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Riassunto del libro "Storia Medievale", Riassunti di Storia Medievale. Università Alma Mater di Bologna

Storia Medievale

Descrizione: Riassunto del libro "Storia Medievale"
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RIASSUNTO DI “STORIA MEDIEVALE”
CAP. 1 (LA FINE DELL'IMPERO ROMANO IN OCCIDENTE)
Le minacce delle incursioni da parte dei barbari comportarono grosse spese per la riorganizzazione
dell'esercito, una maggiore pressione fiscale e una maggiore burocrazia.
Ciò comportò il divario tra ricchi e poveri e le nuove necessità belliche cominciarono a escludere la
classe senatoria del comando Militare.
Ne consegue la decadenza dei centri urbani minori e la crescita di quelli maggiori.
Le ricchezze confluirono verso oriente dove non si verificarono i divari citati.
Costantino conferì ai vescovi un ruolo di raccordo politico.
CAP. 2 (IL CRISTIANESIMO)
Si tratta di un processo che condusse a una fede comune a tutti (anche ai Barbari).
Base del cristianesimo è la gerarchia sacerdotale nelle chiese urbane (vescovo, prete, diacono) che fu
promotrice di un'evangelizzazione nelle campagne.
Dal 4° secolo Costantino la fece diventare religione di stato.
L'opera di evangelizzazione va consederata anche come uno scambio di culture tra città e campagne.
La diocesi è il territorio sottoposto all'autorità di ciascun vescovo. Egli godevano di supremazia sulle
piccole città vicine.
Il Monachesimo invece rappresenta una scelta individuale di rifiuto del mondo, ricerca di solitudine e
sacrificio. Da ciò derivò la diffusione dei monasteri.
CAP. 3 (LE INVASIONI E I REGNI ROMANO-BARBARICI)
L'equilibrio tra Romani e Barbari entrò in crisi con l'indebolimento dell'impero. Alcuni Barbari
cominciarono a varcare i confini per dar vita a stanziamenti, per primi i Visigoti, poi gli Ostrogoti di
Teoderico.
Quando l'impero romano si rende conto di non poterli evitare da il via a una politica di ospidalità che
prevedeva la concessione di terre ai Barbari e il loro ruolo in attivittà militari.
Nel 5° secolo si erano già creati regni stabili. In questi regni si mantennero le tradizioni giuridiche
dell'impero romano integrate a quelle della tradizione barbarica.
La gestione dell'amministrazione rimase nelle mani dei romani mentre l'esercito ai barbari.
Il re era il potere assoluto.
Solo i guerrieri potevano considerarsi uomini liberi.
I Vandali non si integrarono per niente.
CAP. 4 (L'IMPERO ROMANO D'ORIENTE)
Nel 500 l'obiettivo di Giustiniano era di riunificare l'impero riconquistando i territori occupati dai
barbari Bizantini nella parte occidentale e ci riuscì. Dopo la sua scomparsa però l'Italia fu occupata dai
Longobardi (nel 568) e gli Arabi interruppero il commercio sul mediterraneo.
Giustiniano consegnò ai posteri una raccolta di leggi creata dall'impero romano. La “Pragmatica
Sanctio” prevedeva di restaurare un ordine amministrativo su larga scala e ciò ebbe successo.
I Longobardi non riuscirono subito a conquistare tutta la penisola per via del controllo bizantino. Nelle
aree bizantine venne mantenuto il sistema fondiario.
CAP. 5 (I LONGOBARDI)
Originari della scandinavia irruppero nel conflitto tra Ostrogoti e Bizatini (coi quali si allearono e che
non crearono opposizioni alla conquista dei territori settentrionali).
Erano un popolo di cavalieri guidato da un re che non aveva nessun valore sacrale.
La società era organizzata in “Fare”, raggruppamenti familiari con funzioni di unità militare. I Duchi
erano gli intermediari fra i re e i liberi.
Il Longobardi esclusero dal potere gli ultimi esponenti della classe senatoria e entrarono in collisione
con la chiesa.
“L'editto di Rotari” raccolse norme antiche relative alla vita civile, militare e ai rapporti patrimoniali.
A causa della alleanza fra Papato e Franchi i Longobardi vennero conquistati a vantaggio della
chiesa di Roma.
CAP. 7 (I FRANCHI E L'EUROPA CAROLINGIA)
Con la conquista dei territori Longobardi, i Franchi non diedero luogo a un'emigrazione di popolo ma
cercarono di ottenere il controllo dei poteri civili, militari e religiosi attraverso alleanze coi ceti
dominanti già presenti (la chiesa di Roma).
Carlo Magno riorganizzò l'istruzione.
CAP. 8 (CONTI, VASSALLI, FEUDI E COMITATI)
Il regno nei Franchi si contraddistinse dalla formazione dei rapporti vassallico-baneficiari. Si tratta di un
contratto tra due persone una delle quali si impegna alla fedeltà (il vassallo), l'altra al mantenimento.
Col sistema “Curtense” le corti tendevano ad assorbire la piccola proprietà trasformando ex piccoli
proprietari in dipendenti del grande proprietario che spesso esercitava poteri di natura pubblica.
I comitati sono territori all'interno di un regno in cui un duca amministrava tutto.
La gerarchia ecclesiastica era comunque centrale in tutto questo, questi godevano anche di un'immunità
concessa dal sovrano nel confronti di alcune leggi più che altro fiscali.
CAP. 9 (ECONOMIA E PAESAGGI)
Nel 400 la presenza dei barbari aumentò la richiesta di tasse e così anche l'evasione fiscale. Nel 500
queste cessarono. A seguito di ciò aumentarono i costi d'attività per i proprietari terrieri, le città si
rimpicciolirono e la popolazione diminuì, i boschi cominciarono a dilatarsi così come l'importanza
dell'economia forestale
Attorno al 500 le proprietà fondiarie non erano più lavorate solamente da schiavi ma si era diffusa la
pratica della concessione del terreno a famiglie di contadini tenuti a pagarne l'affitto. Il surplus ricavato
da queste terre andava nelle tasche dell'impero.
Data la centralità dell'impero nel gestire l'economia, il crollo di questo provocò grosse modifiche alle
strutture produttive.
La fine dell'impero e la cessazione del prelievo fiscale aumentò in generale la quantità di ricchezza,
questo grazie anche al sistema curtense.
CAP. 10 (LE CITTA')
L'impero romano vedeva le città come centro di coordinamento del territorio, la crisi dell'economia
imperiale colpì sopratutto quest'ultime. Questo cambiò la loro struttura, venne infatti intodotta la
presenza di un vescovo (che si beccava una cifra di soldi) e ovviamente una cattedrale al centro della
città.
I vescovi avevano un'autorità girisdica accompagnata dal ruolo di giudici e notai.
CAP. 11 (ALFABETISMO E CULTURA SCRITTA)
Il mondo romano era altamente alfabetizzato.. questo cambiò.
Nell'Italia longobarda sebbene era concesso anche ai laici volentierosi di imparare a scrivere, meno
diffuse erano le pratiche di lettura.
La maggior parte delle scuole rimaste miravano a una formazione cristiana.
La riorganizzazione scolastica spettò a Carlo Magno.
CAP. 12 (LE SECONDE INVASIONI)
Gli slavi furono costretti a emigrare per via di irruzioni nei proprio territori d'origine, il pregiudizio
verso di loro viene dalla lentezza con la quale riuscirono ad organizzarsi in forme politiche stabili, la
stessa lentezza che caratterizza le loro conquiste.
Gli Ungari al contrarioni compaiono improvvisamente e furono protagonisti di invasioni devastanti. Da
loro deriva il fenomeno dell'incastellamento. Questo giocò a favore dei proprietari dei castelli che
riuscirono a estendere la loro autorità su comunità intere.
Con la signoria territoriale, al contrario di quella fondiaria il padrone di un castello esercitava il proprio
potere su una più vasta zona ed era il capo veramente di tutto.
Poi ci sono i Saraceni ovvero gli Arabi e i popoli islamizzati che conquistarono la Sicilia e le grandi
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Universita: Università Alma Mater di Bologna
Data di caricamento: 03/01/2013
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