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Legge di DEPENALIZZAZIONE 689-1981 Commentata, Appunti di Diritto Amministrativo. Università di Salerno

Diritto Amministrativo

Descrizione: Legge di depenalizzazione 689-1981 illeciti amministrativi
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Principio di legalità
(art. 1)
nessuno può essere
assoggettato a sanzioni
amm.ve se non in
forza di una legge che
sia entrata in vigore
prima della
commissione della
violazione
L’illecito e la sanzione
non possono dunque
essere introdotti da
norme secondarie.
Sono ammissibili solo
norme secondarie
integratrici
Il principio dell’art. 1
ha il rango di
principio generale
dell’ordinamento
L’illegittimità per
violazione dell’art. 1 è
rilevabile d’ufficio
La regola
tempus regit actum
Principio della
capacità d’intendere
e volere (art.2):
Non può essere
assoggettato a sanzione
amministrativa chi, al
momento in cui ha
commesso il fatto, non
aveva compiuto i diciotto
anni o non aveva,
la capacità di intendere e
di volere, salvo che lo
stato di incapacità non
derivi da sua colpa o sia
stato da lui preordinato
La legge 689/81
La legge 689/91 enuncia i suoi principi generali negli artt. da 1 a 9 . In larga
parte, si tratta di principi di chiara derivazione penalistica e civilistica1:
1.principio di legalità( art.1): nessuno può essere assoggettato a sanzioni
amm.ve se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della
commissione della violazione. Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si
applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati .
Ciò impedisce che l’illecito amministrativo e la relativa sanzione siano
introdotti direttamente da fonti secondarie (Cass.Civ.,sentenza nr. 9584 del 26-
04-2006) 2. Sono ammissibili solo norme secondarie integrative del precetto
contenuto nella norma primaria. E’ comunque inibito alle fonti primarie di
demandare a quelle secondarie la determinazione della sanzione (Cass. civ., sez.
I, 18 gennaio 2005, n. 936).
Alla disposizione dettata dall’art. 1 della legge 689/81 va riconosciuto il rango
di “principio generale dell’ordinamento”, il che comporta l’estensione delle
riserva di legge anche alle sanzioni previste da leggi regionali (Cass. civ., sez. I,
27 gennaio 2005, n. 01696).
L'illegittimità di un provvedimento opposto per violazione del principio di
legalità di cui all'articolo 1 della medesima legge n. 689 del 1981, è rilevabile
d’ufficio (Cass. civ., sez. II, 25 giugno 2008, n. 17403).
Inoltre, l’adozione dei principi di irretroattività, di legalità, e di divieto di
applicazione dell'analogia, comporta l'assoggettamento della condotta
considerata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente
inapplicabilità della disciplina posteriore, anche se eventualmente più
favorevole (Cass. civ., sez. II, 28 gennaio 2008 n. 1789, Cass. civ., sez. II, 15
ottobre 2007 n. 21584, Cass. civ., sez. I, 27 giugno 2006 n. 14828, Cass. civ., sez.
lav., 26 settembre 2005 n. 18761, Cass. civ., sez. I, 12 gennaio 2005 n. 00414)
2.principio della capacità d’intendere e volere (art.2): Non può essere
assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il
fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva, in base ai criteri indicati
nel codice penale, la capacità di intendere e di volere, salvo che lo stato di
Della violazione risponde
chi era tenuto alla
sorveglianza
dell'incapace, salvo che
provi di non aver potuto
impedire il fatto
Principio della
responsabilità per
dolo o colpa (art. 3):
Nelle violazioni cui è
applicabile una
sanzione
amministrativa
ciascuno è
responsabile della
propria azione od
omissione, cosciente e
volontaria, sia essa
dolosa o colposa
Non è punibile il
tentativo di illecito
amm.vo
L'esimente della
buona fede, intesa
come errore sulla
liceità del fatto,
assume rilievo solo in
presenza di elementi
positivi idonei ad
ingenerare, nell'autore
della violazione, il
convincimento della
liceità del suo operato,
purché tale errore sia
incolpevole ed
inevitabile
Non è mai incolpevole
l’incertezza del dato
normativo
Tuttavia, il principio
generale di cui all'art.
3 della L. n. 689/81 va
coordinato con l’altro,
di tipicità
incapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato.Della
violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che
provi di non aver potuto impedire il fatto3 (a differenza della responsabilità
penale, dunque, gli infradiciottenni non sono mai assoggettabili a sanzione
amministrativa, mentre per l’art. 98 del c.p. la responsabilità dei minori di età
compresa tra 14 e 18 anni va accertata caso per caso).
3.principio della responsabilità per dolo o colpa (art. 3): Nelle violazioni cui è
applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria
azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.
Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l'agente non è
responsabile quando l'errore non è determinato da sua colpa. E’ pertanto
indifferente, come nelle contravvenzioni, che la condotta sia dolosa o colposa,
ma è necessaria almeno la colpa. In materia di errore,poi, è previsto (art.3 comma
2°) che l’errore sul fatto esclude la responsabilità dell’agente quando non sia
colposo (l’errore sul precetto è invece irrilevante)4
Non è punibile il tentativo di illecito amministrativo, poiché non vi è nella legge
24 novembre 1981, n. 689, una disposizione analoga all'art. 56 c.p ( cfr. Cass.
civ., sez. I, 16 febbraio 2005, n. 3125) Il principio posto dall'art. 3 della legge n. 689
del 1981 postula pertanto una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico
di colui che lo abbia commesso.
L'esimente della buona fede, intesa come errore sulla liceità del fatto, assume
rilievo solo in presenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, nell'autore
della violazione, il convincimento della liceità del suo operato, purché tale
errore sia incolpevole ed inevitabile, siccome determinato da un elemento
positivo, idoneo ad indurlo in errore ed estraneo alla sua condotta, non
ovviabile con ordinaria diligenza o prudenza (Cass. civ., sez. I, 12 maggio 2006,
n. 11012)5 Ad esempio, non è mai ritenuta incolpevole l’asserita incertezza del
dettato normativo, trattandosi di condizione sempre superabile, anche
mediante una richiesta di informazioni alla P.A. (Cass. civ., sez. II, 11 ottobre
2006, n. 21779)6
Tuttavia, il principio generale di cui all'art. 3 della L. n. 689/81 va coordinato
con l’altro, anch'esso fondamentale, di tipicità, con la conseguenza che se la
fattispecie prevista dalla norma sanzionatrice configura un'azione od omissione
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Indirizzo: Giurisprudenza
Universita: Università di Salerno
Data di caricamento: 31/03/2012
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15/04/12 15:51
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