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Paolo Grossi l'europa del diritto, Appunti di Storia Del Diritto Italiano. Università della Calabria

Storia Del Diritto Italiano

Descrizione: Riassunto per sostenere l'esame di storia del diritto italiano
Mostro le pagine  1  -  2  di  10
Paolo Grossi “L’Europa del diritto”
In questo libro si tenta una ricostruzione della mentalità giuridica medievale
soprattutto dall’angolo di osservazione del diritto privato.
In Europa tra il XII e XIV secolo è l’età del diritto comune. In Italia si costituisce un
momento centrale e vitale di tutta la dinamica storica dello ius comune.
Adozioni,tutele,vendite e locazioni insieme a testamenti e donazioni sono le pietre
più affidabili;sono segni di idealità, ideologie e convinzioni nel tessuto di una civiltà
storica.
Il medioevo è un periodo storico caratterizzato da una sua TIPICITA’.il diritto
medievale è come un mondo giuridico chiuso e separato dal mondo classico antico e
dal mondo moderno: esso non è una continuazione del diritto romano e non ci sono
concetti del mondo moderno.
In pratica esso è differente dal diritto romano e non una sua evoluzione. È un mondo
chiuso,un universo chiuso tra passato e presente.
In “questo momento” il medioevo è caratterizzato da molti ordinamenti giuridici,non
abbiamo quindi delle leggi che nascono solo dalla Legge; è un periodo storico
confuso,dove non c’è uno stato unico,il diritto è incerto,non ha una forma definita.
Il medioevo si divide in due fasi. alto medioevo e basso medioevo:
1. Nella prima metà ci sono molte foreste,è una realtà rurale. È un mondo chiuso
e spaventato (il libro lo definisce officina della prassi)
2. La seconda parte è caratterizzata da città aperte e commerci (il libro lo
definisce laboratorio sapienziale)
Il diritto medievale poteva fare a meno del potere dello stato; infatti la società
medievale è una società senza stato dove il diritto è al centro della società. Il diritto è
ordine,serve x l’autotutela (per auto proteggersi) della società. Il diritto ha una grande
esperienza che va ad aiutare una infinità di ordinamenti. Tra questa infinità primo tra
tutti è lo stato.
Il diritto non appartiene alla sola superficie della società,ma è realtà radicale,connessa
alle radici. Esprime un costume,i valori di una civiltà e ordinandola,la salva.
( V-XI sec) L’OFFICINA DELLA PRASSI (prima età medioevo)
In questo momento abbiamo che il potere politico è indifferente,non si interessa verso
il diritto. Con la conseguenza quindi che il diritto diventa autonomo e indipendente
dallo stato. In questo momento si hanno due certezze fondamentali : che il singolo
non è perfetto,e che la società è perfetta e inoltre che il diritto da ordine alla società.
Dopo il crollo dell’impero romano c’è un grande caos,non c’è più ordine,uno stato
forte. E il medioevo giuridico si trova in questo vuoto. Quando si parla di
incompiutezza del potere politico vuol dire l’assenza dello stato dalla vita giuridica
medievale. Lo stato x come lo conosciamo noi è un soggetto politico forte che esiste
a priori. Già quando nasciamo esiste da molti anni…ha una sua storicità cioè. Mentre
lo stato medievale nasce dopo il crollo dello stato romano. È uno stato nuovo e
inesperto e insicuro;incapace di affermare la propria volontà e autorità : è un non-
stato.
Nel vuoto lasciato dall’impero romano si passa alla monarchia dei re. In questo vuoto
ci sono tanti gruppi sociali,tanti ordinamenti: è il periodo dell’officina medievale.
L’officina è dove tutti lavorano x creare qualcosa,quindi tutti questi gruppi sociali di
persone stanno creando un nuovo diritto perché il diritto non è più fatto dallo stato
(re),ma è fatto dalla società e quindi da più gruppi sociali: ecco perche si parla di
“pluralità di ordinamenti!”
Il diritto medievale è un mondo di ordinamenti autonomi perche è un mondo di
autonomie.
Il re non ritiene il diritto come strumento importante x il suo regno. Da questa
indifferenza consegue una autonomia del diritto.
Extratestualità: volgarità. C’è in questo periodo un ricorso a forze alternative x
coprire il vuoto lasciato dall’impero romano.
Complessità: abbiamo una pluralità di valori e di fonti di produzioni del diritto
all’interno della società
La produzione e l’aggiornamento dell’ordine giuridico è legato alla pluralità di forze
che compongono la società civile e non invece al sovrano che ha il potere.
L’esperienza giuridica è una pluralità di valori,di tradizioni e di fonti di produzioni
all’interno di uno stesso ordinamento politico. Nel secondo medioevo testimonianza
del pluralismo giuridico è il fatto che per esempio nello stesso regno ci saranno i
cosiddetti iura propria,cioè leggi consolidate nella consuetudine.
fattualità: x fattualità si intende che il diritto nasce dai fatti, ogni fatto ha una carica
di diritto.
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Informazioni sul documento
Caricato da: antonioleone87
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università della Calabria
Data di caricamento: 22/06/2013
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