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cos'è l'empatia, Appunti di Psicologia Infantile. Università G.D'Annunzio di Chieti-Pescara

Psicologia Infantile

Materie simili: Psicologia
Descrizione: Psicologia dell'infanzia
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Cos’è l’empatia
Indice dei contenuti:
1. L’empatia tra cognizione e aettività
2. L’empatia come comprensione e condivisione
3. L’empatia tra fattori individuali e interpersonali
4. L’empatia culturale ed etnoculturale
5. Empatia e role taking
6. Empatia, simpatia, disagio personale e contagio emotivo
7. Neuroni specchio ed empatia
8. Norma Feshbach: il primo modello multidimensionale di empatia
9. La teoria di Martin Homan: l’empatia e lo sviluppo morale
10. Il modello multidimensionale dell'empatia di Janet Strayer
11. I modello di empatia di Davis
12. Bischof-Köhler: l’empatia nei primi due anni di vita
13. Empatia tra fattori di personalità e relazionali
14. Il ruolo del contesto comunicativo sulle risposte empatiche
15. I bambini con sindrome di Down e l’empatia
16. I bambini autistici e l’empatia
17. L’empatia e i problemi legati alla sua misurazione
18. Le storie gurate per valutare l'empatia
19. I questionari per valutare l'empatia
20. La SEE: una scala per la misura dell’empatia etnoculturale
21. Gli indici somatici per valutare l'empatia
22. L’empatia come tratto
23. Empatia e concetto di sé
24. Empatia e aggressività
25. Denizione di bullismo
26. Empatia e comportamento prosociale
27. Empatia etnoculturale e pregiudizio
28. Stili parentali ed empatia
29. L’empatia e la scuola
1. L’empatia tra cognizione e aettività
In psicologia lo studio dell’empatia è stato caratterizzato da due dierenti modi di
concettualizzarla: L’uno che la considera un’esperienza di partecipazione/condivisione
delle emozioni vissute dall’altro (attribuendole, dunque, una natura primariamente
aettiva); l’altro che la identica con la capacità di comprendere il punto di vista
dell’altro (attribuendole una natura innanzitutto cognitiva).
2. L’empatia come comprensione e condivisione
A partire dagli anni ottanta, l’empatia è stata considerata un’esperienza
primariamente aettiva, in cui, tuttavia, i processi cognitivi giocano un ruolo
altrettanto importante. La persona empatica non solo comprende, ma anche condivide
e partecipa allo stato emotivo dell’altro. Va comunque precisato che alcuni autori,
anche ai giorni nostri, distinguono e scindono chiaramente le due dimensioni che
deniscono i processi empatici.
Feshbach è la prima autrice nell’ambito della letteratura psicologica che considera
l’empatia come un concetto multicomponenziale. Secondo questa studiosa
empatizzare con qualcuno signica provare esattamente l’emozione sperimentata da
chi stiamo osservando.
Si tratta di un’esatta concordanza aettiva, in cui, tuttavia, vi è piena consapevolezza
che l’emozione condivisa deriva dall’emozione dell’altro (condivisione vicaria). In
quest’ottica, la componente aettiva e quella cognitiva svolgono un’azione integrata
per generare una risposta empatica.
Secondo Homan, con tutta probabilità lo studioso più autorevole dell’argomento,
l’empatia può essere denita in termini funzionali (cioè orientati a esplicitare i processi
sottostanti alle reazioni empatiche) come «la scintilla che fa scaturire la
preoccupazione umana per gli altri, mentre in termini fenomenologici (cioè volti a
descrivere un fenomeno nel suo manifestarsi) consiste in «una risposta aettiva più
appropriata alla situazione di un altro che alla propria».
Secondo Homan per poter parlare di empatia non è indispensabile riuscire a mettersi
nei panni dell’altro, dal momento che una partecipazione/condivisione può avvenire
attraverso diversi processi, il cui fondamento è lo sviluppo progressivo della capacità
di dierenziare il sé dall’altro, così da comprendere sempre più chiaramente che la
causa del proprio vissuto consiste nell’emozione dell’altro. Nel modello di Homan, si
può essere empatici n dalle primissime fasi della nostra vita.
3. L’empatia tra fattori individuali e interpersonali
Davis descrive l’empatia come una serie di fattori che entrano in gioco ogniqualvolta si
assiste all’esperienza emotiva di qualcuno. Anche Davis propone un approccio
integrato che identica il ruolo congiunto di cognizione e aetti. La novità
dell’approccio proposto da Davis consiste nel sottolineare fortemente come gli
elementi cognitivi e quelli aettivi presenti nell’empatia concorrano congiuntamente a
denire la natura multidimensionale dei processi empatici. Per introdurre i punti chiave
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Universita: Università G.D'Annunzio di Chieti-Pescara
Data di caricamento: 22/02/2013
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