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antropologia culturale, Appunti di Antropologia Culturale. Università di Napoli Federico II

Antropologia Culturale

Descrizione:  antropologia
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La teoria funzionalista vede il suo principale rappresentante in Bronislaw Malinowski
(1884-1942). La scuola funzionalista privilegia la ricerca sul campo e l’osservazione
diretta dei fenomeni culturali.
Malinowski infatti visse a lungo in Melanesia, studiando la popolazione dei
Trobriandesi. La sua opera Gli Argonauti del Pacico occidentale resta un modello di
monograa antropologica. Il testo inaugura una nuova epoca, in quanto l’osservazione
partecipante permette all’antropologo di entrare nel cuore dei problemi culturali e di
capirne il signicato.
L’opera descrive la vita di villaggi melanesiani, ne esamina gli elementi culturali e si
ferma a osservare una pratica di scambio rituale chiamato kula, un fenomeno di
notevole rilevanza sociale che occupa un posto fondamentale nella vita tribale degli
indigeni. Si tratta di uno scambio cerimoniale di collane di conchiglie rosse e
braccialetti di conchiglie bianche, che circolano le prime in senso orario i secondi in
senso contrario: lo scambio coinvolge isole e arcipelaghi anche lontanissimi dalle
Trobriand.
Gli oggetti kula circolano in continuazione, restando nelle mani dei loro possessori solo
per un periodo limitato di tempo. Essi vengono barattati nel corso di visite cerimoniali:
il fenomeno ha quindi una funzione rituale che mette in luce la grande legge della
reciprocità. Lo scambio di tipo cerimoniale ha la funzione di mantenere e raorzare i
rapporti fra individui e gruppi, ad esso è connesso anche lo scambio di beni economici,
ancorché in maniera secondaria.
Gli studi sul campo di Malinowski fecero piazza pulita di molti luoghi comuni diusi
dall’evoluzionismo. Malinowski rigetta l’esistenza di un comunismo primitivo come
caratteristico dei popoli selvaggi, e al tempo stesso riuta di vedere negli indigeni
l’incarnazione dell’uomo economico primitivo. Egli sostiene che il trobriandese lavora
spinto da motivi assai complessi di natura sociale e tradizionale, mirando a obiettivi
che non sempre hanno a che vedere con l’immediata utilità. Esiste una complessità
delle azioni umane, che non possono essere ridotte soltanto alla sfera economica.
Un altro luogo comune (che persiste talvolta nella mente dei giornalisti attuali) è
quello della promiscuità primitiva. Malinowski sostiene che non è mai esistita questa
pratica. Già nel 1913 aveva pubblicato un testo, La famiglia tra gli aborigeni
australiani, in cui aermava in maniera inderogabile: “gli aspetti sessuali della vita
sociale degli australiani, lungi dal possedere i caratteri della promiscuità
indiscriminata, sono al contrario soggetti a strette norme, a restrizioni e a
regole” (Malinowski, 1963, 123).
All’ipotesi della promiscuità primitiva Malinowski oppone elementi ricavati
statisticamente, che evidenziano come la famiglia nucleare sia di gran lunga la più
praticata e la più diusa. La famiglia elementare è per Malinowski la cellula originaria
della società, in quanto è il luogo della riproduzione biologica e dell’educazione
culturale. Nel suo ambito è bandito l’incesto, in quanto disgregherebbe la famiglia e i
rapporti che si instaurano intorno ad essa, rapporti che sono i modelli delle altre forme
istituzionali.
La società risulta essere il prodotto dell’estensione dei rapporti familiari, e la pratica
della esogamia, cioè lo sposarsi fuori dal proprio gruppo di parenti stretti, costruisce
una rete di rapporti di anità con membri diversi da quelli familiari. La società si
sviluppa dall’estensione dei legami familiari, in quanto gli ani, cioè i parenti acquisiti,
si comportano come i parenti di sangue.
Nel testo Una teoria scientica della cultura, uscito postumo nel 1944, Malinowski
elabora una teoria generale secondo la quale la cultura rappresenterebbe un
complesso apparato spirituale, materiale e comunicativo, con il quale gli esseri umani
risolvono problemi specici e soddisfano bisogni fondamentali. Gli esseri umani
risolvono i problemi materiali con risposte culturali: al bisogno di cibo rispondo con
l’elaborazione delle strutture economiche, con le modalità degli usi culinari e delle
buone maniere a tavola.
Al bisogno primario di riprodursi e all’istinto sessuale, l’essere umano risponde con
l’organizzazione dei sistemi di parentela e degli scambi matrimoniali entro leggi
precise e codicate. Dalle risposte ai bisogni primari nascono bisogni secondari o
derivati, che coincidono con l’esigenza di organizzare e di mantenere la coesione
sociale, a cui si risponde con le istituzioni politiche ed economiche. Nascono ulteriori
bisogni chiamati “integrativi”, che accedono al livello del simbolico e che soddisfano
altre necessità. Si tratta del linguaggio, della tradizione orale e scritta, dell’arte, delle
forme mitologiche e teologiche, della religione e della magia.
L’idea fondante di Malinowski è che ogni istituzione culturale, anche la più esotica e
bizzarra, assolve a una funzione specica. Malinowski ha anche confutato la teoria di
Freud circa la universalità del complesso edipico. E’ interessante notare che gli studi di
Malinowski sulla famiglia australiana sono dello stesso anno (1913) in cui esce il testo
di Freud Totem e tabù, che raccoglie saggi pubblicati tra il 1911 e il 1912. Si tratta di
due testi in aperta contraddizione. Totem e tabù risulta essere un mito posto al di fuori
del tempo e dello spazio, che racconta la leggenda di un’orda primitiva retta da un
padre-padrone, che proibiva ai suoi gli l’unione con le donne
Gli aborigeni australiani che Malinowski descrive danno un’immagine totalmente
diversa di primitivismo, in quanto sono sottoposti a strette norme, a restrizioni e a
regole di carattere simbolico. Nelle società melanesiane a carattere matrilineare non
esiste la costellazione nevrotica del complesso di Edipo, secondo il quale il bambino
vorrebbe uccidere il padre e unirsi alla madre. In realtà la situazione della famiglia
trobriandese presenta una totale diversità. Il padre è una gura amichevole e gentile,
che non obbliga il glio a nessuna costrizione. Tale compito è piuttosto svolto dallo zio
materno che rappresenta l’ordine e la legge, e a cui il nipote è tenuto ad obbedire. Il
tabù più forte non è nei confronti della madre ma della sorella, e questo starebbe a
dimostrare come la legge della esogamia (sposarsi fuori dal proprio gruppo familiare)
sia in realtà all’origine del tabù dell’incesto. Se un soggetto si priva dell’unione con la
sorella, può dare la ragazza a un altro uomo che diventa suo cognato, e con cui
stabilisce legami perenni di anità, di mutua assistenza e di reciprocità.
Altro esponente del funzionalismo fu Radclie-Brown, che formulò il concetto di
“struttura sociale” come rete di relazioni istituzionali tra i gruppi per realizzare
l’organizzazione sociale. Gli studi di Radclie-Brown furono orientati sui sistemi di
parentela degli australiani. In tal senso egli rivide la teoria del totemismo denendolo
per ciò che esso è: una forma strutturale di organizzazione sociale.
Presso i popoli che si riconoscono discendenti da animali sacri, il mondo della vita
animale è rappresentato in termini di relazioni sociali simili a quelle delle società
umane. Gli animali sacri sono visti come forme simboliche che determinano una serie
di scambi: mentre è impossibile mangiare la carne del proprio animale-totem, è
possibile mangiare quella di un totem diverso. Tale norma potenzia gli scambi
alimentari, ed esprime simbolicamente le modalità degli scambi matrimoniali: coloro
che appartengono a un determinato totem non possono che sposarsi fuori del proprio
clan.
Radclie-Brown formò un’intera generazione di antropologi tra cui Evans-Pritchard, che
studiò i sistemi di pensiero legati alla magia e alla stregoneria fra gli Azande e i
modelli organizzativi dei Nuer, una popolazione del Sudan. Egli formula
un’interessante distinzione a proposito della magia degli Azande. La magia è vista
come forma buona di azione rituale, volta a tamponare le negatività che incombono
sulla vita umana. La stregoneria è invece un’azione segreta, notturna, compiuta da
persone semi-mitiche che volerebbero di notte, e che causerebbero mali, disgrazie e
sventure. La lotta contro la stregoneria può essere fatta solo da esseri umani che siano
maghi, cioè che conoscono l’armamentario simbolico per opporsi al negativo.
Evans-Pritchard contribuì a formulare un nuovo modello delle scienze antropologiche,
rivendicando la loro storicità. Egli infatti abbandonò il modello organicista tipico della
scuola inglese, per sostenere che l’antropologia sociale è una sorta di storiograa, e
quindi in ultima analisi di losoa dell’arte (Evans-Pritchard, 1962, 26).
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Universita: Università di Napoli Federico II
Data di caricamento: 15/07/2011
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