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Riassunti di Giustizia Amministrativa, Sintesi di Diritto Amministrativo. Università di Modena e Reggio Emilia

Diritto Amministrativo

Descrizione: Riassunti di giustizia amministrativa e appunti personali per sostenere l'esame con successo (io l'ho fatto a UNIMORE ma va bene ovunque!). Libro consigliato dal prof è di Gaetano Scoca
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PARTE 1
LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.
CAPITOLO 1:
LA FORMAZIONE DEL SISTEMA
Sezione prima: La scelta giurisdizionale
1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo
Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai
cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO
AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione
potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo
erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta
direzione dell’esecutivo.
Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con
l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di
costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica.
Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L.
2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA.
Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato
Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo:
Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo
Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e
politico, erano deferite al giudice ordinario
Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti
della PA
2. I tratti essenziali della riforma del 1865
Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era
inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era
comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza).
Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano
rimaste dunque molto controversie.
Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi
amministrativi o con ricorso straordinario al re.
3. L’attuazione della riforma
Tale riforma si rivelò però insufficiente:
Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di
Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri
discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la
competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!)
4. Il quadro teorico
La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non
amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente
era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza
non potevano ottenere tutela giurisdizionale.
5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione”
Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato
ininterrottamente dall’unità d’Italia.
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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica
amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia
dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i
cittadini davanti alla pubblica amministrazione.
Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione
1.La legge Crispi del 1889
Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato,
istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa.
A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità
(incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi.
Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario.
Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico.
2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione
Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un
diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se
invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento.
L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato.
3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela
La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il
legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo
appartenente all’amministrazione stessa.
Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si
parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni
Unite della Cassazione romana).
Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela
risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo,
auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela.
Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela
-Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni
Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889.
Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e
competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto
le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale.
-In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di:
1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian
dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione;
2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali,
nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere ossia
di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.
4. La legge e il regolamento del 1907
Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto
soggettivo-tutela giurisdizionale.
Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice
(privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse
legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo.
La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad
approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della
Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa.
5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione
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Informazioni sul documento
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Modena e Reggio Emilia
Data di caricamento: 07/03/2012
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mikivirdis1 - Università di Sassari

ottimo

04/05/16 19:07
pikkola83 - Università Telematica Giustino Fortunato

purtroppo non e la versione aggiornata

26/08/13 11:51
pajet - Università di Genova

Ottimo!!!!!!!!

24/07/13 23:37
pajet - Università di Genova

Ottimo!!!!!!!!

24/07/13 23:36
bigs - Università di Verona

ottimo!

21/05/13 18:50
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