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Storia della musica - Appunti in cronologia, Appunti di Storia Della Musica Moderna E Contemporanea. Politecnico di Torino

Storia Della Musica Moderna E Contemporanea

Descrizione: Appunti Storia della musica. La musica vocale di tradizione italiana,La musica strumentale italiana,Arcangelo Corelli,Antonio Vivaldi,La musica francese all'epoca dell'assolutismo,La musica in Germania dall'epoca di Heinrich Schütz all'epoca di Johann Sebastian Bach,Johann Sebastian Bach,La carriera internazionale di Georg Friedrich Händel,La musica dall'Illuminismo al Romanticismo,Il teatro d'opera in Europa,La musica strumentale e le origini dello stile classico,Il classicismo viennese : Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart,Dalla Rivoluzione alla Restaurazione: Ludwig van Beethoven,La musica del primo Ottocento: la musica nell'epoca romantica,Le grandi figure del Romanticismo in Austria e in Germania: Franz Schubert, Carl Maria von Weber, Felix Mendelssohn e Robert Schumann Mostra altro
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Storia della musica 18 marzo 2007
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‘650
Dalla seconda metà del ‘600 fino al ‘850 la musica europea è caratterizzata dalla tonalità. Gli
esecutori cominciano a ragionare per accordi anziché per sovrapposizioni di intervalli. Anche il
rapporto tra melodia e melodia si ribalta, se nel ‘500 predominante era l’organizzazione melodica,
nella nuova organizzazione tonale le sequenze dei giri armonici sono più importanti e la melodia
deve adattarsi ad esse. Di otto scale ne sopravvivono due: quella maggiore e quella minore. Il
sistema tonale permette ad ogni brano di aggiungere varietà al suo decorso tramite le modulazioni
(passaggi da una tonalità all’altra). Il maggior teorico dell’armonia è Rameau per lui la triade non è
una pura e semplice sovrapposizione di intervalli ma un’unità organica naturale; egli sostiene che la
disposizione delle note non cambia la natura dell’accordo se le note rimangono le stesse, nascono
così le note ribaltate dello stesso accordo.
La musica vocale italiana: L’opera veneziana vede la quasi totale assenza degli episodi corali, con
l’apertura del teatro pubblico si tendeva a privilegiare il canto solistico per ridurre gli esecutori e
quindi i costi. Si puntava sui caratteri del melodramma veneziano: situazione drammatica,
virtuosismo interpretativo, invenzione musicale concisa e rinnovata, ragioni del personaggio. In
ambito melodrammatico operano in Italia: Cavalli, Legrenzi, Pallavicino. In Legrenzi e sartorio
appare la forma col da capo che dominerà il melodramma del ‘700.
‘680- ‘700
Il melodramma da Venezia si diffuse in tutta la penisola, più di 60 opere teatrali videro la luce con
le quali il palermitano Alessandro Scarlatti conquistò la fama. Scarlatti usa strumenti formali
ereditati dalla tradizione: l’aria, il recitativo, gli interventi orchestrali, il basso continuo. Ma l’antica
tradizione si arricchisce in ampiezza e ricchezza nella forma col da capo che metteva in luce il
virtuosismo dei castrati. Il recitativo era ormai diventato secco, accompagnato solo dal basso
continuo; tuttavia Scarlatti sostiene le voci con strumenti d’orchestra quando la drammaticità della
situazione lo richiede: recitativo accompagnato. L’orchestra ormai è basata solo su strumenti ad
arco e per effetti speciali vengono impiegati i fiati. Un altro genere musicale diffusissimo in questo
periodo è la cantata: una serie di recitativi e arie legati da un soggetto comune, in tale genere la
differenziazione tra recitativo e aria talora tende ad emergere e talora può venir confuso. La cantata
italiana assume il carattere di una breve narrazione in musica di un episodio drammatico: es. il
lamento amoroso, auto- presentazione di un personaggio storico. I temi sono vari: celebrazioni,
feste, intrattenimenti aristocratici. La cantata poteva impegnare una voce accompagnata dal basso
continuo o più voci e strumenti che eseguivano ritornelli o parti di raccordo.
‘700
Dagli inizi del ‘700 il modello prevalente diventa quello dell’ouverture all’italiana che consiste in
un allegro iniziale seguito da un adagio e si conclude con un brillante movimento di danza.
Moltissimi melodrammi di Scarlatti videro la luce, i più famosi: l’opera comica “Il trionfo
dell’onore” e l’opera seria La Griseldasu libretto di Apostolo Zeno ma Scarlatti compose oltre
600 cantate, 30 oratori, Messe, mottetti e opere strumentali.
‘720
Il modello di melodramma romano-veneziano si diffonde anche all’estero, in Inghilterra la
tradizione dell’antico masque ritardano l’interesse per il melodramma italiano, che solo dopo
Didone ed Enea” di Henry Purcel invaderà la scena londinese. Il masque era un intrattenimento
teatrale della corte inglese misto di azione recitata, danza e pantomima; i soggetti erano mitologici o
allegorici. Purcell compose un dramma tutto cantato, le poche arie pur limitate a pochi minuti
delineano pienamente caratteri e situazioni densi di pathos. Dopo Didone ed Enea Purcell compose
anche cinque lavori teatrali di genere masque, tra questi spicca Sogno di una notte di mezza estate
di Shakespeare.
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La musica vocale di tradizione italiana
L’opera veneziana del ‘600 ha una caratteristica particolare la quasi totale assenza di episodi corali,
spiegabile in termini economici con l’avvento del teatro pubblico e la tendenza ad equilibrare le
spese moderando gli esecutori privilegiando il canto solistico, o in termini estetici col declino del
gusto polifonico. Caratteri del melodramma veneziano sono: situazione drammatica, virtuosismo
interpretativo, invenzione musicale concisa e rinnovata, ragioni del personaggio. In ambito
melodrammatico operano in Italia: Cavalli, Legrenzi, Pallavicino. In Legrenzi e Sartorio appare la
forma col da capo che dominerà il melodramma del ‘700. A Venezia si aprono diversi teatri
pubblici, Francesco Cavalli nelle ultime opere tende ad un recitativo incisivo scandito da formule
melodiche ricorrenti entro cui spiccano brevi arie a ritmo di danza che caratterizzano situazioni e
personaggi, ora seri ora comici (miscela eirocomica). In Legrenzi e Sartorio appare la forma col da
capo che dominerà il melodramma del ‘700 . Nelle opere teatrali di Stradella quali La forza
dell’amor paterno, nei suoi oratori e le cantate l’accesa fantasia del primo barocco si sistema in
strutture più stabili. Le sue opere sono caratterizzate da una ricchezza e originalità d’invenzione che
portarono l’autore a sperimentare, in un gruppo di sonate strumentali e nel san Giovanni Battista,
procedimenti di concerto vicini a quelli che Arcangelo Corelli stava elaborando a Roma. Tra gli
ultimi decenni del ‘600 e i primi del ‘700 il melodramma da Venezia si diffonde in tutta la penisola
emerge il palermitano Alessandro Scarlatti, egli utilizza strumenti tradizionali: l’aria, il recitativo,
gli interventi orche strali e il basso continuo. L’aria si stabilizza nella forma col da capo che serviva
ai cantanti castrati per mettere in luce le loro doti vocali. Il recitativo era ormai diventato secco,
accompagnato solo dal basso continuo; tuttavia Scarlatti sostiene le voci con strumenti d’orchestra
quando la drammaticità della situazione lo richiede: recitativo accompagnato. Moltissimi
melodrammi di Scarlatti videro la luce, i più famosi: l’opera comica “Il trionfo dell’onore” e
l’opera seria La Griseldasu libretto di Apostolo Zeno ma Scarlatti compose oltre 600 cantate,
30 oratori, Messe, mottetti e opere strumentali. Il modello di melodramma romano-veneziano si
diffonde anche all’estero, in Inghilterra la tradizione dell’antico masque ritardano l’interesse per il
melodramma italiano, che solo dopo Didone ed Enea” di Henry Purcel invaderà la scena
londinese. Il masque era un intrattenimento teatrale della corte inglese misto di azione recitata,
danza e pantomima; i soggetti erano mitologici o allegorici. Purcell compose un dramma tutto
cantato, le poche arie pur limitate a pochi minuti delineano pienamente caratteri e situazioni densi di
pathos. Dopo Didone ed Enea Purcell compose anche cinque lavori teatrali di genere masque, tra
questi spicca Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Anche in alcune zone di lingua
tedesca quali l’Austria si diffonde il melodramma italiano, anche l’oratorio italiano fu adottato
dappertutto, diventando quasi una sorta di melodramma senza scena, anche i testi infatti erano simili
a libretti d’opera; non a caso infatti Apostolo Zeno e Pietro Metastasio che furono i più importanti
autori di libretti d’opera scrissero testi per oratorio. Gli unici stili compositivi ammessi durante le
funzioni liturgiche furono quello concertato e quello policorale, riservato alla solennità di grandi
occasioni celebrative , e soprattutto lo stile della polifonia tradizionale cinquecentesca, lo stile
“severo”. Lo stile severo, osservato o stile alla Palestrina coltivato e usato anche come metodo
didattico perché considerato adatto alla formazione tecnica dei futuri compositori. L’arte del
contrappunto,praticata dai grandi polifonismi fiamminghi del 400 e del 500,infatti costituì la vera e
propria spina dorsale della musica europea. Molti autori famosi in altri campi, da Monteverdi a
cavalli a Scarlatti composero messe o mottetti. Anche nel campo della musica oratoriale e liturgica
i modelli italiani ebbero buon credito in Europa in paesi di tradizione cattolica. Vienna importante
centro di diffusione di questi modelli, diede ospitalità ai musicisti italiani.
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cchiaretta - Università di Napoli L'Orientale

Complimenti... ben fatto... sarebbe possibile vedere il continuo?

16/06/12 11:39
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