Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

agenda aurea, Sintesi di Storia del Teatro e dello Spettacolo. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

Storia del Teatro e dello Spettacolo

Materie simili: Storia
Descrizione: Riassunto agenda aurea, forme di teatro e spettacolo
Mostro le pagine  1  -  2  di  18
ANNUNCIAZIONE
8. DEPOSIZIONI E ANNUNCIAZIONI
La rappresentazione di deposizioni e annunciazioni con l’uso di simulacri rappresentano un punto importante
nel “teatro delle statue” che vede nell’Occidente Cristiano lo sviluppo delle statue, proibito in Oriente. Due
sono le principali forme di teatro delle statue:
1. Allestimento di scene permanenti e tridimensionali delle figure e degli eventi ritenuti cruciali per i
cristiani.
2. Uso in movimento di simulacri nella celebrazione delle principali feste religiose
Le rappresentazioni italiane dell’Annunciazione sono un particolare caso delle cerimonie drammatiche
medievali. Notevole importanza e diffusione aveva la festa dell’Annunciazione in alcune zone come la
Toscana e il Veneto. L’Annunciazione aveva un fortissimo potere simbolico, in quanto centro della storia
della salvezza e di conseguenza dell’anno liturgico. Il 25 marzo era la data storica della morte di Gesù e fu
perciò la data di celebrazione della Pasqua cristiana seguita da coloro che rifiutavano la Pasqua mobile
decisa dal concilio. Il 25 marzo era considerato il giorno perfetto dell’anno in quanto equinozio di primavera,
inizio della bella stagione e un tempo anche Capodanno degli ebrei. La festa di Pasqua veniva considerata il
tempo perfetto della salvazione, a Pasqua infatti Dio creò il mondo e sempre a Pasqua il Messia inaugurerà il
regno eterno.
FIRENZE il 25 marzo, il giorno dell’Annunciazione costituiva l’inizio dell’anno.
Venezia il 25 marzo corrispondeva con la data di fondazione della città.
In entrambi i luoghi la celebrazione non era solo religiosa ma che civile e politica. Le rappresentazioni
diventavano sempre più teatrali e spettacolari, aggiungendo nuovi elementi non solo tecnici (come i
crocifissi snodabili) ma anche di racconto (come l’introduzione del volo dell’angelo che annuncia a Maria).
L’evento rituale e la devozione non possono essere ridotti a una pura rappresentazione teatrale, ma senza
fisicità e realtà del corpo non esiste incarnazione della parola. Le statue costituiscono per i laici la possibilità
di appropriarsi del sacro.
I crocifissi snodabili: rappresentano una efficace soluzione al problema di unire la fascinazione realistica e
narrativa del teatro con l’aurea sacra di un oggetto devozionale. Per questo motivo, dopo le censure post-
triedentine delle sacre rappresentazioni,la deposizione di un crocifisso snodabile si impose in Italia come la
più importante devozione drammatica della Passione di Cristo dal XVI secolo fino ad oggi. Scene di
deposizione portano all’affermazione nel Quattrocento del teatro di pietà, un particolare genere di
rappresentazione cristiana che cerca di costruire un evento qui ed ora, che provoca tutti coloro che si
imbattono ad una risposta, di accettazione o di rifiuto, e dunque a una precisa responsabilità morale.
Settimana Santa Pasqua
9. Passioni.
Devozioni e drammi di Cristo nell'Italia della controriforma.
Prima della riforma la massa di fedeli praticava una religione dimostrativa in cui le processioni, i
pellegrinaggi e il culto delle reliquie occupavano quasi importante almeno quanto i sacramenti e l'orazione. Il
sacro e il profano non erano distinti e la fede si mescolava il meraviglioso. La passione di Cristo era al centro
della vita spirituale e cultuale. La presenza di elementi della pietà medievale considerati incongrui e
aspramente criticati dai protestanti produsse una profonda opera di riforma del culto della devozione in
ambito cattolico. La riforma riuscì a rispettare e rinnovare il sentire rituale della tradizione accogliendo e
inglobando anche le richieste dei protestanti.
In questo tentativo di riforma la Passione assume un ruolo centrale nel tentativo di conciliare interiorità ed
esteriorità.
Tre date importanti che sancirono la fine delle rappresentazioni della Passione:
1539 Papa Paolo III proibì a Roma la rappresentazione della Passione del Gonfalone al Colosseo.
1548 il Parlamento di Parigi vietò le rappresentazioni sacre della Confrèrie de la Passion.
1565 Carlo Borromeo proibì la rappresentazione della Passione che venne sostituita da una esposizione dotta
e seria dell'argomento da parte dei predicatori.
PROCESSIONI DRAMMATICHE
Le processioni del giovedì e del venerdì Santo sono il fulcro della devozione. Statue e gruppi processionali
vennero pensati come efficaci sostituti delle sacre rappresentazioni.
A Milano nel Seicento troviamo tutte le principali tipologie di rappresentazione drammatica della passione
aventi come protagonisti dei simulacri.
1587 processione con i misteri, simboli o statue rappresentati i diversi episodi della passione che sfilano in
corteo, questa processione è stata inventata dal vescovo di Novara Carlo Bascapè.
I francescani osservanti mettevano in scena il venerdì Santo la deposizione di Cristo, che, in alcune zone
dell'Europa aveva assunto un aspetto più teatrale e meno liturgico, proprio con l'adozione a partire dal XIV
secolo, delle sculture lignee di crocifissi con gli arti snodabili.
I gesuiti organizzarono dal 1633 il funerale di un simulacro di Gesù Cristo morto accompagnato da quello
dell'Addolorata che si svolgeva per le vie principali di Milano.
Le processioni con simulacri simboli della passione modificarono anche le tradizionali versioni locali della
settimana Santa dando origine a forme ibride e a complesse rappresentazioni processionali della Passione che
finirono per reintrodurre in qualche modo dialoghi, narrazioni,parti recitate o cantate, quadri viventi dei
personaggi interpretati da persone in carne e ossa, allestimenti marcatamente teatrali.
Esempio il MORE VENETO del venerdì santo. A Venezia ma anche inaltre del nord come Cremona e
Novara il venerdì Santo si svolgevano delle processioni portando per le vie il Santissimo Sacramento. Ciò
era in contraddizione con quanto emesso dalla Congregazione dei riti che vietava la consacrazione
eucaristica e anche la comunione il venerdì Santo. Tuttavia gradualmente si impose la distinzione tra culto
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: DGalli
Visite: 2976
Downloads : 19
Universita: Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Data di caricamento: 07/06/2013
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome