere anche
generiche e meramente programmatiche.
La dottrina ha rilevato come l’art. 45 TFUE risulti applicabile anche a rapporti che nel
nostro ordinamento sono riconducibili alla “parasubordinazione”.
Al riguardo sono minoritari in giurisprudenza i casi in cui ai fini dell’applicazione dell’art 45.
TFUE si è rivelato decisivo il vincolo di subordinazione .
Si può ricordare il caso Meeusen nella quale la corte non approfondisce i requisiti di quel
vincolo di soggezione al potere direttivo in cui dovrebbe sostanziarsi il criterio della
subordinazione ed esclude che la relazione familiare possa essere considerata ostativa
alla qualificazione del rapporto come subordinato.
Nel caso Merci Convenzionali , la sussistenza della subordinazione ex art.45 TFUE non è
esclusa dal vincolo di natura associativa che lega fra loro lavoratori di un impresa.
Ai fini applicativi dell’art. 45 TFUE la Corte, come si vede, finisce per attribuire il peso
specifico maggiore , più che al vincolo di subordinazione in quanto tale, ai criteri del
carattere oneroso del rapporto e soprattutto della natura reale ed effettiva delle prestazioni
rese dal soggetto.
E proprio in forza dell’interpretazione estensiva di questi criteri che la corte ha ricompreso
senza fatica la mole crescente di lavori flessibili, atipici , non standard fioriti negli
ordinamenti nazionali.
La corte non ha avuto problemi ad includerli nel raggio applicativo dell’art. 45 TFUE, le
difficoltà si sono registrate sul se l’attività medesima potessi dirsi reale ed effettiva.
Ad esempio in tema di ammissione dei lavoratori a tempo parziale alla libertà di
circolazione ex art. 45 TFUE, la Corte ha chiarito che la circostanza che il prestatore di
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Informazioni sul documento
Caricato da: irenecianchini
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze
Data di caricamento: 20/02/2013
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nuvoletta33 - Università di Catania

oookkkk

01/04/16 18:45
fanny - Università di Catania

ma perché non fa vedere l anteprima?

21/08/13 09:49
s4rucci4 - Università di Catania

c'è anche il primo cap??

29/05/13 09:46
irene.innocenti.771 - Alta Scuola Politecnica (ASP)

Ma bastano per fare l'esame?

06/05/13 19:31
benda.ce.51 - Università di Firenze

riassunto fatto molto bene.. utile xD

05/05/13 12:13
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