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Sintesi rielaborate personalmente: Berti-Bombi, Sintesi di Psicologia Dello Sviluppo. Università Pontificia Salesiana

Psicologia Dello Sviluppo

Descrizione: Sintesi e rielaborazioni personali dal libro "corso di psicologia dello sviluppo", Berti-Bombi
Mostro le pagine  1  -  4  di  61
Cap. 1 - PERIODO PRENATALE E IL NEONATO
Periodo prenatale e primi mesi di vita utili per verificare esistenza di capacità innate e funzionamento
dei processi di apprendimento.
Capacità percettive alla nascita simili a quelle dell'età adulta.
Apprendimento e memoria agiscono già prima della nascita.
Preferenze innate guidano i bambini verso certi stimoli.
Sviluppo motorio avviene in tempi più lunghi.
1. Dal concepimento alla nascita:
Sviluppo prenatale:
1. Periodo germinale (o dello zigote): inizia con fecondazione, termina dopo 2 settimane, avviene la
duplicazione dello zigote e, se le due cellule si separano, avrò gemelli omozigoti, se 2 spermatozoi
fecondano, avrò 2 gemelli eterozigoti. Le successive duplicazioni dello zigote portano la blastocisti
(piccola massa di cellule) a impiantarsi nella parete interna dell'utero.
2. Periodo embrionale (2a-8a settimana di gestazione): si differenziano i tessuti, si formano gli
organi, si delinea la struttura del corpo. Si distinguono già arti e occhi, Cuore e sistema nervoso
son già in funzione. Periodo in cui si possono originare i più gravi difetti congeniti (sia per
anomalie genetiche che per cause esterne).
3. Periodo fetale: dal 3° mese l'organismo cresce e si perfeziona. Si formano gli organi sessuali (se Y,
trasformazione di gonadi in testicoli, si inizia a secernere ormone androgeno. Corpo si distende,
dal 4° mese percepibili x la madre i movimenti del feto. Dalla fine del sesto mese può sopravvivere
anche se nasce prematuro e la probabilità di sopravvivenza cresce sempre più perché i muscoli si
rivestono di uno strato di grasso, si attivano meccanismi che regolano T corporea, scheletro si
irrobustisce grazie a Ca e Fe introdotti con dieta.
Sviluppo del cervello e sistema nervoso:
Agli inizi di 3a settimana l'ectoderma si piega più volte a dare tubo neurale da cui originano cervello e
midollo spinale. Una delle parti del tubo si ingrossa a dare cervello e occhi rudimentali.
Sviluppo del cervello in 3 fasi:
1. Proliferazione neuronale: vengono prodotti neuroni nella parete esterna del tubo neuronale specie
tra 2° e 4° mese ma termina entro il 6°.
2. Migrazione: delle cellule neuronali nei luoghi appropriati entro il 6° mese.
3. Organizzazione: costruzione dei collegamenti sinaptici tra le cellule; inizia dopo che i neuroni si
sono insediati ma procede per diversi anni dopo la nascita.
Alla nascita la formazione dei neuroni è quasi ultimata (tranne alcune aree cerebrali come bulbo
olfattivo la cui produzione di neuroni prosegue tutta la vita) e la testa è la parte più vicina alle
dimensioni di quella adulta.
Dopo la nascita:
Formazione di rete sempre più intricata di connessioni tra neuroni.
Mielinizzazione (= rivestimento di assoni con la sostanza grassa mielina che rende più efficiente
conduzione di impulsi nervosi) che prosegue fino ad adolescenza e si manifesta con comparsa e
perfezionamento di varie capacità. Per es. motricità grossolana che consente movimento testa matura
già entro i 3 mesi, motricità fine si ha dai 4 anni quando si completano i collegamenti tra corteccia e
cervelletto. La formazione reticolare che regola il mantenimento dell'attenzione, mielinizza fino alla
pubertà e forse oltre.
Aumentano progressi su piano percettivo.
2. La nascita e il neonato:
Con la nascita inizia processo di adattamento all'ambiente circostante (respirazione, nutrizione,
termoregolazione).
Parto: per diminuire effetto “traumatico” sul bambino c'è il metodo Leboyer (sala parto
silenziosissima, in penombra e bimbo immerso subito in acqua alla nascita).
(-) Una brusca e protratta separazione dalla madre può essere negativa per la relazione madre bimbo
(vedi in alcuni ospedali o per nascite premature. Nel secondo caso ci si dovrebbe preoccupare di
garantire al neonato sufficienti stimolazioni tattili).
(+) Se si consente alla madre un contatto immediato e prolungato con il neonato, si facilita l'emergere
di comportamenti positivi nei suoi confronti anche a lungo termine.
Scala di Apgar: valutazione complessiva della condizione fisica del neonato pochi minuti dopo la
nascita. Punteggio (da 0 a 2 per ogni voce) deve essere > di 4 per non essere a rischio.
Indici vitali valutati:
Frequenza cardiaca
Sforzo respiratorio
Tono muscolare
Risposta riessa
Colore
3. Gli stati neurocomportamentali del neonato: sonno, pianto, veglia:
Sonno: rispetto all'adulto varia nel ritmo sonno-veglia del neonato (16h ripartite in 7-8 periodi che
diventano gradualmente una nottata intera verso i 6-7 mesi più 2-3 sonnellini giornalieri). La
progressione del ritmo sonno veglia verso un ritmo simile a quello adulto è universale ma il ritmo
con cui si verifica è influenzato da comportamento più o meno disponibile dei genitori. Rispetto
all'adulto è diversa anche la qualità del sonno (50% contro 21% di fase REM: forse perché è
necessaria per consentire di rielaborare tutte le stimolazioni ottenute durante la veglia oppure serve
perché mantiene attivo il cervello tramite un meccanismo innato di auto-stimolazione. Il sonno nel
neonato non è inerte ma ha fasi di sonno profondo, sonnolenza, veglia attiva, inattiva, agitazione e
pianto.
Pianto: può manifestarsi anche senza ragione ma di solito dipende da cause specifiche (freddo,
fame, rumori/luci forti, sovraeccitazione. Ha qualità diverse (strumentalmente si può mettere in
evidenza analizzando le onde sonore prodotte) e generalmente le madri/adulti reagiscono in
maniera diversa a seconda del tipo di pianto. Serve per sopravvivenza ma anche per sviluppo
sociale (insieme a vocalizzazioni è precursore del linguaggio). Per alcuni (etologi) ha funzione
adattiva (fa avvicinare la madre). In alcuni studi se si accorre ad ogni frignata si rinforza la
tendenza a piangere (Beduini, consolatori di Kibbutz), altri, invece, i bambini non consolati
rimangono più frignoni anche alla fine del 1° anno di vita.
Veglia: quella attiva è caratterizzata da respiro irregolare e molti movimenti del corpo, quella
inattiva da rilassamento, poco movimento e osservazione degli oggetti (poche volte al giorno, non
dura oltre 10' ma è la più adatta per apprendere e porsi in rapporto con gli altri).
Anche l'adattamento all'orario della poppata dipende da come si comporta l'adulto (in pochi giorni
secondo la Marquis i bambini apprendono l'orario se di 3 o 4h).
un neonato possiede una serie di abilità innate!
4. Il neonato competente:
Periodo neonatale e primi anni di vita sono i più adatti per valutare l'esistenza di abilità innate e
maggiori ricerche sono state rese possibili più di recente per:
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1. Maggior diffusione di istituzioni educative per la prima infanzia (bambini più reperibili, fascia di
età diventata interessante per lo studio anche fuori da ambiti accademici).
2. Disponibilità di strumenti sempre più sofisticati per la registrazione del comportamento infantile
(variazione del battito cardiaco, movimenti di suzione all'apparire di stimolo acustico/visivo).
Dal neonato secondo i comportamentisti (essere inetto in attesa di venir plasmato) o secondo Piaget
(essere ricco di potenzialità generali ma non di competenze specifiche) si passa a una visione del
neonato come essere in possesso già di alcune capacità cognitive, capace di integrare info acquisite
con esperienza (per Gopnik & Meltzoff) e che ha una serie di predisposizioni e un repertorio di
emozioni che lo spingono ad agire vs l'ambiente fisico e sociale e stimolare/interagire con adulti.
5. Le capacità comportamentali del neonato:
Fin dalla nascita il neonato ha un repertorio di schemi comportamentali che gli consente di interagire
con l'ambiente:
Riflessi: reazioni automatiche e stereotipate a particolari stimoli. Possono essere permanenti (per
tutta la vita) o neonatali/arcaici ( spariscono durante i primi mesi di vita o son sostituiti da azioni
volontarie. Esempi: rooting (provocato da stimolazione tattile della guancia, fa volgere la testa
verso la fonte di stimolazione e fa aprire nel contempo la bocca; quando il bambino è sazio si
manifesta meno facilmente; compare già a 8 settimane). Quelli neonatali servono per indicare alla
loro scomparsa il normale sviluppo neurologico a favore di schemi di comportamento volontario.
Esempi di neonatali: marcia automatica (entro 2 mesi), nuoto (4-6), prensione (3-4), moro (entro 6
mesi).
Azioni congenitamente organizzate: rispetto ai riflessi sono spontanee (non sollecitate da stimolo)
e possono assumere varie forme (es. piangere, succhiare; la suzione, a seconda che sia stimolata o
meno, avrà ritmi e funzioni diverse).
Guardare: movimenti ampi che consentono di esplorare una vasta porzione dell'ambiente finché lo
sguardo non coglie una linea il cui contrasto è elevato = bordo).
Stereotipie ritmiche: sequenze ripetute di movimenti (scalciare, strofinare un piede contro l'altro).
Alcune verranno integrate poi in azioni volontarie come camminare.
6. La capacità di apprendimento dei neonati:
Apprendimento = cambiamento nel comportamento o nelle strutture mentali per effetto dell'esperienza.
I neonati son capaci di semplici forme di apprendimento:
Condizionamento classico: i neonati apprendono per questa via solo se la nuova associazione ha
valore adattivo e soprattutto se legata a nutrizione (non apprendono a difendersi percdipendono
da protezione parentale).
Condizionamento operante: nei neonati permette di consolidare comportamenti spontanei
(succhiare con più intensità, aumentare frequenza di rooting, quando cresce anche sorriso,
vocalizzazione, direzione dello sguardo). Infante attivamente recepisce selettivamente gli input
ambientali prima in base a sue disposizioni innate e poi in accordo con i vari livelli di sviluppo.
Abituazione: graduale attenuarsi di intensità, durata, frequenza di una risposta fisiologica o
comportamentale alla ripetuta presentazione dello stimolo indice del fatto che l'infante ha
immagazzinato in memoria l'info sullo stimolo che perciò non lo colpisce più.
Disabituazione: opposto di abituazione, avviene quando, dopo abituazione si presenta uno stimolo
nuovo indice del fatto che l'infante distingue tra due stimoli.
N.B. La velocità di abituazione/disabituazione è attualmente il miglior predittore dello sviluppo
intellettuale dei bambini negli anni successivi correlata con il QI in età prescolare ed è > di
quella tra QI e QS misurato nei tradizionali test per l'infanzia).
Imitazione: riproduzione di un modello (movimenti, atteggiamenti..). Sembra essere assente alla
nascita e svilupparsi secondo Piaget gradualmente dapprima coinvolgendo parti del corpo che il
bambino vede e poi il viso. Secondo Metzoff and Moore, tale capacità è presente già dopo pochi
giorni di vita (imitazione di sorrisi, linguaccia, spalancare la bocca) per poi scomparire e
ricomparire nella forma più complessa descritta da Piaget. Per alcuni sono riflessi, per altri sono
movimenti intenzionali e servono per l'apprendimento e l'interazione con gli altri, per lo sviluppo
mentale, x acquisizione di comportamenti appropriati al sesso.
7. Metodi per lo studio della percezione negli infanti:
Secondo Baldwin ogni stimolazione di un organismo vivente suscita in esso movimenti e negli infanti
è più facile osservare quelli delle mani oppure il dilatarsi/restringersi delle pupille.
Tecniche psicofisiologiche: registrazione di risposta elettrica del sistema nervoso centrale o risposta
del sistema nervoso autonomo (es. variazioni di frequenza cardiaca, respiratoria ecc.).
Tecniche comportamentali: basate su registrazione di comportamenti per esempio movimenti
oculari, preferenza, risposte condizionate (se rivolge attenzione verso il suono, compare un vivace
pupazzo), abituazione/disabituazione, precipizio visivo (per misurare la percezione della
profondità se i bambini sanno già gattonare oppure misurando frequenza cardiaca mettendo nenoati
di 2-4 mesi su plexiglas trasparente a distanza dal suolo).
8. Capacità percettive di neonati e infanti:
Esistono varie scuole di pensiero:
Empiristi: esperienze ripetute fanno avvenire il passaggio da sensazioni
grezze a percezioni dotate di signicato. Inizialmente le sensazioni
provocate da stimolo non sono organizzate ne connesse alla nozione di
oggetto.
- Piaget: neonato avverte un insieme di flussi non coordinati di immagini e suoni che
gradualmente organizzerà e che continueranno ad esistere anche quando non sono percepiti
- Spitz: la percezione nelle prime settimane dopo nascita è disorganizzata e l'infante resiste al
bombardamento di stimolazioni perché ha una soglia percettiva alta. Il volto materno,
associato all’esperienza di soddisfazione, diventa la prima percezione visiva dotata di
significato punto di partenza per l’ulteriore organizzazione del mondo visivo.
- James: l’esperienza offre impressioni fuse in un'unica totalità.
Innatisti: Platone, Cartesio, Kant, Gibson, Spekle. Per loro la percezione è n
dall'inizio organizzata grazie a idee e categorie innate che consentono di
dar ordine al usso di sensazioni trasformandole in percezioni dotate di
signicato. Da tecniche di indagine sosticate sembra che abbiano più
ragione gli innatisti.
Già il feto a 8 settimane gira la testa nella pancia se toccato su labbra o guancia, reagiscono a vari
odori e sapori iniettati nella placenta o a suoni che arrivano attutiti dall'esterno o a un aumento di
luminosità.
I neonati han sensibilità acustica minore degli adulti ma distinguono le note di una scala tonale o una
voce umana da altri suoni. Volgono gli occhi verso sorgente sonora. Hanno espressioni facciali diverse
in corrispondenza di diversi sapori (preferiscono il dolce) e evitano odori penetranti (NH3) girando la
testa. Forte sensibilità a sollecitazioni tattili.
L'apparato visivo non è ancora del tutto maturo alla nascita e ne consegue che:
1. acuità visiva 10-30 volte < di adulto.
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Universita: Università Pontificia Salesiana
Data di caricamento: 18/01/2012
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riccardobaldazzi - Università Telematica Guglielmo Marconi

non si apre!!!
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04/06/13 20:51
riccardobaldazzi - Università Telematica Guglielmo Marconi

non si apre!!!
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04/06/13 20:51
riccardobaldazzi - Università Telematica Guglielmo Marconi

non si apre!!!
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04/06/13 20:51
riccardobaldazzi - Università Telematica Guglielmo Marconi

complimenti ottimo lavoro

04/06/13 20:41
raffa.impa - Università de L'Aquila

okk

29/05/13 11:33
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