Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Riassunto esame di Diritto Commerciale, testo consigliato Manuale Campobasso, 5a Edizione, Sintesi di Diritto Commerciale. Università di Roma Tor Vergata

Diritto Commerciale

Descrizione: Diritto commerciale
Mostro le pagine  1  -  2  di  74
©2012, Economia Tor Vergata Triennio
Manuale di Diritto Commerciale Campobasso, V Edizione A.A. 2011-2012
Riassunto Manuale di Diritto Commerciale (5a Edizione)
Il Codice Civile distingue diverse categorie di imprenditori secondo tre criteri fondamentali:
1) Oggetto di impresa (imprenditore agricolo o imprenditore commerciale);
2) Dimensioni di impresa (impresa piccola o impresa medio-grande);
3) Natura del soggetto che esercita attività di impresa.
Tutti gli imprenditori sono assoggettati allo "statuto generale degli imprenditori"; gli imprenditori commerciali
non piccoli sono poi assoggettati allo statuto tipico dell'imprenditore commerciale, che prevede ad esempio
l'obbligo di iscrizione al registro delle imprese con funzioni di pubblicità legale dichiarativa e l'assoggettamento al
fallimento (ai sensi dell'art. 1 L.F) ed alle altre procedure concorsuali.
Ai sensi dell'art. 2082 è considerato imprenditore chi eserciti professionalmente una attività economica
organizzata ai fini della produzione o dello scambio di beni e servizi. Dall'articolo si evince che l'impresa è
attività produttiva di nuova ricchezza; questo esclude dalla categoria di impresa le attività di mero godimento
(locazione). Deve essere tuttavia considerata impresa una attività che combina, allo stesso tempo, il godimento
della cosa e la produzione di beni e servizi (albergatore).
E' pacifico ormai che la qualità di imprenditore debba essere riconosciuta anche quando l'attività svolta
dall'impresa sia illecita, al fine di tutelare i creditori di quest'ultima e di sottoporla alla disciplina fallimentare. Una
impresa è illegale se l'attività è praticata nella violazione di norme imperative (ad esempio manca l'autorizzazione
amministrativa); è invece immorale quando è illecito lo stesso oggetto di impresa. L'illecito svolto da un
imprenditore immorale è più grave di quello commesso da un imprenditore illegale.
L'imprenditore svolge una attività organizzata, creando un complesso produttivo formato da persone e beni
strumentali. Tuttavia, la sempre maggiore fungibilità tra capitale e lavoro ha permesso di considerare
imprenditore anche chi opera senza sfruttare prestazioni di lavoro subordinato, creando una attività basata sulla
sola organizzazione del fattore capitale. Non è inoltre necessario che l'attività organizzativa si concretizzi nella
creazione di un apparato fatto esclusivamente di beni mobili ed immobili.. In definitiva, la qualità di imprenditore
non può essere negata, sia quando l'attività è svolta senza l'ausilio di collaboratori, sia quando il coordinamento
dei fattori produttivi non si concretizza in un apparato aziendale materialmente percepibile. Va tuttavia
considerato che la semplice organizzazione ai fini produttivi del proprio lavoro non può essere considerata
attività imprenditoriale, poiché viene a mancare un minimo di etero-organizzazione. Sempre ai sensi dell'art. 2082
è essenziale che l'attività sia svolta con metodo economico, vale a dire tendendo alla copertura dei costi con i
ricavi, assicurando in questo modo autosufficienza economica. Data la definizione di economicità è dunque
pacifico capire che l'attività svolta non deve essere obbligatoriamente a scopo di lucro; infatti se si assumesse
come requisito fondamentale questo scopo sarebbero escluse dalla qualifica di imprese tutte le imprese
pubbliche, che in ogni caso non riuscirebbero a coprire completamente i costi con i ricavi effettuando le
prestazioni richieste ad un costo "politico".
Un altro requisito riscontrabile nell'art. 2082 è quello della professionalità. Con professionalità si intende
l'esercizio abituale e non saltuario di una data attività produttiva. Non è tuttavia richiesto che l'attività sia
esercitata in modo continuo e senza intervalli temporali; è invece sufficiente che l'attività sia svolta con la cadenza
regolare propria di quella determinata attività. Non è richiesto che l'attività sia unica o principale. E' consentito
allo stesso imprenditore di praticare più di una attività, e può costituire impresa anche un singolo affare, se per il
compimento di questo si è resa necessario il compimento di operazioni molteplici e l'uso di un apparato
produttivo complesso. Infine può essere qualificato come imprenditore anche chi produce beni o servizi destinati
ad uso personale (impresa per conto proprio). Non sono considerati imprenditori i liberi professionisti, perché
questi sono già assoggettati agli specifici statuti propri di ciascuna categoria. Questa esclusione porta alcuni
vantaggi come l'esonero dal fallimento, ma porta anche alcuni svantaggi, come l'inapplicabilità dei segni distintivi
e della concorrenza sleale.
L'imprenditore agricolo
In base alla nuova formulazione dell'art. 2135, che aggiunge diversi nuovi elementi rispetto alla precedente, è
imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione diretta del fondo, selvicoltura,
©2012, Economia Tor Vergata Triennio
Manuale di Diritto Commerciale Campobasso, V Edizione A.A. 2011-2012
allevamento di animale ed altre attività connesse, intendendo per attività connesse tutte le attività volte alla cura e
allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso che utilizzano o possono utilizzare il
fondo, il bosco e le acque dolci, salmastri o marine. Sono inoltre da considerarsi connesse tutte le attività aventi
per oggetto la conservazione, manipolazione, trasformazione e commercializzazioni di prodotti provenienti
prevalentemente dall'attività agricola di base. Rispetto alle attività agricole tradizionali, sono state aggiunte attività
come l'allevamento in batteria, coltivazioni artificiali o fuori terra, che prescindono dall'uso diretto del fondo e
quindi non erano considerate dal codice del '42. La sostituzione della parola "bestiame" con il termine "animali"
ha permesso di ampliare anche questa categoria. La qualificazione di imprenditore agricolo è stata infine estesa
anche all'imprenditore ittico. Si può essere imprenditori agricoli anche per connessione, vale a dire quando
l'attività riguarda la manipolazione, trasformazione, conservazione, commercializzazione dei prodotti delle attività
agricole di base. La connessione deve essere soggettiva (le attività connesse devono essere svolte dallo stesso
soggetto che esercita una delle attività essenzialmente agricole ai sensi dell'art. 2135) ed oggettiva (le due attività
devono essere omogenee e i prodotti utilizzati nell'attività connessa devono provenire prevalentemente, e non
esclusivamente come prevedeva la disciplina precedente dall'attività agricola di base).
L'imprenditore commerciale
Ai sensi dell'art. 2195 è da considerare imprenditore commerciale colui che esercita:
- Attività industriale legata alla produzione di beni e servizi;
- Attività di intermediazione legate allo scambio di beni e servizi;
- Attività di trasporto;
- Attività bancarie e di assicurazione.
Inoltre dovrà essere considerata commerciale ogni impresa non classificabile come agricola.
Piccolo imprenditore
Il piccolo imprenditore è sottoposto allo statuto generale dell'imprenditore ma è esonerato, anche se esercita
attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e dall'assoggettamento al fallimento ed alle altre
procedure concorsuali. Ai sensi dell'art. 2083 sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani,
i piccoli commercianti e tutti coloro che esercitano una attività in cui sia prevalente l'utilizzo di lavoro proprio o
della propria famiglia. In base alla più recente disciplina non è soggetto al fallimento l'imprenditore commerciale
che dimostri di avere i seguenti requisiti, indicati tassativamente dal 2° comma dell'art. 1 L.F.:
- attivo patrimoniale non superiore a 300.000€;
- ricavi lordi per 200.000€;
- debiti, anche non scaduti, per 500.000€.
Le cifre sono calcolate su base triennale dall'ISTAT e possono essere riviste per adeguarle alle variazioni
dell'indice dei prezzi al consumo. Basta superare uno solo dei requisiti per essere soggetti al fallimento.
Imputazione dell'attività di impresa
E' imprenditore il soggetto il cui nome è speso nell'attività di impresa. L'attività di impresa e di conseguenza gli
atti giuridici necessari per il suo svolgimento possono tuttavia essere svolti da terzi. E' questo il caso del
mandatario, soggetto che agisce nell'interesse di un altro soggetto e che può porre in essere i relativi atti giuridici
sia spendendo il proprio nome (mandato senza rappresentanza), sia spendendo il nome del mandante (mandato
con rappresentanza). Nel caso di mandato con rappresentanza gli effetti degli atti giuridici posti in essere dal
mandatario ricadono direttamente nella sfera giuridica del mandante; nel primo caso invece gli effetti cadono
nella sfera giuridica del mandatario e sorgono a carico di questo sia i diritti sia gli obblighi derivanti dagli atti
compiuti con i terzi.
L'imprenditore occulto
E' largamente praticato l'esercizio dell'attività di impresa mediante interposta persona. Uno è il soggetto che
compie in proprio nome gli atti di impresa, il c.d. prestanome, altro è il soggetto che dirige di fatto l'impresa e fa
propri tutti i guadagni, c.d. imprenditore occulto. Poiché il prestanome ha agito in proprio nome si assume i
rischi derivanti dall'attività di impresa, e diviene imprenditore commerciale. I creditori potranno quindi
provocarne il fallimento. E' tuttavia vero che il prestanome è quasi sempre dotato di un patrimonio insufficiente,
quindi i creditori ben poco potranno ricavare dal suo fallimento. Di conseguenza il rischio di impresa non sarà
mai esercitato dal reale dominus dell'impresa, quanto piuttosto dai suoi creditori. Esistono due modi per
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: falco123
Visite: 210979
Downloads : 50+
Indirizzo: Economia
Universita: Università di Roma Tor Vergata
Data di caricamento: 09/06/2012
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
raffadipi - Università del Sannio di Benevento

È formidabile io ho superato sia commerciale 1 che 2 è facilissima ma completo c'è tutto! Ovviamente bisognerebbe integrare le varie riforme susseguite

12/05/16 13:51
adele1p - Università della Calabria

ottimo riassunto

02/04/16 13:29
12c - Università della Calabria

ottimo

01/04/16 14:58
enry15 - Università di Torino

ottimo

24/07/13 14:50
abacchiani - Università Alma Mater di Bologna

Ottimo riassunto spero davvero mi possa essere utile

03/06/13 22:51
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome