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POSSIBILI DOMANDE DI ESAME ECONOMIA AZIENDALE, Domande di esame di Economia Aziendale. Università di Salerno

Economia Aziendale

Descrizione: Queste sono le possibili domande, con le relative risposte, che possono capitare durante l'esame scritto di economia aziendale...spero possano essere utili a qualcuno! 
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Universita: Università di Salerno
Indirizzo: Giurisprudenza
Data di caricamento: 30/09/2011
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vanessa31 - Università del Molise

utilissimo

23/05/13 12:34
lalla1990 - Università di Cassino

Complimenti, è proprio fatto benissimo!!! E grazie!!!!

04/03/13 14:06
tizianovania - Libera Università di lingue e comunicazione (IULM)

ottimo

19/02/13 14:25
grazia.botta.11 - Università di Salerno

ottimo....

27/01/13 12:53
claudiaadinolfi - Università di Roma La Sapienza

buono

23/01/13 11:38

POSSIBILI DOMANDE DI ESAME ECONOMIA AZIENDALE

IL CONCETTO DI AZIENDA E LE SUE POSSIBILI DEFINIZIONI.

Il concetto di azienda può avere numerose definizioni, in particolare può essere definita :

• come un istituto economico = dove l'azienda viene considerata come un istituto destinato per durare nel tempo per il soddisfacimento di bisogni umani;

• come un ordine economico d'istituto = dove, invece, l'azienda viene considerata come un soggetto autonomo, dotato di propria vita e di propri obiettivi, e gli scopi dell'azienda sono sempre di natura economica, rendendo, però, in considerazione anche la sua natura sociale. Grazie a quest'ultima definizione tutti gli istituti possono essere considerati delle aziende anche se l'attività economica non è rilevante.

IL CONCETTO DI AZIENDA E LE MODALITà DI CLASSIFICAZIONE.

Nell'economia aziendale un'azienda è un'organizzazione composta da uomini e mezzi finalizzata alla soddisfazione dei bisogni umani attraverso la produzione, la distribuzione o il consumo di beni economici.

“”Per beni economici si intendono tutti quei beni che sono : disponibili in quantità limitata, reperibili e utili, cioè in grado di soddisfare una domanda.

• Un bene è limitato quando è scarso rispetto alla domanda;

• Un bene è utile quando è idoneo a soddisfare una domanda;

• Un bene deve essere reperibile sia per la localizzazione che per il prezzo.””

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Le aziende possono essere classificate secondo vari criteri, ad esempio :

a. in base all'attività economica (OGGETTO);

b. in base allo scopo;

c. in base al soggetto economico (dipendente);

d. in base alla dimensione.

Per quanto riguarda la classificazione in base all'attività economica possiamo distinguere tre categorie :

1. La categoria delle AZIENDE DI EROGAZIONE che comprende tutte quelle aziende (come la famiglia o le associazioni private) che soddisfano direttamente i bisogni umani; tali aziende quindi non producono beni e servizi per poi destinarli al mercato.

2. La categoria delle AZIENDE DI PRODUZIONE che comprende tutte quelle aziende che acquistano e producono beni e servizi per destinarle al mercato attraverso la fissazione di un prezzo, in pratica sono tutte quelle aziende caratterizzate dallo scopo della lucro e che soddisfano indirettamente i bisogni umani; tali aziende possono essere chiamate anche imprese.

3. La categoria delle AZIENDE MISTE che, infine, comprende tutte quelle aziende che presentano delle caratteristiche in comune alle due precedenti categorie.

Le aziende possono essere classificate in base allo scopo in :

• AZIENDE FOR PROFIT sono quelle aziende dove il soggetto giuridico si appropria del guadagno;

• AZIENDE NO PROFIT, invece, sono quelle aziende dove il guadagno viene utilizzato per il miglioramento dell'attività dell'azienda. In questo caso, in pratica, si fa riferimento a tutte quelle aziende che non hanno scopi di lucro, nel senso che, anche se hanno la possibilità di realizzare dei risultati economici positivi, il soggetto giuridico non si appropria del guadagno.

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Per quanto riguarda la classificazione delle aziende in base al soggetto economico bisogna innanzitutto precisare che si definisce soggetto economico la persona (o l'insieme di persone) che di fatto esercita il potere decisionale all'interno dell'azienda. La definizione di soggetto economico è stata successivamente estesa a tutti gli "STAKEHOLDERS" (in italiano portatori d'interesse). I principali stakeholders sono :

a. gli azionisti o soci di maggioranza;

b. i manager o dirigenti;

c. i lavoratori dipendenti e autonomi;

d. i fornitori;

e. i finanziatori e gli istituti di credito;

f. i clienti.

Per quanto riguarda la classificazione delle aziende in base al soggetto giuridico possiamo distinguere due tipi di soggetti giuridici : l’IMPRENDITORE con la sua impresa personale, dove il soggetto economico e il soggetto giuridico coincidono e la SOCIETà dove due o più persone svolgono un'attività economica (e in questo caso soggetto economico e soggetto giuridico sono distinti). Alla base della società c'è sempre un contratto che stabilisce l'accordo tra due o più persone dette soci e il conferimento di beni all'interno della società da parte dei soci.

Infine, per quanto riguarda la classificazione delle aziende in base alla dimensione bisogna affrontare un discorso particolare. Infatti, mentre è possibile stabilire immediatamente quali possono essere le classi, non è così semplice trovare un criterio uniforme di assegnazione. Le tre classi sono :

a. piccola,

b. media,

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c. grande.

Tra i vari criteri di assegnazione possiamo prendere in considerazione :

• il fatturato prodotto dall'azienda;

• il numero dei dipendenti;

• e il valore aggiunto o plusvalore.

Con il regolamento CE n. 364/2004 la definizione delle piccole e le medie imprese è stata aggiornata alle seguenti caratteristiche :

• con il termine microimpresa si fa riferimento ad ogni azienda composta da un numero inferiore a 10 dipendenti e da un fatturato annuo non superiore ai 2 milioni di euro;

• con il termine piccola impresa si fa riferimento ad ogni azienda composto da un numero inferiore a 50 dipendenti e da un fatturato annuo non superiore ai 10 milioni di euro;

• con il termine media impresa, infine, si fa riferimento ad ogni azienda composta da un numero inferiore a 250 dipendenti e da un fatturato annuo non superiore ai 43 milioni di euro.

POSSIBILI EQUIVOCI LEGATI ALLA CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE.

Gli equivoci ricorrenti nella classificazione delle aziende riguardano il fatto che molte persone tendono a credere che le aziende di produzione sono le uniche in cui il prodotto finito è un bene materiale e che le aziende no profit sono destinate ad avere delle perdite. Infatti entrambe le affermazioni possono risultare false.

ILLUSTRARE IL SIGNIFICATO DEL CAPITALE ECONOMICO (O CONTO ECONOMICO).

Il conto economico è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi e i ricavi di un determinato periodo amministrativo (in genere un anno), illustra il risultato economico

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ottenuto dall'azienda dalla gestione del periodo preso in considerazione; misurando, in questo modo, l'incremento o il decremento che il capitale netto dell'azienda ha subito per effetto della gestione. In particolare, il conto economico :

a. individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestionale;

b. permette di individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui può essere scomposta l'attività dell'azienda;

c. e permette di individuare le responsabilità di ciascun dirigente.

Una volta che il bilancio è stato pubblicato questo viene corretto da una società di revisione contabile, che spesso offre anche una consulenza aziendale durante la stesura del bilancio (attività dalla quale ovviamente trae i maggiori profitti). Le società di revisione non sono enti di diritto pubblico e non ricevono alcuna somma di denaro da parte dell'autorità pubblica per la loro attività di controllo.

L’AZIENDA COME SISTEMA APERTO.

L'azienda può essere considerata anche come un sistema, cioè come un insieme di beni e di uomini interdipendenti. In particolare il sistema-azienda si dice APERTO quando deve avere continue relazioni di scambio con l'ambiente, e quindi si usa il termine di "input" per indicare le materie prime con le quali avviene la produzione e di "output" per indicare il prodotto finito.

Tuttavia l'azienda può essere considerata come un sistema anche da altri punti di vista, infatti possiamo indicare :

• il sistema finalizzato, quando l'azienda intende raggiungere un obiettivo generale;

• il sistema dinamico, quando l'azienda varia le proprie condizioni in base ai bisogni dell'uomo;

• il sistema autoregolato, quando i risultati ottenuti dall'azienda aiutano a correggere l'attività;

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• il sistema socio-tecnico, quando l'azienda è formata da persone e da attrezzature;

• il sistema economico, quando l'azienda soddisfa bisogni illimitati.

Considerare l'azienda con un sistema aperto coinvolge anche diverse sfere :

a. la sfera etnica come il business,

b. la sfera economica come il mercato unico europeo,

c. la sfera ecologica come la tutela dell'ambiente,

d. la sfera sociale come sistema di valori.

L’AMBIENTE COME FONTE DI RISCHI E OPPORTUNITà.

Un'azienda può essere influenzata anche dall'ambiente circostante, il quale presenta diversi sub-sistemi e si presenta come fonte di rischi e di opportunità. L'immagine di un'azienda che vive nell'ambiente economico in una posizione passiva è molto lontano dalla realtà; infatti è molto più funzionale immaginare un'azienda che opera nell'ambiente economico con il quale mantiene dei collegamenti strettissimi perché, se vuole sopravvivere, deve essere in grado di percepire in maniera tempestiva o addirittura in anticipo i cambiamenti che sono in atto, senza però pensare di aver molto tempo per dare una risposta perché i cambiamenti ambientali sono sempre più rapidi e imprevedibili e c'è il rischio che la risposta viene data con ritardo rispetto ai ritmi del cambiamento.

EFFICIENZA, EFFICACIA ED ECONOMICITà.

Un'azienda si dice EFFICIENTE quando utilizza in maniera economica le risorse che sono a sua disposizione. L'efficienza può essere : tecnica o allocativa;

• L'efficienza tecnica indica in che modo le risorse vengono utilizzate durante la produzione;

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• L'efficienza allocativa, invece, indica la capacità di combinare le materie prime con le quali avviene la produzione (input) e il prodotto finito (output) al minimo costo dati i prezzi di mercato.

Un'azienda si dice EFFICACE quando ha raggiunto con successo gli obiettivi prefissati. I giudizi di efficacia necessitano quindi di una valutazione qualitativa ex post (a posteriori) del grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati. L'efficacia può essere : interna o esterna;

• L'efficacia interna misura la capacità dell'azienda di raggiungere determinati obiettivi prefissati;

• L'efficacia esterna, invece, misura la capacità dell'azienda di soddisfare i bisogni umani.

Con il termine ECONOMICITà, infine, si intende la capacità dell'azienda di utilizzare nel lungo periodo le proprie risorse in maniera efficiente raggiungendo con efficacia i propri obiettivi.

RELAZIONI TRA EFFICIENZA, EFFICACIA ED ECONOMICITà.

Ogni azienda può essere efficace ma non è sufficiente, oppure può essere efficiente ma non è efficace. In ogni caso l'azienda deve operare sempre in condizione di economicità perché è proprio nel lungo periodo che essa può utilizzare in maniera efficiente le proprie risorse.

SOGGETTO GIURIDICO E SOGGETTO ECONOMICO.

Il soggetto giuridico è il titolare dei diritti e degli obblighi che nascono dalla costituzione dell'azienda e dal suo esercizio. Il soggetto economico, invece, è colui (o coloro) che esercita il cosiddetto "governo economico" in virtù di un diritto giuridicamente riconosciuto. Il soggetto giuridico e il soggetto economico possono anche non coincidere. Esercitare il governo economico dell'azienda significa :

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A. prendere le decisioni basilari sulla struttura aziendale nel medio e nel lungo periodo;

B. approvare il piano del budget;

C. nominare i vertici aziendali e definire i compiti.

La differenza tra soggetto giuridico e soggetto economico serve a individuare i soggetti che guidano e i soggetti che operano nell'azienda.

I PORTATORI DI INTERESSI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA.

L'azienda durante lo svolgimento della sua attività produttiva stringere rapporti con i portatori d'interesse detti anche stakeholders . Gli stakeholders possono essere interni ed esterni :

a. quelli interni sono rappresentati dai proprietari, i management e i dipendenti;

b. quelli esterni, invece, sono rappresentati dalle istituzioni pubbliche o private, dai fornitori di beni e servizi e dai clienti.

CORPORATE GOVERNANCE.

All'interno di un'azienda con il termine "corporate governante" (in italiano governo d'impresa o governo societario) si fa riferimento all'insieme delle regole che disciplinano la gestione dell'azienda stessa. Il governo d'impresa include anche i rapporti che sussistono tra i vari attori coinvolti (gli stakeholders, cioè i portatori d'interesse nella società) e gli obiettivi per via dei quali l'azienda viene amministrata. Gli attori principali all'interno dell'azienda sono gli azionisti (stakeholders), il Consiglio di amministrazione e il management.

Possiamo distinguere tre diversi sistemi di governo d'impresa :

1. il sistema ordinario, tipico della tradizione italiana;

2. il sistema monistico, tipico della tradizione anglosassone;

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3. il sistema dualistico, tipico della tradizione tedesca.

Il sistema monistico prevede un unico organo di gestione, il Consiglio di amministrazione, al cui interno viene designato un comitato di controllo. Il sistema dualistico, invece, è caratterizzato dalla presenza di due organi particolari : il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza.

CIRCUITO DELLA PRODUZIONE.

Il circuito della produzione delle aziende (o delle imprese) è costituito da un insieme di azioni che consentono di trasformare dei fattori produttivi (materie prime) in prodotti finiti. La prima fase di questo circuito è rappresentata dall'acquisto dei fattori produttivi sui mercati di approvvigionamento o sul mercato del capitale comportando un costo per l'azienda. Successivamente ha inizio la seconda fase che consiste in un serie di operazioni di diversa natura dove vengono utilizzati i fattori produttivi per essere trasformati in prodotti finiti. Infine ha inizio la terza ed ultima fase che consiste nella vendita dei beni e dei servizi sui mercati di collocamento comportando un ricavo per l'azienda.

ATTRAVERSO QUALE ASPETTO POSSONO ESSERE ANALIZZATE LE OPERAZIONI AZIENDALI?

Le operazioni aziendali possono essere analizzate in un duplice aspetto :

1. l'aspetto economico che si ricava dalla differenza tra costi e ricavi;

2. il aspetto monetario che si ricava dalla differenza tra entrate monetarie e uscite monetarie.

CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI ATTINTI E CONCESSI.

Il circuito dei finanziamenti si suddivide in due tipologie : quelli attinenti e quelli concessi.

• I FINANZIAMENTI ATTINTI possono avvenire in due modi : 9

a. attraverso il versamento di denaro da parte del proprietario dell'impresa oppure dai soci; e ciò costituisce il capitale proprio che consente all'impresa di munirsi dei mezzi monetari di cui ha bisogno (capitale iniziale); il capitale di proprietà viene denominato anche "capitale di rischio" per sottolineare la possibilità della mancata remunerazione nei casi in cui si verificano delle perdite; quindi, ad esempio, nel caso in cui un'azienda ha dei debiti, essa deve rimborsare prima i debiti verso i terzi e che appunto il rischio che il capitale di proprietà non venga remunerato.

b. oppure attraverso dei prestiti che vengono concessi da terzi; e ciò costituisce il capitale di credito il quale è soggetto ad un vincolo di restituzione del finanziamento con i relativi interessi.

• Per quanto riguarda i FINANZIAMENTI CONCESSI l'impresa può concedere per un determinato periodo una somma di denaro a terzi, si tratta di investimenti di rischio ai quali corrisponde la restituzione del prestito alla scadenza e i relativi interessi che sono maturati nel frattempo.

RELAZIONI TRA CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI E DEGLI INVESTIMENTI.

Il circuito dei finanziamenti alimenta il circuito degli investimenti che assorbe mezzi monetari per l’acquisto dei fattori produttivi e per i prestiti che vengono concessi ai terzi. Il circuito degli investimenti, a sua volta, riconsegna i mezzi monetari alla disponibilità dell'impresa, la quale a sua volta ancora, potrà utilizzare per rinnovare ulteriormente gli investimenti. Tutto ciò succede quando il flusso dei recuperi si mantiene superiore rispetto a quello degli investimenti.

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LE FONTI DI FINANZIAMENTO INTERNE ED ESTERNE.

Ogni azienda per crescere funzionare al meglio ha bisogno di mezzi finanziari questi mezzi vengano definiti "fonti di finanziamento" e possono essere interne ed esterne.

Le fonti di finanziamento interne, conosciuti anche come autofinanziamento, sono :

• il capitale proprio

• il reinvestimento degli utili non distribuiti,

• l'ammortamento,

• e le riserve sociali imposta dalla legge.

Le fonti di finanziamento esterne, invece, sono rappresentate :

• dal capitale di credito;

• dal mercato azionario;

• e dalle fonti finanziarie a credito (prestiti bancari, obbligazioni ecc.).

Ovviamente, optare per l'una o l'altra ha dei pro e dei contro soprattutto per l'imprenditore. Il finanziamento interno porta i seguenti vantaggi :

a. non deve essere restituito,

b. non ha scadenza.

Gli svantaggi, invece, sono rappresentati dal fatto che i soci dell'azienda potrebbero essere restii a investire altro denaro; inoltre bisogna ricordare che si tratta di capitale di rischio perché l'impresa lo può utilizzare per coprire eventuali perdite in caso di fallimento i creditori non hanno diritto ad essere rimborsati.

Il finanziamento esterno, invece, porta le seguenti vantaggi :

a. non è soggetto al rischio d'impresa se non in misura limitata; infatti, se l'impresa fallisce, i creditori hanno diritto ad essere rimborsati.

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Gli svantaggi, invece, sono rappresentate dal fatto che si tratta di un finanziamento vincolato perché deve essere restituito calcolando anche gli interessi che sono maturati con il tempo.

CLASSIFICAZIONE DEGLI INVESTIMENTI IN BASE AL CRITERIO DELLA DESTINAZIONE.

In base al criterio della destinazione economica i beni che sono presenti all'interno di un'azienda vengono classificati prendendo in considerazione la destinazione del bene al momento considerato. Questo criterio distingue i beni aziendali in immobilizzazioni e disponibilità. Bisogna però precisare che la destinazione economica di un bene può variare nel tempo.

Se ad esempio un'azienda dispone di un impianto che utilizzano il processo produttivo, l'impianto in questione rappresenta un immobilizzazioni. Se però dopo vari anni l’impianto diventa obsoleto e l'azienda decide di venderlo e non utilizzarlo più nel processo produttivo, in questo momento il bene non sarà più un immobilizzazione ma diventerà una disponibilità, perché si tratta di un bene destinato alla vendita e non più a rimanere a lungo nell'azienda.

Nelle aziende di erogazione, secondo il criterio della destinazione economica possiamo distinguere due tipi di beni :

a. I beni da reddito sono quei beni che consentono all'azienda di ottenere i mezzi monetari necessari per lo svolgimento della propria attività erogatrice, come ad esempio i terreni, i capannoni ecc.

b. I beni da consumo, invece, sono quei beni che vengono utilizzati dall'azienda per il soddisfacimento dei bisogni umani e possono essere ulteriormente distinti in : beni da consumo d'uso durevole (mobili, elettrodomestici ecc.) ebbene da consumo immediato (combustibili, vettovaglie ecc.).

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CAPITALE ECONOMICO, DI FUNZIONAMENTO E DI LIQUIDAZIONE.

1. Il capitale di funzionamento viene determinato con lo scopo di individuare il reddito di competenza di un determinato periodo della vita aziendale.

2. Il capitale economico, invece, indica il valore attuale di tutto il flusso dei redditi che l'impresa presume di realizzare in futuro; il suo ammontare dipende dall'entità e dalla consistenza dei flussi di reddito futuri.

3. Il capitale di liquidazione, infine, è il valore che può essere assegnato al capitale dell'impresa durante la fase di cessazione dell'attività, cioè in quella fase in cui si procede alla liquidazione dell'attivo e del passivo vendendo separatamente i componenti attivi del capitale ed estinguendo i debiti di residuo.

IL PRINCIPIO DI COMPETENZA.

Nel momento in cui bisogna calcolare il reddito di esercizio (o di periodo) bisogna applicare il principio della competenza economica cioè della realizzazione dei ricavi che derivano da processi produttivi già completati e a scambio già avvenuto. Ciò comporta di conseguenza ché non tutti i costi e ricavi sostenuti o conseguiti in un determinato periodo rientrano nella competenza della determinazione del reddito di quel periodo stesso (ad esempio si fa riferimento ai fattori produttivi a fecondità ripetuta e possono essere ancora utilizzati per ottenere dei prodotti vendibili). Possiamo quindi concludere che la competenza economica di un costo e di un ricavo può anche non coincidere con la manifestazione finanziaria. Infatti si può verificare l'ipotesi in cui la manifestazione finanziaria è posticipata, in questo caso si parla di ratei; oppure si può verificare l'ipotesi in cui la manifestazione finanziaria è anticipata, in questo caso si parla di risconti.

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IL PRINCIPIO DI PRUDENZA.

Il principio di prudenza è uno dei principi più importanti per la redazione del bilancio ed è riportata dall'articolo 2423 bis. Questo principio viene applicato perché molte valutazioni presentano delle incertezze e richiedono delle stime. Tale principio è così denominato perché implica l'applicazione di un principio di disparità, cioè di un trattamento asimmetrico nel considerare i componenti positivi (che devono essere considerati solo se realizzati) e quelli negativi (che, invece, devono essere considerati solo se di competenza).

Il principio della prudenza, in pratica, stabilisce che all'interno del conto economico devono essere iscritti tutti i costi, anche quelli presunti, e tutti i ricavi realizzati (e non anche quelli presunti) : proprio per questo motivo si parla di asimmetria.

I FATTORI PRODUTTIVI.

I fattori produttivi (o fattori della produzione) sono tutti quei fattori che rendono possibile la produzione : materie prime, personale... in pratica tutte le cose utili per la produzione di un bene o di servizio. Partendo dal presupposto che ad ogni singolo fattore produttivo corrisponde un costo, un'opportuna ricerca per utilizzare la migliore combinazione di fattori produttivi e necessaria per poter determinare la soluzione più economica e allo stesso tempo più redditizia possibile dell'azienda. In ambito economico i tre fattori produttivi principali sono :

• La Terra o Natura = cioè l’insieme delle risorse naturali (terra, materie prime, energie naturali) che contribuiscono al processo produttivo.

• Il Lavoro = cioè l'attività umana che concorre con gli altri fattori alla produzione di beni e servizi.

• Il Capitale = cioè l'insieme delle risorse materiali prodotte dal lavoro nel corso dell'investimento (ad esempio impianti, fondi

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finanziari); sono tutte risorse necessarie per avviare l'attività produttiva dell'azienda.

A ciascuno dei tre fattori corrisponde un tipo diverso di prezzo. Possiamo distinguere i fattori produttivi in :

a. Fattori a fecondità semplice , (FFS) indicando tutti quei fattori che esauriscono la loro utilità economica in un unico ciclo produttivo. In questo caso la ricchezza investita può essere recuperata attraverso i ricavi provenienti dalla vendita dei prodotti ottenuti con il suo utilizzo.

b. Fattori a fecondità ripetuta, (FFR) indicando, invece, tutti quei fattori che esauriscono la loro utilità economica in più cicli produttivi. Ogni fattore a fecondità ripetuta e legato tutti i prodotti che si possono ottenere attraverso il suo utilizzo. In questo caso la ricchezza investita può essere recuperata sommando i ricavi provenienti dalla vendita di tutti i prodotti ottenuti con il suo utilizzo nell'arco dei vari cicli produttivi. In questo modo quindi si ha un recupero graduale nel tempo.

LE FUNZIONI AZIENDALI.

Le funzioni aziendali possono essere considerate come un insieme di attività posta in essere dall'azienda che vengono raggruppate in base a criteri di omogeneità. Le funzioni aziendali sono molto importanti perché offrono una visione dell'azienda che si basa sulla specializzazione e il coordinamento delle competenze attraverso la presenza di un responsabile della funzione. All'interno delle funzioni aziendali, inoltre, vengono svolti dei compiti e delle attività diverse; l'insieme delle funzioni aziendali indica come è impostata la struttura organizzativa dell'azienda. Le funzioni aziendali possono essere suddivise in :

• aree funzionali caratteristiche, dove le funzioni aziendali sono legate direttamente all'attività produttiva dell'azienda;

• aree funzionali integrative, dove, invece, le funzioni aziendali non sono legate direttamente all'attività produttiva

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dell'azienda, ma sono comunque molto importanti per l'attività aziendale;

• aree di controllo e di informazione, dove, infine, le funzioni aziendali svolgono un ruolo di assistenza e di supporto alle altre funzioni.

SPECIALIZZAZIONE E COORDINAMENTO.

Nel momento in cui un soggetto, dipendente dell'impresa, si specializza in un determinato compito imparerà a svolgere meglio la propria attività, aumentando di conseguenza l'efficienza e l'efficacia dell'azienda. Attraverso il coordinamento, invece, gli sforzi dei vari soggetti coinvolti nell'attività aziendale vengono coordinati in maniera tale da semplificare il lavoro e ottimizzare il risultato.

COME SI Può RAPPRESENTARE L’ATTIVITà AZIENDALE? (ANALISI DEI VALORI).

L'attività aziendale può essere rappresentata attraverso un'analisi dei valori che si può effettuare analizzando gli aspetti numerari ed economici dell'azienda.

• L'aspetto numerario è rappresentato dalle entrate e dalle uscite di denaro oppure dai crediti e dai debiti di funzionamento.

• L'aspetto economico, invece, riguarda la formazione della ricchezza che, a sua volta, è data dalla dotazione di capitale di proprietà.

COME SI POSSONO SCHEMATIZZARE, MISURARE E INTERPRETARE LE OPERAZIONI?

Le operazioni messe in atto dall'azienda possono comportare delle variazioni nei valori numerario ed economici. Le variazioni dei valori numerari possono essere positive o negative :

a. Le variazioni positive sono : l'aumento di denaro, l'aumento dei crediti verso clienti, la diminuzione dei debiti verso i fornitori.

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b. Le variazioni negative, invece, sono : la diminuzione di denaro, l'aumento dei debiti verso i fornitori e la diminuzione dei crediti verso i clienti.

Anche le variazioni economiche possono essere positive o negative :

a. Le variazioni positive sono : l'aumento dei ricavi dovuti alla vendita di beni e servizi e l'aumento del capitale netto.

b. Le variazioni negative, invece, sono : l'aumento dei costi dovuti all'acquisto di beni e servizi e la diminuzione del capitale netto.

L’OBSOLESCENZA.

Il fenomeno dell'obsolescenza è un fenomeno che può colpire direttamente impianti, software, brevetti ecc. ed indica il livello di "vecchiaia" di un bene in relazione al progresso tecnologico (in pratica questo termine viene usato per indicare il superamento di un determinato bene dal punto di vista tecnologico) e si contrappone alla senescenza che, invece, indica la perdita di efficienza economica del bene a causa della sua usura fisica (cioè perché il bene si è consumato). Ad esempio un impianto altamente tecnologico comprato due anni fa risulta obsoleto se quest'anno è stato brevettato uno stesso impianto molto più efficiente.

L'obsolescenza quindi è un fenomeno che può riguardare le strutture operative quando si verifica un gap tecnologico, ma può riguardare anche le strutture organizzative quando queste non sono in grado di fronteggiare un ambiente molto complesso, oppure può colpire anche i prodotti quando l'utilità di un prodotto viene ridotta a causa di un'innovazione inadeguata.

N.B.

Bisogna però precisare che un bene tecnologicamente superato non è sempre obsoleto e che se il personale di un'azienda non si aggiorna può diventare obsoleto.

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LE TRE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA AZIENDALE.

Secondo la tradizionale tripartizione Zappiana (effettuata da Gino Zappa) l'economia aziendale può essere analizzata secondo tre prospettive che riguardano la gestione, l'organizzazione e la rilevazione.

• La gestione è costituita dall’insieme delle azioni che l'azienda stessa pone in essere per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

• L'organizzazione, invece, è costituita dall'insieme delle modalità di divisione del lavoro con lo scopo di individuare le coordinazioni più convenienti tra energie umane e mezzi a disposizione.

• La rilevazione, infine, è una disciplina che si occupa di rilevare i fenomeni aziendali e di tradurli in scritture contabili con lo scopo di fornire alle direzioni delle aziende o ad altri soggetti interessati le informazioni necessarie per esercitare al meglio le funzioni di controllo e di decisione.

DIFFERENZA TRA LA PRODUZIONE STANDARDIZZATA E QUELLA FLESSIBILE.

La produzione standardizzata è caratterizzata da una serie di prodotti che presentano le stesse caratteristiche; la produzione flessibile, invece, è caratterizzata da una serie di prodotti che presentano delle caratteristiche diverse in base alle richieste della clientela.

L’AUTOFINANZIAMENTO.

Con il termine autofinanziamento si fa riferimento alla capacità dell'impresa di dotarsi, in maniera autonoma, dei mezzi finanziari necessari per la copertura di una parte del fabbisogno finanziario

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generato dalla gestione. L'autofinanziamento può essere considerato in senso stretto e in senso lato :

a. per autofinanziamento in senso stretto si intendono tutti gli utili registrati dall'impresa e non distribuiti, quindi trattenuti al suo interno e reinvestiti;

b. per autofinanziamento in senso lato, invece, si intende la differenza tra i ricavi monetari registrati in un periodo e i costi monetari sostenuti nello stesso periodo.

In questi casi si parla anche di flusso di capitale circolante prodotto dalla gestione corrente.

Per quanto riguarda l'autofinanziamento in senso lato bisogna far riferimento al concetto di capitale autogenerato di capitale rigenerato.

• Il capitale autogenerato rappresenta una nuova ricchezza derivante dalla gestione.

• Il capitale rigenerato, invece, rappresenta i mezzi monetari che sono stati investiti in fattori produttivi a fecondità ripetuta e recuperati poi attraverso i ricavi.

L'autofinanziamento può essere calcolato in due modi : con il metodo diretto e con il metodo indiretto.

METODO DIRETTO

A = V (RICAVI) – Amm.

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METODO INDIRETTO

A = Rn + Cfp + Pfp + Amm.

IL FABBISOGNO FINANZIARIO RESIDUALE E COMPLESSIVO

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Con il termine fabbisogno finanziario si indica la quantità di mezzi monetari che serve all'azienda per poter effettuare gli investimenti, cioè tutte quelle operazioni che consentono di trasformare una somma di denaro utilizzato dall'impresa in un periodo di tempo più o meno lungo. Per questo motivo un'azienda per poter esercitare al meglio la sua attività necessita di determinati mezzi finanziari che vanno sotto il nome di "fonti di finanziamento" che possono essere esterne o interne. Possiamo distinguere il fabbisogno finanziario in residuale e complessivo :

• Il fabbisogno finanziario residuale è dato dalla differenza tra il fabbisogno finanziario complessivo e la copertura naturale degli investimenti.

• Il fabbisogno finanziario complessivo, invece, rappresenta l'insieme delle regole finanziarie necessarie all'azienda per poter svolgere la sua attività.

RATEI E RISCONTI

I RATEI sono manifestazioni finanziarie posticipate (1° arcata schema); quindi la manifestazione economica precede quella finanziaria. I ratei possono essere attivi e passivi :

• Il rateo attivo indica una quota di ricavo detta “ricavo di integrazione”

• Il rateo passivo, invece, indica una quota di costo detta “costo di integrazione”.

I RISCONTI, invece, sono manifestazioni finanziarie anticipate (seconda arcata schema) e quindi precedono la manifestazione economica. Anche i risconti possono essere attivi e passivi :

• Il risconto attivo indica una quota di ricavo da rinviare al futuro detta “ricavo di rettifica”

• Il risconto passivo, invece, indica una quota di costo da rinviare al futuro detta “costo di rettifica”.

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ANALISI DELLA REDDITIVITà.

L'analisi della redditività può avvenire per aree di gestione e per indici :

a. Per quanto riguarda l'analisi della redditività per aree di gestione bisogna suddividere la gestione caratteristica, cioè l'insieme delle operazioni svolte per analizzare l'oggetto dell'attività aziendale e la gestione extra caratteristica, che invece comprende: la gestione finanziaria, quella patrimoniale, quella straordinaria e quella fiscale.

b. Per quanto riguarda, invece, l'analisi della redditività per indici bisogna distinguere : Il ROE che indica la capacità dell'azienda di remunerare in maniera adeguata o meno i portatori della capitale di proprietà. Il ROI che indica la capacità della gestione caratteristica di produrre reddito. Il ROS che indica l'efficienza interna ed esterna dell'azienda e il RCI che indica la redditività delle vendite.

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