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Riassunto del Processo di classe, Sintesi di Diritto Processuale Civile. Università di Pavia

Diritto Processuale Civile

Descrizione: Da "Lezioni sul processo civile II", ed. 2010
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IL PROCESSO DI CLASSE
Il procedimento di classe è disciplinato all'art. 140-bis della l. 244/2007 (Codice del consumo).
Per classe si intende un aggregato più o meno numeroso di componenti che sono titolari di
situazioni giuridiche uguali e quindi di diritti individuali tra loro omogenei nei confronti dello
stesso soggetto.
L'azione di classe consente che una molteplicità di cause simili tra loro si svolgano contestualmente
in un unico processo, per motivi di economia processuale e per assicurare la tutela giurisdizionale
anche a situazioni giuridiche di consistenza minima che altrimenti resterebbero prive di protezione.
In Italia l'azione di classe ma trova applicazione esclusivamente per tutelare alcune posizioni
giuridiche, specificamente soltanto quelle dei consumatori o utenti, intesi come le persone fisiche
che agiscono per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale;
sono escluse le persone giuridiche e le persone fisiche che agiscano come professionisti.
L'azione di classe è esperibile esclusivamente nei confronti di un'impresa; eventualmente anche
pubbliche amministrazioni se ed in quanto svolgano attività d'impresa o siano concessionari di un
pubblico servizio.
D.lgs 198/2009 regola il “Ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei
servizi pubblici”, azione diversa dall'azione di classe: è devoluta alla giurisdizione del giudice
amministrativo ed volta ad ottenere un provvedimento con cui si ordina alla pubblica
amministrazione di modificare il proprio funzionamento, senza poter chiedere tutela per il
risarcimento danni subiti. Unico elemento comune è che entrambe sono riservate all'iniziativa di
consumatori o utenti.
Il processo di classe si applica soltanto alle cause relative ai rapporti di consumo.
Sono tutelati con l'azione di classe:
i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una
stessa impresa in situazione identica, inclusi i diritti relativi a contratti di consumo, stipulati
indipendentemente dalle modalità di conclusione;
i diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del
relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale, cioè tutti i diritti
al risarcimento legati alla Responsabilità per danno da prodotti difettosi;
i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da
pratiche commerciali scorrette, cioè i diritti dei consumatori ad essere risarciti derivanti da
condotte contrarie alla diligenza professionale;
i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivanti agli stessi consumatori e utenti da
comportamenti anticoncorrenziali, cioè da condotte vietate dalla legge antitrust e che sono
messe in atto dai fornitori professionali di beni o servizi per alterare lo svolgimento della
libera concorrenza.
L'art. 140-bis si riferisce esclusivamente a diritti, cioè a situazioni giuridiche perfette e suscettibili,
in mancanza di un'azione di classe o in alternativa a questa, di essere tutelate con le forme del
processo ordinario di cognizione. Non possono essere oggetto di tale processo gli interessi le
situazioni giuridiche superindividuali o collettive. L'azione di classe tutela soltanto i diritti
individuali propri di ciascuna consumatore o utente appartenente alla classe.
Gli stessi diritti devono essere vantati nei confronti della stessa impresa debitrice e convenuta nel
processo di classe e devono avere un titolo o causa simile, cioè avere il loro fondamento o negli
stessi fatti costitutivi o in fatti costitutivi simili tra loro. Nel valutare l'ammissibilità dell'azione di
classe il giudice gode di ampia discrezionalità per stabilire se i diritti fatti valere sono o no
omogenei.
Non è previsto un valore minimo o massimo che i diritti debbano avere per poter essere tutelati con
questa azione, ma si presume sia più utile per la tutela di diritti di valore minimo.
Tale processo si applica anche agli illeciti compiuti dopo il 15 agosto 2009, inteso come momento
in cui l'impresa ha tenuto la condotta lesiva, nonostante il danno si possa essere verificato in un
momento successivo.
Il processo di classe di distingue dagli altri in quanto all'atto della sua instaurazione è impossibile
conoscere già tutti i destinatari degli effetti del provvedimento finale.
L'azione di classe può essere promossa da ciascun componente della classe, anche mediante
associazione cui dà mandato o comitati cui partecipa.
Le associazioni e i comitati nell'atto di citazione devono spendere il nome dei consumatori o utenti
che compongono la classe e cui è riferibile la proposizione della domanda.
La domanda di classe deve essere instaurata davanti al tribunale ordinario avente sede nel
capoluogo della regione in cui ha sede l'impresa o, per le regioni di dimensioni minori, nel
capoluogo di altre regioni. In questo modo tutte le azioni giudiziali contro la stessa impresa sono
proposte avanti ad un solo ufficio giudiziario, realizzando esigenze di concentrazione strettamente
collegate con la trattazione e decisione delle azioni seriali.
In caso di divergenza tra sedi legali e sede effettiva, i terzi possono considerare come sede anche
quella effettiva, anche ai fini dell'individuazione del giudice incompetente.
Le azioni individuali soggiacciono ai normali criteri di competenza per materia e valore ex art. 7
c.p.c.
La domanda introduttiva del processo di classe si introduce con l'atto di citazione dell'art. 163 c.p.c.
Tale atto deve identificare la classe di consumatori e utenti a favore dei quali è spiegata la domanda
giudiziale. L'attore deve almeno prospettare gli elementi identificativi degli altri membri della
classe.
Il processo di articola in due fasi: nella prima si vaglia l'ammissibilità della domanda e stabilisce le
modalità di svolgimento, mentre la seconda investe il merito della causa e la fondatezza o meno
delle pretese fatte valere. Entrambe le due fasi si svolgono davanti al tribunale in composizione
collegiale.
Il pubblico ministero deve necessariamente intervenire nel processo, anche se soltanto
limitatamente alla fase di ammissibilità. La domanda di classe deve essere notificata sia all'impresa
convenuta che all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale adito.
Il pubblico ministero nella fase di ammissibilità può produrre documenti, dedurre prove e prendere
conclusioni nei limiti delle domande proposte dalle parti.
In seguito alla notificazione dell'atto di citazione, instaurato il contraddittorio, sull'attore grava
l'onere di costituirsi in giudizio, chiedendo l'iscrizione della causa al ruolo ed anche l'impresa
convenuta, se lo ritiene conveniente, dovrà costituirsi in giudizio nei modi, termini e forme dell'art.
166 c.p.c.
Sull'impresa grava l'onere di prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della sua
domanda, a pena di applicazione del principio di non contestazione di cui all'art. 115 c.p.c., con la
conseguenza che i fatti non specificamente contestati potranno essere considerati come provati dal
giudice, anche nella fase di merito.
L'impresa può proporre domande riconvenzionali, ma gli è preclusa la possibilità di promuovere
un'azione di accertamento negativo di classe. Le uniche domande che possono essere formulate
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Informazioni sul documento
Caricato da: chiarabb
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Pavia
Data di caricamento: 02/06/2011
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passi.le - Università non definita

non ce ne sono altri? Sono ottimi!!

10/06/12 16:05
biduzzolo84 - Università di Torino

ottimo

21/05/12 17:34
fefe84 - Università di Pavia

buoni

02/02/12 16:53
ericapavia - Università di Pavia

ottimo

24/01/12 14:07
ericapavia - Università di Pavia

ottimo

24/01/12 14:07
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