Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Nozioni di Diritto Civile, Appunti di Diritto Civile. Università di Catania

Diritto Civile

Descrizione: Appunti-Nozioni di Diritto Civile
Mostro le pagine  1  -  4  di  23
Il contratto è l’accordo tra due o più persone per costituire,regolare o estinguere un rapporto
giuridico patrimoniale(art.1321).Il contratto rientra nella categoria di negozio giuridico, cioè
atto mediante il quale un soggetto dispone della propria sfera giuridica. Ha una struttura
bilaterale o plurilaterale e si perfeziona con il consenso di due o più parti; mentre il negozio
unilaterale si perfeziona con la sola manifestazione di volontà dell’autore. Il contratto ha una
sua patrimonialità poiché l’oggetto è suscettibile di valutazione economica;l’accordo è diretto
a regolare,estingue o costituire un rapporto giuridico non patrimoniale.
ELEMENTI COSTITUTIVI di esso sono: accordo,oggetto,causa,forma (se è prevista pena
nullità).
- L’accordo è il consenso delle parti; l’oggetto è il contenuto sostanziale del contratto, ossia
ciò che le parti stabiliscono o programmano in ordine al loro rapporto; la causa è la funzione
del contratto cioè l’interesse che il contratto ha a soddisfare; la forma è il mezzo attraverso
cui si manifesta la volontà. Accordo,causa,oggetto e forma sono elementi costitutivi;
ELEMENTI ACCIDENTALI sono le modalità accessorie previste dal contratto e sono il termine,la
condizione,il modo,la clausola penale e la caparra;le modalità accessorie possono essere
stabilite dalla legge o dagli usi, e in tal caso fannoi parte della disciplina generale
integrandone il contenuto. Oltre agli elementi legali si distinguono i PRESUPPOSTI LEGALI che
possono essere stabiliti a pena di nullità o come condizione di ecacia.
CONTRATTO quale accordo diretto a costituire, estinguere o modicare un rapporto giuridico
patrimoniale integra 2 momenti essenziali del contratto:
1. Il MOMENTO SOGGETTIVO del contratto identica il contratto quale atto decisionale delle
parti cioè l’accordo che è inteso come manifestazione di volontà e qualora manchi la volontà
manca anche il contratto, anche se non è escluso che anche se manca la volontà interna si
può avere un atto di volontà esterna. Il vizio o la mancanza della volontà interna non
impediscono il perfezionamento del contratto e comunque il rimedio dell’atto è l’azione di
annullamento del negozio.
2. Il MOMENTO OGGETTIVO si ha quando la disposizione viene posta dalle parti cioè quando
ha fonte nell’accordo l’atto di esercizio della propria autonomia privata. Il contrato scaturisce
dal consenso delle parti( autoregolamento). . Il contratto può essere denito come
autoregolamentazione dei rapporti giuridici
Riguardo al NEGOZIO GIURIDICO non vi è denizione nel codice. Il negozio è esplicazione
dell’autonomia privata come potere del soggetto di decidere della propria sfera giuridica,
personale o patrimoniale mediante atti negoziali. Il negozio giuridico può denirsi come atto di
autonomia privata , in questa denizione rientra anche il contratto che è la principale ma non
unica gura di negozio. Codice: disciplina del contratto, ma non del negozio,tanto che
riconosce il principio di autonomia contrattuale: art.1322 c.c e tale disciplina si presta
all’applicazione di atti non contrattuali.
L’autonomia privata è il fondamentale potere di autodeterminazione del soggetto , cioè potere
del soggetto di auto decidere della propria sfera giuridica che corrisponde al relativo potere di
un altro soggetto, cioè un soggetto non può decidere di modicare,estinguere, o costituire i
suoi rapporti senza modicare di conseguenza la sfera giuridica di un altro soggetto.
tesi dell’esclusività del contratto:Secondo parte della dottrina, il contratto è l’unico strumento
generale di esplicazione dell’autonomia privata------ tale tesi ha trovato ingresso nel codice e
lo si è argomentato nella norma che nega eetti giuridici alla promessa unilaterale di una
prestazione fuori dei casi consentiti dalla legge(art.1987) quindi il codice ha riconosciuto la
generale impegnatività della promessa unilaterale. Tale riconoscimento non è dato da questa
tesi poiché le norme riconoscono generale ecacia vincolante alla promessa unilaterale ,es. la
promessa al pubblico. Necessità consenso altrui: è ammesso che il negozio incida
direttamente sulla sfera giuridica altrui quando l’eetto è insuscettibile di pregiudizio
personale e patrimoniale e in questo caso si riconosce la libertà del terzo di non essere
destinatario di un benecio altrui. Il contratto può produrre eetti rispetto a terzi purchè si
tratti di eetti insuscettibili di pregiudizio e salva comunque la facoltà di riuto del
destinatario.
Il contratto:quale gura di ACCORDO. DELIBERA: quale atto decisionale del gruppo.
La distinzione tra i due si coglie dal fatto che nell’accordo ciascun delle parti decide in ordine
ad un proprio interesse mentre nella delibera l’interesse è del gruppo poiché si tratta di un
atto decisionale imputato al gruppo. La natura dell’atto dipende dall’operazione compiuta. La
delibera può avere natura contrattuale quando è diretta all’esterno esprimendo una proposta
o una accettazione di un contratto.La delibera è il modo di formazione della volontà di
un’organizzazione unitaria.
L’atto giuridico è in generale qualsiasi comportamento umano giuridicamente rilevante .
L’ATTO GIURIDICO IN SENSO STRETTO può essere denito come il comportamento umano il
quale rileva eetti giuridici; gli eetti sono disposti da una fonte esterna che è generalmente
la legge, tali eetti possono essere favorevoli o sfavorevoli in relazione al suo risultato di fatto
e gli interessi sui i quali esso incide. TESI TRADIZIONALE: eetti atto g.in senso stretto
prescindono dalla volontà, ciò che rileva è il signicato sociale,in quanto atto decisionale del
soggetto.
NATURA GIURIDICA CONTRATTO:
Alla concezione soggettiva è riconducibile la TEORIA DELLA VOLONTA’ , mentre alla
concezione oggettiva la TEORIA DELLA DICHIARAZIONE e quella PRECETTIVA.
- La teoria della volontà ravvisa l’essenza del contratto nella volontà creatrice dell’individuo,
una dichiarazione priva di volontà non può formare il contratto.
- Secondo la teoria della dichiarazione, il contratto viene concluso in seguito della
dichiarazione non della volontà., ma la dichiarazione.
- La dottrina precettiva vede la volontà come fatto psicologico meramente interno , è
qualcosa di per inaerrabile e incontrollabile e può avere rilevanza solo se si è tradotta in
fatto sociale. La nozione di contratto consiste in “fenomeno sociale” che viene identicato
nella disposizione con la quale il soggetto regola i propri interessi.
Il SUPERAMENTO DEL DOGMA DELLA VOLONTA è un risultato acquisito sul piano del
diritto positivo. Il contratto è valutato come fenomeno sociale. La disciplina del contratto
conferma che:
1) l’atto che non ha obiettivamente il signicato di una decisione voluta dal soggetto in ordine
alla sua sfera giuridica ,nn ha il signicato obiettivo di atto di volontà ;
2) l’atto che ha obiettivamente il signicato di atto negoziale impegna il suo autore anche se il
suo interno volere sia stato diverso da quello manifestato;
3)l’atto negozia deve essere imputabile al soggetto ,l’atto che non è imputabile al soggetto
non è suo atto negoziale. In denitiva, ha valore negoziale l’atto imputabile al soggetto
valutabile come atto di autonomia privata. Questa nozione comporta che il soggetto può
restare impegnato per un atto che nn ha realmente voluto, a riguardo si parla di principio di
autoresponsabilità. Il principio di autoresponsabilità assegna a carico del dichiarante il rischio
di una dichiarazione non conforme alla volontà reale o di una dichiarazione non voluta. La
spiegazione di assunzione di tale rischio sta nella tutela dell’adamento del destinatario. Non
basta che il destinatario faccia adamento a una realtà inesistente poiché il danno di tale
vicenda non può essere addossata al soggetto rimasto estraneo nella vicenda, in questo caso
il danno rimane nella sfera di chi l’ha subito. Anche qnd l’atto è imputabile al suo autore,il
princ. di autoresponsabilità è inoperante se il destinatario conosce il suo reale signicato o
dovrebbe conoscerlo secondo l’ordinaria diligenza. Il principio di autonomia privata è integrato
dal principio di autoresponsabilità che trova tutela nell’adamento.
Il principio dell’autoresponsabilità tutela il destinatario della dichiarazione che fa ragionevole
assegnamento alla serietà e sul signicato obiettivo di essa. In base a tale principio i vizi del
consenso non invalidano l’atto se il suo destinatario non li conosceva avrebbe potuto
riconoscerli secondo un criterio di normale diligenza. Nell’ipotesi di incapacità naturale il
rimedio dell’annullamento presuppone la mala fede della controparte cioè la consapevolezza
di contrarre con persona incapace di intendere e volere.
L’autonomia privata può essere vista anche come diritto di libertà e quindi come diritto
fondamentale della persona. Il riconoscimento ad un soggetto di disporre dei propri beni e di
impegnarsi verso gli altri secondo le sue scelte deve ritenersi un valore basilare
dell’ordinamento. L’autonomia privata deve essere controllata per garantire rapporti
giusti,essendo valore costituzionale le sue limitazioni devono essere giusticate altrimenti si
può parlare di lesione di un diritto fondamentale. Il riconoscimento della libertà del singolo si
inserisce in una concezione dell’ordinamento che si ispira alla solidarietà sociale. Lo stato
deve rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che limitano la libertà;è garantita
l’iniziativa privata economica ma questa non deve svolgersi in contrasto con l’utilità sociale.Il
contratto ha sempre trovato nella legge dei limiti di leicità. L’autonomia privata è
fondamentalmente subordinata alla solidarietà sociale.
Si sono avuti tre fenomeni:
1. restringimento del ruolo dell’accordo di fronte alla regolamentazione imperativa del
contratto(pubblicizzazione del contratto):riesso di un passaggio da un ordinamento liberale
ad uno sociale, con con la subordinazione della libertà contrattuale all’utilità sociale.
2. si è restrinto il ruolo dell’accordo difronte al signicato obiettivo del rapporto
(oggettivazione del contratto) , che esprime la concezione del contratto quale fatto sociale;
3. si è restrinto il ruolo dell’accordo di fronte alla disciplina unilaterale del predisponente nei
contratti di massa.
La norma negoziale ha la sua fonte in un atto di autonomia privata ,quale potere di diritto
comune in base al quale il singolo o il gruppo di soggetti decidono dei loro rapporti. La norma
giuridica ha la sua fonte in un potere autoritativo pubblico e cioè in una speciale posizione di
supremazia che esula dal diritto privato. Alla norma negoziale si applica la disciplina
dell’interpretazione del contratto mentre a quelle pubbliche si applica la disciplina
dell’interpretazione della legge degli altri atti aventi forza di legge. L’erronea interpretazione
delle norme di diritto possono essere denunciate in Cassazione mentre l’erronea
interpretazione del contratto può costituire ricorso solo se essa integra inosservanza delle
norme sull’interpretazione dei contratti. Per la validità del negozio è rilevante la volontà,la
capacità,la legittimazione;mentre per gli atti normativi pubblici deve essere valutata la
gerarchia delle fonti.
RAPPORTI CONTRATTUALI DI FATTO: rapporti modellati secondo un contenuto di un
determinato contratto tipico che scaturiscono da fatti socialmente rilevanti.
Il problema dei rapporti di fatto deve essere risolto in base al signicato sociale del
comportamento dei soggetti:
- se questo signicato depone per l’accettazione di una prestazione o di un servizio resi
disponibili verso un corrispettivo , rientrano nello schema del contratto;
- il rapporto non è contrattuale e le eventuali obbligazioni scaturiscono da fatti extranegoziali.
Escludendo i contratti di massa, si parla di rapporti contrattuali nelle ipotesi di rapporti
costituiti per legge nonostante la nullità del contratto: rapporto di lavoro subordinato e
rapporti di società. Riguardo ai rapporti di lavoro subordinato il codice dichiara che la nullità o
l’annullamento del contratto non produce eetto per il periodo in cui il rapporto ha avuto
esecuzione:la nullità del contratto esclude che il rapporto di lavoro abbia in esso la sua fonte.
La costituzione di una società si riconduce all’accordo; lo schema del rapporto contrattuale di
fatto è congurabile in relazione alla società di capitali dichiarata nulla , la dichiarazione di
nullità lascia ecace gli atti compiuti in suo nome dopo l’iscrizione;con la sentenza di nullità si
nominano i liquidatori:la stipulazione di un contratto nullo di società e la sua iscrizione nel
registro delle imprese creano una “quasi società”.
CONTRATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE :
Accordi che lo stato e gli altri enti pubblici non economici concludono con i privati per
costituire, modicare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. La mancanza
dell’accordo, è spiegata in dottrina, in quanto l’atto di esercizio di una potestà pubblicistica ha
natura diversa rispetto all’atto di autonomia privata; la stipulazione del contratto postula che
l’amministrazione si avvale dell’autonomia negoziale di diritto comune. I contratti della P.A.
sono di diritto comune e sono sempre caratterizzati dalla rilevanza diretta dell’interesse
pubblico di cui l’ente è portatore; ciò è manifestato nella formazione del contratto in quanto
l’ente pubblico deve rispettare i modi e le forme previsti dalla legge, e il suo impegno è
condizionato all’approvazione degli organi di controllo a cui le parti rimangono vincolate. La
normativa di diritto comune riconosce poteri di risoluzione extragiudiziale del contratto per
inadempimento ed è ammissibile che tali poteri di autotutela siano concessi
all’amministrazione. Riguardo alla stipula di accordi tra l’amministrazione e gli interessati al
ne della determinazione del contenuto o della sostituzione del provvedimento nale del
procedimento amministrativo , a tali accodi si applicano i principi del codice civile in materia
di obbligazioni e contratti.
Alcuni sostengono che l’atto con cui le parti accertano una situazione preesistente,
rimuovendo uno stato di incertezza insorto tra loro, non ha valenza
(22) M.C. D IENER, op. cit., 8 ss.
CAPITOLO I — L’AUTONOMIA NEGOZIALE 17
Contratto
normativo
Negozio di
accertamento
negoziale. L’espressione negozio di accertamento verrebbe, dunque, utilizzata
in modo improprio. In tal caso, infatti, gli eetti deriverebbero comunque dal
negozio originario cosı` come accertato dalle parti con un atto successivo avente
la natura di dichiarazione di scienza.
Secondo l’orientamento prevalente, invece, il contratto di accertamento e`
esplicazione di autonomia negoziale in quanto obbliga le parti a tenere i comportamenti
conseguenti all’accertamento in esso contenuto e ad attenersi alle
regole in esso ssate. Il negozio di accertamento presuppone, quindi, una situazione
di incertezza ed ha come causa la nalita` di dissipare la medesima.
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: bubhi
Visite: 9370
Downloads : 34
Indirizzo:
Universita: Università di Catania
Data di caricamento: 08/08/2011
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
jonnyblu - Seconda Università di Napoli

ok

31/10/11 18:13
giuseppina.vella - Università di Teramo

ottimi appunti!Q

25/10/11 16:13
luigi65 - Seconda Università di Napoli

buoni appunti chiari ed analitici

24/08/11 11:01
Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome