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Riassunto esame di "Sociologia dei Processi Culturali" (libro consigliato: Sciolla), Sintesi di Sociologia Dei Processi Culturali. Università di Roma Tor Vergata

Sociologia Dei Processi Culturali

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Descrizione: SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI 1 ? LA NASCITA DEL CONCETTO SCIENTIFICO DI CULTURA, La scuola francese di sociologia,La tradizione sociologica tedesca. 2 ? DIMENSIONI E COMPONENTI DELLA CULTURA L'approccio sociologico alla cultura 3 ? NATURA, CULTURA, SOCIETA' Cultura e struttura sociale 4 ? LA DIFFERENZIAZIONE CULTURALE NELLE SOCIETA' MODERNE 5 ? SOCIETA' E CULTURA: COME LA SOCIETA' INFLUENZA LA CULTURA 6 ? SOCIETA' E CULTURA: COME LA CULTURA INFLUENZA L'AZIONE SOCIALE, Modello dell'attore socializzato
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SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI
1 – LA NASCITA DEL CONCETTO SCIENTIFICO DI CULTURA
La genesi del termine
Due concezioni della cultura:
- concezione umanistica o classica (i filosofi dell’antichità e i romani…)
- concezione antropologica o moderna
Nell’ottocento Matthew Arnold disse che la cultura rappresentava «quanto di meglio è stato pensato e conosciuto».
La concezione antropologica della cultura si afferma alla fine dell’800, ma c’erano già accenni nel secolo precedente, con pensatori tedeschi (come
Herder).
Antitesi tra «cultura» (Kultur) e «civilizzazione» sottolineata da Norbert Elias nel 1936. Inizialmente il concetto di cultura nasce su un «terreno
sociale», ovvero come differenziazione e contrapposizione rispetto allo stile di vita dell’aristocrazia. Antitesi CULTURA-CIVILTA’.
I caratteri della cultura nell’antropologia
Si riconosce l’esistenza di una cultura primitiva (idea trascurata dalla tradizione illuminista).
Tre componenti della cultura nell’antropologia:
- la religione, la morale, il diritto (ciò che gli uomini pensano) complessi di norme e credenze esplicite
- i costumi e le abitudini (ciò che gli uomini fanno) che l’uomo acquisisce per il fatto di stare in una comunità
- Gli artefatti (ciò che gli uomini producono) costruiti non solo come opera d’arte ma anche come oggetti di culto e uso quotidiano
Tre caratteri principali costituiscono la cultura:
- La cultura è appresa [differenza uomo-animale = l’uomo è capace di apprendere a livello simbolico]
- La maggior parte della tradizione antropologica attribuisce alla cultura anche il carattere della totalità dell’ambiente proprio dell’uomo [il
problema di questa considerazione è che in questo modo la cultura verrebbe a sovrapporsi con la società]
- La condivisione: pur ammettendo l’esistenza di una variabilità individuale, per essere definito culturale un fenomeno deve essere
condiviso da un gruppo.
L’idea di cultura in tre tradizioni sociologiche
La sociologia, fin dagli esordi nella seconda metà dell’Ottocento, vuole essere una scienza generale dei fenomeni sociali.
La scuola di Chicago
In America, la scuola più importante è quella di Chicago. Divenne famosa per l’analisi dei processi sociali innescati nelle metropoli dal flusso
continuo di arrivo di immigrati dall’Europa.
William Thomas e Florian Znaniecki analizzano il processo con cui la cultura di origine degli immigrati polacchi incide sul modo con cui si
inseriscono nella nuova comunità.
Nuovo metodo, etnografico non si analizzano solo le statistiche, ma anche materiale autobiografico. Importante anche il ruolo di mediazione
presente.
Ne risulta che i polacchi cercano a tutti i costi di mantenere una propria identità culturale, pur integrandosi nella società americana.
Ancora Thomas pone l’accento sul «patrimonio culturale» che ogni immigrato porta con sé.
Teoria dell’«uomo marginale» (elaborata ne Gli immigrati e l’America) colui che sperimenta un’incongruenza tra il sistema culturale della
comunità da cui proviene e quella nuova: egli subisce una duplice perdita, il proprio status e il proprio senso di sé.
Anni dopo i coniugi Robert ed Helen Lynd avviavano uno studio non più sulle metropoli, ma su una città americana di medie dimensioni, che
chiamarono Middletown. Il metodo di studio era quello usato dagli antropologi per studiare le comunità primitive viventi, con una sorta di
«antropologia sociale della vita contemporanea».
Il dato più importante del loro lavoro riguarda il fatto che mentre dal 1890 al 1924 la tecnologia fa passi da gigante, non altrettanto avviene per il
livello culturale.
In seguito anche Park si cimenterà con uno studio del genere, ovvero con la «microsociologia urbana». Scrisse The City, costruito su una
comprensione eminentemente culturale della città. Introduce anche l’importanza del vicinato e la possibilità per gli individui, di vivere
contemporaneamente in più mondi diversi, cosa impossibile fino a pochi anni prima, con mancanza di mezzi comunicativi adeguati. Ora c’è molta più
mobilità da parte della popolazione.
Park non utilizza ancora il termine «subcultura» ma ne anticipa i tratti salienti, dal momento che descrive la differenziazione culturale dei sobborghi a
carattere occupazionale, dei ghetti di immigrati su base etnica, tutto come «città entro la città».
Alcune relazioni primarie sono state sostituite da relazioni secondarie, che non comportano la compresenza fisica tra le persone.
Sono cambiate anche le forme del controllo sociale: la pubblica opinione ha sostituito il pettegolezzo del villaggio.
Park, probabilmente influenzato da Simmel, sottolinea anche l’individualizzazione dell’uomo, generato dalla pluralizzazione dei contatti.
Un altro filosofo dell’Università di Chicago, George Herbert Mead sviluppò una complessa teoria della socialità della mente e dell’identità.
La scuola francese di sociologia
La sociologia in Francia è legata al nome di Emile Durkheim. Egli, più che subire l’influenza dell’antropologia (caratteristica della scuola americana),
contribuisce alla costituzione dell’antopologia stessa.
Non utilizza il metodo antropologico delle società primitive moderne per studiare metropoli (metodo scuola Chicago), ma utilizza dati etnografici, per
ricavare una teoria generale. Per Durkheim antropologia e sociologia non si differenziano per oggetto di studio, ma per tipo di analisi (differenza
metodologica l’antropologia studiava la descrizione empirica delle società primitive, la sociologia doveva formulare un’analisi teorica in merito).
Durkheim critica l’utilitarismo, non credendo che tutto si possa basare sui contratti stipulati dai singoli individui. E’ necessaria una solidarie
precontrattuale e quindi non sono la razionalità e gli interessi individuali a tenere unita la società, ma qualcosa che costituisce il loro fondamento,
individuato nella dimensione simbolica.
Durkheim presenta inoltra il concetto di rappresentazioni collettive, o coscienza collettiva, ossia insieme di forti sentimenti, norme e valori comuni.
Ma afferma anche l’affermarsi di una nuova religione dell’individuo.
La novità del suo pensiero sta nell’individuazione del carattere oggettivo ed istituzionale della cultura.
Ci sono rappresentazioni collettive e rappresentazioni individuali. Norme di esteriorità e obbligatorietà regolamentano le rappresentazioni e
definiscono i cosiddetti “fatti sociali”.
Durkheim sosteneva il carattere cognitivo e morale della cultura, ma anche e soprattutto, la sua funzione ordinatrice.
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La tradizione sociologica tedesca
Non c’è una vera e propria scuola sociologica tedesca, perché non c’è un approccio unitario.
Il contributo di autori come Georg Simmel e Max Weber è incastonato nel contesto storico e nazionale tedesco, che all’epoca risentiva di due dibattiti
in particolare:
- il dibattito metodologico, sulle modalità di comprensione dei fenomeni culturali, intesi come l’intera gamma dei fenomeni storici e sociali.
Gli storicisti rivendicavano l’autonomia delle scienze dello spirito, per le quali, secondo loro, non potevano esistere leggi generali
analoghe a quelle delle scienze naturali. Al metodo nomotetico (delle scienze naturali) veniva dunque contrapposto il metodo idiografico
per descrivere i fenomeni della vita storica e sociale così come si presentano nella loro individualità. Per Simmel le scienze in generale
non possono aspirare a un ideale assoluto di verità. Per Weber le differenze tra le due scienze non riguardano l’oggetto e nemmeno il
metodo, ma gli scopi conoscitivi del ricercatore (per lui gli esseri umani sono esseri culturali).
- La controversia tra idealismo e materialismo (in seguito alla critica dell’idealismo hegeliano da parte di Marx). Il dilemma era se i fattori
culturali possedevano una loro autonomia ed erano in grado di influenzare le relazioni sociali, o, viceversa, rappresentavano un fenomeno
della struttura economico sociale, un mero riflesso della realtà. Per Weber c’è condizionamento reciproco tra idee e società.
Simmel analizza la differenza tra cultura oggettiva e cultura soggettiva e anche l’individualismo; pone anche l’accento sull’innovazione della cultura.
Per Alfred Weber, fratello di Max, con la sociologia della cultura si riconoscono due mondi diversi: uno soggettivo dell’elaborazione artistica e l’altro
oggettivo dell’elaborazione scientifica. Riprende anche l’antitesi cultura/civilizzazione e considera la cultura come oggetto a sé stante.
Mannheim e Scheler elaborarono negli anni Venti i fondamenti della sociologia della conoscenza. Al centro del loro interesse, la ricerca delle
relazioni tra esistenza e pensiero, tra gli aspetti della conoscenza e la realtà sociale in cui si sviluppano. Scheler opera inoltre una distinzione tra fattori
ideali, che costituiscono la sfera spirituale della cultura, e fattori reali, in cui annovera una grande quantità di elementi. Mannheim studia soprattutto le
ideologie politiche (liberalismo, conservatorismo) e le credenze utopiche.
2 – DIMENSIONI E COMPONENTI DELLA CULTURA
L’approccio sociologico alla cultura
Come la sociologia si distacca dall’antropologia in quattro aspetti:
1 – Distinzione analitica società / cultura, che appartiene a tutte e tre le tradizioni (americana, francese, tedesca)
2 – Aspetto tipico della tradizione americana e tedesca: l’enfasi sulla differenziazione interna alla cultura (es. analisi delle differenze interne ad una
cultura industriale metropolitana Chicago, oppure l’importanza della dimensione storica e temporale dei fenomeni culturali.
Durkheim sottolinea il problema dell’anomia (mancanza di regole), che genera «disordine culturale».
3 Capacità innovativa e creativa della cultura importanza data (soprattutto da americani e tedeschi) alle differenze tra gruppi, alla presenza di
elite, ai gruppi minoritari. Max Weber usa il concetto di «carisma» per spiegare l’origine di nuovi sistemi di idee.
4 – L’importanza delle forme dell’interazione sociale, con “agenzie di socializzazione” (famiglia, maestre, gruppi di amici). Questa è la caratteristica
meno sviluppata dalla tradizione sociologica.
Durkheim e i francesi sembrano adottare un modello più vicino a quello dell’antropologia, dove la trasmissione culturale è vista come un processo di
condizionamento.
Dunque la sociologia si afferma in parte accettando prospettive antropologiche, in parte rifiutandole.
Da Parsons alla nuova sociologia della cultura
A partire dagli anni Trenta si è verificato un declino dell’interesse sociologico per l’analisi della cultura. Dalla fine degli anni Trenta agli anni
Cinquanta vi sono stati singoli contributi, che sono rimasti isolati o sottovalutati (come Norbert Elias o Florian Znaniecki o Robert Merton).
Negli anni Cinquanta, negli Stati Uniti, la prospettiva empirica della scuola di Chicago lascia il campo a quella molto più teorica e astratta dello
struttural-funzionalismo, elaborata dal sociologo Talcott Parsons. E questo rappresenta il miglior tentativo di costruire una teoria generale dell’azione
sociale. Parsons opera sia una restrizione dell’ambito semantico del concetto di cultura, sia lo astrae, identificandolo come realtà non immediatamente
constatabile.
Egli sottolinea, però, anche il carattere normativo della cultura (non più adattivo, come nelle popolazioni primitive) ed essa viene quindi definita come
insieme di modelli di comportamento che godono di un consenso sociale.
Affinché la cultura svolga la funzione di bussola, è necessario che si fondi su un sistema di valori.
Egli rende anche esplicito un aspetto già sviluppato dai “classici”, ovvero la necessità della distinzione analitica tra società e cultura.
Egli elabora inoltra uno schema in cui distingue quattro sottosistemi che intervengono nell’azione sociale: la personalità, la cultura, il sistema sociale
e l’organismo biologico.
L’organismo biologico svolge la funzione dell’adattamento, cioè stabilisce un rapporto con l’ambiente fisico.
La personalità svolge la funzione del conseguimento, cioè mobilita le energie psichiche che servono a raggiungere determinati scopi.
Il sistema sociale rappresenta la funzione dell’integrazione, ovvero stabilisce le forme della coesione.
La cultura svolge la funzione della latenza, ovvero fornisce all’attore sociale la motivazione e il senso dell’azione attraverso valori e norme che
vengono interiorizzate durante la socializzazione.
Gerarchia cibernetica:
- Sistema culturale (il più ricco di informazione ma povero d’energia)
- Sistema sociale
- La personalità [o sistema psichico]
- Organismo biologico (il più ricco di energia ma povero di informazione)
A partire dalla fine degli anni Sessanta nasce una nuova sociologia della cultura.
Essa ritiene fondamentale per l’analisi:
- le contraddizioni ed incongruenze entro il sistema culturale;
- il problema del dissenso e dell’innovazione sul piano culturale;
- il rapporto tra cultura e azione.
Della cultura si enfatizza il carattere complesso, ma essa viene anche definita come «cassetta degli attrezzi».
Si registra anche un avvicinamento tra sociologia e psicologia, necessaria per studiare le leggi che sono alla base dei processi cognitivi precoscienti.
Dimensioni della cultura
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Universita: Università di Roma Tor Vergata
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latcan_aurelia - Università Roma Tre

ciao, scusate, ma non so come funziona.
a me serve di scaricare solo un riassunto; devo pagare mensilmente??

21/03/16 00:52
alessia.recchia.35 - Università Roma Tre

utile

15/03/16 11:45
claudia792 - Università di Urbino Carlo Bo

utilissimo

01/08/13 11:27
cixigneo - Università di Torino

grazie mille!!

20/07/13 12:38
090187 - Università di Cassino

appunti utilissimi per l'esame che dovrò sostenere :-) speriamo bene :-p

09/05/13 22:32
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