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Riassunto lezioni su "La comunicazione politica" di Mazzoleni, Sintesi di Comunicazione Politica. Università non definita

Comunicazione Politica

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Descrizione: Riassunto delle lezioni + rielaborazioni personali dell'esame di comunicazione politica. testo consigliato: mazzoleni
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LA COMUNICAZIONE POLITICA”
di Gianpietro Mazzoleni
PREFAZIONE
La politica ha sempre avuto una forte dimensione simbolica e comunicativa.
Oggi il rapporto tra politica e comunicazione ha raggiunto livelli di interdipendenza
impensabili sino a un secolo fa.
Con la conquista da parte dei mass media, e soprattutto della televisione, del palcoscenico
della politica, è difficile immaginare una politica che non sia anche mediatica.
La natura dello spazio pubblico si trasforma da luogo del dialogo a luogo del consumo.
Il campo della comunicazione politica è interdisciplinare, vi confluiscono infatti scienza
politica, sociologia della comunicazione, psicologia sociale, scienze del linguaggio etc.
Si parte dall’idea della comunicazione politica come prodotto dell’interazione fra i tre attori
della polis: sistema politico (istituzioni, partiti, politici), sistema dei media (imprese di
comunicazione, giornalisti), cittadino-elettore.
M = SISTEMA DEI MEDIA
C = CITTADINO-ELETTORE
P = SISTEMA POLITICO
Questa interazione è un processo molto complesso e multidimensionale dove il terzo
attore, cioè il cittadino, riveste piuttosto il ruolo di destinatario.
CAP. 1 – IL CAMPO DELLA COMUNICAZIONE POLITICA
1. Un settore dagli incerti confini
L’espressione comunicazione politica stabilisce un nesso di reciprocità tra i due mondi
della comunicazione e della politica.
La comunicazione politica ha carattere interdisciplinare.
2. Uno sguardo alla storia: dalla retorica alla videopolitica
La storia della comunicazione politica inizia nel momento in cui la filosofia greca comincia
a riflettere sul potere, sull’autorità, sulla democrazia, sui rapporti politici tra i membri di una
comunità.
I greci, in prima linea Platone e Aristotele, analizzano l’effetto del discorso persuasivo sul
pubblico dei cittadini, ovvero il potere della retorica.
Retorica = arte della persuasione cui i pensatori greci attribuiscono una grande importanza
nel determinare la qualità dei rapporti di forza e della lotta per il potere nella società.
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M
C
P
La comunicazione politica, quale forma civile di interazione politica, precede la stessa
riflessione sul suo uso e suoi abusi, laddove esiste un embrione di organizzazione sociale
di carattere urbano e di natura democratica.
Nelle elezioni e campagna elettorali a Roma si fondono le regole della retorica con le arti
della persuasione di tipo clientelare.
Più della comunicazione scritta o visiva era praticata la propaganda orale.
Es. romano è paradigmatico: candidato, comizio, lettera dal fratello a Cicerone.
Da una prospettiva storiografica, a fianco del dispotismo e soffocamento delle voci libere
da parte dei sovrani e delle chiese, c’è anche la sistematica manipolazione della cultura e
dell’informazione. Solo dopo la rivoluzione americana, con il varo della Costituzione, e con
la rivoluzione francese, dunque con la rinascita degli ideali libertari e democratici,
possiamo ritrovare l’esercizio di forme di comunicazione politica.
Nel XIX° secolo con la rivoluzione industriale, l’urbanesimo, la scolarizzazione di massa, si
hanno anche le libere elezioni su cui si basano le democrazie di massa dei nuovi stati.
Le campagne elettorali prendono piede, contribuendo alla
moderna comunicazione politica = democratizzazione + comunicazione,
Ma è solo nel X secolo che si può parlare di comunicazione politica in senso pieno,
grazie alla nascita dei mezzi di comunicazione di massa.
La comunicazione politica subisce una drammatica battuta d’arresto tra le due guerre
mondiali e negli anni della guerra fredda, quando prevalgono propaganda e
manipolazione.
Negli Stati Uniti (grande laboratorio di comunicazione politica grazie alla stabilità delle
istituzioni e all’ampia libertà del sistema di informazione) nasce il marketing politico
come connubio tra pubblicità, marketing, informazione, sondaggi d’opinione.
Negli anni 50 e 60, poi, la diffusione della televisione un forte input alla comunicazione
politica, tanto che la vidiopolitica è diventata il volto più noto e più popolare della politica.
3. Sfera pubblica e comunicazione politica
Nel concetto di comunicazione politica è fondamentale il modello di spazio pubblico di
Hannah Arendt e di sfera pubblica borghese di Jurgen Habermas, entrambi improntati su
una visione che riconosce nel pubblico dei cittadini la presenza dei processi di
democrazia, del controllo e gestione del potere, della volontà popolare, della discussione e
dell’opinione pubblica, della pubblicità. Entrambi ribadiscono l’importanza di un’opinione
pubblica informata e critica, connessa alla partecipazione consapevole dei cittadini.
Dahlgren distingue la nozione di sfera pubblica in sfera pubblica culturale (vi
circolano le idee e le discussioni sulla letteratura e sulle arti e non è in relazione con la
democrazia e la politica)
sfera pubblica politica
Il concetto di sfera pubblica richiama al concetto di mercato delle idee, cioè la pluralità di
fonti informative che consentono al cittadino di farsi proprie idee.
Il pessimismo francofortese vede nell’azione dei moderni mass media un impedimento alla
crescita della consapevolezza dei cittadini e alla loro partecipazione al dibattito pubblico.
Si contrappongono altri studiosi, tra cui Meyrowitz, i quali sostengono che con i moderni
media si realizza effettivamente uno spazio pubblico allargato (ammette anche chi non sa
leggere).
Nel concetto di spazio pubblico mediatizzato i media occupano il ruolo di perno della
comunicazione ascendente e discendente tra pubblico dei cittadini e sistema della politica.
Lo spazio dei mass media non esaurisce lo spazio pubblico in quanto esiste la società
civile (Habermas la definisce periferica al centro politico) al cui interno
nascono sensibilità verso issues (es. pace, nucleare, terzo mondo, etc.)
2
si sviluppa un dibattito tra intellettuali, piccoli gruppi
viene raccolto e diffuso da associazioni e da una stampa specializzata
si trasforma in movimenti e sub culture
raggiunge, per mezzo dei mass media, l’opinione pubblica più ampia.
Nell’epoca moderna il potere viene conquistato, gestito e contestato attraverso istituzioni
e processi che basano la propria legittimità e il proprio funzionamento sul consenso
ottenuto per mezzo di forme di dibattito pubblico, come le campagne elettorali, ma anche
la dialettica tra rappresentanze di interessi (partiti e gruppi di pressione) e naturalmente la
circolazione di informazioni.
4. Modelli della comunicazione politica
IL MODELLO PUBBLICISTICO-DIALOGICO
La comunicazione politica, nello spazio pubblico moderno, si inquadra in un contesto
dinamico, in uno schema relazionale tra gli attori della scena politica moderna: istituzioni
politiche, mass media, cittadini.
I mass media non sono dunque lo spazio pubblico;
contribuiscono a crearlo, ne sono uno dei principali motori;
la loro azione va a sommarsi all’azione dialogica degli e tra gli altri due attori
(cittadini e politici) che mantengono la capacità autonoma di comunicazione che
possedevano già nella polis greca.
COMUNICAZIONE POLITICA
MEDIATIZZATA
M = SISTEMA DEI MEDIA
Spazio condiviso “c”, di tipo
Informativo. La comunicazione
Tra M e C è a senso unico.
Spazio condiviso “b"
di P/M
C = CITTADINO-ELETTORE
P = SISTEMA POLITICO (= governo, partiti, leader, candidati nelle elezioni)
Spazio condiviso ache nasce dall’interazione, ovvero dalla comunicazione immediata
di P e C.
I tre spazi comunicativi a, b, c, costituiscono una rete di scambi di natura politica,
sono cioè COMUNICAZIONE POLITICA.
Lo spazio d, che a-b-c- creano sovrapponendosi, ossia quando lo scambio
comunicativo coinvolge contemporaneamente tutti e tre gli attori dell’arena politica,
costituisce invece la COMUNICAZIONE POLITICA MEDIATIZZATA.
Questo si chiama dunque MODELLO PUBBLICISTICO-DIALOGICO della comunicazione
politica perché colloca tale comunicazione all’interno di un più ampio processo di
3
M
C
P
interazioni discorsive tra tutte le componenti dello spazio pubblico politico, dello spazio
pubblico mediatizzato e della società civile.
I tre attori sono primi inter pares, la loro comunicazione prende forma nell’interazione che
stabiliscono di volta in volta con l’uno o l’altro attore. Si tratta quindi di uno spazio pubblico
di tipo tradizionale in cui i mass media sono soltanto uno degli attori dell’interazione
comunicazione politica.
IL MODELLO MEDIATICO
Nella sfera politica contemporanea, tra i tre attori, il peso maggiore spetta ai mass media.
Secondo la tesi della mediatizzazione della politica, oggi (pensiamo all’importanza
dell’avvento della televisione) l’azione politica pubblica avviene all’interno dello spazio
mediale o comunque dipende in gran parte dall’azione dei media.
A tal proposito, esistono due scuole di pensiero politologico:
1) quella che propone la concezione competitiva e di mercato: media come arena
pubblica in cui hanno luogo lo scambio e i rapporti di forza tra i tre attori;
2) quella della democrazia del pubblico: a fronte della crisi dei partiti, i media, i
sondaggi di opinione e l’immagine, sono il nuovo foro della deliberazione e della
rappresentanza politica.
Sistema politico Media
Cittadini
Questa figura denota la funzione inclusiva dei media: i soggetti politici (P) comunicano tra
di loro e con i cittadini-elettori (C) e viceversa, in un contesto mediale.
Secondo questo modello, cosiddetto mediatico, la comunicazione/interazione politica
che avviene tra i tre attori si verifica all’interno dello spazio pubblico mediatizzato.
I MEDIA FUNGONO DA RIBALTA DELLAZIONE POLITICA E AL CONTEMPO SONO
INTERLOCUTORI DI ENTRAMBI GLI ATTORI, condizionando i loro rapporti e
obbligandoli ad adattarsi alle logiche che governano la comunicazione di massa.
Rispetto al modello precedente, in cui i media sono uno degli attori dello spazio pubblico,
nel modello mediatico i media si identificano largamente con lo spazio pubblico.
Per questo la comunicazione politica appare il prodotto dell’interazione e della
competizione tra i diversi attori nello spazio pubblico mediatizzato.
La mediatizzazione della politica non è solo ricorso massiccio ai media ma processo che
modifica le forme e la sostanza della comunicazione tra i tre attori:
la comunicazione tra candidato ed elettore; il dibattito intra e interpartitico; i rituali, simboli
e linguaggi politici; la narrazione giornalistica; l’agenda delle issues politiche;
l’elaborazione e pubblicizzazione dell’offerta politica, etc.
5. Attori e forme della comunicazione politica
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M
P
C
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Hicham2 - Università di Cagliari

riassunto fatto benissimo ... grazie !!

27/04/16 07:11
lottina - Politecnico di Milano

grazie!

31/08/13 14:19
spiga - Libera Università Maria SS.Assunta (LUMSA)

Per ora ho letto solo poche righe ma mi sembra fatto molto bene....speriamo bene

05/06/13 00:54
esthericashadyca - Seconda Università di Napoli

mola

13/05/13 22:38
8bianca8 - Università di Parma

grazie!!!!!!!!!!

07/05/13 11:09
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