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[Cap. 2] I soggetti della sicurezza, Sintesi di Coordinazione Della Sicurezza In Cantiere

Coordinazione Della Sicurezza In Cantiere

Descrizione: Formazione dei formatori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
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Capitolo 2
I SOGGETTI DELLA SICUREZZA
Il D.Lgs. 81/08, all’art. 30, stabilisce che deve essere adottato e attuato un
modello di organizzazione e gestione.
Il sistema organizzativo aziendale rappresenta il complesso della struttura
organizzata dal datore di lavoro al cui interno sono riconducibili i soggetti con
responsabilità sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
La sicurezza in ambiente lavorativo è un problema complesso che non
interessa un singolo soggetto, ma l’intero sistema di gestione della sicurezza.
Un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (S.G.S.L.) è un
sistema organizzativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di salute e
sicurezza aziendale, progettato con il più idoneo rapporto tra costi e benefici.
Adottare un S.G.S.L. non è un obbligo di legge, ma una scelta volontaria.
Un sistema di gestione della sicurezza include la struttura organizzativa, le
responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per
pianificare, sviluppare, raggiungere, verificare, riesaminare e mantenere la
politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Gli scopi del S.G.S.L. sono, infatti, di:
ridurre progressivamente i costi derivanti da incidenti, infortuni e
malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere
esposti i soggetti a vario titolo;
aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’impresa/organizzazione;
contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;
migliorare l’immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.
Un aspetto importante da sottolineare è la realizzazione del sistema di
gestione della sicurezza che è legata specificatamente alla singola unità
produttiva in base alle caratteristiche della sua organizzazione. Quindi, non
esiste un sistema di gestione universale, ma ogni S.G.S.L. deve essere
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concepito su misura, a seconda delle dimensioni, del settore e dei rischi,
della singola unità produttiva.
Secondo l’art.30, comma 1, lettera e), il modello di organizzazione e gestione
deve assicurare un sistema aziendale per l’adempimento degli obblighi
giuridico relativo all’attività di informazione e formazione dei lavoratori.
Con il D.Lgs. 81/08 i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza in
ambito aziendale sono sostanzialmente gli stessi previsti dalla precedente
normativa: il datore di lavoro, cui si affiancano il dirigente e il preposto, il
responsabile del servizio prevenzione e protezione, il medico competente, i
lavoratori e i loro rappresentanti.
La ripartizione degli oneri prevenzionali (penalmente sanzionati) si modella
sui ruoli ricoperti all’interno della gerarchia aziendale: l’obbligazione di
sicurezza è imputata in ordine decrescente al Datore di lavoro, al dirigente, al
preposto ed infine al lavoratore.
2.1 Datore di Lavoro
All’art. 2, comma 1, lettera b), il D.Lgs. 81/08 definisce il datore di lavoro
come il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore che ha la
responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva poiché
esercita i poteri decisionali e di spesa.
Gli indici di riconoscimento della figura datoriale sono dunque almeno due:
l’uno di carattere formale, che si riconduce appunto alla titolarità del rapporto
di lavoro col lavoratore, l’altro di natura sostanziale che si riconnette invece al
concetto di responsabiliin relazione ai tradizionali indici della autonomia
potere decisionale e di spesa.
Il datore di lavoro è tenuto all’osservanza di tutte le disposizioni
antinfortunistiche e di igiene previste dalla legislazione vigente per la tutela
della sicurezza e della salute dei lavoratori, in quanto titolare, beneficiario e
organizzatore primo dell'attività lavorativa e delle condizioni nelle quali tale
attività viene svolta.
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L’art. 18, comma 1, lettere i) e l), del D.Lgs. 81/08 prevede che il Datore di
lavoro:
informi il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un
pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni
prese o da prendere in materia di protezione;
adempia agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di
cui agli articoli 36 e 37
Il D.Lgs. 81/08, come la precedente normativa, non stabilisce alcuna
formazione per la figura del Datore di lavoro.
Questo rappresenta indubbiamente una lacuna, che il Legislatore avrebbe
dovuto colmare con il D.Lgs. 81/08.
Il Datore di lavoro rappresenta una figura fondamentale e obbligatoria in
ambito lavorativo, in quanto è il soggetto con responsabilità
sull’organizzazione e che esercita poteri decisionale e di spesa.
Secondo l’art. 17, comma 1, lettera a), il Datore di Lavoro ha l’obbligo di
valutare i rischi e garantire la sicurezza e salute dei lavoratori.
L’art. 18, comma 2, del D.lgs. 81/08 stabilisce che fra gli obblighi del Datore
di lavoro vi sia quello di fornire informazioni al servizio di prevenzione e
protezione ed al medico competente in merito a:
la natura dei rischi;
l’organizzazione del lavoro, la programmazione e l’attuazione delle
misure preventive e protettive;
la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
i dati relativi agli infortuni sul lavoro e quelli relativi alle malattie
professionali;
i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.
Il Datore di Lavoro p svolgere direttamente i compiti del servizio di
prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di
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prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell’Allegato II
(art. 34 del D.Lgs. 81/08).
I casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro
dei compiti di prevenzione e protezione dei rischi sono:
1. Aziende artigiane e industriali (fino a 30 addetti);
2. Aziende agricole e zootecniche (fino a 10 addetti);
3. Aziende della pesca (fino a 20 addetti);
4. Altre aziende (fino a 200 addetti).
In base all'art. 34, comma 2, del D.Lgs. 81/200, il Datore di lavoro che
intende svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e
protezione deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e
massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro
e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni
definite mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il
termine di dodici mesi dall'entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2008. Fino alla
pubblicazione dell’accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la
formazione effettuata ai sensi dell’art. 3 del decreto ministeriale 16 gennaio
1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
in sede di definizione dell’accordo di cui al periodo precedente.
I contenuti minimi della formazione del Datore di lavoro, previsti dal D.M.
16/01/1997, sono i seguenti:
a) il quadro normativo in materia di sicurezza dei lavoratori e la
responsabilità civile e penale;
b) gli organi di vigilanza e di controlli nei rapporti con le aziende;
c) la tutela assicurativa, le statistiche ed il registro degli infortuni;
d) i rapporti con i rappresentanti dei lavoratori;
e) appalti, lavoro autonomo e sicurezza;
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Universita: Sconosciuto
Data di caricamento: 07/07/2013
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