Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Appunti di Fondamenti di Sociolinguistica (testo del corso: Berruto), Sintesi di Sociolinguistica. Università G.D'Annunzio di Chieti-Pescara

Sociolinguistica

Materie simili: Linguistica
Descrizione: Riassunto degli argomenti del corso integrati con studio e rielaborazioni. Il libro scelto dep il corso da parte del professore è di G.Berruto, "Fondamenti di sociolinguistica" SECONDA PARTE
Mostro le pagine  1  -  4  di  19
Gaetano Berruto
FONDAMENTI DI SOCIOLINGUISTICA
2
LA COLLOCAZIONE DELLA SOCIOLINGUISICA FRA LE
SCIENZE DEL LINGUAGGIO
Definizione della sociolinguistica
La sociolinguistica è un ramo delle scienze del linguaggio ed il suo oggetto, in prima approssimazione, è lo
studio di come parla la gente. Ma non è semplice definire rigorosamente questa scienza, dato che i suoi
confini sono labili e sfociano in numerose altre discipline. È ovvio però che le due fonti d’ispirazione principali
sono la linguistica da una parte e la sociologia dall’altra. Ci sono definizioni estremamente generiche ed altre
estremamente restrittive, ed in ultima analisi le differenze vertono soprattutto sul ruolo che deve avere la
linguistica, sull’oggetto di studio e sui rapporti con le altre discipline. Troviamo tuttavia degli elementi comuni
in tutte le definizioni dei vari autori: la sociolinguistica è un settore degli studi linguistici, appartiene alle
scienze del linguaggio e non a quelle della società, i sociolinguisti si considerano prima di tutto (e sono)
linguisti, il suo oggetto di studio non è ancora ben definito, ma in ogni caso comprende fenomeni linguistici
visti sotto l’angolatura della dimensione sociale. Dunque la sociolinguistica potrebbe essere così definita: un
settore delle scienze del linguaggio che studia le dimensioni sociale della lingua e del comportamento
linguistico, vale a dire i fatti e fenomeni linguistici che, e in quanto, hanno rilevanza sociale.
Ambito della sociolinguistica, aree e discipline contermini
Nella sociolinguistica possiamo individuare dei grandi aree: la sociolinguistica in senso lato, che comprende
la sociolinguistica in senso stretto e la sociologia del linguaggio, e la sociolinguistica in senso stretto. Per
sociolinguistica in senso stretto
si intende lo studio della natura e della manifestazione della variabilità
linguistica, del rapporto tra lingua e stratificazione sociale, della covarianza tra fatti linguistici e variabili
sociali (fondamentale è il concetto di variazione). Per
sociologia del linguaggio
, invece, si intende lo studio
della distribuzione, della collocazione, della vita e dello
status
dei sistemi linguistici nelle società.
Numerose discipline si pongono in rapporto con la sociolinguistica. Tra queste ricordiamo la
dialettologia
, la
creolistica
e la
linguistica delle varietà
, che si trovano tutte a livello di analisi di sistemi linguistici. Al livello
dell’analisi dell’uso della lingua ci sono la
linguistica pragmatica
, l’
analisi
della conversazione
e
l’
etnometodologia
. Tra sociolinguistica, antropologia e etnografia c’è l’
etnografia della comunicazione
(a
differenza della sociolinguistica, l’etnografia della comunicazione vede la linguistica e la struttura sociale
come inestricabilmente connesse). Comprensiva dell’etnografia della comunicazione è l’
etnolinguistica
, che si
occupa dei rapporti più generali tra lingua e cultura. Un ultimo settore, che si sovrappone in particolare con
la sociologia del linguaggio, è la
psicologia sociale del linguaggio
.
Dopo questo analisi, è importante far notare che il contributo della sociologia alla sociolinguistica è rilevante,
ma di gran lunga inferiore a quello della linguistica. La sociolinguistica è dunque una linguistica che tiene
conto saliente dei fatti sociali.
La sociolinguistica in senso lato comprende un po’ tutti i campi citati, e dunque è una disciplina dai confini
ampi ed eterogenei. Noi invece ci occuperemo della sociolinguistica in senso stretto.
3
Rapporti tra sociolinguistica e linguistica
Nell’analisi dei rapporti tra sociolinguistica e linguistica troviamo due posizioni polari tra le quali si collocano
numerose varianti. La prima delle due posizioni principali afferma la subordinatezza della sociolinguistica alla
linguistica, ritenuta superiore. Uno dei principali esponenti di questa concezione è Chomsky, che sostiene
l’inutilità della sociolinguistica nella comprensione del linguaggio. La seconda posizione, all’opposto, afferma
che la linguistica deve necessariamente comprendere anche gli aspetti sociali, già nella sua fondazione.
Questa è l’opinione dell’etnografia del linguaggio, che ritiene impossibile comprendere il linguaggio stesso
prescindendo del suo contesto socio-culturale.
In ogni modo, la sociolinguistica non è un’“altra linguistica”, ma una disciplina che contribuisce alle
conoscenze generali sul linguaggio al pari delle altre. La sociolinguistica e la linguistica teorica hanno pari
dignità, e mentre la prima si occupa sostanzialmente dell’uso della lingua, la seconda si rivolge invece agli
aspetti formali della grammatica. A questo punto nasce la questione di trovare il punto di contatto tra lingua
e società, ma questo è un problema ancora controverso. Secondo Labov e la linguistica formalista, non ci
sarebbe alcun contatto: la lingua funziona indipendentemente dalla sua funzione socio-comunicativa.
Secondo Hymes e la linguistica funzionalista, invece, tutto nella lingua sarebbe legato in qualche misura alla
sua funzione socio-comunicativa. Fasold si pone a metà strada affermando che alcune parti dei fenomeni
linguistici sono indipendenti dal contesto d’uso mentre altre ne sono influenzate. Si può sostenere che la
struttura della lingua sia divisa in tre sottogruppi: il primo (e più importante) in cui la grammatica è
indipendente dai contesti extralinguistici e sociali; il secondo, in cui essa dipende dai contesti extralinguistici
ma non da quelli sociali (di discreta rilevanza); il terzo, in cui essa dipende sia dai contesti extralinguistici sia
da quelli sociali (di scarsa e non universale presenza). A questo livello, le possibilità d’azione della
sociolinguistica sono quasi irrilevanti. Se invece consideriamo la distribuzione degli usi delle strutture
grammaticali, notiamo che teoricamente tutte le strutture linguistiche possono assumere significato
sociolinguistico.
Le possibilità sono due: se la sociolinguistica si concentra sugli aspetti del sistema grammaticale sensibili al
contesto sociale, il suo ruolo è scarso, ma appaiato a quello della linguistica teorica; se invece studia l’uso
sociale e il valore sociale di un elemento realizzato dalla lingua, il suo ruolo è universale, ma essa deve
basarsi sulle conclusioni della linguistica teorica.
Sociolinguistica in senso stretto e sociologia del linguaggio
La sociolinguistica in senso stretto e la sociologia del linguaggio operano su dati radicalmente diversi. La
prima lavora su oggetti linguistici concreti, su realizzazioni del sistema linguistico prodotte dai parlanti. La
seconda invece analizza i sistemi linguistici stessi nel loro insieme, gli schemi comportamentali e gli
atteggiamenti e i valori dei parlanti.
In secondo luogo, la sociologia del linguaggio è molto più vicina alla sociologia della sociolinguistica in senso
stretto, per interessi, metodi e rilevanza dei risultati. Hudson afferma che la sociolinguistica in senso stretto
è “lo studio della lingua in rapporto alla società”, mentre la sociologia del linguaggio è “lo studio della società
in rapporto alla lingua”.
Inoltre, la sociolinguistica in senso stretto lavora a livello microsociolinguistico, cioè sulle produzioni dei
parlanti vista in dettaglio, mentre la sociologia del linguaggio lavora a livello macrosociolinguistico, cioè sui
rapporti tra ampie strutture linguistiche e ampie strutture sociali (studia i gruppi, non i parlanti singoli).
Infine, la sociolinguistica in senso stretto può effettivamente dare origine a una teoria, mentre la sociologia
del linguaggio ha in impianto decisamente tassonomico.
La sociologia del linguaggio studierà la composizione linguistica delle nazioni, la costituzione dei repertori
linguistici delle società, ecc., mentre la sociolinguistica in senso stretto studierà le singole produzioni dei
parlanti.
4
Due tipi di sociolinguistica: sociolinguistica correlazionale e
sociolinguistica interpretativa
Fin dalla nascita della sociolinguistica si ritrovano due correnti principali: la sociolinguistica correlazionale e la
sociolinguistica interpretativa. La prima, rappresentata da Labov, si concentra sulla funzione linguistica: i fatti
sociali vengono assunti come variabile indipendente e pertanto non sono studiati, in quanto essi influenzano
direttamente quelli linguistici. La seconda, invece, rappresentata dall’etnografia della comunicazione e in
particolare da Gumperz, sostiene che i fenomeni sociali e quelli linguistici sono in correlazione tra loro non
nel modo classico di causa-effetto, ma ognuno influenza reciprocamente l’altro.
La prima preferisce metodi quantitativi, mentre la seconda usa metodi qualitativi. Dall’inizio degli anni ’80 la
visione qualitativa comincia ad essere la preferita, e si cerca di costruire su di essa un paradigma
interpretativo.
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: daniele999
Visite: 63394
Downloads : 50+
Indirizzo:
Universita: Università G.D'Annunzio di Chieti-Pescara
Data di caricamento: 27/01/2011
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
andrea53 - ESCP Europe

la seconda parte non che? questa è perfetta!

11/06/13 03:13
trillona2 - Università di Roma La Sapienza

ciao

06/04/13 10:02
trillona2 - Università di Roma La Sapienza

ok

06/04/13 09:55
marcella1990 - Seconda Università di Napoli

ottimo

23/03/13 16:06
gleglenda - Università di Milano-Bicocca

Bello!

22/02/13 16:38
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome