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Manuale Elementi psico clinica - del corno , Sintesi di Psicologia Clinica. Università di Bergamo

Psicologia Clinica

Descrizione: Riassunto
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Riassunto manuale di psicologia clinica
1.L’evoluzione della psicologia clinica
1.Le origini
Witmer, direttore del laboratorio di psicologia dell’Università di Pennsylvania e fondatore della prima
della prima “psychological clinic per bambini con problemi di adattamento, è ritenuto il primo
“psicologo clinico. Secondo Goldenberg, ciò che segnò l’inizio della psicologia clinica fu il
mutamento radicale della disciplina accademica della psicologia e l’impulso dato agli psicologi
perché entrassero nel mondo dei problemi reali. Si tratta di un’innovazione resa possibile da un
particolare clima sociale e intellettuale che si situa al crocevia degli sviluppi diversi di 4 antecedenti
storici della psicologia clinica: la psicologia sperimentale, la psicologia della misura delle differenze
individuali, la tradizione clinica in psichiatria e i movimenti di carattere umanitario. Psicologia
sperimentale: Nel 1876, William James stabilisce ad Harvard una sede per “demonstration
experiments”, che precede la fondazione del primo laboratorio ufficiale per la ricerca sperimentale in
psicologia, da parte di Wundt, a Lipsia, nel 1879. Psicologia della misura
delle differenze individuali: le date significative sono 4: a) 1869: iniziano in Inghilterra gli studi di
Galton, i cui meriti sono di aver focalizzato l’attenzione sull’individuo e sulle differenze tra gli individui;
aver introdotto il concetto di misura quantitativa di queste differenze; aver accreditato l’importanza
dell’analisi statistica dei dati psicologici; aver impiegato le misure psicologiche per lo studio e la
classificazione degli individui. B) 1890: Cattell introduce il termine mental test e, nel 1894, sviluppa
una batteria di reattivi che viene usata per valutare le abilità mentali delle matricole della Columbia
University. Contributo della psichiatria alla nascita della
psicologia clinica: alla fine dle diciottesimo secolo, alcuni psichiatri innovatori pongono le premesse
di un approccio scientifico alla diagnosi e alla cura della malattia mentale. Pinel suggerisce di
concentrare l’attenzione su la distinzione tra i vari tipi di alterazione mentale, la storia esatta dei
sintomi precursori, il decorso e l’esito dell’attacco, l’accurata definizione di quelle circostanze che
rendono necessari certi rimedi e di quelle che li rendono invece superflui”. Rush, medico al
Pennsylvania Hospital di Philadelphia nel 1783, è importante. Nel 1872 viene pubblicato il suo trattato
Medical inquiries and diseases of the mind, che è il primo testo americano di psichiatria e che rimane
l’unico per i successivi settant’anni. Nel 1844 nasce l’American Psychiatric Association e l’American
Journal of Insanity, che è la prima rivista di lingua inglese dedicata ai problemi della malattia
mentale. Si ricordano Charcot e Janet, i quali propongono le loro ipotesi sull’eziologia psicogena
dell’isteria, e Freud che scrive il suo lavoro sull’eziologia dell’isteria. Per capire l’importanza che i
movimenti di carattere umanitario hanno avuto nel creare un clima favorevole alla nascita della
psichiatria scientifica e della psicologia clinica, si deve far riferimento alle terribili condizioni di vita
riservate ai malati di mente negli asylums in cui erano relegati fino alla fine del XVIII secolo. Nel
1972: a) Pinel introduce in Francia la sua riforma psichiatrica; b) Tuke, un mercante di tè quacquero,
disgustato dalle condizioni degli asylums inglesi, crea un primo retreat, nel quale comincia ad
accogliere pazienti, in alternativa agli istituti pubblici. Crea uno stabilimento per la cura dei malati di
mente, che viene noto con il nome di York Retreat, nel quale sono banditi gli interventi psichiatrici
tradizionali e viene praticata una forma di moral treatment affine a quella propugnata da Pinel. Nei
primi anni del XIX secolo, il clima di riforma che si è instaurato in Francia e in Inghilterra passa al di
là dell’oceano. (Manca pagina 24)
I 15- 20 anni che precedono la prima guerra mondiale sono ricordati come belle époque e sono
caratterizzati da uno sviluppo economico senza precedenti per intensità, estensione geografica e
durata. Lo sviluppo economico durante questi anni ha alcuni caratteri peculiari che vanno evidenziati.
L’ultimo decennio del XIX secolo ha visto l’inizio di una rivoluzione industriale anche in paesi che fino
ad allora si erano potuti considerare periferici come la Russia e l’Italia. Negli altri paesi europei e
negli Stati Uniti, l’industrializzazione aveva compiuto grandi passi. La persistenza di diversi livelli di
sviluppo stimolò il commercio internazionale e favorì sia la migrazione dei lavoratori che la mobilità
dei capitali. Gli Stati Uniti divennero la prima potenza industriale ed economica del mondo.In Europa
la principale potenza economica era la Germanica. La Grande Guerra avrebbe ulteriormente
rinforzato la posizione economica degli Stati Uniti che, prosperarono fornendo materie prime e
prodotti industriali alle potenze dell’Intesa. Gli anni ’20 furono prosperi. Negli Stati Uniti si verificò un
vero e proprio boom: in questo periodo la radio, il frigorifero, la cucina a gas e l’automobile entrarono
nella maggior parte delle famiglie americane, rivoluzionando i modelli di consumo di massa. Gli anni
’20 si chiusero con la maggior crisi economica verificatasi nella storia del capitalismo. Nel secondo
conflitto mondiale gli Stati Uniti sarebbero emersi come la potenza di gran lunga più importante sul
piano politico ed economico.
2.2.Dal 1896 agli anni ‘40
Witmer impiega, per la nuova disciplina psicologica, l’aggettivo “clinico”, perché è colpito dal
significato del corrispondente termine greco, che si richiama al letto(cline = “letto”) e , quindi, alla
condizione di sofferenza di un individuo che ha bisogno di aiuto. Questo modo di accostarsi ai
bisogni psicologici degli individui è abbastanza lontano dai metodi di lavoro della maggior parte degli
psicologi di quel tempo. Una sua maggiore diffusione è impedita dal pessimo carattere di Witmer,
che dimostra fin dall’inizio una notevole difficoltà a stare al passo con lo sviluppo professionale della
psichiatria e della psicologia. Il suo lavoro ha per oggetto i problemi educativi e in primo luogo quelli
relativi al ritardo mentale. In quei primi anni del ventesimo secolo, i problemi che si impongono
all’attenzione degli psichiatri e psicologi spaziano in ambiti più indeterminati ma senz’altro meno
angusti.William Healy, antagonista di Witmer, entra in rapporto con un grande numero di agencies e
di istituzioni, mentre Witmer e i suoi collaboratori continuano a muoversi esclusivamente nell’ambito
scolastico. Intanto le teorie di Freud si sono ampliamente diffuse tra gli psicologi che si occupano di
bambini e di malati mentali.Witmer e i suoi collaboratori restano ostili alle teorie dinamiche, che
vengono bollate di scarsa affidabilità scientifica e alle quali essi continuano ad opporre i metodi
tradizionali di indagine e di trattamento. Quando Goddard traduce e adotta per gli Stati Uniti la scala
che Binet e Simon hanno elaborato in Francia a partire dal 1905, Witmer non modifica i suoi
strumenti di valutazione diagnostica, che presto diventano obsoleti. Nel 1916, Terman pubblica la
Stanford Revision della scala Binet Simon e introduce il concetto di Quoziente di Intelligenza. Il suo
lavoro ha successo, tanto che, per molti anni, negli Stati Uniti, il compito più importante assegnato
agli psicologi clinici fu la somministrazione del test Stanford- Binet. Lincremento nell’uso dei test
psicologici è favorito dal fatto che, in quegli anni, cominciano ad aprirsi sempre più numerose le child
guidance clinics, nelle quali un’equipe composta da psichiatri, psicologi clinici e assistenti sociali si
occupa della valutazione e del trattamento di bambini e adolescenti con anomalie del
comportamento, soprattutto di tipo delinquenziale. Healy fonda nel 1917 a Boston il Judge Baker
Guidance Center, che si occupa della diagnosi e del trattamento di ragazzi delinquenti. Nella
maggior parte delle istituzioni, la responsabilità della valutazione e della scelta delle strategie
terapeutiche è affidata interamente agli psichiatri. Accanto al movimento per il child guidance si
sviluppa, nello stesso periodo, anche il movimento per l’igiene mentale, che ha lo scopo di
incrementare la quantità e la qualità dei trattamenti per i pazienti ospedalizzati, ma soprattutto di
stimolare la società a compiere ogni sforzo per prevenire lo sviluppo dei disturbi di carattere
psichiatrico. Il movimento è fondato da Beers. Con l’auto di William James e di Adolf Meyer, Beers
fonda un National Committee for Mental Hygiene, del quale rimane segretario per trent’anni e che ha
un’influenza determinante nello stabilire gli standard terapeutici per le malattie mentali, nel
promuovere misure di prevenzione e nel limitare le spinte emarginative nei confronti dei malati di
mente. Nei primi 15 anni del XX secolo, la psicologia clinica registra alcuni progressi, rappresentati
soprattutto dall’apertura di laboratori dedicati alla ricerca che, un tempo diffusi esclusivamente
all’interno delle università, cominciano ora ad essere collocati anche in molti ospedali psichiatrici. Si
diffonde negli ambienti scientifici il concetto di psicologia applicata, cioè dell’impiego dei dati della
psicologia per la soluzione di problemi pratici. Allo scoppio della prima guerra mondiale, la psicologia
applicata, e in particolare quella clinica, sono tra le discipline alle quali si può far ricorso per
rispondere ai bisogni determinati dalla guerra. Nel 1917, le autorità militari degli Stati Uniti chiedono
aiuto agli psicologi, il cui compito è mettere a punto alcuni strumenti efficienti per la valutazione e la
classificazione dei soldati, reclutati in grandissimo numero. La risposta degli psicologi alla richiesta
dell’Esercito sono i tre test Army Alpha, Army Beta e Personal Data Sheet. Alla richiesta di
collaborazione gli psicologi risposero in modo tutt’altro che compatto. La psicologia clinica si
identifica con la testologia. Nel 1921, Cattell organizza la Psychological Corporation, che raccoglie
circa 200 psicologi con lo scopo primario di offrire un servizio di consulenza- soprattutto testistica- al
mondo degli affari e all’industria, ma la coesistenza degli psicologi clinici con gli altir psicologi e , in
generale, con gli altri operatori di discipline affini, è tutt’altro che facile. Le dispute riguado a ciò non
sono ancora risolte. LAPA insiste nel mantenere la psicologia come una scienza pura” e guarda
con sospetto la nascente testologia. I pochi psicologi clinici e i molti testisti si uniscono per fondare
l’American Association of Clinical Psychologists, uscendo dall’APA, nella quale rientrano due anni
dopo , fondando la Clinical Psychology Section. In Europa, dal 1921 Rorschach ha messo a punto il
test proiettivo.A partire dagli anni’20, in Francia, Claude introduce i primi psicoanalisti in un servizio
di psichiatria e la psicoanalisi comincia ad esercitare un’influenza dominante sull’evoluzione della
psichiatria francese. Nel 1920, Jones pubblica Treatment of neurosis. Murri riafferma la concezione
organbicistica che continua a raccogliere la maggioranza dei consensi. Morselli, nel 1913, afferma
che la psicoterapia costituisce il trattamento per eccellenza della psiconevrosi. In questo periodo per
la psicologia come disciplina autonoma e per la psicologia clinica non c’è spazio. Nel 1924, viene
fondata l’American Orthopsychiatric Association, il cui presidente fino al 1926 è Healy. Nello stesso
anno, lo statuto dell’associazione viene cambiato in modo che a essa vengano ammessi non solo gli
psichiatri, ma anche gli psicologi e tutte le figure professionali il cui lavoro e interesse sono rivolti allo
studio e al trattamento dei disturbi del comportamento. Nel 1931, Augusta Bronner è il primo
psicologo presidente dellAssociazione. Nel 1935, l’APA sancisce che la psicologia clinica è una
scienza applicata. Nel 1938, Murray e i suoi collaboratori mettono a punto il TAT. Questi anni devono
essere ricordati per l’immigrazione di psicoanalisti europei in America, in seguito al progressivo
espandersi del Nazifascismo nel vecchio continente. L’influenza della psicoanalisi sposta
progressivamente l’interesse degli psicologi americani dalla valutazione delle abilità intellettive verso
lo studio della struttura della personalità e dei problemi affettivi ed emotivi. Sul finire degli anni ’30,
Allport combatte il positivismo e il comportamentismo dominanti rivendicando alla scienza
psicologica l’importanza dell’approccio idiografico( incentrato sulla comprensione dell’individuo nella
sua particolarità e unicità) contro l’approccio nomo tetico( si occupa delle regolarità generalizzabili a
livello interindividuale). Molti psicologici clinici si preparano ad esercitare professionalmente la
psicoanalisi. Rotter sottolinea il fatto che l’attività psicoterapeutica e la gestione di specifiche
situazioni psicopatologiche qualifica in modo crescente l’attività degli psicologi clinici, spesso
sostituendo il ruolo tradizionale del testista.
2.3. Il secondo conflitto mondiale e il dopoguerra
Garfield afferma che la qualità dei servizi richiesti agli psicologi clinici durante la seconda guerra
mondiale- e il numero ristretto di professionisti in grado di assolvere ad essi, furono uno degli
elementi che rivoluzionò gli scopi del lavoro clinico in psicologia e i relativi standard di
addestramento. Gli psicologi, spesso addestrati sommariamente e più spesso ancora provenienti da
aree distanti dal lavoro clinico, furono spinti dalle necessità della guerra, accanto a psichiatri, medici,
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Indirizzo:
Universita: Università di Bergamo
Data di caricamento: 02/07/2013
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