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Appunti di Diritto Civile - contratto di appalto privato, Appunti di Diritto Civile. Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia

Diritto Civile

Descrizione: Il contratto di appalto privato
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M
ICHELE
G
HIGGIA
IL RECESSO DEL COMMITTENTE NEL CONTRATTO DI
APPALTO (PRIVATO)
Sommario: 1. Introduzione. - 2. Le diverse fattispecie di recesso. - 3. Il recesso legale ex
art.1671 c.c. - 4. L’esercizio del diritto di recesso. - 5. Responsabilità contrattuale da atto lecito:
la natura dell’indennizzo. - 6. La quantificazione dell’indennizzo.
1. Introduzione.
L’art.1372 c.c., nel capo relativo agli effetti del contratto”, si occupa di
ricordare all’operatore del diritto, e invero a chiunque si avvicini alla
sottoscrizione di un contratto, la regola per cui il contratto ha forza di legge tra
le parti”.
Quale che sia la strada che si scelga di seguire nell’interpretazione della
norma
1
, è indubbio che tutte le ipotesi di recesso unilaterale sconvolgono
questa regola e devono perciò essere interpretate con grande attenzione.
L’art.1671 c.c., in materia di appalto, integra difatti una vistosa regola al
principio di immutabilità del contratto ammettendo che questo possa essere
terminato dall’iniziativa unilaterale del committente, il quale come si vedrà
Avvocato.
1
Vi è difatti chi la ricorda come una norma del tutto pleonastica e di sapore teoricoF.
G
AZZONI
,
Manuale di diritto privato, Napoli, 2004, p.759 e chi, all’apposto, la saluta ancora con favore, in
quanto designa il principio che il contratto è frutto, per ciascuna delle parti, di un atto di autonomia
privata, che esse possono compiere o non compiere, ma una volta che l’accordo si sia validamente perfezionato le
parti sono tenute a rispettarlo allo stesso modo in cui sono tenute a rispettare la legge”: F.
G
ALGANO
G.
V
ISINTINI
, Degli effetti del contratto della rappresentanza del contratto per persona da nominare, in
F.G
ALGANO
(a cura di), Commentario del codice civile Scialoja Branca, Bologna – Roma, 1993, p.3.
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può recedere anche se inadempiente e senza necessità di fornire
giustificazione alcuna.
2. Le diverse fattispecie di recesso.
Almeno tre sono le forme di recesso, astrattamente, a disposizione del
committente di un contratto di appalto privato.
In primo luogo ci si potrebbe riferire alle disposizioni generali sugli effetti
del contratto: l’art.1373 c.c. prevede la possibilità che a una parte contraente
sia attribuita la facoltà di recedere dal vincolo negoziale, decidendo dunque
singolarmente della sopravvivenza del rapporto instaurato
2
: nei contratti ad
esecuzione istantanea ciò è consentito finché il contratto non abbia avuto un
principio di esecuzione; nei contratti ad esecuzione continuata o periodica
anche ad esecuzione iniziata, ma il recesso non ha effetto per le prestazioni
già eseguite o in corso di esecuzione.
Ipotesi differente, che trova fonte direttamente nella disciplina codicistica
dell’appalto, è invece quella prevista dall’art.1660, co.2, c.c.: qualora, per
l’esecuzione a regola d’arte dell’opera, sia necessario apportare al progetto le
c.d. variazioni necessariee queste siano di notevole entità, è espressamente
previsto il diritto del committente di recedere dal contratto, previa
corresponsione all’appaltatore di un “equo indennizzo
3
.
Di origine codicistica è poi anche la fattispecie del recesso legale di cui
all’art.1671 c.c., su cui concentreremo l’analisi nei prossimi paragrafi.
2
Vedi F.R
OSELLI
, Il recesso dal contratto, in A.C
HECCHINI
,
M.C
OSTANZA
,
M.F
RANZONI
,
A.G
ENTILI
,
F.R
OSELLI
,
G.V
ETTORI
, Effetti del contratto, Torino 2002, p.686.
3
All’appaltatore è analogamente riconosciuto analogo diritto di recedere dal contratto
(ottenendo anche in tale caso una equa indennità”) qualora le variazioni necessariesuperino il
sesto del prezzo complessivo convenuto. L’utilizzo di due differenti termini all’interno della
medesima disposizione (indennizzo e indennità) viene interpretato riconoscendo maggiore
ampiezza all’“indennizzoda corrispondere in caso di recesso del committente. Cfr., sul punto,
G
IANNATTASIO
, L’appalto, in C
ICU
M
ESSINEO
(diretto da), Trattato di diritto civile e comm.,
Milano, 1977, p.192.
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3. Il recesso legale ex art.1671 c.c.
Nel corpo della disciplina del contratto di appalto, l’art.1671 c.c.
4
prevede
la facoltà per il committente di recedere dall’accordo anche se l’esecuzione
dell’opera o la prestazione del servizio è stata iniziata dall’altro contraente,
gravando però questa scelta con l’obbligo di indennizzare l’appaltatore delle
spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno”.
Ci si trova al cospetto di un contratto (l’appalto) non di durata, bensì ad
esecuzione semplicemente prolungata
5
: ciò rende la figura del recesso in parola
autonoma e incompatibile con quella, menzionata, di recesso nei contratti ad
esecuzione continuata e periodica ex art.1373.
La particolarità del recesso del committente ai sensi dell’art.1671 c.c., che
produce effetti ex nunc, ma influisce su di un contratto ad esecuzione
prolungata che, di per sé, dovrebbe consentire solo cause retroattive di
scioglimento, si spiega però facilmente qualora ne si osservi il meccanismo
di funzionamento.
Il diritto di recesso del committente, ascrivibile alla categoria dei diritti
soggettivi potestativi, può essere esercitato dal committente, in qualunque
momento dopo la conclusione del contratto e per qualsiasi ragione che lo
induca a porre fine al rapporto”. Mentre il compimento dell'opera risponde
esclusivamente all'interesse del committente, d’altro canto non è
configurabile un diritto dell'appaltatore a proseguire nell'esecuzione
dell'opera, avendo egli diritto solo all'indennizzo previsto da detta norma
6
.
In questo modo, la legge, pur ammettendo che una delle parti abbia diritto a
sottrarsi unilateralmente al vincolo contrattuale, vuole che all’esercizio di tale diritto
corrisponda una riparazione pecuniaria a favore dell’altra parte. L’obbligo di questa
riparazione vale a temperare l’esercizio del diritto di recesso
7
.
4
A mente del quale:“Il committente può recedere dal contratto, anche se è stata iniziata l'esecuzione
dell'opera o la prestazione del servizio, purché tenga indenne l'appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti
e del mancato guadagno”.
5
D.R
UBINO
,
G.I
UDICA
,
Dell’appalto. Artt.1655-1677, in F.G
ALGANO
(a cura di), Commentario del
codice civile Scialoja Branca, Bologna – Roma, 2007, pp.496-497.
6
Da ultimo, Trib. Roma, sez.X, 23 marzo 2010.
7
A.
D
E
C
UPIS
, Recesso dal contratto ed obbligo del recedente alla riparazione del danno, in Riv. trim. dir.
proc. civ., 1989, p.303.
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Il recesso è, in quanto tale, esercitabile ad nutum”, in qualsiasi momento
di esecuzione del contratto di appalto e, rappresentando l’esercizio di un
diritto potestativo, è riservato alla sola e libera determinazione del
committente-recedente, sottratto al controllo di terzi e dell’appaltatore,
senza che assumano alcun rilievo i motivi che lo hanno determinato
8
.
Secondo l’opinione prevalente, la previsione codicistica di un diritto di
recesso si fonderebbe sullo speciale rilevo che, nell’appalto, svolge l’intuitus
personae.
La previsione del recesso di cui all’art.1671 c.c. avrebbe precisamente lo
scopo di ripristinare l’equilibrio tra le parti contraenti qualora circostanze
sopravvenute abbiano determinato il venir meno dell’equilibrio iniziale, in
termini di fiducia nei confronti dell’appaltatore o di utilità stessa dell’opera e
del servizio
9
: il recesso può, ad esempio, essere giustificato anche dalla
sfiducia nutrita dal committente verso l'appaltatore in ragione di pregressi
fatti d'inadempimento ovvero per qualsiasi ulteriori ragione (come
mutamenti sopraggiunti nelle condizioni economiche del committente; un
mutato giudizio sull’utilità dell’opera; una sfiducia sopravvenuta nella
capacità dell’appaltatore, etc.)
10
.
Anche qualora la ragione del recesso sia da rinvenire in precedenti
inadempimenti, il contratto si scioglie senza necessità d’indagini
sull’importanza e gravità degli stessi, rilevanti soltanto quando il
committente pretenda anche il risarcimento del danno dall’appaltatore per
l’inadempimento in cui questi fosse già incorso al momento del recesso
11
.
La giurisprudenza
12
ritiene che il recesso unilaterale del committente di
cui all’art.1671 c.c. sia applicabile anche agli appalti avente ad oggetto
8
Cass. civ., sez.II, 29 luglio 2003, n.11642.
9
Così E.
F
ILIGRANA
, Recesso ad nutum e limite della buona fede nel contratto d’appalto, in Corr.
Giuridico, 2001, 12, p.1614.
10
Cfr. M.
B
IANCA
, Recesso e impossibilità, in M.
C
OSTANZA
(diretto da), L’appalto privato, Torino,
2002, p. 58.
11
Cass. civ., 22 aprile 2008, n.10400.
12
Cass. civ., 13 luglio 1983, n.4783 in Giur. it., 1984, I, 1, 960; Cass. civ. 19 marzo 1984, n.1874
in Giur. it., 1985, I, 1, 345.
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