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DIRITTO TRIBUTARIO, Dispensa - IRES: Definizione Reddito di Impresa - Vecchio Ordinamento, Dispense di Diritto Tributario. Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia

Diritto Tributario

Descrizione: Dispense del Corso di Diritto Tributario della Facoltà di Giurisprudenza. Definizione del diritto di impresa.
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Universita: Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia
Indirizzo: Giurisprudenza
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07 ires definizione di reddito d'impresa

versione dicembre 2009 1

Capitolo VII - IRES: DEFINIZIONE DI REDDITO

D’IMPRESA

La nozione di reddito d’impresa trae origine dalla qualificazione civilistica.

In particolare, il codice civile, all’art. 2082, definisce imprenditore colui il quale

esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della

produzione o dello scambio di beni o di servizi.

In realtà, la normativa tributaria, pur richiamandosi ai principi dettati dal

codice civile per l’individuazione dell’impresa, ne amplia i presupposti.

Ai fini fiscali, infatti, mentre si prescinde dal requisito organizzativo, viene

attribuito maggior rilievo al requisito della professionalità nello svolgimento

dell’attività di impresa.

È la professionalità abituale, anche se non esclusiva, che consente di

distinguere, dal punto di vista fiscale, il reddito di impresa da altri tipi di

reddito (occasionali).

Non ha invece rilevanza l’organizzazione in forma di impresa, cioè il modo

attraverso il quale l’attività viene svolta.

L’art. 55 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (t.u. delle imposte sui redditi),

pertanto, definisce redditi d’impresa quelli che derivano dall’esercizio di

imprese commerciali, considerando tale lo svolgimento, per professione

abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 c.c. e delle

attività indicate alle lettere b) e c) del co. 2 dell’art. 32 che eccedono i limiti ivi

stabiliti, anche se non organizzate in forma d’impresa.

Le attività indicate nell’art. 2195 c.c. sono:

− attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;

− attività intermediaria nella circolazione dei beni;

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− attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;

− attività bancaria o assicurativa;

− altre attività ausiliarie delle precedenti.

Le attività indicate alle lettere b) e c) del co. 2 dell’art. 32 che eccedono i

limiti ivi stabiliti sono:

− attività di allevamento di animali se il numero dei capi allevati supera il

limite di quelli allevabili con mangimi ottenibili per meno di un quarto

dal terreno;

− attività dirette alla manipolazione, trasformazione e alienazione di

prodotti agricoli e zootecnici, ancorché non svolte sul terreno, che non

rientrino nell’esercizio normale dell'agricoltura secondo la tecnica che lo

governa o che abbiano per oggetto prodotti ottenuti per meno della metà

dal terreno e dagli animali allevati su di esso;

− attività dirette alla produzione di vegetali effettuata mediante strutture

fisse o mobili (ad esempio, mediante serre), se la superficie adibita alla

produzione eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione

insiste.

Sono inoltre considerati redditi d’impresa:

− i redditi derivanti dall’esercizio di attività organizzate in forma

d’impresa dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’art.

2195 c.c.;

− i redditi derivanti dall’attività di sfruttamento di miniere, cave, torbiere,

saline, laghi, stagni e altre acque interne;

− i redditi dei terreni, per la parte derivante dall’esercizio delle attività

agricole di cui all’art. 32, pur se nei limiti ivi stabiliti, ove spettino alle

società in nome collettivo e in accomandita semplice nonché alle stabili

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organizzazioni di persone fisiche non residenti esercenti attività di

impresa.

Non sono titolari di reddito di impresa gli organi e le amministrazioni dello

Stato, anche ad ordinamento autonomo e, pur se dotati di personalità giuridica,

i comuni, le comunità montane, le province e le regioni1.

Il reddito d'impresa è determinato secondo le disposizioni relative

all’Imposta sul reddito delle società (Ires), salvo le eccezioni stabilite nel capo

riguardante il reddito d’impresa nella sezione dell’Imposta sul reddito delle

persone fisiche (Irpef).

Le disposizioni relative alle società di capitali valgono anche per le società

in nome collettivo e in accomandita semplice.

Determinazione del reddito d’impresa – quadro riassuntivo

Persone fisiche imprenditori (Irpef)

− Deve distinguersi se il reddito è posseduto nell’esercizio d’impresa commerciale (art. 55 t.u. delle imposte sui redditi) o se si configura un’altra tipologia di reddito

− Determinazione: si rinvia alle regole Ires Società di persone - escluse le società semplici (Irpef per trasparenza in capo ai

soci)

− In virtù del principio di attrazione (art. 6, comma 3, t.u. delle imposte sui redditi) i redditi da qualsiasi fonte provengano e quale che sia l'oggetto sociale sono considerati redditi di impresa

− Determinazione: si rinvia alle regole Ires Società di capitali (Ires)

− In virtù del principio di attrazione (art. 81, comma 1, t.u. delle imposte sui redditi) il reddito da qualsiasi fonte provenga è considerato reddito di impresa

− Determinazione partendo dal risultato di bilancio (regole Ires)

1 Non costituisce esercizio di attività commerciale:

− l’esercizio di funzioni statali da parte di enti pubblici; − l’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie da parte di enti pubblici istituiti

esclusivamente a tal fine, comprese le Aziende sanitarie locali.

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