Codice Gregoriano e Ermogeniano, Sintesi di Diritto Romano. Università di Salerno
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napoletan9023 gennaio 2013

Codice Gregoriano e Ermogeniano, Sintesi di Diritto Romano. Università di Salerno

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i codici dell'età dioclezianea
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Codice Gregoriano Il Codex Gregorianus è una raccolta non ufficiale di costituzioni imperiali comprese fra l'età adrianea e quella dioclezianea, e databile intorno al 291-292. Non si sa chi sia stato il suo autore: sulla base del nome della raccolta si è ipotizzato che esso sia stato un certo Gregorio o Gregoriano. L'opera è strutturata in almeno 14 libri. L'opera è stata parzialmente ricostruita grazie alla Lex Romana Wisigothorum (che ne contiene un riassunto) e ad altre opere che ne contengono alcuni frammenti, come la Lex Romana Burgundionum, la CollatiolegumMosaicarum et Romanarum e i Vaticana fragmenta. Il testo delle costituzioni imperiali conteneva la inscriptio con il nome dell'Imperatore emittente e del destinatario, e la subscriptio con il luogo e la data dell'emanazione del provvedimento. Continuò a essere impiegato anche dopo l'emanazione del Codex Theodosianus, e fu impiegato dai compilatori del Codex Iustinianus come fonte dalla quale attingere i più antichi rescritti.

Codice Ermogeniano Il Codex Hermogenianus è una raccolta non ufficiale dei rescritti di Diocleziano degli anni 293 e 294, di Costantino e Valentiniano. Non si tratta di un codice ufficiale e, come il Codice Gregoriano, non ci è pervenuto direttamente, ma attraverso opere successive che lo impiegarono come fonte, quali la Lex Romana Visigothorum, la Lex Romana Burgundiorum, i Vaticana fragmenta e la Collatio veteris cuiusdam iurisconsulti. Fu compilato in Oriente da un certo Ermogene o Ermogeniano che potrebbe identificarsi con l'omonimo giurista autore delle iuris epitome, e che fu funzionario della cancelleria imperiale sotto Diocleziano. Il Codice Ermogeniano si componeva di un solo libro, all'interno del quale le costituzioni si succedevano in ordine cronologico. Secondo alcuni studiosi sarebbe stato concepito come continuazione del Codice Gregoriano, ma lo stacco di un anno fra le più recenti costituzioni contenute nel Gregoriano e le più antiche contenute nell'Ermogeniano, potrebbe essere un indizio che depone contro questa ipotesi. Il Codex Hermogenianus rimase in vigore anche dopo l'emanazione del Codex Theodosianus e fu formalmente abolito con l'emanazione del primo Codice di Giustiniano (Novus Codex Iustinianus) nel 529.

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