Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Dispensa Diritto Parlamentare, Dispense di Diritto Costituzionale. Politecnico di Torino

Diritto Costituzionale

Descrizione: Dispensa di diritto Parlamentare ottima per superare l'esame
Mostro le pagine  1  -  2  di  27
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: serghigno87
Visite: 1000+
Downloads : 50
Universita: Politecnico di Torino
Indirizzo: Giurisprudenza
Data di caricamento: 27/12/2010
Incorpora questo documento nel tuo sito web:
lillina85 - Università di Milano

per quale università è?

04/09/13 11:38
abe88 - Università di Torino

TOOP!!

13/05/13 23:12
sallyna89 - Università di Milano-Bicocca

ok

02/04/13 10:56
sallyna89 - Università di Milano-Bicocca

ok

02/04/13 10:55
analey - Università di Torino

ottimi

18/02/13 21:15

In un ordinamento a Costituzione rigida,la “fonte delle fonti” è la Costituzione.

Fonti di produzione sono quegli atti o fatti ai quali l’ordinamento riconnette la capacità di porre in essere norme giuridiche La costituzione Italiana(come già faceva lo statuto Albertino)contiene disposizioni di Diritto Parlamentare. Al parlamento essa dedica il TITOLO I DELLA SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE (ché è ripartito in 2 Sezioni: Le Camere art.55-69 cost. e La formazione delle leggi art 70-82 Cost.)

Il passaggio tra lo statuto albertino e la costituzione comporta 2 novità:

 Rigidità della Costituzione Repubblicana (ché si contrappone alla flessibilità dello statuto Albertino) e quindi la sovra ordinazione della costituzione rispetto a leggi ordinarie e regolamenti

 Con l’allargamento del suffragio ai cittadini maggiorenni l’Italia diventa uno stato democratico in cui la sovranità appartiene al popolo chè la esercita nelle forme e nei limiti posti dalla costituzione.

Il parlamento dunque costituisce una delle forme attraverso cui in una democrazia,si esercita la sovranità popolare. LA COSTITUZIONE è LA PRIMA FONTE DÌ DIRITTO PARLAMENTARE IN QUANTO DISCIPLINA LA STRUTTURA DELLE CAMERE,è FONTE DELLE SUE ATTRIBUZIONI E CONTIENE UNA DISCIPLINA (benché parziale) DEI PRINCIPALI PROVVEDIMENTI PARLAMENTARI Accanto alla costituzione,tra le fonti del diritto parlamentare vanno annoverate le leggi costituzionali (per esempio la legge costituzionale 16 gennaio 1989) chè ha sottratto al parlamento in seduta comune e alla corte costituzionale di accusare e giudicare i ministri per i reati compiuti nell’esercizio delle loro funzioni)

I Regolamenti di Camera e Senato

I regolamenti parlamentari MAIORES (o generali) rappresentano la principale (ma non l’unica)fonte-atto del diritto parlamentare L’art. 64 Cost. stabilisce che “ciascuna camera adotta il proprio regolamento” Santi Romano afferma che le norme regolamentari interne ad ogni camera sono l’espressione della supremazia speciale di tale organo,ma non hanno nemmeno giuridica esistenza per l’altra camera. I regolamenti Presentano le caratteristiche di atto-fonte:

 I due regolamenti contengono una disciplina di tipo generale,il cui ambito di applicazione concerne i parlamentari, ma anche i dipendenti delle camere,i membri del governo ed il pubblico che assiste alle sedute,applicabile in astratto quando si verifichi la fattispecie

 Sono atti di “indirizzo Politico”  Abbiamo anche la pubblicazione delle modifiche delle norme regolamentari di Camera e

Senato sulla GAZZETTA UFFICIALE

Anche sé il nome richiama a fonti di rango secondario,i regolamenti parlamentari costituiscono una fonte di diritto e una fonte di diritto generale. Appaiono abilitati dalla costituzione a sostituirsi nella disciplina di determinate materie,ad essi riservate alla stessa legge formale. La Corte costituzionale con sentenza 9 del 1959 ha escluso la possibilità chè i regolamenti parlamentari possano operare come parametro di legittimità costituzionale delle leggi

1

Si è anche dichiarata competente a sindacare esclusivamente le violazioni delle norme costituzionali sul procedimento legislativo.

L’art 64 Cost. disciplina soltanto il procedimento di formazione dei regolamenti senza individuare l’area di competenza Si è ritenuto che l’area di competenza riguardi:

 Organi interni delle camere (presidente,ufficio di presidenza,commissioni)  Componenti delle camere (diritti e doveri dei singoli parlamentari)  Procedimenti relativi alle diverse funzioni parlamentari  Strutture di servizio e rapporto con i dipendenti delle camere  Rapporti che possono instaurarsi tra terzi e camere

Rimane un intervento limitato nell’ambito dell’attuazione e dello sviluppo chè sono state attribuite dalla costituzione al parlamento. I Regolamenti parlamentari,secondo l’art 64 cost. devono ESSERE APPROVATI DA CIASCUNA CAMERA A MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI SUOI COMPONENTI Nel procedimento di revisione dei regolamenti parlamentari,un ruolo importante viene assunto dalla GIUNTA PER IL REGOLAMENTO,chè oltre a coadiuvare il presidente d’assemblea nell’interpretazione del regolamento,detiene una sorta di “MONOPOLIO” (Monopolio della Penna) L’assemblea non può presentare emendamenti ma bensì unicamente “Atti e criteri direttivi”,i quali sé approvati obbligano la giunta a redigere un nuovo testo. La Giunta perde la “PENNA” nel caso in cui il presidente di un gruppo o 20 deputati dissentano sul modo in cui la giunta in questo nuovo testo ha recepito i principi e i criteri direttivi. Devono quindi presentare un nuovo testo che sarà presentato all’assemblea e votato in contrapposizione a quello della giunta Abbiamo anche dei Regolamenti definiti MINORI e regolamenti SPECIALI La legge ordinaria,non è esclusa dal diritto parlamentare. Anzi è la costituzione a richiederne l’intervento nel procedimento di formazione delle 2 camere :

 Leggi elettorali  Leggi che individuano i casi di incompatibilità e di ineleggibilità

Leggi che non perdono efficacia al momento dell’insediamento delle nuove camere,ma chè si pongono alla base di specifiche procedure parlamentari ed in particolare quelle relative alla “VERIFICA DEI POTERI” Le fonti-fatto sono costituite nel nostro ordinamento dalle CONSUETUDINI: comportamenti ripetuti nel tempo e tenuti in quanto reputati giuridicamente obbligatori,le troviamo anche nel diritto parlamentare. Le uniche 2 volte che la Corte costituzionale si è richiamata espressamente a “consuetudini costituzionali” ciò è avvenuto con riguardo a 2 istituti del diritto parlamentare: AUTONOMIA CONTABILE DELLE CAMERE ( 129/1981) e LA MOZIONE DÌ SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL SINGOLO MINISTRO (7/1996) Ulteriore esempio di CONSUETUDINE PARLAMENTARE è la non partecipazione al voto del Presidente D’assemblea (che conta però ai fini del numero legale)

Quando si parla di PRECEDENTI ci rifacciamo alla soluzione data in precedenza ad una fattispecie concreta con l’intento di disciplinarla anche alla situazione attuale (è una prassi che deriva dall’esperienza inglese di COMMON LAW) Ove la prassi,non sia regolata da una disposizione normativa,la prassi può finire gradualmente e per effetto del suo ripetersi per DIVENIRE NORMA

2

I c.d. “Precedenti Parlamentari” sono un’attività di attenta selezione delle decisioni procedurali assunte dai presidenti d’assemblea e di commissione,a cui il presidente interessato può conformarsi quando non ci sia una norma che disciplina quella fattispecie di caso concreto in questione.

Lo Status dei parlamentari

L'art. 67 (cosiddetto divieto di mandato imperativo) dispone che «ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», ossia riceve un mandato generale da parte del corpo elettorale, il quale non è suscettibile di iniziative di revoca né da parte dell'ambito territoriale (collegio) che l'ha eletto, né da parte del partito di affiliazione; mandato generale il cui rispetto non può essere sindacato in termini giuridici (così come invece avviene per il mandato previsto dal Codice civile), ma solo (eventualmente) in termini politici, nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione (quindi, principalmente, con le consultazioni elettorali).

A Deputati e Senatori le norme della costituzione,attribuiscono una serie di garanzie:

 Le immunità (art 68)  Le indennità (art 69)

Più delle altre previsioni integrate dà disposizioni di legge e regolamenti parlamentari. Queste attribuzioni non vanno intese come diritti del singolo (violerebbero l’art 3 della costituzione) ma come situazioni strettamente inerenti alla funzione del parlamentare,costituiscono il suo status, sono dettate PER ASSICURARE L’INDIPENDENZA DEGLI ORGANI PARLAMENTARI La Corte costituzionale ha affermato (sent 231/1975) chè: “L’indipendenza delle camere si articola nella normativa direttamente dettata dal testo costituzionale,nell’autonomia organizzativa e normativa spettante a ciascuna di esse,nella convalida dei propi membri ( art 66 cost.)NELLA NON RESPONSABILITA’ DEI MEDESIMI PER I VOTI DATI O ESPRESSI NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI (ART.68 COST- IMMUNITA’) Lo status si acquista dal momento della proclamazione che viene fatta dagli uffici elettorali o dalla giunta provvisoria per le elezioni. Nel caso dei “Senatori a vita” lo status viene acquisito nel momento della cessazione del loro compito di capo dello stato,mentre “i Senatori di nomina Presidenziale” acquistano tale status dalla comunicazione al senato della loro nomina. La proclamazione non garantisce da sola l’acquisto irrevocabile dello status,è attribuito sotto condizione potestativa che l’elezione non sia annullata dalla camera di competenza. A norma dell’art 66 spetta a ciascuna camera di giudicare i titoli di ammissione dei suoi componenti(Regolarità delle elezioni,mancanze di cause di ineleggibilità e incompatibilità). La cessazione dell’incarico può avvenire per la fine della legislatura o per dimissioni Le dimissioni devono essere annunciate in assemblea,sé sono dovute a cause incompatibili con il mandato parlamentare si prende semplicemente atto. Sé sono motivate da ragioni diverse devono essere accettate dall’assemblea con voto esplicito.

Le immunità previste dall’art 68 della cost. sono l’insieme dei meccanismi di tutela a garanzia dell’indipendenza e del regolare funzionamento delle camere,veri e propi divieti rivolti agli altri poteri,innanzitutto al giudiziario. L’art 68 comma 1 “ I PARLAMENTARI NON POSSONO ESSERE CHIAMATI A RISPONDERE DELLE OPINIONI ESPRESSE E DEI VOTI DATI NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI ” è una garanzia sostanziale che immunizza il parlamentare per tutte le manifestazioni del pensiero NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI(la sua applicazione è automatica)

3

Mentre l’insindacabilità esplica i suoi effetti in tutti i procedimenti giurisdizionali e NON VIENE MENO CON LA CESSAZZIONE DELLO STATUS,L’inviolabilità (art 68 comma 2) si applica solo nel processo penale esclusivamente finché il parlamentare è in carica,ma è superabile con L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DA PARTE DELLA CAMERA DÌ COMPETENZA,la quale può dare il “via libera” alle misure coercitive o investigative nei confronti del parlamentare. Fino al 1993 si parlava di INSIDACABILITA’ INDIRETTA ovvero tutte le manifestazioni di pensiero (concernenti o non il compimento di un atto tipico della funzione parlamentare) erano coperti sempre dal diniego dell’autorizzazione a procedere da parte della camera di appartenenza La Legge n140 del 2003 chiarisce chè : “L’insindacabilità si applica per ogni caso alla presentazione di disegni di legge,emendamenti,interventi nell’assemblea ,per qualsiasi espressione di voto e per ogni attività di critica e denuncia connessa alla funzione di parlamentare ed espletata anche fuori del parlamento” La garanzia dell’insindacabilità,opera in automatico ma qualora la direttiva non fosse applicata dal giudice,lo stesso parlamentare può chiederne la sua applicazione,chè attiva così il procedimento parlamentare eventualmente con previa sospensione del processo per un numero massimo di 90 giorni entro i quali arriverà la decisione dell’assemblea Ai sensi dell’art 68 commi 2 e 3 per effettuare atti invasivi della libertà personale del parlamentare (perquisizioni,intercettazioni,misure cautelari) vi è bisogno l’autorizzazione della camera. Essa non deve essere data quando il parlamentare sia colto in fragranza di reato o per l’esecuzione di una sentenza irrevocabile. Le camere dovrebbero negare l’autorizzazione a procedere solo in casi eccezionali sulla base del sospetto di una volontà persecutoria da parte dell’autorità giudiziaria (fumus persecutionis) .A ciò si aggiunge il criterio che attiene alla funzione e all’indipendenza delle due camere ,l’interesse chè non venga alterata l’integrità data dai voti dei cittadini,venendo meno l’integrità numerica o la composizione della stessa assemblea (il rapporto tra maggioranza e opposizione potrebbe dipendere infatti da una manciata di seggi,sé non da quel parlamentare di cui viene chiesto l’arresto) Le camere finora hanno autorizzato l’arresto di parlamentari non condannati in via definitiva in soli 4 casi. A tutela dell’indipendenza dei parlamentari e per consentire a tutti i cittadini l’accesso potenziale al mandato parlamentare,la costituzione all’art 69 prevede che Deputati e Senatori abbiano il diritto a ricevere un indennità mensile (il cui tetto massimo non può superare lo stipendio dei presidenti della corte di cassazione) e una diaria ossia un rimborso per le spese di soggiorno a Roma,subordinato ad un numero minimo di presenze mensili 15 (lo statuto Albertino prevedeva la gratuità della funzione e la Diaria funzionava come retribuzione dei parlamentari) la cui misura non può essere superiore all’indennità di missione che spetta ai presidenti della corte di cassazione L’esenzione fiscale è stata abolita nel 1994,l’indennità non può essere sottoposta a sequestro o pignoramento Secondo i regolamenti di senato e camera,deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute assembleari,ed è stato introdotto un sistema di decurtazione della diaria in base alla presenza alle votazioni giornaliere (il parlamentare si considera presente sé partecipa al 30% delle votazioni giornaliere) L’art 51 al 3 comma stabilisce che chi è chiamato ad esercitare il mandato parlamentare ha diritto di conservare durante la durata del mandato il suo posto di lavoro. I parlamentari dipendenti di uffici pubblici sono collocati in aspettativa per tutta la durata del mandato,non percepiscono lo stipendio e non possono ricevere promozioni sé non per anzianità. Mentre il lavoratore del settore privato può su sua richiesta essere collocato in aspettativa per la durata del mandato. SONO VIETATI FINANZIAMENTI O CONTRIBUTI ai parlamentari (o ai candidati) provenienti dalla pubblica amministrazione. Devono essere dichiarate al presidente della camera i contributi ricevuti da privati sé superiori ai 50.000 euro. Ogni parlamentare ad inizio mandato consegna la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi,la propia situazione patrimoniale e le spese elettorali sostenute negli uffici di ciascuna camera,pena la decadenza dal mandato

4

Godono anche di “PREROGATIVE MINORI” quali libero accesso a strutture militari e carceri,attribuzione passaporto di servizio,uso gratuito dei treni,la disponibilità di un ufficio nella cittadella parlamentare,facilitazioni telefoniche e postali,è un indennità finalizzata alla retribuzione dell’assistente parlamentare. Caratteristica essenziale dei parlamenti è ESSERE RAPPRESENTATIVI Il parlamento a maggioranza può adottare deliberazioni che si presume rappresentino la volontà degli elettori Le elezioni a suffragio universale e diretto della Camera e del Senato ogni 5 anni sono lo strumento che garantiscono la legittimazione del parlamento,perché in una democrazia rappresentativa le elezioni hanno una funzione di legittimazione. L’art 48 della costituzione fissa i requisiti dell’elettorato attivo,sono elettori tutti i cittadini uomini e donne chè abbiano compiuto la maggiore età, ma l’art 58 specifica chè gli elettori del senato sono solo i cittadini che abbiano superato il 25° anno di età L’art 48 dice anche che il voto per il cittadino è un dovere civico ed è personale,eguale,libero e segreto L’art 51 fissa i requisiti di accesso alle cariche elettive, sono eleggibili alla camera i cittadini che abbiano compiuto il 25°anno di età,sono eleggibili al senato coloro che abbiano compiuto il 40°anno di età Il numero dei deputati è di 630 e sono eletti su base nazionale,mentre il numero dei membri dell’ senato sono 315 e la loro elezione avviene su base regionale,a cui si aggiungono i senatori a vita e i 5 nominati dal presidente della repubblica Le leggi costituzionali 1/2000 e 1/2001 hanno istituito la c.d. “Circoscrizione estero”, gli italiani residenti all’estero eleggono votando per corrispondenza 12 deputati e 6 senatori L’art 65 riserva alla legge la denominazione dei casi di INELEGGIBILITA’ ED INCOMPATIBILITA’ In tutto questo la costituzione tace,sul sistema elettorale:il meccanismo di traduzione dei voti in seggi,la sua scelta è rimessa al legislatore. La legge elettorale vigente è stata modificata nel 2006,si è passati da un sistema misto maggioritario con recupero proporzionale ad un SISTEMA ELETTORALE MISTO PROPORZIONALE CON PREMIO DÌ MAGGIORANZA (con liste bloccate e soglie di sbarramento) a cui si aggiunge un premio di maggioranza eventuale chè scatta ove nessuna lista o coalizione abbia ottenuto il 55% dei seggi Giudice della correttezza del procedimento elettorale,è secondo l’art 66 della cost. lo stesso parlamento. Sono quindi le stesse camere a giudicare sui titoli di ammissione dei propi componenti e le cause di INLEGIBILITA’ O INCOMPATIBILITA’determinate dalla legge o dalla costituzione,a tutela dell’indipendenza del potere legislativo da quello giudiziario. A proclamare eletti i parlamentari,sono gli uffici elettorali,con la proclamazione acquista il suo STATUS ma esso è “temporaneo” e reversibile,deve essere infatti oggetto del GIUDIZIO DÌ CONVALIDA previsto dall’art 66 cost. La procedura della “VERIFICA DEI POTERI” è affidata alla GIUNTA DELLE ELEZIONI (composta da 30 membri alla camera e 23 al Senato) scelti dal presidente e presiedute per prassi da esponenti di opposizione. Queste giunte ricevuto il materiale elettorale ed esaminati gli eventuali ricorsi predispongono relazioni circoscrizione per circoscrizione. La funzione di relatore è affidata a ciascun membro purché non eletto nella medesima circoscrizione,su iniziativa dei relatori la giunta può decidere di proporre in aula la convalida delle elezioni o aprire un istruttoria (sé apre un istruttoria procede a verificare le schede a campione o a tappeto),a conclusione la giunta propone la convalida o la contestazione,si svolge un vero e proprio processo pubblico ove le parti possono farsi assistere dall’avvocato,al termine in camera di consiglio la giunta decide sulla convalida o l’annullamento dell’elezione contestata. L’ultima parola spetta all’assemblea che con un voto autonomo può rovesciare l’indicazione della giunta. Un procedimento analogo è seguito dall’accertamento delle cause di Ineleggibilità e Annullabilità Cause di ineleggibilità sono:

5

1. Titolarità di alcune cariche elettive (Presidenti di Provincia,Sindaci di comuni con più di 20.000 abitanti)

2. Titolarità di determinati uffici (magistrati,prefetti,direttori generali della ASL) 3. Titolarità di particolari rapporti economici con lo stato 4. Essere Giudici Costituzionali

Per potersi candidare alle cariche elettive,devono abbandonare la loro carica 180 giorni prima della fine della legislatura oppure in caso di scioglimento anticipato entro i successivi 7 giorni dalla pubblicazione del rispettivo decreto NON VALE INVECE LA REGOLA INVERSA: DEPUTATI E SENATORI POSSONO ESSERE ELETTI SINDACI O PRESIDENTI DÌ PROVINCIA E OGGI TENDONO A CONSERVARE IL LORO MANDATO PARLAMENTARE

Diverso è il fine dell’incompatibilità,che mira ad impedire il cumulo del mandato parlamentare con altro incarico per evitare che questo possa pregiudicare il corretto e libero esercizio della funzione parlamentare Ipotesi di incompatibilità per il parlamentare sono:

1. Non si può essere contemporaneamente deputato o senatore (la legge elettorale provvede chè la candidatura ad una sola camera per l’ineleggibilità per l’altra)

2. parlamentare e Giudice Costituzionale 3. membro del CSM,consigliere regionale,né Presidente della Repubblica (ufficio quest’ultimo

incompatibile con ogni altra carica

Mentre il giudizio sulle cause di Ineleggibilità si svolge contestualmente alla convalida,il giudizio sulla compatibilità degli incarichi parlamentari presuppone che la sua convalida sia già avvenuta. I parlamentari hanno l’obbligo di comunicare ai presidenti della camera di appartenenza gli incarichi ricoperti. Sulla base di questa documentazione si svolge poi un istruttoria in contraddittorio con l’interessato. Sé emerge una causa di incompatibilità,il parlamentare deve optare tra il mandato parlamentare e l’incarico incompatibile,in quest’ultimo caso le dimissioni vengono solo annunciate all’aula senza votazione,ad esso subentra il primo dei non eletti.

I Gruppi Parlamentari

L’esito delle elezioni si rispecchia nelle composizioni delle 2 camere, il primo atto con cui si apre la legislatura è l’elezione dei presidenti tra gli esponenti della maggioranza (fino al 1994 per prassi costituzionale, la presidenza di una delle 2 camere veniva affidata ad un esponente di opposizione) La prima seduta della nuova legislatura è convocata dal P.d.R, nella quale si attiva un “Meccanismo Provvisorio e Temporaneo di Presidenza”,alla camera dei deputati il presidente della 1° assemblea della nuova legislatura sarà il DEPUTATO PIU ANZIANO,invece al senato viene scelto il Senatore chè VANTA UN NUMERO MAGGIORE DÌ MANDATI ,il criterio anagrafico scatta soltanto in presenza di 2 o più senatori con lo stesso numero di mandati e tra essi viene scelto il più vecchio Per l’elezione del Presidente della Camera, servono a Primo scrutinio i voti dei 2/3 dei componenti,in seconda battuta è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei presenti,dopo il 3° scrutinio basta la maggioranza assoluta. L’elezione del Presidente del Senato è un po’ più veloce (in quanto il presidente del senato,in caso di assenza temporanea o impedimento esercita le funzioni del P.d.R e per questo motivo si tende a dare un identità molto più rapida a costui che potrebbe sostituire il P.d.R) Al primo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei componenti,al secondo la maggioranza assoluta dei presenti e dopo di chè

6

si passa al ballottaggio tra i 2 candidati che hanno ricevuto più voti ed in caso di parità tra questi 2 viene preferito il più anziano. Il risultato della consultazione elettorale viene reso più chiaramente leggibile con la costituzione dei GRUPPI PARLAMENTARI I gruppi parlamentari sono la proiezione dei partiti politici in parlamento(la costituzione preferisce parlare sempre di gruppo parlamentari,ai partiti politici fa un riferimento all’art 49 dove dice cosa sono e come dovrebbero funzionare) Entro 2 giorni dalla prima seduta,i deputati (entro tre i senatori) devono dichiarare di quale gruppo parlamentare vogliano fare parte,coloro chè non scelgano un gruppo sono assegnati d’ufficio al GRUPPO MISTO Per formare un gruppo servono 20 deputati e 10 senatori (senza nessuna dichiarazione di affinità politica tra i membri del gruppo),La creazione di un gruppo in deroga deve essere autorizzata dal presidente d’assemblea solo sé il gruppo sia effettivamente la proiezione di un partito politico organizzato del paese L’iscrizione ad un gruppo è FONDAMENTALE PER SVOLGERE L’ATTIVITA’ IN PARLAMENTO,SONO I GRUPPI PARLAMENTARI CHE DESIGNANO I COMPONENTI DELLE VARIE COMMISSIONI PARLAMENTARI. L’unico vincolo dell’iscrizione ad un gruppo sta al VINCOLO DISCIPLINARE imposto dal gruppo parlamentare che si è scelto,devono ottemperare alle decisioni del gruppo PENA SANZIONI DISCIPLINARI O L’ESCLUSIONE DAL GRUPPO,il Parlamentare è sempre libero di votare secondo coscienza ma di solito preferiscono conformarsi alle indicazioni del gruppo. Al momento delle votazioni prende così la parola un oratore per gruppo chè esprimerà la volontà del gruppo politico nel suo complesso,sarà il gruppo a decidere il parlamentare e per quanto tempo (del tempo spettante al gruppo per il CONTIGENTAMENTO DEI TEMPI)parlerà. Nell’impossibilità di ricorrere alla creazione di “Gruppi in Deroga”,molti parlamentari si sono organizzati nel “Gruppo misto”in cui sono confluiti vari membri di tutte le coalizioni politiche che hanno abbandonato “in corsa” il loro gruppo o non si siano iscritti in un gruppo e passati d’ufficio in questa sede. Ai gruppi l’amministrazione ed il bilancio assicurano la disponibilità di strutture e il versamento periodico di un contributo in base alla loro consistenza numerica. I gruppi hanno a capo il presidente eletto all’interno del gruppo stesso. I presidenti dei gruppi riuniti dal presidente d’assemblea sotto la sua presidenza formano LA CONFERENZA DEI CAPI GRUPPO ossia L’organo di direzione politica di ciascuna camera che definisce programma e calendario dei lavori

L’organizzazione del Parlamento

L’esigenza di inserire un elemento equilibratore del sistema, per una maggiore ponderazione delle decisioni ha portato l’assemblea costituente a ripristinare il “bicameralismo perfetto” con l’istituzione della Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica. Questa scelta è stata cristallizzata nella costituzione agli articoli 55 (Il Parlamento si compone della Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica),art 70 (La funzione legislativa è affidata collettivamente alle 2 Camere),art 94 (il Governo deve avere la fiducia delle due Camere) Tra le 2 Camere troviamo pochi elementi di differenziazione:

 La differenza dell’elettorato Attivo e Passivo (18/25 Camera – 25/40 Senato)  Numero dei componenti 630 Camera – 315 Senato  Elezione su Base Nazionale per la Camera, Elezione su Base Regionale per il Senato  Differenziazione nell’appellativo Deputati per la Camera,Senatori per il Senato

7

 Solo nel Senato della Repubblica Troviamo i Senatori a vita (gli ex presidenti della repubblica e quelli nominati dal capo dello stato massimo 5, I senatori di diritto ed i senatori a vita hanno le stesse prerogative degli altri componenti del senato)

 Si riuniscono in Sedi Separate: Montecitorio Camera, Villa Madama Senato

La costituzione prevede espressamente dei casi nei quali Camera e Senato si riuniscano per deliberare insieme una serie di funzioni,ecco così la figura del PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE

 Elezione e giuramento del Presidente della Repubblica,con l’integrazione dei rappresentanti delle regioni (art 83 e 91)

 La messa in stato d’accusa del P.d.R per ALTO TRADIMENTO e ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE (art 90)

 L’elezione dei 5 giudici della Corte Costituzionale(art 135)  L’elezione dei 5 componenti del CSM (art 104)  L’elezione della lista dei cittadini da cui sono sorteggiabili i giudici da aggregare a quelli

della corte costituzionale per i giudizi d’accusa contro il P.d.R (art 135)

Il parlamento in seduta comune,si riunisce a Montecitorio (sede della camera dei deputati),viene presieduto dal presidente della Camera e per il suo funzionamento viene utilizzato il regolamento della camera Inizialmente la dottrina parlò di TRICAMERALISMO, ma successivamente questa ipotesi venne scartata,in quanto la “Seduta Comune” come l’esercizio di una funzione già esistente e quindi NON GENERA UN NUOVO ORGANO. La seduta comune quindi è la RIMOZIONE DÌ UN OSTACOLO ALLA FUNZIONE posto dalla Costituzione sotto forma di una condizione risolutiva.

La nostra costituzione prevede espressamente una sola commissione bicamerale,la commissione “di deputati e senatori” per questioni regionali a cui affida una funzione consultiva nel procedimento dei consigli regionali ed è composta da 20 deputati e 20 senatori. Altro organo bilaterale,previsto però da una Legge Costituzionale è il “COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI D’ACCUSA”. Esso è l’organo chè istruisce l’attività di messa in stato d’accusa del P.d.R Questi 2 organi costituiscono il modello per un sistema di commissioni bilaterali sorte per decisione del legislatore allo scopo di svolgere funzioni di indirizzo,di controllo e vigilanza chè il parlamento esercita in una dimensione comune. Abbiamo anche commissioni bicamerali,con funzioni di indirizzo,dotate di poteri idonei ad incidere sull’amministrazione degli enti vigilati LA COMMISSIONE SUI SERVIZI RADIOTELEVISIVI (che ha peraltro funzioni di vigilanza ed è presieduta da esponenti dell’opposizione) La più importante commissione BICAMERALE CHE SVOLGE FUNZIONE DÌ CONTROLLO è “IL COMITATO PARLAMENTARE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA”

Le Commissioni Permanenti

L’articolazione in gruppi ha portato ad un organizzazione fondata su commissioni specializzate materia per materia ,permanenti alle quali sono assegnati proporzionalmente e secondo l’indicazione dei gruppi tutti i parlamentari. Esso è uno dei primissimi atti della legislatura ed ha luogo successivamente alla formazione del governo, presidenti di esse sono esponenti della maggioranza chè aspiravano ad incarichi governativi ma non li hanno ricevuti, e per ragioni di “equilibrio politico” appartengono alla stessa forza politica del ministro che devono controllare.

8

Ogni parlamentare,(anche i membri del governo) sono chiamati a far parte di una commissione permanente (i membri del governo vengono sostituiti da un altro collega,in deroga al principio che ogni parlamentare possa fare parte di una sola commissione). Il principio della rappresentanza proporzionale dei gruppi nelle commissioni è un principio sancito dall’art 72,3 comma della Costituzione. Spetta ai gruppi designare i propi rappresentanti in commissione. Le commissioni vengono rinnovate ogni 2 anni, ed è prevista la sostituzione per le assenze dei singoli parlamentari per garantire il controllo politico sui lavori delle commissioni. Il numero delle commissioni per ciascun ramo del parlamento è di 14, tra le quali ricordiamo LA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI,GIUSTIZIA,DIFESA. Le commissioni svolgono funzioni preparatorie,rispetto all’attività dell’assemblea,per disposizione dell’art 72 comma 1 nel procedimento legislativo istruiscono i progetti di legge,elaborando il testo sul quale l’aula discute e delibera Ma il procedimento “LEGISLATIVO”, può svolgersi tutto in commissione “Deliberante” (o Legislativa) Commissione in sede redigente Il procedimento in sede redigente è un ibrido previsto indirettamente dall’articolo 72 della Costituzione,dove la commissione delibera sul testo articolo per articolo, mentre l’Assemblea soltanto per votazione finale Commissione in sede consultiva La commissione in sede consultiva svolge un lavoro parallelo, esprimendo un parere su un disegno di legge affidato ad un’altra commissione perché competente, ma che presenta alcuni aspetti che riguardano altre commissioni. I pareri che può esprimere questo tipo di commissione si dividono in obbligatori, facoltativi e vincolanti. Sono obbligatori quelli che il Presidente dell’Assemblea deve prevedere, in base a regolamenti parlamentari, all’atto di assegnazione; i pareri facoltativi sono richiesti dalla commissione competente nel merito o dal Presidente a quella consultiva; i pareri vincolanti devono essere osservati dalle commissioni in sede referente e legislativa, che può comunque arenare il progetto di legge o rimettere all’Assemblea non attendendoli. I pareri vanno espressi in certi limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, che possono comunque essere derogati dalla commissione di merito; se entro il limite non viene espresso il parere, la commissione di merito può procedere.

Le commissioni possono poi formulare,atti di indirizzo al governo nelle materie di loro competenza,e in esse possono essere svolte le interrogazioni dette “A RISPOSTA IN COMMISSIONE” Le commissioni sono centri nevralgici dell’attività parlamentare,ciascuna secondo la propia competenza per materia. I lavori della commissione parlamentare permanente sono diretti da un presidente (eletto fra i suoi componenti a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta),che svolge un ruolo essenziale,definisce l’ordine del giorno,introduce l’esame o nomina il relatore per ciascun provvedimento,prende parte attivamente nelle discussioni partecipando di solito alle votazioni che si svolgono in commissione. Ogni commissione ha un ufficio di presidenza (composto da presidente,vicepresidenti e segretari)

Commissioni Speciali

La formazione di commissioni speciali avviene raramente,in particolare ad inizio legislatura quando si tratti di esaminare conversioni di decreti-legge pendenti,il mandato di queste commissioni è definito dall’atto istitutivo e può essere limitato all’esame di disegni di legge chiaramente individuati

9

Le Giunte

Le Giunte si distinguono dalle Commissioni,per il loro essere una proiezione del tutto interna al lavoro delle due camere,oltre chè per la composizione,più ristretta di quella delle commissioni ed i suoi componenti non sono nominati dai gruppi come per le commissioni,ma i suoi componenti sono nominati dal presidente. La giunta per il regolamento è composta da 10 o più membri nominati secondo criteri di proporzionalità tra i gruppi dal presidente della Camera Ad essa spetta il compito di promuovere ed esaminare le proposte di modifica del regolamento parlamentare chè, dopo essere state istruite dalla giunta,sono esaminate e approvate dall’assemblea a maggioranza assoluta dei componenti come prescritto dall’art 64 Cost. Inoltre la giunta per il regolamento,ha importanti funzioni consultive. Su ogni questione riguardante l’interpretazione del regolamento,il presidente può consultare la giunta per il regolamento,i cui pareri finiscono per costituire “precedenti” fissando interpretazioni chè talvolta integrano questo disposto La Giunta delle elezioni è l’organo che alla camera,(al senato c’è un’unica giunta competente sia per le elezioni,sia per l’immunità) chè svolge l’attività istruttoria per la “Verifica dei Poteri” che consiste nel controllo delle regolarità delle lezioni e di eventuali situazioni di ineleggibilità ed incompatibilità. Essa è formata da parlamentari nominati dal presidente della camera per l’intera legislatura

La giunta per le autorizzazioni è l’organo competente a valutare sé un dato comportamento di un parlamentare, rientri tra quelli coperti dalla garanzia dell’insindacabilità e a valutare sé debbano essere accolte le richieste provenienti dall’autorità giudiziaria in ordine all’esecuzione dei provvedimenti coercitivi nei confronti di parlamentari,nonché le richieste di autorizzazione a procedere nel caso di reati ministeriali (cioè quelli compiuti da ministri nell’esercizio delle loro funzioni,nel caso di ministri non parlamentari la competenza spetta al senato) La giunta alla camera è formata da 21 deputati e la giunta del senato da 23,nominati dal presidente d’assemblea devono entro trenta giorni dall’investimento della questione,una proposta corredata da relazione,all’assemblea che deciderà il dà farsi.

Il Presidente di Assemblea

Il Presidente, è l’organo a cui spetta regolare i lavori,dirigere e moderare le discussioni,Per l’elezione del presidente della camera è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei voti dei componenti,(al senato basta la maggioranza assoluta),al secondo scrutinio sempre alla camera,sono richiesti i 2/3 dei voti dei presenti(al senato dal terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti),dopo il terzo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei presenti (mentre al senato si và con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ricevuto il maggior numero dei voti ed in caso di parità prevale il più anziano dei due,per assicurare in tempi certi la copertura dell’organo supplente del P.d.R) Maggioranze così alte hanno contributo a costruire la figura del presidente “uomo della costituzione” o garante,collocato in una posizione neutrale e SUPER PARTES,assimilabile a quella del capo dello stato,di cui i presidenti d’assemblea sono i primi consiglieri. Tutta la vita delle due camere passa attraverso le mani del suo presidente che esercita funzioni di mediazione e arbitrali innanzitutto nella programmazione dei lavori parlamentari. Egli regola lo svolgimento di ogni seduta,cui partecipa senza però votare (risultando presente ai fini del numero del legale) L’art 8 del regolamento della camera, dice : “Il Presidente dà la parola,dirige e modera la discussione,mantiene l’ordine,pone le questioni,stabilisce l’ordine delle votazioni,chiarisce il significato del voto e né annuncia il risultato”

10

In questa attività il presidente interpreta e applica il regolamento,consultando nei casi più complessi la giunta per il regolamento. Si tratta di decisioni inappellabili. Tutela l’ordine dei lavori e a tal fine dispone di poteri disciplinari nei confronti dei parlamentari,irrogando nei casi più gravi sanzioni come LA CENSURA o L’ESCLUSIONE DALL’AULA (chè è disposta su proposta del presidente,dall’ufficio di Presidenza) In casi gravissimi può anche richiedere l’intervento della forza pubblica all’interno dei palazzi. Egli coordina l’attività di tutti i soggetti e gli organi chè operano all’interno di ciascuna camera. In caso di scioglimento anticipato delle camere entrambi devono essere ascoltati dal P.d.R, in occasioni di crisi di governo,per la soluzione delle stesse gli vengono affidati tal volta mandati “esplorativi”.

Conferenza dei Capigruppo

Nell’esercitare le sue funzioni,in tema di programmazione dei lavori egli è assistito dalla conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari (CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO) Questa è composta dal presidente (chè la convoca e la presiede)da tutti i presidenti dei gruppi parlamentari.(alla conferenza possono anche essere invitati i vice presidenti d’assemblea e i presidenti di commissione) In entrambi i rami del parlamento,il GOVERNO è parte necessaria della conferenza,esso è sempre informato dal presidente e dall’ora della riunione per farvi intervenire un proprio rappresentante (chè è in genere il ministro peri i rapporti con il parlamento,o talvolta nei casi più importanti lo stesso presidente del consiglio),inoltre il governo,è attivamente coinvolto nella fase preparatoria della programmazione dei lavori,essendo tenuto a presentare con congruo anticipo le SUE INDICAZIONI DÌ PRIORITA’. Le riunioni non sono pubbliche,di esse viene redatto un resoconto chè resta però strettamente riservato.

Funzioni della Conferenza dei Capi gruppo

La Conferenza dei capi gruppo viene convocata dal Presidente della Camera, ogni qualvolta lo ritenga utile, anche su richiesta del Governo o di un presidente di gruppo, per esaminare lo svolgimento dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni (articolo 13, comma 1, del Regolamento).

Alla Conferenza spetta definire la programmazione dei lavori della Camera, attraverso la predisposizione del programma e del calendario dei lavori dell'Assemblea (articoli 23 e 24 del Regolamento). Il Presidente della Camera può convocare preliminarmente la Conferenza dei presidenti delle Commissioni permanenti. La Conferenza delibera, inoltre, sulle richieste di urgenza relative a progetti di legge (articolo 69, del Regolamento), sul termine richiesto dal Governo per la conclusione dell'esame in Assemblea di un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica (articolo 123-bis del Regolamento), nonché sulla fissazione di un nuovo termine per la presentazione delle relazioni delle Commissioni su progetti di legge iscritti nel programma dei lavori dell'Assemblea, qualora il Governo, senza indicarne il motivo, abbia omesso di fornire nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione (articolo 79, comma 7, del Regolamento).

11

L’ufficio di Presidenza

L’ufficio di presidenza (denominato “consiglio di presidenza”al Senato) è l’organo cui essenzialmente spetta,insieme al Presidente,la conduzione amministrativa della camera. È composto oltre che dal Presidente di Assemblea,dai 4 Vice Presidenti(chè sostituiscono il presidente nella direzione dei dibattiti),da (almeno) 8 Segretari,(che sovraintendono alla redazione dei verbali e assistono il presidente nell’accertare il risultato delle votazioni) e 3 Questori (che curano il buon andamento dell’amministrazione predisponendo Bilanci e autorizzando le spese. Ed esercitano POTERI DÌ POLIZIA ,a loro spetta il compito di far allontanare il parlamentare indisciplinato. L’ufficio autorizza la costituzione degli eventuali “Gruppi in Deroga”,irroga le sanzioni più gravi proposte dal presidente nei confronti dei singoli parlamentari. Per combattere l’assenteismo dei parlamentari,ai rispettivi uffici di presidenza è stato attribuito il POTERE DÌ SANZIONARE LE ASSENZE INGIUSTIFICATE CON PROVVEDIMENTI DÌ RIDUZIONE DELLA DIARIA.

Funzioni dell'ufficio di presidenza

Tra le competenze dell'Ufficio di Presidenza, cui sono attribuiti anche poteri normativi interni, si segnalano quelle in materia di:

 ricorsi sulla costituzione dei gruppi parlamentari e composizione delle Commissioni ( art. 12 , comma 2, reg.);

 sanzioni nei confronti dei deputati che turbino l'ordine delle sedute ( art. 60 , comma 3 e 4 reg.);

 ripartizione dei rimborsi ai partiti per le spese elettorali (art. 9 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, art. 1 e 2 della legge 3 giugno 1999, n. 157, art. 1 e 2 della legge 26 luglio 2002, n. 156);

 deliberazione del bilancio annuale delle spese della Camera, che è poi sottoposto all'approvazione dell'Assemblea ( art. 12 , comma 2, e 66 reg.);

 condizione dei deputati (indennità, competenze, ecc..);  organizzazione dell'Amministrazione della Camera, stato giuridico ed economico del

personale, amministrazione e contabilità, nomina del Segretario generale e attribuzione degli incarichi dirigenziali ( art. 12 , comma 3, reg.).

Collegio dei Questori

In base al Regolamento della Camera ( art. 10 ) tre deputati questori curano collegialmente il buon andamento dell'Amministrazione, vigilando sull'applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente. Il Collegio dei Questori elabora annualmente il progetto di bilancio interno, che è sottoposto successivamente all'esame dell'Ufficio di Presidenza (di cui i deputati questori fanno parte) ed è poi discusso e approvato dall'Assemblea. I questori sovraintendono alle spese della Camera, al cerimoniale, al mantenimento dell'ordine e alla sicurezza delle sedi della Camera, secondo le disposizioni del Presidente. A tal fine, poiché la forza pubblica non può entrare nelle sedi della Camera senza autorizzazione del Presidente, i questori dispongono degli assistenti parlamentari.

12

Le Strutture di Supporto

Le camere godono di un autonomia,non solo regolamentare ma anche amministrativa,contabile e giurisdizionale,come ha riconosciuto la Corte Costituzionale (Sentenza 129/1981) Sempre secondo una sentenza della Corte Costituzionale,le camere sono dotate di un autonomia contabile,fondata su una vera e propia CONSUETUDINE COSTITUZIONALE Le camere hanno un bilancio autonomo e annualmente richiedono al ministero dell’economia l’iscrizione nel bilancio dello stato delle somme occorrenti al loro fabbisogno annuale. Ogni camera,in piena autonomia approva il proprio bilancio predisposti annualmente dai questori.

Organizzazione interna del Parlamento

La disciplina dell'organizzazione del Parlamento e delle Camere è dettata, innanzi tutto, dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari (a favore dei quali esiste una riserva prevista dalla stessa Carta costituzionale).

Organi necessari (in quanto previsti direttamente dal testo costituzionale) sono il presidente, l'ufficio di presidenza e le commissioni (permanenti). A questi si affiancano altri organi previsti dai regolamenti (gruppi, proiezione parlamentare dei partiti, e giunte, con funzioni tecniche; ma anche la conferenza dei capigruppo, cui spetta la competenza di fissare il programma e il calendario dei lavori), da deliberazioni delle Camere o da leggi (che assumono spesso la forma di commissione, monocamerale o bicamerale). L'ufficio di presidenza della Camera ed il consiglio di presidenza del Senato rappresentano tutti i gruppi parlamentari. Hanno compiti amministrativi e compiti che riguardano la disciplina interna e l'organizzazione. In riferimento alle funzioni amministrative interne, l'ufficio ed il consiglio di presidenza godono del potere regolamentare e decidono sui ricorsi contro gli atti dell'amministrazione della Camera (art.12 R.C. e r.s.).

In virtù del principio di rappresentatività, sono le stesse Camere a giudicare dei titoli di ammissione dei loro membri (con decisione assunta dall'assemblea su proposta della giunta per le elezioni). Sempre per lo stesso principio, perché possano esprimere legittimamente una decisione è necessaria la presenza della maggioranza dei membri del collegio (quorum strutturale, che si presume esistente salvo verifica), e la decisione stessa si assume approvata quando gode del voto favorevole della maggioranza dei voti espressi (quorum funzionale; con diverse norme, alla Camera e al Senato, circa il computo degli astenuti). Gli astenuti alla Camera non vengono considerati votanti (e ciò determina un abbassamento del quorum di maggioranza richiesto), mentre al Senato sì, determinando un aumento del quorum per la deliberazione. In ipotesi tassativamente indicate dalla Costituzione (e accomunate dall'espressione di una funzione parlamentare diversa da quella di indirizzo politico, e genericamente qualificabile come garanzia), si richiedono maggioranze qualificate, ossia superiori alla maggioranza dei votanti.

Dal principio di rappresentatività (e dal principio di sovranità popolare) deriva inoltre la pubblicità delle sedute. Delle sedute dell'assemblea, infatti, è redatto resoconto sommario e stenografico, e sono attrezzate apposite tribune per ospitare il pubblico. Delle sedute delle commissioni, invece, è redatto solo un resoconto sommario (pubblicato sul Bollettino delle giunte e delle commissioni), ed è possibile seguire lo svolgimento dei loro lavori mediante un sistema audiovisivo a circuito chiuso. Al contrario, il verbale di seduta è documento riservato (la cui visione fu negata, nel 1959, anche alla Corte costituzionale).

In seguito alla legge costituzionale n. 3 del 1963, entrambe le Camere sono elette per una durata di cinque anni (periodo denominato con il termine legislatura), e non possono essere prorogate se non

13

in caso di guerra. Possono invece essere anticipatamente sciolte dal presidente della Repubblica (ma non negli ultimi sei mesi del suo mandato, a meno che questi non coincidano - in tutto o in parte - con gli ultimi sei mesi della legislatura), sentiti i rispettivi Presidenti (la prassi sviluppatasi vede lo scioglimento come uno strumento da utilizzarsi solo ove non sia possibile instaurare un rapporto fiduciario tra il Parlamento e il governo).

Le camere restano in carica fino alla prima riunione delle nuove Camere per evitare un possibile vuoto legislativo (istituto della prorogatio , da non confondere con la proroga). La prima riunione delle nuove Camere deve avvenire entro i 20 giorni successivi alle elezioni, che, a loro volta, devono svolgersi entro 70 giorni dalla fine della legislatura.

Prerogative delle camere

Le camere del parlamento italiano godono di particolari privilegi :

 Autonomia regolamentare: Ogni camera redigendo un proprio regolamento si amministra e si sviluppa il proprio lavoro secondo la volontà dei parlamentari e del presidente della camera.

 Autonomia finanziaria: Le camere decidono autonomamente l'ammontare delle risorse necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni.

 Autonomia amministrativa: Ogni camera provvede all'organizzazione dei propri uffici amministrativi e all'assunzione dei propri dipendenti (funzionari, commessi).

 Immunità della sede: Decisione su chi può essere ammesso all'interno degli edifici in cui si svolgono le sedute. Naturalmente il presidente della Camera, avendo un potere elevato, può svolgere questo compito.

 Giustizia domestica (autodichia): Le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti sono sottratte al giudice comune e sono riservati agli organi interni al parlamento.

Le Funzioni del Parlamento

Il Parlamento italiano,non diversamente da tutti gli altri parlamenti degli stati democratici,è titolare anche di altre funzioni,di indirizzo e controllo politico,Ci si richiama per la classificazione di queste funzioni a quella proposta da Bagheot con riferimento alla camera dei comuni della metà 800;”Il parlamento deve eleggere un buon governo,fare buone leggi,educare bene la nazione,farsi correttamente interprete dei desideri della nazione,portare compiutamente i problemi all’attenzione del Paese”.Questa classificazione non può più essere riproposta,in quanto il rapporto tra parlamento e opinione pubblica dalla metà dell’800 ad oggi si è profondamente trasformato. Sembra potersi seguire la classificazione riproposta dal Manzella,il quale individua 5 funzioni parlamentari:

1. Funzione di Indirizzo Politico ,intesa come concorso alla determinazione dei grandi obiettivi della politica nazionale e alla scelta degli strumenti per conseguirli e l’attuazione di un programma di governo

2. La funzione Legislativa,comprensiva dei procedimenti legislativi “duali” chè vedono cioè la compartecipazione necessaria del governo

3. La funzione di controllo,definita come verifica dell’attività di un soggetto politico in grado di attivare una possibile reazione sanzionatoria

14

4. La funzione di Garanzia Costituzionale,cioè il concorso delle camere alla salvaguardia delle condizioni di normalità costituzionale

5. La funzione di Coordinamento Delle Autonomie,un sistema che nelle sedi di raccordo sia internazionale che infranazionale,tende a privilegiare il dialogo tra esecutivi

Variegata è la gamma dei procedimenti attraverso i quali, il parlamento,organo costituzionale,collegiale e complesso esercita queste 5 funzioni. Le tipologie dei procedimenti parlamentari sono numerose,possiamo distinguere quelli organizzatori (quelli relativi alla programmazione dei lavori in aula e in commissione);quelli fiduciari (che attengono alla nascita,all’estinzione o alla riconferma del rapporto fiduciario tra parlamento e governo),quelli legislativi (che concernono la formazione della legge)

Le Votazioni

L’esercizio di tutte le funzioni delle camere,presuppone la capacità degli organi parlamentari di assumere una decisione. Per giungere a questa decisione occorrono una serie di votazioni mediante le quali,si esprimono e si contano le preferenze dei singoli parlamentari. E quindi evidente chè le regole chè disciplinano le votazioni parlamentari e che stabiliscono quindi IL NUMERO LEGALE,LA MAGGIORANZA RICHIESTA, LE MODALITA’ E L’ORDINE DÌ VOTAZIONE,assumono un ruolo fondamentale,riferendosi a tutte le funzioni ed i procedimenti chè nelle camere si svolgono. La votazione è quindi il procedimento attraverso il quale,si forma la volontà dell’assemblea parlamentare. Ogni volta chè l’assemblea vota,non lo fa solo per l’approvazione delle leggi,ma in ogni procedimento parlamentare

L’ordine delle votazioni

“Passiamo al Voto”,con queste Parole il presidente d’assemblea apre il procedimento di votazione,o meglio la sua fase preliminare,chiusa la quale indice la votazione. Sé vi è una serie di votazioni dovrà essere chiarito l’ordine con cui si procede alle stesse. Quella delle votazioni è una delle attribuzioni più delicate della presidenza,infatti l’esito di una votazione può essere profondamente condizionato,e anche alterato dall’ordine con cui le diverse alternative sono poste ai voti. Le votazioni si riferiscono sempre ad una proposta originaria (chiamata testo base),il chè permette di fissare un ordine per la votazione delle proposte alternative (chiamate Emendamenti) Di ordine di votazione non si può parlare nelle votazioni ELETTIVE ,qui il voto ha ad oggetto la scelta tra più persone,non vi è un alternativa secca come l”approvare” o il “respingere” e quindi non vi è il problema di individuare l’ordine di votazione. Nelle votazioni DELIBERATIVE, i parlamentari possono chiedere la parola per una breve e succinta spiegazione del voto,questo non viene considerato come un prolungamento della discussione. Il momento della discussione è quello dove ciascuno cerca di persuadere l’altro delle propie argomentazioni. La votazione invece è il momento di formazione della volontà parlamentare. La dichiarazione di voto quindi serve a rendere pubblica agli atti dell’assemblea la scelta del parlamentare,non può protrarsi per più di 10 minuti e NON è PRATICABILE IN CASO DÌ APPLICAZIONE DEL CONTINGENTAMENTO DEI TEMPI ,in tal caso si può solo intervenire sé il proprio gruppo ha ancora tempo a disposizione

15

Il numero legale e la sua verifica

Perché si possa procedere al voto,la costituzione all’art 64 comma 3, fissa un requisito, : “Le deliberazioni di ciascuna camera e del parlamento non sono valide sé non è presente la maggioranza dei loro componenti” è il numero legale di votazione. La costituzione non prevede un numero legale di seduta (ossia il numero di componenti chè debbano essere presenti per iniziare la seduta,esso è previsto per le commissioni del senato in sede deliberante e redigente) L’art 46 R.C. stabilisce chè i deputati impegnati fuori sede per un incarico avuto dalla camera o perché sono membri del governo,in ragione del loro ufficio sono computati come presenti ai fini della determinazione del numero legale Qualora venga accertata l’assenza del numero legale (la relativo accertamento si procede con il dispositivo elettronico di votazione,che proietta i risultati su tabelloni luminosi) le conseguenze sono diverse: Alla Camera la seduta è sospesa per un ora oppure sé il presidente lo ritiene opportuno può anche toglierla. Al Senato la sospensione è di 20 minuti,solo dopo 4 consecutive mancanze del numero legale la seduta viene tolta. In questo caso l’assemblea viene riconvocata il giorno successivo con lo stesso O.d.G. a meno chè il calendario non preveda un’altra seduta che si apre comunque con lo stesso O.d.G. della seduta precedente. Alla Camera,la verifica del numero legale viene effettuata automaticamente in occasione dello svolgimento delle votazioni nominali con procedimento elettronico. Al Senato la verifica del numero legale và richiesta da parte di 12 senatori chè devono essere presenti in aula (in prima battuta viene verificata la presenza di essi in aula e poi si procede alla verifica del numero legale),questo è uno dei principali strumenti ostruzionistici in mano all’opposizione per raddoppiare i tempi materiali delle operazioni di voto.

Metodi di Votazione : Segreto e Palese

Con quale metodo si vota? In alcuni casi ci sono votazioni Tacite ossia,l’approvazione di un processo verbale,dove sé nessuno una volta letto chiede di parlare risulta approvato. In altri casi è la stessa costituzione a dare un indicazione secondo l’art 94 “ciascuna camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata VOTATA PER APPELLO NOMINALE ”. L’appello nominale è la forma più impegnativa e complessa,è un voto palese che permette di fissare negli atti il numero ed il nome dei parlamentari che votano a favore o contro e gli astenuti. Rispondendo all’appello nominale il parlamentare esprime il proprio voto ad alta voce passando davanti il banco della presidenza. La costituzione quindi lascia ampia libertà ai regolamenti di disciplinare le modalità di votazione. Possiamo distinguere tra Votazioni PALESI e SEGRETE. Segrete sono quelle chè non permettono di sapere sé il parlamentare abbia votato a favore o contro o sé si sia astenuto. Tali di esse sono LO SCRUTINIO SEGRETO ed il VOTO PER SCHEDE Abbiamo poi Votazioni Sommarie (dove per determinare il risultato basta una valutazione ad occhio del presidente) e Votazioni Distinte (o qualificate) nelle quali viene analiticamente registrato il nome ed il numero dei votanti Il metodo di votazione ordinario in ambe le camere è il metodo di votazione Ordinario (palese e sommario) e anche il più semplice è quello per alzata di mano ,e dovrebbe essere usato di regola salvo chè la costituzione o dai regolamenti non sia previsto il ricorso ad un voto diverso. Su richiesta di 20 deputati o di 15 senatori può essere richiesta la votazione nominale che ormai da decenni si effettua con il voto elettronico,questo garantisce la certezza nell’esito,il presidente d’assemblea può ricorrerci anche d’ufficio o quando gli venga richiesta la controprova (in questo caso per non mutare la composizione dell’aula le porte vengono chiuse)

16

La Votazione Nominale con scrutinio elettronico è diventato sempre più il modo ordinario di voto (Di fronte a ciascun banco c’è il dispositivo che permette ai parlamentari di votare scegliendo uno dei 3 pulsanti,è accaduto che i cosiddetti “Pianisti” ,in assenza dei titolari votassero anche per loro. C’è una disposizione costituzionale all’art 64 che ai parlamentari presenti esclude la delega al voto,è quindi è VIETATA la sostituzione. L’accertamento di questa violazione spetta al presidente assistito dai segretari nell’esercizio dei loro poteri di accertamento.) La regola generale è quella che le votazioni parlamentari si svolgano a SCRUTINIO PALESE,ma è previsto da entrambi i regolamenti chè 30 deputati o 20 senatori in determinate materie possano chiedere la votazione a scrutinio segreto. Vi sono invece alcune votazioni che si devono NECESSARIAMENTE SVOLGERE A SCRUTINIO SEGRETO ed altre che si devono NECESSARIAMENTE SVOLGERE A SCRUTINIO PALESE. Fino al 1988 vigeva alla camera l’obbligo di scrutinio segreto per la votazione finale della legge,oggi non è più così la regola è il voto palese ed in determinati casi si può chiedere il voto segreto solo su alcune materie. (le materie su cui è possibile richiedere il voto segreto sono quelle delicatissime dei diritti e delle libertà previste dalla 1 parte della costituzione;può anche essere richiesto il voto segreto per le modificazioni dei regolamenti parlamentari) Sia alla Camera chè al Senato sono sottoposte NECESSARIAMENTE A SCRUTINIO SEGRETO alle elezioni (cui si procede mediante schede),le votazioni relative alle persone Lo scrutinio Segreto è vietato nelle votazioni concernenti le leggi finanziaria e di bilancio ,per queste votazioni il VOTO PALESE è OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO A SCRUTINIO PALESE SONO LE VOTAZIONI CHE SI SVOLGONO IN COMMISSIONE AD ESCLUSIONE DÌ QUELLE CHE RIGUARDANO LE PERSONE. Il Governo può comunque fare prevalere il vincolo di maggioranza,mediante la posizione della Questione di fiducia (votata a scrutinio palese per appello nominale),precludendo così la possibilità di richiedere la votazione segreta.

Lo scrutinio e il calcolo delle maggioranze

I regolamenti affermano che “una volta iniziata la votazione,questa non può essere più interrotta e non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto.” Ma sono ammessi dal regolamento del senato e dalla prassi della camera dei richiami per segnalare irregolarità nelle votazioni. Per descrivere il momento del risultato si parla di scrutinio,i voti sono solo visti e quindi scrutati dai segretari. L’eventuale errore non incide sul risultato,deve essere accertato dai segretari e proclamato dal presidente,ai segretari quindi la funzione di contare e svolgere le operazioni materiali del voto,al Presidente quella di controllare queste operazioni e proclamare il risultato con le formule nelle votazioni deliberative “approva” o “non approva” (alla camera il presidente dice “respinge”). Il presidente in ogni caso di irregolarità,apprezzate le circostanze ha il potere di annullare la votazione e di disporne una seconda. Alla proclamazione del risultato non si arriva sé manchi il numero legale,sé tale numero c’è quello chè và accertato è sé la somma dei voti favorevoli alla proposta sottoposta al voto ottenga la maggioranza. L’art 64 comma 3 della costituzione prevede chè : “le deliberazioni non sono valide sé non sono adottate a maggioranza dei presenti,salvo chè la costituzione prescriva una maggioranza speciale”.Oltre alla maggioranza semplice,sono previste purché con norma costituzionale maggioranze più elevate (“Qualificate”) chè sono calcolate sulla base dei Componenti. La maggioranza dei 2/3 dei componenti è richiesta per l’approvazione in seconda deliberazione (senza rischio referendum) delle leggi costituzionali La maggioranza ASSOLUTA è la metà più uno dei componenti del collegio,questa è prevista per l’approvazione in seconda deliberazione delle leggi costituzionali ma con successiva possibilità di richiedere il referendum e per l’adozione dei regolamenti parlamentari

17

La maggioranza sia essa dei componenti o dei votanti è il NUMERO MINIMO DEI VOTI FAVOREVOLI ALLA PROPOSTA IN VOTAZIONE PERCHE’ ESSA POSSA RITENERSI APPROVATA . Sé vi è parità questo numero non è raggiunto e la proposta è respinta. Per le votazioni elettive il mancato raggiungimento del numero minimo previsto,non dà esito di rigetto:non chiude quindi il procedimento chè continua con una nuova votazione (spesso prevedendosi per la votazione successiva una differente maggioranza).

I Procedimenti Parlamentari

I procedimenti che inducono alla definizione della programmazione dei lavori parlamentari possono qualificarsi come “Procedimenti di Procedimenti” è con essi chè ciascuna Camera decide quando riunirsi e quali argomenti trattare nelle propie sedute. È con tali decisioni chè si stabiliscono le priorità,anche in rapporto del programma di governo. Dai regolamenti del 1971 è stato previsto il metodo della programmazione,con cui si è inteso organizzare la produzione legislativa evitando provvedimenti sporadici ed intermittenti,fornendo ai singoli deputati una serie di riferimenti materiali e temporali. La disciplina vigente vede la programmazione dei lavori parlamentari incentrarsi su 3 strumenti:

1. Programma dei lavori (bimestrale al senato,bimestrale o trimestrale alla camera)

Il Programma dei Lavori è il documento nel quale si inseriscono in modo astratto e generale i provvedimenti o gli argomenti che saranno oggetto di trattazione per il periodo dei 2-3 mesi in esso ricompresi

2. Il calendario dei lavori (a cadenza mensile al senato,a cadenza trisettimanale alla camera)

Il Calendario dei Lavori,è il documento cruciale. Esso fissa “il numero e la data delle singole sedute con l’indicazione degli argomenti da trattare,specificando quali sono i giorni destinati alle discussioni e quelli destinati dall’assemblea alle votazioni

3. L’ordine del giorno

L’ordine del giorno è determinato in via pressoché esclusiva dal presidente dell’assemblea,senza il coinvolgimento della conferenza dei capigruppo,ed è annunciato alla fine della seduta precedente

Il contingentamento dei Tempi

Contingentamento dei tempi è un espressione chè ancora tutt’oggi non compare nei regolamenti si Senato e Camera. Esso consiste nella determinazione del tempo complessivo da dedicare ad un certo argomento e nella sua ripartizione tra i diversi gruppi parlamentari,sarà poi ciascun gruppo parlamentare a decidere come attribuire tra i propi membri il tempo assegnato,in questa chiave è essenziale la previsione di spazi per quei parlamentari che desiderino intervenire o a titolo personale o in dissenso dal proprio gruppo Il potere di determinare il contingentamento dei tempi spetta alla conferenza dei capigruppo ove si raggiunga l’unanimità,ma può anche essere disposto dal presidente dell’assemblea.

18

Una volta scaduti i tempi contingentati a disposizione dei gruppi parlamentari si procede solo alle votazioni,a meno chè il presidente d’assemblea non decida di assegnare del tempo ulteriore a ciascun gruppo o a determinati gruppi che abbiano esaurito il loro tempo a disposizione. La programmazione dei lavori avviene anche in commissione ed è a cadenza settimanale,i cui lavori si devono incastrare negli spazi liberi lasciati dall’assemblea,sulla regola per cui le commissioni permanenti non possono riunirsi in concomitanza con le sedute d’aula quando sono previste votazioni.

Procedimenti Conoscitivi e Ispettivi

Il Parlamento è dotato di una serie di strumenti conoscitivi per esercitare le sue funzioni,la costituzione prevede uno strumento autonomo,l’inchiesta che consente una diretta acquisizione di notizie.(art 82 Cost.)

Le commissioni d’inchiesta

Secondo l’art 82 cost. ciascuna camera può disporre un inchiesta su materie di pubblico interesse. Sé intende farlo deve nominare una commissione fra i propi membri che rispecchi in proporzione i vari gruppi parlamentari La commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria Per istituirla occorre la decisione di una o entrambe le camere,non può essere istituita dal governo con l’adozione di un atto avente forza di legge,né è possibile che il governo possa porre sull’atto istitutivo di una commissione d’inchiesta la questione di fiducia Le materie d’oggetto sono le più disparate,si sono nominate commissioni sulla loggia massonica P2,sul caso Sindona La loro durata è stata prorogata con legge da legislatura in legislatura,questo è il caso della commissione antimafia chè sembra divenuta una commissione permanente d’inchiesta.

Le indagini conoscitive

È lo strumento più utilizzato dalle commissioni parlamentari permanenti(insieme alle audizioni)per condurre accertamenti e acquisire notizie e informazioni nelle materie di loro competenza Ciascuna commissione,per fare il punto su una determinata questione può deliberare di aprire un indagine conoscitiva. In quella sede,la commissione parlamentare procede ad acquisire notizie in particolare attraverso l’audizione di qualsiasi persona in grado di fornire elementi utili all’indagine,si può trattare di un ministro come di un semplice esperto ovvero di amministratori o rappresentanti di categoria,e viene redatto un documento stenografico. Le indagini conoscitive si concludono alla camera,con l’approvazione di un documento che tende a trasformarsi in un atto di indirizzo politico

Le Audizioni

Le audizioni (udienze legislative) dovrebbero essere lo strumento ordinario a disposizione delle commissioni parlamentari per acquisire le informazioni che ritengono necessarie alle varie questioni da trattare,esaurendosi in un’unica seduta o un frammento di seduta da dedicare a queste attività informative. Unici soggetti che possono essere uditi oltre ad i membri del governo,dirigenti e amministratori centrali e degli enti sottoposti a controllo ministeriale. Sono però i ministri a vagliare chi andrà a

19

rispondere autorizzandolo di conseguenza. Ed è ai ministri che le commissioni parlamentari si devono rivolgere se vogliono procedere ad audizioni

Le Interrogazioni

L’interrogazione è una domanda chè ogni parlamentare può rivolgere al governo su un fatto determinato,chiedendo informazioni particolari,documenti,notizie o chiedendo di esprimere la propia posizione politica Alle interrogazioni,il rappresentante del governo,risponde in assemblea,in commissione o per iscritto a seconda dell’opzione esercitata dall’interrogante al momento della presentazione. L’interrogante può solo replicare intervenendo in assemblea o in commissione,dichiarandosi soddisfatto o insoddisfatto,o in caso di risposta scritta accontentarsi delle informazioni ricevute. Con questo strumento,il Governo può essere chiamato a rispondere di accadimenti di particolare gravità (terremoti,epidemie):si tratta delle c.d. “interrogazioni urgenti” Una particolare interrogazione a risposta immediata e la C.D. QUESTION TIME,tipico istituto inglese importato in Italia con alcuni correttivi. Applicato dal 1997,una volta a settimana viene riservato uno spazio della seduta in aula ad interrogazioni presentate da parlamentari entro il mezzogiorno del giorno precedente,il Presidente del consiglio,il vice presidente o i ministri sono chiamati a rispondere dei casi più disparati,conosciuti però preventivamente.

Le Interpellanze

L’interpellanza,consiste in una domanda formulata al governo da uno o più parlamentari,ma a differenza dell’interrogazione e volta a conoscere “ i motivi o gli impedimenti del governo in questioni che riguardino determinati aspetti della sua politica”. La sua maggiore rilevanza politica della domanda spiega perché la sua risposta debba avere necessariamente luogo in assemblea. Si ha la presentazione da parte dell’interpellante e nella conseguente risposta del governo e in una replica dell’interpellante L’obiettivo è quello di far emergere la posizione politica del governo su una determinata questione- L’interpellante sé non è soddisfatto può presentare una mozione sulla quale si apre un dibattito e che si conclude con un voto. Le interpellanze “urgenti” sono presentate invece da un gruppo parlamentare e fa sorgere un diritto di risposta breve (al senato entro 2 settimane,e alla camera entro le 48 ore successive),per evitarne l’uso ostruzionistico sono stabiliti dei limiti alla loro presentazione.

I Procedimenti di indirizzo

Il potere di indirizzo politico consiste nella determinazione dei grandi obiettivi della politica nazionale e nell’approntamento dei mezzi principali per conseguirli,attraverso gli atti di indirizzo le camere affrontano questioni assai variamente dimensionate. Dalla partecipazione italiana alle missioni internazionali autorizzata spesso con le mozioni,fino alla modalità con cui procedere all’attuazione di singole disposizioni legislative chè è frequente oggetto degli ordini del giorno.

La mozione

La mozione è un atto ad iniziativa non individuale (và presentata alla camera da 10 deputati o un presidente di gruppo e al senato da 8 senatori)diretto a provocare un dibattito e una deliberazione dell’aula,chè mettono in moto un procedimento autonomo chè si concluderà con un voto.

20

Un voto chè solitamente definisce gli indirizzi,ma può anche sanzionare comportamenti,o portare alla costituzioni di ulteriori commissioni. È questa sua autonomia chè fa della mozione il più incisivo tra gli atti di indirizzo (è il solo citato dalla costituzione all’art 94) La mozione è oggetto di una discussione di carattere generale,chiusa dalle dichiarazioni del governo e dalle repliche. Esistono mozioni a procedimento abbreviato (sottoscritte almeno da 1/5) dei senatori e devono essere discusse entro 30 giorni dalla presentazione. Per evitare usi ostruzionistici sono stabiliti dei limiti al suo uso.

La Risoluzione

La risoluzione è uno strumento ad iniziativa individuale chè in genere chiude un dibattito,spesso iniziato con altri fini,si parla perciò di uno strumento prevalentemente accessorio. È uno degli atti con cui il Parlamento indirizza il Governo. Non ha valore formale ma meramente procedurale, non incide giuridicamente sulla vita del Governo, infatti in caso di voto contrario non è tenuto a dimettersi, ma ha valore politico. Non ha valore vincolante, ma il suo valore e’ POLITICO, nel senso che il parlamento può chiamare il governo a rispondere su indirizzi disattesi, e giungere a votare la sfiducia.

Gli Ordini del Giorno di istruzione al governo

L’ordine del giorno è uno strumento di indirizzo ovvero di manifestazione di volontà su un argomento accessorio rispetto all’argomento in discussione. Sono atti monocamerali ed è chiamato obbligatoriamente ad esprimersi il rappresentante del governo. L’ordine del giorno si pone come direttiva al Governo. In sostanza, al momento in cui il Parlamento procede ad approvare una norma, fornisce all’Esecutivo indicazioni su criteri interpretativi per la sua attuazione o indica quali provvedimenti siano da adottare in relazione ad essa. Il regolamento della Camera prevede che la presentazione e la discussione degli ordini del giorno avvenga durante la fase di discussione degli articoli, e la votazione di essi dopo che gli articoli siano stati approvati, ma prima della discussione finale. Non è possibile ripresentare sotto forma di ordini del giorno emendamenti o articoli di legge che siano già stati respinti. Un “ordine del giorno” consta di una premessa motivata e di un dispositivo, che usa alternativamente una delle due formule: la Camera “impegna il Governo” oppure la Camera “invita il Governo”. Ovviamente le due formule vincolano il Governo in misura differente, al punto tale che spesso accade che l’Esecutivo, per accogliere un “ordine del giorno” subordini l’accettazione al mutamento della formula Un livello più basso di impegno è la riduzione di un “ordine del giorno” a mera “raccomandazione” chè può essere considerato un atto di mera perorazione, che il Governo accoglie, ma che non ha alcun carattere vincolante. La natura degli “ordini del giorno” di istruzione al Governo (diversi dagli “ordini del giorno” di seduta) è quella degli atti di indirizzo, cioè quei particolari atti con cui il Parlamento impegna il Governo a fare qualcosa. In ogni caso, l’ordine del giorno “approvato” costituisce un impegno inderogabile per il Governo, tant’è che è stato costituito un ufficio parlamentare per la verifica della loro attuazione. Tuttavia detto ufficio gestisce anche un numero rilevante di odg “accettati” o “accolti”, mentre ignora gli “odg” accolti come “raccomandazione”.

21

I provvedimenti fiduciari

Il rapporto di fiducia tra parlamento e governo,costituisce il cuore della forma di governo parlamentare,senza la fiducia di ambe due le camere il governo non può rimanere validamente in carica e reciprocamente le camere non possono continuare la loro attività e devono essere sciolte dal P.d.R sé non sono in grado di esprimere la fiducia ad un governo. L’art 94 cost. disciplina specificatamente le modalità di instaurazione del rapporto fiduciario,entro dieci giorni dal giuramento nelle mani del P.d.R,il governo è tenuto a presentarsi alle camere per ottenerne la fiducia. Il presidente del consiglio rende le dichiarazioni orali ad una camera,mentre si limita a depositarle per iscritto nell’altra. Il discorso del presidente del consiglio,è oggetto di dibattito parlamentare,nel corso del quale viene presentata ad opera dei capigruppo di quella chè sarà la maggioranza,LA MOZIONE DÌ FIDUCIA,ossia quella specifica mozione necessariamente motivata e da votarsi con appello nominale,chè votata a maggioranza semplice dalla camera e dal senato accorda la fiducia al governo L’art 94 prevede per la mozione di fiducia l’appello nominale,ossia il ricorso ad una forma di votazione solenne,che richiede a ciascun parlamentare di esprimere con chiarezza la sua posizione,d’altronde è per effetto della mozione di fiducia,chè si qualificano giuridicamente la maggioranza e l’opposizione,ed è giusto chè i parlamentari si esprimano con chiarezza verso i cittadini-elettori che abbiano conoscenza della posizione assunta dagli eletti su una scelta cruciale.

La Mozione di Sfiducia

L’art 94 al 4 comma della costituzione prevede chè : “il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo non importa l’obbligo di dimissioni” L’art 94 al 2 comma richiede per la mozione di sfiducia anche: l’obbligo di votazione nominale e la motivazione. L’appello nominale per individuare i parlamentari che si assumono la responsabilità di aprire una crisi di governo e di coloro che lo supportano,la motivazione obbligando le forze politiche che la presentano a concordare un indirizzo e la critica nel suo operato. Sempre l’art 94, ma al 5 comma richiede chè la mozione sia sottoscritta da almeno un decimo dei componenti della camera o del senato, e la presentazione di un intervallo minimo di 3 giorni tra la presentazione e la votazione. Il quorum minimo serve ad evitare chè la mozione diventi un banale strumento ostruzionistico,la durata dei 3 giorni serve sia per i parlamentari nel ponderare bene la decisione,sia perché permetta alla maggioranza di presentarsi a ranghi compatti Nella storia italiana non è mai stata approvata una mozione di sfiducia,tutte le crisi chè si sono svolte sono state di natura “Extraparlamentare” ossia dimissioni volontarie non determinate da una votazione di carattere fiduciario,ma originate in realtà da vicende interne alla maggioranza (ad eccezione delle 2 del governo Prodi). Il Presidente della Repubblica tende a rinviare alle camere il presidente del consiglio dimissionario in modo di dare pubbliche motivazioni alla crisi e di verificare attraverso il voto fiduciario l’effettiva esistenza o meno della maggioranza parlamentare.

La Mozione di sfiducia al Singolo Ministro

I provvedimenti fiduciari di mozioni di sfiducia e di sfiducia,hanno dato vita a consuetudini costituzionali costruendo altri 2 provvedimenti : LA MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINGOLO MINISTRO e LA QUESTIONE DÌ FIDUCIA, chè sono sottoposte allo stesso trattamento

22

procedurale delle mozioni di sfiducia dunque votazione palese per appello nominale,motivazione,quorum di presentazione e intervallo minimo di 3 giorni. L’unico ministro chè nella storia italiana sia stato sfiduciato è stato l’ex ministro di grazia e giustizia Mancuso. La Corte Costituzionale con la sentenza 7/1996 ha affermato la piena conformità a costituzione della mozione di sfiducia al singolo ministro e la sua idoneità a comportare le dimissioni per il ministro che né sia stato colpito.

La Questione di Fiducia

Con la questione di fiducia è il governo a dichiarare chè dall’esito di una certa votazione parlamentare dipende la sua permanenza in carica,legando i suoi destini al risultato di un voto. La ratio dell’istituto è di tipo ricattatorio,il governo pone all’assemblea un alternativa netta o approva il testo voluto dal governo o esso si dimetterà Essa discende dalla lettura in “negativo”dell’art 94 comma 4 della costituzione.

La posizione della questione di fiducia, produce 3 effetti :

1. Il voto palese per appello nominale 2. la priorità della votazione su cui è stata posta la fiducia 3. l’inemendabilità dell’oggetto di tale votazione

Tale consuetudine oggi è stata in parte codificata nei regolamenti di camera e senato,essa non può essere posta sulle proposte di modifica dei regolamenti parlamentari,sulle proposte di inchieste parlamentari.

Il Governo pone la questione di fiducia per 2 finalità:

1. Ricompattare la maggioranza 2. Scopo Anti Ostruzionistico (Votazione nominale,Priorità, inemendabilità)

Quando viene posta la questione di fiducia non è prevista l’applicazione del Contingentamento dei tempi

Funzione legislativa

L’iter legis, ossia il procedimento che porta alla formazione di una legge, è così schematizzabile:

iniziativa → istruttoria → esame → approvazione (articolo per articolo e finale) → promulgazione → pubblicazione.

L’iniziativa spetta al governo, ai singoli parlamentari (che devono presentare la proposta di legge alla loro camera d’appartenenza), ai cittadini (che devono presentare una proposta formulata in articoli e accompagnata dalle firme di 50.000 elettori), ai singoli Consigli regionali e al CNEL.

L’iniziativa, una volta pervenuta ad una delle due Camere, deve essere assegnata ad una commissione competente per materia perché svolga una preliminare attività istruttoria (avvalendosi anche dei pareri formulati da altre commissioni, e in particolare dalle così dette «commissioni filtro»).

23

A questo punto, il procedimento può seguire due strade diverse. Nel procedimento normale la commissione competente si riunisce in sede referente e, formulata una relazione e nominato un relatore, trasmette la competenza alla formulazione e all’approvazione del testo all’assemblea. Il tutto deve avvenire in non più di 4 mesi alla Camera e di 2 mesi al Senato. Una volta approdato in una Camera, avviene la discussione generale, a cui segue l’esame (e il voto) articolo per articolo, le dichiarazioni di voto ed in ultimo la votazione generale, che normalmente avviene e in modo palese (il voto segreto è previsto per materie che implicano scelte dettate dalla coscienza individuale). Se il progetto ottiene la votazione positiva di una Camera, passa all’altro ramo del parlamento che la deve votare senza ulteriori modifiche. In caso di modifiche, il testo ritorna all’altra Camera che lo deve riapprovare. Se il testo ripete questo procedimento più volte si parla di “navette” o palleggiamento.

Questa procedura è obbligatoria per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi (art. 72 Cost.). In tutte le altre ipotesi, si potrà avere una procedura speciale (o procedura legislativa decentrata): la commissione permanente potrà riunirsi in sede redigente (sarà di competenza dell’assemblea, cioè, la sola approvazione finale) oppure deliberante o legislativa (l’intero iter parlamentare si svolge in seno alla commissione), fatta salva in entrambi i casi la possibilità per 1/10 dei membri della Camera che sta procedendo, 1/5 dei membri della commissione o per il governo di chiedere il ritorno alla procedura normale. Approvato lo stesso testo in entrambi i rami del Parlamento, questo verrà trasmesso al presidente della Repubblica, perché entro un mese provveda alla promulgazione, salva la possibilità di chiedere alle Camere, con messaggio motivato, una nuova deliberazione (ipotesi nella quale la promulgazione è atto dovuto). Una volta promulgata, la legge sarà quindi pubblicata – a cura del ministro della Giustizia – sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dopo il periodo di vacatio legis (15 giorni, a meno che non sia altrimenti stabilito).

La rigidità della nostra costituzione è garantita dalla predisposizione di organi e misure di controllo attraverso i quali si apportano le modifiche che il tempo o i cambiamenti socio-politici rendono indispensabili. In questo consiste la funzione di revisione costituzionale.

Questo processo (secondo l’art. 138 della costituzione italiana) si articola in 2 possibili fasi: la prima in cui le camere procedono ad una votazione parlamentare attraverso una doppia delibera; se in entrambe le camere la votazione positiva è superiore ai 2/3 la revisione è passata e viene direttamente mandata al presidente della repubblica per la promulgazione, in caso si raggiungesse una maggioranza assoluta ma non superiore ai 2/3 si prevede che alcuni soggetti, 1/5 dei componenti di ciascuna camera, 5 consigli regionali, e 500 000 elettori, possono richiedere di sottoporre a votazione elettorale il testo votato in parlamento. Tale referendum definito costituzionale può essere esercitato nei 3 mesi successivi alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale ai fini notiziari del testo della deliberazione legislativa.

Inoltre doppia delibera da parte delle camere avviene attraverso un esame incrociato, cioè una volta approvata in prima lettura da una camera, la legge viene trasmessa all’altra senza la seconda deliberazione della prima; in seconda lettura difatti si procede con solo una votazione finale senza la possibilità di introdurre emendamenti. L’art. 139 della costituzione stabilisce l’unico vero limite espresso nell’esercizio del potere di revisione costituzionale e consiste nella forma repubblicana dello Stato. Sussistono inoltre altri limiti considerati impliciti cioè non vengono modificati gli articoli che contengono i principi supremi dello stato nonché i valori su cui si fonda la costituzione italiana (sovranità popolare, unità ed indivisibilità dello stato…)

24

La diffusione dei lavori delle due camere avviene attraverso i canali satellitari delle due assemblee,tramite la rete intranet (interna al parlamento),la rete internet con i siti di camera e senato,tramite la presenza nelle apposite tribune del pubblico,si dà pubblicità dei lavori parlamentari anche attraverso i resoconti redatti dagli stenografici in assemblea. La trasmissione televisiva in diretta è prevista nelle sedute dell’assemblea con interrogazioni a risposta immediata è disposta automaticamente dal presidente.. Il principio della pubblicità dei lavori (con riguardo solo alle 2 assemblee,non si può assistere internamente alle sedute delle commissioni,ma solo attraverso appositi monitor esterni) dall’art 64 comma 2 della costituzione.

Leggi Costituzionali

La legge costituzionale è una particolare fonte del diritto, presente negli ordinamenti a costituzione rigida, che si colloca nella stessa posizione gerarchica della costituzione, potendo quindi, entro certi limiti, modificarla o integrarla (in quest’ultimo caso si può parlare, più propriamente, di legge di revisione della costituzione). Si tratta di una fonte-atto (atto normativo) attribuita alla competenza del parlamento che, proprio in virtù della rigidità della costituzione, è adottata con un procedimento “aggravato”, ossia più complesso rispetto a quello previsto per le leggi ordinarie.

Il procedimento per la revisione costituzionale è disciplinato nell’art. 138 della Costituzione italiana: il disegno di legge costituzionale deve essere approvato da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi. Nel caso in cui la deliberazione, nella seconda votazione di ciascuna delle Camere, non sia avvenuta a maggioranza di due terzi dei loro componenti ma a semplice maggioranza assoluta, può essere richiesto, da un quinto dei membri di una Camera, da cinque Consigli regionali o da 500.000 elettori, un referendum confermativo

Differenza legge costituzionale e legge di revisione costituzionale

le leggi di revisione costituzionale dalle altre leggi costituzionali, laddove per le prime si intendono le leggi che vanno a modificare il testo preesistente della Costituzione, mentre per le seconde quelle che si inseriscono fra gli articoli già presenti senza modificarli

Decreti legge

Un decreto-legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione

Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori e precari, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non li “converte” in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Il decreto-legge deve essere deliberato dal Consiglio dei ministri, emanato dal Presidente della Repubblica e immediatamente pubblicato sulla G.U. Il giorno stesso della pubblicazione, il decreto-legge, deve essere presentato alle Camere, che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro 5 giorni: infatti la conversione del decreto-legge rientra tra i poteri delle Camere in regime di “prorogatio”. Presentato il decreto-legge il Governo chiede al Parlamento di produrre la legge di conversione, per cui il decreto-legge viene presentato come allegato di un disegno di legge. Il procedimento di conversione presenta, rispetto al procedimento legislativo ordinario, alcune variazioni, introdotte nei regolamenti parlamentari. In parte esse sono dettate dall’esigenza di assicurare in tempi certi e brevi di approvazione del disegno di legge, in parte all’esigenza di consentire alle Camere di svolgere un controllo attento sulla sussistenza dei presupposti della necessità e urgenza

25

decreti-legge, se non convertiti in legge entro 60 giorni, perdono efficacia sin dall’inizio. La perdita di efficacia del decreto-legge è chiamata “decadenza”. Infatti, la decadenza travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge, ciò crea una situazione paradossale: quando il decreto entra in vigore, esso è pienamente efficace e va applicato; ma se decade, tutto ciò che si è compiuto in forza di esso è come se fosse stato compiuto senza una base legale. Tutti gli effetti prodotti vanno eliminati perché costituiscono, una volta persa la base legale, degli illeciti.

Negli ultimi decenni, a fronte della crisi della legge parlamentare, il decreto-legge continua ad essere lo strumento utilizzato dai Governi, per utilizzare una corsia preferenziale per fare approvare i propri disegni di legge (c.d. abuso del decreto-legge), allontanandosi vistosamente dall’impianto del Costituente, che aveva pensato al decreto-legge quale strumento straordinario per fronteggiare soltanto i casi imprevedibili.

Decreto Legislativo

Con la specifica locuzione decreto legislativo o decreto delegato si intende, un atto normativo avente forza di legge adottato dal potere esecutivo per delega espressa e formale del potere legislativo.

In Italia la delegazione legislativa è prevista dall’art. 76 della Costituzione ed è uno strumento con il quale le Camere decidono, ad esempio per motivi di inadeguatezza tecnica o mancanza di tempo, di non disciplinare una determinata materia non coperta da riserva di legge formale, riservandosi però di stabilire i principi e i criteri direttivi, cioè la “cornice” entro la quale il Governo dovrà legiferare. La delega al governo, infatti, non può mai essere in bianco, ma lo vincola a rispettare una serie prestabilita di limiti. In genere sono emanati nella forma di decreti legislativi testi normativi che per la loro mole sarebbero difficilmente gestibili in sede parlamentare, come nel caso di testi unici e codici.

La cosiddetta legge delega (approvata dalle Camere come una qualsiasi altra legge) disciplina appunto l’ambito, le direttive e i limiti a cui il governo dovrà attenersi nel predisporre i decreti legislativi. L’art. 76 della Costituzione prescrive inoltre che la delega legislativa sia limitata nel tempo: il governo, trascorso inutilmente il limite temporale fissato dal Parlamento per esercitare la delega. La delega può essere conferita soltanto mediante legge, mai tramite decreto legge che esproprierebbe il Parlamento della sua funzione principale di cui all’articolo 70.Ci sono, poi, materie in cui il governo non può legiferare ossia: amnistia e indulto, bilancio e tributi, ratifica dei trattati internazionali, leggi costituzionali, e leggi di conversione dei decreti legge. Il procedimento di formazione del decreto legislativo, il decreto va deliberato dal governo entro il termine fissato dalla legge di delega, e va presentato almeno venti giorni prima della scadenza di detto termine al Presidente della Repubblica, il quale provvederà poi all’emanazione. Se il Governo non rispetta la legge di delegazione, vale a dire i principi e i criteri direttivi in essa stabiliti, si ha il cosiddetto eccesso di delega che, se sottoposto al giudizio della Corte costituzionale, ne comporta la dichiarazione di illegittimità nella parte che ecceda la delega.

Legge finanziaria e di bilancio

La cosiddetta legge finanziaria è una legge ordinaria recante,”Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”; insieme a quella di bilancio, è il principale documento giuridico previsto dall’ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita economica del Paese. In particolare, la legge di bilancio è lo strumento previsto dall’art. 81 della Costituzione attraverso il quale il Governo comunica al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura . In base al citato art. 81, la legge di bilancio non può introdurre nuovi tributi e nuove spese. La legge

26

finanziaria deve essere presentata dal Governo al Parlamento entro il 30 settembre. Il Parlamento ha tempo di esaminarla ed emendarla entro il 31 dicembre. Qualora si vada oltre la scadenza di fine anno, ovvero in mancanza di approvazione del bilancio prima dell’inizio dell’anno, la Costituzione all’art. 81 c. 2, stabilisce che è possibile superare il limite del 31 dicembre per non più di quattro mesi (cioè entro il 30 aprile), ma solo con legge apposita che conceda l’esercizio provvisorio del bilancio (contenendosi per ciascun mese nei limiti di un dodicesimo della spesa dell’anno precedente). A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento, la legge finanziaria regola la vita economica del Paese nell’arco di un anno solare. Gli obiettivi economici su un periodo più lungo sono invece definiti dal Governo nel Documento di programmazione economica finanziaria (DPEF).

Rapporti con il Diritto Comunitario

La corte costituzionale nella sent 348 del 2007 ha precisato chè l’Italia “con l’adesione ai trattati comunitari è entrata a far parte di un ordinamento giuridico più ampio di natura sovranazionale,cedendo parte della sua sovranità con riferimento al potere legislativo,nelle materie previste dai trattati,con il solo limite di intangibilità dei diritti fondamentali garantiti dalla costituzione.” la prevalenza del diritto dell’unione europea si afferma attraverso lo strumento della non applicazione delle norme interne configgenti tale non applicazione è affidata al giudice comune garantendosi così la diretta efficacia nell’ordinamento nazionale del diritto comunitario prodotto da fonti come i regolamenti chè secondo i trattati sono dotati di effetti obbligatori e direttamente applicabili Per gli atti diversi dai regolamenti è necessario invece,il loro recepimento in atti normativi interni La trasposizione fedele,completa e puntuale del diritto dell’unione europea è un obbligo previsto dai trattati Fonti di diritto derivato sono:

 Regolamenti  Direttive  Decisioni

Fino ad una serie di altri atti come le raccomandazioni,i pareri e le stesse sentenze della corte di giustizia Lo strumento principale che svolge e organizza la “trasposizione” del diritto comunitario è “la legge comunitaria” annuale,il cui procedimento è disciplinato da una legge ordinaria ( prima era la “Legge La Pergola del 1989 adesso Legge Buttiglione 11/2005) La legge comunitaria,direttamente o attraverso deleghe legislative abroga le norme interne incompatibili col diritto comunitario,recepisce direttive e altri atti non direttamente applicabili e predispone tutte le misure di esecuzione necessarie alla piena applicazione delle norme europee in Italia. Il relativo disegno di legge è presentato dal governo alle camere entro la fine di gennaio viene assegnato in sede referente alla commissione politiche dell’u.e Scopo della legge comunitaria annuale è quello di dare attuazione ad obblighi nuovi,contenuti in fonti comunitarie non recepite

27

Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome