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Avalle, Cassola, Maranzana, Cultura pedagogica. La storia,Torino, Paravia, 2000, Sintesi di Storia Della Pedagogia. Università Alma Mater di Bologna

Storia Della Pedagogia

Materie simili: Storia, Pedagogia
Descrizione: Manuale di storia della pedagogia (Prima parte)
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Universita: Università Alma Mater di Bologna
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CULTURA PEDAGOGICA La Storia

LOCKE come molti giovani del suo tempo delle classi colte viene proiettato agli studi classici diventando medico. Nonostante ciò si occupa di problemi politici ed educativi. Si pone come uno dei maggiori rappresentanti della monarchia costituzionale e del liberalismo politico. Egli sostiene che la società si deve fondare su un contratto sociale in cui tutti gli uomini non affidano i propri beni al sovrano ma li distribuiscono tra loro con a capo un uomo di fiducia che tramite delle leggi specifiche regolarizza ogni cosa nel rispetto di tutti. Cosi per L. nasce il bisogno di formare un individuo in grado di controllare fedelmente i beni all’interno della Stato. Partendo dall’idea che per L. gli uomini sono quel che sono per effetto della loro ed., dunque l’ed. assume un significato sia individuale che politico. Bisogna formare un uomo completo ma anche un individuo socialmente adatto a governare e a vivere con gli altri. L’ed. non è solo la somma della conoscenza e di norme di condotta, ma deve dotare l’allievo di una propria liberta che lo porta ad acquisire tutte le conoscenze che possono servirgli nel corso della vita. L. è contro l’innatismo cartesiano poiche sostiene che le idee provengono dall’esperienza. Il bisogno di educare parte dal fatto che la mente umana deve essere considerata come un insieme di capacita conoscitive che si attivano quando le idee semplici (dall’esperienza interna ed esterna) vengono elaborate, confrontate e giudicate per produrre ulteriore conoscenza. La sua opera pedagogica è la raccolta di 217 Pensieri sull’Educazione in cui non tratta l’ed. in generale ma propone delle riflessioni sulla formazione dei Gentlemen inglesi che devono guidare le sorti dell’Inghilterra. Mentre per i ceti poveri sono sufficienti le Working Schools che coniugano il lavoro con la presenza forzata in chiesa tutte le domeniche.

L’ed del gentlemen non avviene in una scuola pubblica ma all’interno della famiglia stessa sotto la guida del padre e di un precettore privato in grado di comprendere psicologicamente l’allievo attraverso l’osservazione , in modo da adeguare l’ed. alle sue caratteristiche individuali, egli si concentrerà non solo sull’istruzione ma anche sulla formazione del carattere dell’allievo. L’ed. è vita, non solo preparazione ad essa, per questo sostiene l’open education, che valorizza la liberta e la creatività dell’allievo per condurlo all’autodominio o self-control. La formazione dell’uomo si attua nelle 3 dimensioni: civiltà, saggezza e cultura, contesti necessari per migliorare noi stessi e il nostro rapporto con il mondo. L’esercizio costante serve a produrre l’abitudine che porta l’allievo ad acquisire abilità e senso di responsabilità. L. favorisce il gioco e il lavoro, attraverso cui i bambini esprimono liberamente la loro creatività e si impegnano in attivita che li faranno crescere oltre che moralmente anche professionalmente.

ROUSSEAU Viene collocato tra l’Illuminismo e il Romanticismo. I lumi celebrano la Ragione mentre R. il sentimento, la società borghese esalta le etichette mentre R. ciò che è selvaggio. Per R. la società illuminata è solo un insieme di uomini artificiali e di passioni fittizie, l’individuo nella società è privo di liberta perche pone la sua vita al centro della dipendenza dagli altri, dai giudizi altrui deriva il sentimento della propria esistenza, generando il male sociale. Il solo modo per sovrastare questa corruzione sociale è quella di rifondare la società stessa attraverso la riscoperta della bontà umana nelle sue origini. Per farlo R. non pensa di riportare l’uomo alla condizione di selvaggio, sia xche la società non si puo distruggere sia xche non si puo dimostrare che tutto il bene risiede nella natura e tutto il male nella società. Bisogna riorganizzare quindi la società su basi nuove, una nuova ed. che forma un uomo nuovo. Locke puntava all’ed. di un giovane ben inserito nella società che non rinuncia alle differenze e ai privilegi di classe, R. invece punta alla

formazione di un cittadino che è in grado insieme agli altri di fondare una società basata sulla giustizia e sull’uguaglianza. Per rendere piu simile lo stato di società a quello di natura si parte dall’ed. dello sviluppo naturale del fanciullo, in cui rispettando l’itinerario educativo e la naturalita dell’uomo si rispettano anche le varie fasi dello sviluppo psicologico dell’allievo (bisogni, interessi, inclinazioni) che ne salvaguardano l’individualità e la libertà. Da queste basi parte la grande opera di R…

L’EMILIO un romanzo pedagogico composto tra il 1753-54 e pubblicato nel 1762. E’ strettamente legato alle opere:

La Nuova Eloisa 1761, rinnovamento della vita amorosa e famigliare, Il Contratto Sociale 1762 che definisce le modalità collettive e politiche.

Il tema fondamentale dell' Emilio consiste nella teorizzazione di un'ed. dell'uomo in quanto tale attraverso un suo ritorno alla natura. R mette in evidenza i bisogni più profondi del bambino valorizzando le caratteristiche specifiche dell'infanzia in cui il bambino è al centro della riflessione pedagogica. Alla base di questo romanzo vi è un'accesa polemica contro la pedagogia di quel tempo e R. attua una critica nei confronti dei Gesuiti e dei collegi sostenendo che le tecniche educative da loro attuate sono artificiali e trascurano i veri bisogni dell'essere umano. Noi nasciamo deboli e abbiamo bisogno di forze, nasciamo sprovvisti di tutto e abbiamo bisogno di assistenza, nasciamo stupidi e abbiamo bisogno di giudizio. Tutto ciò che non abbiamo alla nascita e di cui abbiamo bisogno da grandi, ci è dato dall'ed. Per gran parte del testo Emilio è davvero poco più che un nome per identificare un percorso pedagogico, compaiono anche altri bambini nelle singole narrazioni e, spesso, una sorta di fanciullo universale, certamente Emilio è l'oggetto del discorso ma il vero protagonista è lo stesso R. nella duplice veste di narratore-pedagogista e di personaggio reale (il maestro). Bisogna scegliere se educare secondo i principi della società (formando un cittadino) o secondo quelli della natura (formando un uomo) dato che è impossibile perseguirli entrambi.

R sceglie l’ed. naturale che dura 25 anni e comincia dalla nascita, periodo fondamentale per la base della crescita e delle conoscenze attraverso la figura iniziale della madre che lo nutre e lo alleva e successivamente del padre (o precettore) che gli dedica l’intera vita. L’ed. naturale va condotta in mezzo alla natura lontano dalla corruzione della società. Emilio è un bambino orfano e nobile (il povero diviene uomo da sè), che verrà condotto in una campagna dove maturerà sotto la guida vigile ed attenta del precettore. Il ruolo dell'educatore é quello di ritardare l'apprendimento delle discipline per far vivere al fanciullo la propria infanzia felice. La formazione dell'uomo naturale, esemplificato in Emilio, si compie attraverso cinque grandi tappe che R. affronta nei cinque libri della sua opera, in cui divide lo sviluppo umano in fasi di cui descrive le modalità caratteristiche nella dimensione cognitiva ed affettiva, anticipando così lo studio della psicologia evolutiva.

Libro I (0-3 anni) enunciazione del gran principio della bontà originaria dell’uomo anche se la crescita del bambino dipende dall’ed. impartita da tre maestri: - la natura provvede allo sviluppo interno delle nostre capacità e dei nostri organi, - gli uomini all’uso che ne facciamo, - le cose all’acquisizione dell’esperienza e degli oggetti. Se questi 3 contributi si contraddicono l’alunno sarà educato male, se invece vi è armonia tra loro, l’allievo realizzerà la propria natura e manterrà la propria interiorità dinanzi alla società.

Libro II (3-12 anni) parla dell’apprendimento del linguaggio (secondo R. i bambini parlano ancora prima di parlare, vocalizzi, gesti, mimiche facciali). Il linguaggio infantile non servirà all’Emilio solo per comunicare, ma anche per rendere partecipi gli altri dei propri pensieri e delle proprie intenzioni. L’unico modo per favorire la felicita dell’alunno è quello di educarlo a commisurare i suoi desideri con le sue possibilità in modo che percepisca i suoi limiti in maniera naturale. Non bisogna inculcargli la nostra verita e virtu, ma proteggere il suo cuore dal vizio e la sua intelligenza dall’errore, rispettando le leggi

della natura che non insegnano mai il male. L’ed. del precetto si baserà sul cacciare le cattive influenze.

Libro III (12-15 anni) analizza il periodo dell’intelligenza, in cui l’allievo deve essere amministrato dal punto di vista intellettivo, xke all’attività del corpo, che si sta sviluppando, subentra quella dello spirito e della mente che cerca di istruirsi. Il compito del precettore sarà quello di allenare Emilio a rendersi conto autonomamente del xke i fatti accadono, esaminando cosi ogni oggetto che vede, ed. incentrata sulla soluzione dei problemi.

Libro IV (15-20 anni) In questa fase Emilio impara a ragionare in modo astratto e cambia cosi il suo percorso educativo. Il precettore evita le occasioni che portano all’insorgere precoce e incontrollato delle passioni e attraverso l’ed. sessuale chiama ogni cosa con il proprio nome, spiegando la differenza dei sessi, visto che chi non conosce il male non conosce nemmeno l’esistenza di ciò che è vergognoso e disonesto. Emilio sarà preparato ad affrontare la vita amorosa, che avverrà quando lascerà la campagna per andare a Parigi. La sua compagna ideale si chiamerà Sofia e sarà complementare ad esso, e anche se al momento e’ ancora una figura immaginaria lo aiuta a tenerlo lontano dalle tentazioni. Emilio non verrà educato ad una religione specifica, ma attraverso la propria ragione potrà scegliere quella piu vicina ai suoi valori. Qui R. inserisce l’esperienza autobiografica della sua fuga da Ginevra e dell’incontro a Torino con un anziano sacerdote che gli insegna i fondamentali principi religiosi.

Libro V Emilio dopo un lungo viaggio a piedi e in compagnia del precettore incontrerà Sofia, figura attraverso cui R. espone la sua concezione sulle donne e sull’ed. femminile, che per la sua versione ancora fortemente maschilista, giudica la donna passiva e debole, con l’unico scopo naturale del matrimonio e della procreazione (scopo dell’ed. femminile). Emilio resterà separato da lei durante un lungo viaggio di 2 anni, periodo in cui impareranno il valore della fedeltà e il precettore curera’ la formazione democratica di Emilio, affinché divenga un cittadino

esemplare. Il viaggio è un concetto fondamentale per la crescita e la conoscenza dell’individuo in cui apprende dai vari popoli, soprattutto in questo caso, dalla povera gente di campagna il vero volto dell’indipendenza e della libertà (richiama il Contratto sociale). Al rientro dal suo viaggio sposerà Sofia e creerà la sua famiglia con l’arrivo di un figlio. A questo punto il precettore, ormai grande amico, abbandona l’Emilio dopo essersi assicurato di averlo trasformato da allievo di un tempo ad educatore dei suoi figli.

I Discorsi opera che in gran parte puo essere letta come una riflessione sulla natura dell’uomo, sulle caratteristiche negative della sua condizione sociale e attraverso cui porne rimedio. Nel primo Discorso descrive le scienze, le arti e le lettere come dei vizi che anziche contribuire alla felicita dell’uomo hanno solamente consolidato la corruzione morale. Nel secondo Discorso, la proprietà (fondamento della società borghese), indica l’origine della disuguaglianza e dell’ingiustizia.

ILLUMINISMO FRANCESE

Il pensiero pedagogico dell’Illuminismo francese è caratterizzato da due eventi storici: 1762 Gesuiti cacciati dalla Francia, 1789 inizio della grande Rivoluzione che modificherà le strutture politiche e sociali. Intellettuali, politici e amministratori costruiscono un dibattito globale sull’ed., dove vengono messe in discussione l’organizzazione della scuola tradizionale nelle agenzie che la monopolizzano, proponendo cosi nuovi modelli formativi piu coerenti con la religione e la natura.

HELVETIUS con l’opera Dello Spirito 1758 stabilisce il rapporto tra ed. e personalità, chiedendo una riforma sociale e politica in grado di assicurare uno sviluppo positivo dell’uomo. L’ed. deve concentrarsi piu all’esercizio fisico e allo studio della storia, matematica, fisica e della morale sociale, favorendo l’inserimento del giovane nella società. H. attacca il monopolio educativo della chiesa, che secondo lui è l’ostacolo principale x la riforma dell’ed. e lo Stato deve intervenire contribuendo a rendere la scuola obbligatoria e gratuita per tutti, migliorando cosi anche le condizioni dei poveri. Il libro attrasse un immediato interesse da parte degli ambienti più progressisti, ma l'autore fu anche perseguitato a causa delle pesanti critiche negative espresse dal Delfino figlio del re Luigi XV, dall'università della Sorbona, dal parlamento di Parigi e dal clero francese. H. dovette ritrattare per ben tre volte, ma alla fine il suo libro fu pubblicamente bruciato sul rogo.

LA CHALOTAIS pubblica nel 1763 Ed. Nazionale o Piano di studio della gioventù per reagire ai difetti dell’ed. tradizionale sull’insegnamento delle virtù morali e politiche e sull’ed. corporea e per l’eccessiva autorità ecclesiastica propone un piano generale di studi fondato sulla natura dello spirito, sui fatti costanti e sui principi della conoscenza umana. Lo Stato, responsabile di tutti i cittadini indistintamente, dovrebbe evitare di introdurre nell’ed. la diffusione dell’istruzione popolare (colpevoli alcuni ordini religiosi). Un’ed. pubblica e laica ma non universale perche pericolosa per l’ordine sociale e il suo progresso.

ROLLAND non condivide il pensiero di La Chalotais, 1768 Relazione sostiene che l’istruzione deve essere propagata universalmente. Il progresso sociale richiede l’uniformazione dei comportamenti e dei modi di pensiero e l’istruzione è lo strumento essenziale per ottenere questo risultato, ma non tutti possono usufruirne alla stessa maniera poiche le distinzioni naturali devono essere riconosciute.

Dà molta importanza alla formazione dei maestri.

DIDEROT oltre alla creazione dell’Enciclopedia, nel 1770 redige per Caterina II di Russia Piano di un’Università per il Governo di Russia una delle prime proposte di riforma del sistema scolastico di base illuministica in cui scuola ed ed. devono salvaguardare la felicità dell’individuo. D. polemizza sulla scuola tradizionale, avvisando che Classicismo e Verbalismo servono a formare solamente preti, monaci e filosofi, mentre le scuole dovrebbero insegnare tutte le conoscenze che servono ad un cittadino per comprendere la società ed inserirsi in essa. Quindi scuola obbligatoria statale col criterio di scelta e distribuzione delle discipline dove quelle piu utili vanno collocate nelle scuole inferiori frequentate da tutti, mentre negli studi superiori si inseriscono le altre materie, come le lettere classiche che hanno meno importanza per il vivere sociale. Le università tradizionali vengono affiancate alle scuole superiori di politica, arte militare, marina ed agricoltura in modo da formare tecnici e professionisti necessari per lo sviluppo della Russia e della Francia. TURGOT con Memorie al Re 1775 condivide la posizione di Rolland e chiede che vanga istituito un Consiglio della Pubblica Istruzione per diffondere la cultura a tutto il popolo in modo da comprendere gli obblighi verso la società e verso chi li protegge. Da ciò si deduce la sua intenzione nel voler scolarizzare tutti i cittadini con lo scopo di controllarli politicamente.

PERIODO RIVOLUZIONARIO 1789-1795

La difficile situazione della scuola francese durante l’ancien regime è dimostrata nei documenti ufficiali Cahiers de doleances raccolti dall’aristocrazia, clero e Terzo Stato e portati all’Assemblea degli Stati Generali (convocata nel 1789 prima dello scoppio della Riv. Francese). Da questa assemblea emerge un quadro disastroso in cui la Francia detiene un elevatissimo analfabetismo (75%) a causa delle pochissime scuole elementari per la maggiore religiose e le Università, anch’esse

di stampo religioso che privilegiano la formazione umanistica non coincidente con le necessità della società. Dinanzi a tale disagio l’ed. popolare non viene vista come un problema prioritario, né tantomeno quello di inserire un’istruzione laica. In questo contesto iniziano i primi progetti di riforma che avanzeranno con successo nella Rivoluzione. Durante la Riv. vi sono diverse proposte riguardanti il ruolo dell’Ed.:

MIRABEAU con i Discorsi appoggia l’istruzione attraverso la scuola statale ed il diritto del cittadino a riceverla, ma nel rispetto della libertà individuale non deve essere né obbligatoria né gratuita e attraverso il controllo sociale permette gli interessi della popolazione piu ricca.

TALLEYRAND col Rapporto sull’istruzione pubblica 1791 afferma che la Rivoluzione e la Costituzione non avrebbero alcun senso se l’ed. popolare non favorisca l’uguaglianza, dove la scuola inferiore deve essere gratuita ma non obbligatoria per il rispetto della libertà individuale. Sistema scolastico diviso in : - Scuole Cantonali - primarie, con catechismo repubblicano, - Scuole Distrettuali – secondarie, - Scuole Dipartimentali – specialistiche, - Ist. Naz. Univ. a Parigi.

COSTITUZIONE DEL 1791 stabilisce che verrà creata e organizzata un’istruzione pubblica gratuita e comune a tutti i cittadini.

CONDORCET autore del progetto piu completo della riforma scolastica durante la Riv. redige Memorie sull’istruzione pubblica 1791, Rapporto e progetto del decreto sull’organizzazione generale dell’istruzione pubblica 1792. Secondo C lo scopo principale dell’ed. è quello di offrire a tutti i cittadini i mezzi x provvedere ai propri bisogni ed esercitare i propri diritti.

La scuola deve limitarsi all’insegnamento fondato sui fatti e non ospitare opinioni politiche o religiose che aspettano alle famiglie e alle chiese. Egli in nome dell’uguaglianza è favorevole all’istruzione femminile, importante per ll’armonia della famiglia e l’educazione dei figli. Il suo progetto presenta 5 gradi di istruzione gratuiti ma non obbligatori: - Scuola primaria di 4 anni in cui vengono fornite le regole fondamentali x la vita sociale e l’utilizzo dei propri diritti attraverso l’ed. alla lettura, matematica, calcolo, ginnastica e soluzione dei problemi di vita pratica. - Scuole secondarie (scuole medie) per le famiglie che possono permettersi di far continuare gli studi al figlio anziche farlo lavorare. E’ un istituto tecnico-professionale e si studia matematica, st. naturale, chimica, commercio, sc. soo. e morale. - Istituti permettono un’istruzione completa in tutti i campi x coloro che vogliono approfondire gli studi e ricopriranno cariche pubbliche. - Licei (università) approfondimento delle materie insegnate negli istituti che andranno a formare gli studiosi di professione. - Società Naz delle Scienze e delle Arti che ha il compito di sorvegliare e dirigere le istituzioni culturali, nominando i ruoli dei prof nelle scuole inferiori, tranne in quelle primarie e secondarie che saranno scelti dai municipi e padri di famiglia.

Come l’Ass. Costituente e Legislativa, anche la Convenzione presenta progetti che seguono l’alternarsi dei gruppi politici, vi sono due schieramenti: Liberali-Moderati Lakanal, Daunou, Sieyes privilegiano un’istruzione statale gratuità a livello di base e non obbligatoria in cui vi è libertà di insegnamento. Giacobini privilegiano l’istruzione statale laica (con catechismo repubblicano), democratica e gratuita a tutti, non tutti favorevoli all’obbligo. Lepeletier istruzione obbligatoria 5-12 anni, in istituti di istruzione statali isolati dalle famiglie. Successivamente a Robespierre e ai Giacobini nel 1795 Lakanal propone un nuovo progetto di riforma globale con libertà d’insegnamento ma non gratuite e obbligatorie che proseguirà con la realizzazione del Direttorio:

Scuole primarie nei comuni e ridotte di numero. • Scuole centrali sostitutive dei collegi. • Scuole Speciali superiori fra cui una scuola normale per formare

gli insegnanti. • Istituto Naz delle Sc. E delle Arti.

NAPOLEONE mantiene molti aspetti della politica del Direttorio ma sulla base che la scuola doveva essere uno strumento dello Stato contribuisce ad un maggiore controllo dell’istruzione istituendo presidi, ispettori, esami e uniformità dei programmi. La scuola elementare viene nuovamente affidata alla chiesa, mentre per quelle medio-superiori viene ripreso il modello umanistico. Con la continua formazione tecnico-professionale N fa istituire le Scuole Normali Superiori e le scuole militari.

ILLUMINISMO ITALIANO

L’Illumisimo ha un suo sviluppo autonomo a Milano nel gruppo intellettuale l’Accademia dei Pugni che tra il 1764-66 pubblica il Caffè un periodico ispirato all’inglese The Spectator, in cui si propone una cultura finalizzata a liberare le menti dal pregiudizio attraverso il lume della Ragione che permette attraverso idee concrete il miglioramento della vita. In questo contesto troviamo:

GENOVESI che sosteneva che gli uomini sono quello che sono grazie all’educazione. G. dopo la riforma dei Gesuiti presenta una riforma dell’istruzione che viene bocciata perche troppo ambiziosa e costosa per le casse dello Stato, in cui prevede il coinvolgimento diretto dello Stato per organizzare una scuola elementare gratuita.

FILANGIERI sosteneva l’istruzione pubblica in quanto formava il cittadino attraverso leggi ed istituzioni educative che avevano reso grandi Roma e la Grecia. Propone una scuola pubblica e universale ma divisa in due classi di cittadini.

L’Ed. della prima classe o dei Lavoratori gratuita dove i bambini vengono affidati fino a 18 anni ad un custode che gli insegna giusto a leggere, scrivere, fare i conti e attraverso l’ed. morale a renderli degli ottimi lavoratori e cittadini obbedienti.

L’Ed. della seconda classe a pagamento, svolta in collegi di Stato ha un livello culturale piu elevato per le classi che detengono il potere e che quindi devono essere in grado di gestirlo attraverso il lume della Ragione. Si studia fino a 19 anni vertice scolastico in cui si apprende l’Ed alla Ragione.

• Per i poveri con talenti intellettuali verrà istituita una Cassa d’Educazione che pagherà a loro gli studi.

ILLUMINISMO TEDESCO

La diffusione dell’Illuminismo nel mondo tedesco è caratterizzato dagli Stati e dai sovrani che vedono attraverso la riforma dell’ed. la possibilità di rinforzare il proprio potere e organizzare la società in base alle nuove esigenze. Si afferma inizialmente in Prussia con un moderato obbligo della scuola e pian paino si espande in tutto il regno. L’ed. popolare viene istituita dallo Stato che sostituisce la chiesa, ed ha il compito di formare sudditi piu obbedienti e prepararli a nuove tecniche lavorative. Ciò avviene attraverso sperimentazioni pedagogiche private o religiose:

Scuole rurali di ROCHOW che attraverso l’opera di Burns 1769 Sul carattere nazionale mediante le scuole popolari, R. estrae 4 elementi fondamentali per la scuola popolare: un buon maestro, buon ordinamento, un edificio adatto e un programma adeguato. L’obiettivo è di educare i giovani figli di contadini alla razionalità, in modo da produrre piu dignità alle persone e una migliore capacità produttiva. L’apprendimento della lettura non avviene attraverso la bibbia di famiglia, ma con poesie e letture divertenti.

Lo stesso R. scrive due libri per bambini, tra cui L’amico dei bambini 1776.

BASEDOW con i cambiamenti delle istituzioni scolastiche del XVIII sec B. propone un’ed. senza differenze di classe. Nel 1774 scrive il Manuale elementare e fonda il Philantropinum per futuri maestri e giovani dai 16-18 anni. Egli prevede un’istituzione elementare in due sezioni parallele:

Le grandi scuole gratuite per l’istruzione popolare che alfabetizzano e danno una cultura di base.

Le piccole scuole a pagamento per i figli dei borghesi, stessa preparazione delle grandi scuole ma approfondita (scienza, linguistica). Entrambe le scuole preprarano lo studente fino a 14 anni circa, per chi vuole continuare gli studi si iscrive al Gymnasium.

Egli mette in pratica le teorie di Locke e Rousseau.

ROMANTICISMO E IDEALISMO

L’800 è l’erede di due grandi rivoluzioni: la Riv. Industriale iniziata a metà del 700 in Inghilterra che portò ad un processo di trasformazione dell’economia e dei rapporti politico-sociali, cambiando la cultura e la visione del mondo occidentale e la Riv. Francese. Queste rivoluzioni e l’età dell’illuminismo aprono nuovi scenari pedagogici. L’illuminismo aveva posto l’accento sull’istruzione, sulla cultura scientifica, mentre la pedagogia romantica pone il fine dell’educazione nella formazione spirituale dell’uomo, con particolare attenzione all’aspetto morale. Questa tendenza neo-umanistica, concezione dell’uomo che si richiama a ideali classici, facendo prevalere la formazione della persona nella sua unità alla preparazione tecnico professionale, si opponeva all’enciclopedismo illuministico, proposta da alcune iniziative filantropiche tedesche. L’educazione romantica si preoccupa sì della formazione individuale della persona umana, ma non dimentica, che ciascun uomo con la sua libertà, con la sua individualità, è parte di un ambiente sociale al quale ognuno porta

contributo d’elevazione nella misura in cui è onesto, laborioso e perfetto nella sua umanità. Spesso il Romanticismo si preoccupa maggiormente della formazione individuale, del problema della conciliazione tra la sensibilità e la ragione, ma spesso si occupa anche della dimensione sociale dell’ed. (es.Pestalozzi). Il Romanticismo ha il suo maggiore sviluppo in Germania, dove dopo la metà del 700 movimenti come lo Sturm und Drang e il Neoumanesimo e intellettuali come Kant intrecciano il loro pensiero con la tradizione illumiinista, mentre altri fenomeni culturali, come Rousseau pensano a superarla. Durante il Romanticismo vi è un rinnovamento del concetto fondamentale di cultura, che non viene inteso come l’insieme delle conoscenze di un individuo ma la piena realizzazione delle potenzialità dell’uomo attraverso l’educazione.

FROEBEL viene definito il Pedagogista del Romanticismo. Discepolo di Pestalozzi soprattutto per averne ereditato l’atteggiamento verso l’infanzia. La madre morì quando lui aveva 9 mesi, forse fu proprio la mancanza di cure materne nell’infanzia che lo spinse ad interessarsi dell’ed. dei più piccoli. Una caratteristica di F. è l’amore per la natura (da piccolo lavorò presso un ispettore forestale in cui visse maggiormente a contatto con la natura). La ped e la didattica di F., era la derivazione di una concezione generale della realtà, che gli veniva suggerita in parte dal sentimento e in parte dalla corrente idealistico-romantica del tempo. Vedeva la natura e l’uomo come manifestazione dell’Assoluto. Nell’uomo che è l’espressione più alta della realtà, perché dotato di coscienza, è presente un’energia creatrice simile a quella di Dio. Lo stesso si può dire per il gioco del bambino, anche questo è l’espressione del suo spirito creativo, l’attività esclusiva e preminente nella quale lo spirito del bambino si manifesta. L’ed. si compie attraverso varie fasi, ciascuna delle quali condiziona la seguente, ma ognuna è valida e importante per se stessa. Non si può diventare veri uomini se non si è stati veramente bambini.

Egli creò l’Istituto generale tedesco di ed. una scuola che contava solo 5 alunni, ma che in seguito venne ingrandita, anche se non ebbe lunga durata per difetti amministrativi e per l’ostilità locale. Lo stesso anno F. creò la prima scuola per Maestre Giardiniere (il paragone tra educatore e giardiniere è stato utilizzato per la prima volta da Pestalozzi). In seguito F. fece varie esperienze in Svizzera e in Germania (diresse un orfanotrofio a Burgdorf), e nel frattempo pubblicò la sua opera più importante L’ed. dell’uomo 1826. Nel 1837 approfondisce le ricerche di Pestalozzi dell’età 0-6 anni, distinguendo l’educazione di questa età da quella successiva, la fanciullezza, che al prevalere del momento espressivo dell’infanzia si sostituisce quello dell’interiorizzazione. L’ed. trapassa in istruzione, gli oggetti di tale istruzione sono: la persona, Dio e la natura. Dà vita al primo istituto di ed. per bambini, che nel 1840 avrebbero chiamato Kindergarten “Giardino d’infanzia”, col termine giardino voleva alludere alla natura e alle cure del giardiniere. Nel Giardino d’infanzia il posto preminente è dato al fare attraverso l’azione del bambino che è il gioco, accompagnato dal canto, disegno, costruzioni e giardinaggio. Nel gioco il bambino dovrà avere qualcosa da usare che corrisponda alla psicologia del bambino e che ne sviluppi le forze nascoste educandole; nascono così i doni, oggetti appositamente studiati come strumenti didattici. Il primo dono è la palla, il giocattolo più elementare, che si presta a tutti gli esercizi, questi potranno essere accompagnati da filastrocche, canzoncine, poesie. Il secondo dono è costituito da una sfera, un cubo e un cilindro di legno. Nel dono precedente si dava importanza al colore, qui alla forma. La sfera rappresenta la forma più perfetta e più mobile. Il cubo suggerisce l’idea della stasi, della quiete, mentre il cilindro è la forma intermedia, la sintesi dei primi due. Il terzo dono è ancora il cubo, ma diviso in otto cubetti raccolti in una scatola, attraverso il quale (separando e unendo), il bambino afferra l’idea dell’unità e della pluralità. Il materiale da costruzione, diventerà più ricco nel quarto dono (cubo diviso in otto mattoncini) e nel quinto dono (cubo diviso in modo da

ottenere cubetti e prismi), nel sesto dono il cubo grande è composto di mattoncini interi e divisi a metà. Tutto questo materiale è adatto a fornire l’intuizione delle forme geometriche e del numero, ma si presta anche ad un’infinità di combinazioni di giochi, di esercizi linguistici secondo regole prestabilite. Ancora oggi parecchi giochi in uso per i bambini sono materiale Froebel (scatole per costruzioni, perline da infilare…). Nel 1851, la Prussia decretò la chiusura dei Giardini d’infanzia, perché impostati su di un’educazione “atea” e “socialista”. F. morì nel 1852 ma la sua istituzione sopravvisse a lungo e si diffuse in Europa e in America. In Germania i Kindergarten vennero riaperti dopo il 1860. In Italia il froebelismo godette di particolare favore dopo l’unità, ma si andò gradualmente sostituendo al metodo aportiano.

PESTALOZZI pedagogista svizzero, nato a Zurigo da una famiglia di origine italiana e allevato dalla madre e dalla governante, studia al Collegio di Zurigo con ottimi risultati e nel frattempo fa parte di una società segreta per abolire l’ancien regime. Nel 1768 Neuhof una fattoria costruita nei suoi terreni che fallisce dopo un paio di anni e la trasforma in una colonia agricola per orfani e trovatelli dove impartisce un’educazione elementare: leggere, scrivere, fare i conti e contemporaneamente li avvia al lavoro e all’istruzione. Ma la mancanza di esperienza e organizzazione lo conducono nel 1779 ad un nuovo fallimento che per la delusione lo porterà ad un lungo periodo di meditazione ed impegno socio-pedagogico, in cui scrive - Veglia di un solitario 1780, dove descrive la felicità dell’uomo solo attraverso il superamento dell’egoismo individuale basando i rapporti su fede e amore. - Leonardo e Gertrude 1781, romanzo pedagogico in 4 libri. Descrive la situazione di un villaggio immaginario vessato dall’egoismo di alcuni, specie del podestà Hummel, e il tentativo prima del muratore Leonardo e di sua moglie Gertrude, di migliorare la vita del popolo

ribellandosi alle sopraffazioni. Gertrude convince così il parroco ed il feudatario a sostenere gli oppressi grazie all’istruzione. Riescono a fare allontanare il podestà e nel villaggio viene creata una scuola basata sull’ istruzione elementare e sul lavoro. Il villaggio diventa un esempio di un nuovo ordine sociale basato sull’autogoverno e sul decentramento. Il maestro Gluphi dirige la scuola professionale a tempo pieno ove impartisce un’ed. integrale, contraria al verbalismo, fondata sulle regole del comportamento sociale (disciplina, ordine, igiene, dignità personale). Diversamente da Rousseau, i personaggi positivi di P., sono all’interno di un villaggio corrotto, non al riparo, in campagna. - Sulla Legislazione e l’infanticidio 1783, un atto d’accusa verso l’indifferenza delle leggi che portano tra poverta, prostituzione ed altro a questi delitti. Con l’istituzione della Repubblica Elvetica viene chiamato nel 1798 alla direzione dell’ Orfanotrofio di Stans in cui assiste ed istruisce i ragazzi vittime delle guerre in Svizzera. Nel 1799 ottiene un posto da insegnante a Burgdorf in cui sperimenta il suo metodo che lo porta alla notorietà in Europa. Da questa esperienza scrive:

Il metodo l’ABC dell’intuizione, Il libro delle madri Come Geltrude istruisce i suoi figli mette in luce l’importanza

della donna come persona ed educatrice, insistendo sul fatto che la madre è il modello pedagogico per eccellenza, sia per la sua sensibilità nell’insegnare ai figli, sia per la semplicità in cui lo fa. Quindi l’insegnamento deve partite dal nucleo familiare per poi concatenarsi in maniera graduale alla scuola.

Nel 1805 fonda un nuovo istituto a Yverdon che diviene il modello delle moderne scuole elementari, dove l’Intuizione, che è lo sviluppo principale della conoscenza umana si manifesta nella: forma la scrittura si apprende dal disegno, numero calcolo matematico, parola la lingua si apprende dall’intuizione sonora del canto.

P. intende l’ed. come libera e spontanea formazione della personalità del bambino, che lo deve guidare alla luce di una coscienza morale e religiosa verso la società e la vita. Secondo il suo metodo, giunto a buon fine nella sua scuola a Yverdon, i bambini invece di occuparsi dei ragionamenti e degli ideali dovrebbero essere istruiti con attività concrete e con le realtà oggettive e dovrebbero essere lasciati liberi di perseguire i propri interessi e di ricavare le proprie conclusioni dai concetti che gli vengono posti di fronte. Riferendosi essenzialmente a Rousseau, riconosceva anch’esso le immutabili leggi della natura, rinnegando ogni azione repressiva ed ogni punizione. Quest’ultima, secondo lui poteva solo aggravare il male, quindi egli si richiama all’amore materno e ad un rapporto fondato sulla bontà. Riteneva di fondamentale importanza il tendere a tener vivo lo stimolo ad apprendere, operando sulla mente del fanciullo con elementi presi dalla realtà. Accanto a questa didattica puerocentrica e concreta c’era l’interesse per la ginnastica, importante per il corpo che per la morale che se ne ricava. Altrettanto diceva della musica, per l’efficacia che possiede nel far nascere ed alimentare i più elevati sentimenti di cui l’uomo sia capace. P. si proponeva un’ed. sia del corpo che della mente, perché affermava che tutte le facoltà umane dovevano venir trattate con la medesima attenzione in modo che nessuna predominasse sulle altre. Il fine di questo ragionamento era la preparazione dell’individuo all’uso libero ed integrale di tutte le facoltà x diventare utile alla società. Le tre dimensioni/forze dell’uomo: Mente intellettuale, Cuore l’energia morale si esprime nella fede religiosa, senso estetico e fratellanza, Mano tecnica-professionale.

HERBART Herbart nasce in Germania nel 1776. Insegnò diversi anni in

Svizzera, dove s’interessò al lavoro di Pestalozzi. H. può essere considerato un pedagogista sperimentale,

oppositore dell’idealismo in nome del “realismo”. Egli ritiene che la pratica educativa debba essere sempre

sostenuta da un adeguato supporto teorico e definisce la pedagogia

come scienza dell’educazione che deve i suoi contributi sia all’estetica sia alla psicologia.

La psicologia è subordinata all’estetica e ha il compito fornire i mezzi per la concreta attuazione del processo pedagogico.

L’estetica ha invece la funzione di indicare il fine da realizzare nell’educazione.

Compito dell’educazione è lo sviluppo di una personalità che tenga conto dei seguenti valori morali derivati dall’estetica: idea della libertà interiore, della perfezione, del diritto, della benevolenza, dell’equità. L’interesse per la psicologia lo portò a scrivere un Manuale di psicologia e La psicologia come scienza.

Il bambino viene al mondo preda di impulsi che ostacolano il suo perfezionamento morale, compito dell’educatore è quello di mettere freno a questi impulsi.

L’apprendimento morale si apprende con l’istruzione e non con l’esperienza. E’ necessaria un’ “istruzione educativa” e la lezione deve svolgersi per gradi:

Chiarezza, • Associazione il maestro deve richiamare le informazioni già

possedute, • Sistemazione le nuove informazioni vengono presentate con

ordine e sintetizzate, • Metodo non solo esercizi formali ma anche attività pratiche e

lavoro.

RISORGIMENTO ITALIANO

Il Risorgimento italiano si ispira al Romanticismo e alla tradizione del pensiero religioso, ma il cattolicesimo da una parte si schiera contro e dall’altra promuove progetti di rinnovamento per la chiesa che porteranno maggiori contributi alla pedagogia cattolica in età risorgimentale. I maggiori esponenti sia laici che ecclesiastici rispettano la fede della chiesa ma sono aperti ad una maggiore cultura educativa.

ROSMINI nato nel 1797 laureato in teologia e diritto canonico. R. sostiene un’ed. in chiave religiosa dato che la conoscenza e l’amore di Dio costituiscono la parte essenziale dell’ed, mentre l’amore per le altre cose hanno solo un aspetto secondario. I fini dell’ed. si realizzano attraverso il metodo, che egli spiega nell’opera Del principio supremo della metodica, dove il principio è la legge della gradazione, secondo la quale si passa da ciò che si conosce a ciò che non si conosce attraverso il naturale sviluppo della conoscenza. Quindi bisogna procedere dall’universale al particolare, dalla sintesi all’analisi. R. è contro il dominio dello Stato riguardo al controllo del pensiero e al monopolio della cultura e dell’ed., ed è a favore della libertà di insegnamento, diritto di colui che non insegna l’Errore, riferendosi alla chiesa come la prima interprete della Verità.

CAPPONI nato nel 1792. Scrive Pensieri sull’ed. in cui critica i Gesuiti, Rousseau e il metodismo che pretende di modellare l’allievo anziché lasciarlo sviluppare autonomamente con l’autoeducazione, compito che non puo essere svolto da un maestro, dato che è qualcosa che trascende l’individuo, infatti il pensiero di C. non è legato all’ed. individuale, ma attraverso essa trovare la possibilità di trasformare la società. Ciò si realizza attraverso il pensiero dominatore, che deve risiedere all’infuori di noi e lo si puo trovare solo attraverso la religione, sola ed unica educatrice. Con ciò C. non intende esaltare l’ed. della chiesa, ma interiorizzare il pensiero dominatore del cristianesimo, principio che non intende sminuire la virilità dell’uomo. C. critica le eccessive attenzioni verso l’allievo, è contro il puerocentrismo e l’adultizzazione, i bambini vanno trattati da bambini, educati attraverso l’esempio e l’emulazione dai genitori che hanno il diritto naturale a crescerli a modo proprio.

PROBLEMA DELL’ED. POPOLARE

La cultura del Risorgimento italiano discusse il problema dell’ed. popolare. I liberali e i democratici erano per la diffusione di scuole di mutuo insegnamento, gli aristocratici finanziavano la creazione di

molti istituti, i sacerdoti si mettevano anche contro la chiesa, che li boicottava, per il loro istinto missionario alla creazione di scuole popolari. In questo periodo tutti i grandi teorici dell’ed. riscontrano nell’ed. popolare un nuovo scenario pedagogico, tra questi:

MAZZINI non ha composto opere strettamente pedagogiche, ma il suo pensiero politico sul valore dell’ideale della nazione è il prodotto di un processo educativo. L’ed. nella sua concezione etico-religiosa giustifica sia l’educabilità dell’uomo sia l’elevazione morale e politica dell’uomo, dato che senza un’ed. nazionale, moralmente non esisterebbe la nazione. Secondo M. l’ed. come la politica deve incentrarsi nella religione, perche la fede è l’unica possibilità per l’uomo anche se non è ancora educato. Attraverso l’ed. non si va a creare nell’allievo cio che in lui non esiste, ma porta fuori tutto quello che c’è già al suo interno. Egli definisce l’emancipazione politica e l’ed. popolare un progresso democratico e rivoluzionario.

APORTI è una delle figure più importanti della storia della scuola dell’800. Fu un uomo di solidi principi e di grande carità. Con l’avvento dell’era industriale si faceva sempre più pressante in Europa il bisogno di istituti per l’infanzia che custodissero i bambini degli operai e dessero loro una prima ed. ma in molti casi ci si limitava ad istituire delle sale di custodia e non veri e propri istituti educativi. I primi maestri di A. furono sacerdoti, forse per questo continuò i suoi studi in seminario divenendo sacerdote. Insegnò presso il seminario di Cremona ed ebbe la direzione delle scuole elementari dove si rese conto che i bambini del popolo che accedevano alle scuole elementari erano assolutamente impreparati per poter approfittare dell’istruzione che veniva impartita. Il primo asilo fu istituito nel 1828 a Cremona (che precedette di un decennio il Giardino d’infanzia froebeliano), era a pagamento ed ebbe l’approvazione del governo l’anno dopo.

Subito dopo A. si impegna per i bambini delle famiglie povere, aprendo un asilo d’infanzia gratuito che sottragga i fanciulli poveri, dai tre ai sei anni, all’ignoranza e all’indigenza. La permanenza dei bambini all’asilo dura dalle otto del mattino alle cinque pomeridiane, si fanno già esercizi preliminari per leggere e scrivere. Si cura l’ed. fisica con molti esercizi ginnici che abituano il corpo ad eseguire movimenti regolari e simultanei, l’ed. intellettuale che è la più trascurata, perché si crede che i bambini prima dei sei anni siano incapaci di applicarsi intellettualmente, l’ed. morale in cui il bambino deve essere protetto dai cattivi esempi e l’ed. religiosa per imparare le preghiere non in latino ma in italiano. Il principale scritto pedagogico di A. è il Manuale di ed. e ammaestramento per le scuole infantili 1833, che si divide in due parti, la prima tratta l’ed. infantile in generale denunciando gli errori relativi all’ed, la seconda tratta le materie ei metodi di ammaestramento. Le istituzioni aportiane si diffusero in tutta Italia, tranne nello Stato Pontificio, proibiti nel 1837 a causa di timori e pregiudizi infondati. Vi era una polemica tra aportiani e froebeliani su quale dei due fosse il metodo migliore. Il vantaggio di F. su A. è la concezione del gioco e il posto dato alle attività di carattere estetico. Il limite di A. è il tenere in scarsa considerazione le attività spontanee dell’infanzia e l’eccedere nello scolasticismo; l’aver concepito l’asilo in funzione della scuola elementare è il suo merito perché capì che l’educazione andava per tempo, soprattutto i bambini delle classi più misere, ma insieme il suo limite perché non considerò l’asilo come un istituto a sé, destinato a un’età con caratteristiche proprie fondamentalmente diverse da quelle dell’età scolastica. Le statistiche del primo novecento indicavano che l’ed infantile era generalmente affidata ad istituti in cui si adottava il metodo misto di A. e F. ambedue corretti. L’Aporti, non si è limitato a istituire la scuola per l’infanzia, ma s’interessò dell’istruzione elementare dei contadini e progettò un Istituto tecnico agrario di modernissima concezione.

DON BOSCO All’età 14 anni sente l’aspirazione alla vocazione educativa e sacerdotale.

Nel primo oratorio ospita 800 giovani, che con l’aiuto di don Rua e Cagliero, fonda la Congregazione Salesiana. Il termine “Salesiano” deriva dal nome del santo cui Don Bosco era molto devoto: S. Francesco di Sales. Le caratteristiche principali di questa congregazione erano la “carità”e la “bontà”, di cui aveva fatto esempio proprio quel santo durante la sua vita. Tutti i salesiani hanno la vocazione del donare e dedicare la propria vita agli altri. Per il suo bisogno di concretezza può essere avvicinato ai protagonisti del positivismo pedagogico, mentre per il suo desiderio di carità, di aiuto ai fratelli più deboli rientra nell’ambito del Cristianesimo. Il suo sistema educativo consiste nel lasciare ai giovani la libertà di fare le cose che preferiscono, poiché, ognuno fa con piacere quello che sa fare. Utilizza il sistema preventivo per far conoscere i regolamenti dell’istituto e poi sorvegliare in modo che gli allievi abbiano sempre puntato l’occhio vigile del direttore o degli assistenti, come padri amorosi che servono da guida ad ogni evento, diano consigli utili, mettendo gli allievi nella possibilità di non commettere errori. L’amore costituisce il cuore del metodo di Don Bosco predicando amorevolezza paterna che lega educatori e allievi. La figura dell’assistente, deve essere quella di una guida che mette gli allievi alla prova, in modo che non si possano scusare dicendo di non sapere ciò che fosse stato loro comandato o proibito: una presenza paterna e fraterna. L’ed. secondo lui è la grande arte di formare gli uomini affinché diventino utili cittadini e buoni cristiani, con lo scopo di formarli civilmente, fisicamente e moralmente. Il lavoro è mezzo e fine dell’educazione e serve all’elevazione educativa e sociale del popolo.

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