Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Ordinanze anticipatorie di condanna, Appunti di Diritto Processuale Civile. Università di Roma La Sapienza

Diritto Processuale Civile

Descrizione:  Tavola sinottica sulle tre ordinanze anticipatorie di condanna nel processo ordinario di cognizione (artt. 186 bis, ter, quater cpc). Testi di riferimento: PUNZI e PICARDI
Mostro le pagine  1  -  2  di  2
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: robiscia
Visite: 1000+
Downloads : 18
Universita: Università di Roma La Sapienza
Indirizzo: Giurisprudenza
Data di caricamento: 16/06/2011
Incorpora questo documento nel tuo sito web:

ORDINANZA PER IL PAGAMENTO DI SOMME NON CONTESTATE – art. 186 bis

ORDINANZA INGIUNTIVA – art. 186 ter ORDINANZA SUCCESSIVA ALLA CHIUSURA DLL’ISTRUZIONE – art. 186 quater

CARATTERI GENERALI

Su istanza di parte, il g.i. può disporre, fino alla precisazione delle conclusioni, il pagamento delle somme non contestate dalle parti costituite in giudizio. Se l’istanza è proposta fuori udienza, il g.i. dispone la comparizione delle parti e assegna il termine per la notificazione alle sole parti costituite dell’istanza con il relativo decreto di comparizione (principio del contraddittorio).

Il g.i. ha il potere di pronunciare un’ordinanza ingiuntiva a seguito di un’istanza di parte, proposta fino alla precisazione delle conclusioni, sulla base: -quanto all’oggetto, di un credito di una somma di denaro o di una quantità di cose fungibili e di prova scritta del diritto vantato (stessi presupposti del procedimento ingiuntivo ex artt. 633,1 n°1 e 634 c.p.c.) -quanto agli elementi di documentazione del credito, della sola prova scritta (634 c.p.c.) Può essere emessa anche nonostante la contumacia della parte intimata. Se l’istanza di ingiunzione è proposta fuori udienza, il g.i. dispone la comparizione delle parti e assegna il termine per la notificazione alla controparte dell’istanza con il relativo provvedimento di comparizione (p. del contraddittorio).

Il contenuto dell’ordinanza si è rappresentato dalla condanna: -al pagamento di somme di denaro -o alla consegna o rilascio di beni entro i limiti nei quali il giudice ritenga raggiunta la prova. Si inserisce in una fase del processo ormai prossima alla decisione e attribuisce alle parti un’alternativa: -seguire il regime ordinario della decisione -oppure optare per un provvedimento anticipatorio della sentenza, emesso dal g.i. e fondato, però, su una cognizione piena dei fatti (e non soltanto sommaria, come nel caso degli altri provvedimenti anticipatori di condanna).

DIES AD QUEM / A QUO

L’istanza di parte può essere presentata non oltre il momento di precisazione delle conclusioni. Anche prima dell’udienza di comparizione, ma non prima dell’avvenuta costituzione del convenuto.

L’ordinanza può essere richiesta non oltre il momento di precisazione delle conclusioni.

L’istanza di parte è proponibile dopo la conclusione della fase istruttoria, anche al momento della precisazione delle conclusioni.

PRESUPPOSTI -Istanza del creditore -Non contestazione da parte del debitore, pur messo in condizione di poter contraddire alle somme dovute (credito pecuniario vantato dall’altra parte) -L’ordinanza non può essere adottata in caso di contumacia del debitore (la contumacia non è parificata alla non contestazione).

-Istanza da parte del creditore di una somma liquida di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili; o da parte dell’avente diritto alla consegna di una cosa determinata (ingiunzione di pagamento o di consegna + liquidazione delle spese) -Prova scritta del diritto fatto valere (ma può formarsi anche nel corso del giudizio (es. assunzione di prove costituende).

-Istanza della parte (attore o convenuto) che abbia chiesto la condanna al pagamento di somme, la consegna o il rilascio di beni -Esaurimento dell’istruttoria (espletamento dell’intera fase istruttoria oppure attività istruttoria non richiesta o non ammessa dal giudice) -Raggiungimento della prova in modo completo o parziale.

REVOCA E MODIFICA

Ha carattere provvisorio: è soggetta a revoca o modifica , anche d’ufficio, per tutto il corso del giudizio, oltre che con sentenza finale, sulla base di diversa valutazione dei presupposti del provvedimento anticipatorio o di nuove istanze istruttorie

E’ revocabile o modificabile in ogni momento secondo le regole generali di cui agli artt. 177 e 178 c.p.c. ed è inidonea a pregiudicare la decisione di merito. Sottratta al regime delle impugnazioni

Può essere revocata soltanto con la sentenza che definisce il giudizio.

Revoca e modifica secondo le regole generali di cui agli artt. 177 e 178 c.p.c.

TITOLO ESECUTIVO

E’ titolo esecutivo ma non consente iscrizione dell’ipoteca giudiziale. Dopo la sua emanazione: -il processo prosegue fino alla pronuncia della sentenza, nella quale l’ordinanza rimane assorbita (con conseguente revoca o modifica qualora la sentenza dovesse contenere il rigetto totale o parziale della domanda) -oppure il processo si estingue, ma l’ordinanza sopravvive all’estinzione, conservando la sua efficacia di titolo esecutivo.

Può essere dichiarata provvisoriamente esecutiva dal giudice se (alternativamente): -il diritto fatto valere è fondato su cambiali o altri titoli di credito (art. 642 c.p.c.) -la resistenza della controparte non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione (648 c.p.c.), sempre che la controparte non sia contumace -la controparte non ha disconosciuto la scrittura privata o non ha proposto querela di falso contro l’atto pubblico. L’ordinanza dichiarata esecutiva costituisce anche titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

Efficacia esecutiva; il giudice deve anche provvedere sulle spese. Non costituisce titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale. L’ordinanza in questione è potenzialmente sostitutiva della sentenza, infatti, emanata l’ordinanza: -la parte intimata manifesta la volontà che sia pronunciata la sentenza con ricorso notificato all’altra parte e depositato in cancelleria entro 30 gg. dalla pronuncia dell’ordinanza in udienza o dalla sua comunicazione. La sentenza (che può confermare, revocare o modificare l’ordinanza) sostituisce l’ordinanza -se tale ricorso non viene notificato e depositato nel termine l’ordinanza acquista l’efficacia di sentenza impugnabile sull’oggetto dell’istanza ( CONVERSIONE AUTOMATICA DELL’ORDINANZA IN SENTENZA). Più precisamente: in mancanza di notifica del ricorso diretto ad ottenere la pronuncia della sentenza da parte dell’intimato, alla scadenza dei 30 gg l’ordinanza diventerà automaticamente sentenza.

ESTINZIONE DEL PROCESSO DOPO LA PRONUNCIA DELL’ORDINA NZA

Tale ordinanza conserva la sua efficacia , acquistando stabilità definitiva anche se non parificabile al giudicato.

Tale ordinanza sopravvive all’estinzione del processo (ultrattività) -acquista carattere di esecutività nel caso in cui non avesse ancora tale attributo e diventa definitiva e immutabile -se invece l’ordinanza è già stata dichiarata provvisoriamente esecutiva, la sopravvivenza all’estinzione consentirebbe al creditore la spendita di essa per esercitare l’azione esecutiva.

L’ordinanza acquista, nei limiti oggettivi in cui ha accolto l’istanza di condanna proposta dalla parte, l’efficacia di sentenza impugnabile.

Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome