Prepara gli esami con i nostri Tutor Online prova gratis

Elettrocardiogramma, Appunti di Fisiologia. Università Magna Graecia di Catanzaro

Fisiologia

Descrizione: Lezione di fisiologia dell'apparato cardiovascolare -Elettrocardiogramma-
Mostro le pagine  1  -  2  di  3
La preview di questo documento finisce qui| Per favore o per leggere il documento completo o scaricarlo.
Informazioni sul documento
Caricato da: psycosys
Visite: 1000+
Downloads : 2
Universita: Università Magna Graecia di Catanzaro
Materia: Fisiologia
Data di caricamento: 03/02/2011
Incorpora questo documento nel tuo sito web:

ECG TIROCINIO.

Il principio dell’ecg è registrare l’attività elettrica del cuore. È stata codificata a 12 derivazioni standard. Ci servono gli arti e il torace. 4 derivazioni unipolari sono le pinze che vengono posizionate agli arti. GIRONE giallo rosso e nero. Rosso va al braccio ds, giallo al braccio sn, nero alla gamba sn.

si possono usare tante cose per facilitare la conduzione che una volta erano in bagno d’oro e la migliore è l’alcol.

6 derivazioni precordiali da V1 a V6. Rosso giallo verde marrone nero e viola. 4 spazio intercostale margino sternale di ds V1 (o C1) 4 spazio intercostale margino sternale di sn V2 (o C2) 5 spazio intercostale itto della punta V4 Tra V2 e V4 ci sta V3 Sulla stessa linea di V4 ascellare anteriore V5 Sulla stessa linea di V4 ascellare media V6

L’ecg registra attività elettrica e non c’entra nulla con la meccanica, anche se l’elettricità serve ad essa. Si può avere infatti dissociazione elettromeccanica, cioè si ha attività elettrica ma il cuore non batte più.

La prima onda è l’onda P, si ha il segmento PR, il complesso QRS (Q è la prima onda negativa dopo P, R è la prima positiva dopo P, S è la seconda positiva), si ha poi il segmento ST a cui seguirà l’onda T. P rappresenta la depolarizzazione degli atri, PR rappresenta l’isoelettrica, QRS è la depolarizzazione dei ventricoli, T è la ripolarizzaizone dei ventricoli. La ripolarizzazione atriale non si vede perché temporalmente capita con la ripolarizzaizone dei ventricoli che è più grande e la copre. In rarissimi casi si vede e può simulare quadri elettrocardiografici particolari. Hanno tutti unità di misura. La carta scorre a 25mm/s su carta millimetrata. Ogni quadratino è uguale a 0,04secondi. Ogni 5 quadratini c’è una linea più spessa.

L’onda P dura max 0,08 secondi, cioè 2 quadratini. Il segmento PR dura tra 0,12 e 0,20 secondi, cioè da 3 a 5 quadratini. Il complesso QRS è compreso in 0,08 secondi, cioè 2 quadratini. Fino a 0,10 è lievemente ritardata la conduzione, se si superano i 0,12 secondi cioè i 3 quadratini si entra nella patologia franca di conduzione. L’intervallo ST serve per valutare i disturbi ischemici del cuore. Quello che il cuore riduce per aumentare i battiti è la diastole quindi è fondamentale misurare QT, che ha dei range che vengono normalizzati per la frequenza cardiaca. Il max nelle donne è 450 che è un numero puro perché è un rapporto. Sotto 45 battiti al minuto non si riesce più a normalizzare il valore.

Una cellula che si è depolarizzata non è più in grado di rispondere ad un altro stimolo per il tempo di recupero della sua stabilità ionica. Esiste un periodo refrattario assoluto ed uno relativo in cui uno stimolo sopra soglia (sovra liminare?) può generare una nuova depolarizzazione oppure dei post potenziali che di solito sono figli di una conduttanza alterata che creano una piccola nuova depolarizzazione che può scatenare delle aritmie. Dopodiché si torna alla fase di quiescenza. La capacità a depolarizzarsi è legata al canale Funny smuovere il potenziale di riposo della cellula

per smuovere un flusso di ioni che entrano nella cellula e fanno salire il potenziale d’azione fino al livello soglia di -70 da cui parte l’impulso elettrico. Tutto riprende a funzionare. Sul nodo del seno ci sono impulsi del sistema autonomino molto ben rappresentati ma il sistema vagale (simpatico) agisce di più sul nodo atrioventricolare piuttosto che sul nodo del seno. Il sistema di conduzione distribuisce il segnale a tutto il cuore. Nell’atrio esistono delle strade ben delineate che portano la depolarizzazione in maniera preferenziale e non solo per contiguità sia tra gli atri (Bachmann e James), la Thorel sull’atrio di destra e la Wenckebach al nodo atrioventricolare. Il nodo atrioventricolare funziona da scambio, insieme agli apparati valvolari di contenimento. Il nodo atrioventricolare ha una depolarizzazione che è calcio-dipendente quindi ritarda gli impulsi e non sodio-dipendente. Poi scende il fascio di His, la branca sinistra e la branca sinistra. La sinistra si divide grossolanamente in due “fascicoli” (anteriore e posteriore sinistro) che in realtà sono circa 3 o 4. Ognuno porta l’impulso in una zona specifica. Partono poi le terminazioni che sono le fibre del Purkinje.

Il nome delle onde deriva dal fatto che Einthoven inizialmente aveva registrato le onde capovolte e poi usava un trasformatore per la registrazione effettiva.

Le donne hanno un’onda T negativa che arriva fino a V2 o V3 in età adolescenza o in casi di persistenza di onda T giovanile.

Perché 12 derivazioni?? Einthoven pensò di considerare il cuore all’interno di un triangolo che aveva come lati le braccia ed una gamba, la ds. La sn rappresenta il riferimento ed è l’elettrodo che non registra e serve a costituire quando serve la massa cioè il polo negativo. Le derivazioni si dividono in unipolari e bipolari, periferiche e procordali. Le periferiche sono D1, D2 e D3. Sono le uniche dipolari e usiamo due poli ponendo il cuore al centro. Le unipolari sono AVR, AVL, AVF se sono periferiche e le precordiali. Quando la derivazione è unipolare significa che il cuore indica il catodo. Quando è dipolare un elettrodo rappresenta l’anodo e l’altro il catodo. Ogni derivazione guarda un pezzettino di cuore. Il punto elettrico va dal positivo al negativo.

AVL è grosso modo il braccio sinistro. Guarderà la parete libera del ventricolo sn. L’elettrodo registra il fronte d’onda che si avvicina. Quando il fronte d’onda, che è dato dalla sommatoria di tutte le depolarizzazione di tutte le cellule cardiache, genererà un vettore che si muoverà verso l’elettrodo, l’elettrocardiografo disegnerà un’onda positiva. Se il vettore si allontana, disegnerà un’onda negativa.

In ogni momento so qual è il vettore risultante e verso dove sta andando.

Questo ci consente di costruire l’asse elettrico di qualsiasi onda noi abbiamo. Dividendo la depolarizzazione ventricolare in tre fasi, i vettori delle tre fasi verranno scomposti così: il primo va dal dietro in avanti, il secondo va dall’alto in basso, il terzo va dal basso avanti in alto dietro. Questo ci danno QRS. Se li proiettiamo su ogni singola derivazione vedremo questo:

immaginiamo che la derivazione unipolare è AVL. Alla prima porzione del vettore succederà che se è negativa lo vede allontanarsi. Dopodiché abbiamo una grande onda positiva quindi quella derivazione vede avvicinarsi il vettore. Poi il vettore va

verso dietro quindi vede il vettore che se ne va, si allontana. Noi vediamo come si comporta spazialmente il vettore.

Nelle bipolari avremo la connotazione delle altre derivazioni periferiche che sono le uniche che ci consentono di stabilire qual è l’asse elettrico del cuore.

L’asse elettrico del cuore si trova dove c’è l’onda R più grande. (V2 si trova a +60°). L’asse elettrico normale del cuore ricade tra 0° e 90°

Per considerare il cuore destro poiché lo vede solo AVR si fa lo speculare dell’ecg normale. Si fa anche in caso di destrocardia.

Dal punto di vista elettrico un infarto è un buco. Quindi si vedrà quello che c’è all’altra parte.

Calibrazione: una linea che dura 10 quadratini. Se non si ha impedenza l’onda può venire alta (o anche in caso di ipertrofia atriale sinistra per esempio) e quindi la macchina per farla entrare tutta la disegna dimezzata. In pratica l’onda reale è il doppio di quella disegnata.

Docsity non è ottimizzato per il browser che stai usando. Per una miglior fruizione usa Internet Explorer 9+, Chrome, Firefox o Safari! Scarica Google Chrome